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Questa pagina è riservata alle comunicazioni dell'Associazione ed agli interventi dei soci su argomenti di loro interesse. Per posizionare il proprio intervento è sufficiente inviare la comunicazione ad agireverde@tin.it, spiegando brevemente di cosa si tratta, ricevendo in seguito le necessarie istruzioni per la pubblicazione.
per costruire un processo partecipativo dal basso, finalizzato ad un nuovo modello di sviluppo.
Sabato
28.11.09
a Livorno, alla Coop di via Settembrini (

è stata inoltrata una proposta alla Provincia di Livorno per un Corso di formazione sul “Parco dei Monti Livornesi”, articolato in lezioni con foto-proiezioni e trekking di conoscenza ambientale.
Viene richiesto il patrocinio e la collaborazione per l’organizzazione di un corso-evento sul parco dei Monti Livornesi e sui territori circostanti, finalizzato alla conoscenza e valorizzazione di tale patrimonio naturalistico, avendo letto dell’approvazione del regolamento del parco (Luglio 2008) ma non avendo ancora visto sul terreno gli effetti di tale normativa e desiderando invece che la conoscenza del parco si estenda, diventando esso una presenza viva per i tre Comuni interessati Livorno, Rosignano e Collesalvetti.
La nostra proposta va quindi, oltre che in tale direzione, anche in quella di :
§ individuare collettivamente delle proposte praticabili per migliorare lo stato dei nostri territori naturali in termini di maggiore fruibilità (cartellonistica, sentieri, carta del parco), di turismo ambientale e didattico (porte del parco);
§ di protezione del territorio da pratiche che a nostro parere sono da evitare ( moto-cross e scarico di rifiuti);
§ di diffondere anche in ambito regionale e nazionale tale territorio promuovendo iniziative ed itinerari.
Riteniamo auspicabile, in definitiva, la creazione di una “Comunità del Parco” che collabori alla gestione di tale territorio, alla sua promozione e che valorizzi la partecipazione dei cittadini.
Questo il progetto per un corso/evento annuale:
La proposta si rivolge alla Provincia di Livorno per una fertile collaborazione da parte della nostra associazione e del gruppo archeologico del Museo di “Storia Naturale” del Mediterraneo. In itinere potrebbero aggregarsi altri soggetti che lavorano sulle tematiche. L’idea è quella di abbinare una lezione con foto-proiezioni in una serata settimanale con un evento trekking di conoscenza e studio domenicale.
Una possibile articolazione potrebbe essere quella di seguito individuata; il tutto ovviamente con possibilità di ricalibrazione non avendo per ora contattato nemmeno tutti i relatori proposti:
1- Il parco dei “Monti Livornesi” Stato attuale dei regolamenti, normative e prospettive;
Inquadramento del parco nell’ambito delle aree protette regionali.
possibile relatore : dott.ssa Francesca Ruggeri (Provincia di Livorno);
2- Testimonianze dal passato: dalla Preistoria all’Età contemporanea, emergenze da tutelare e valorizzare;
possibili relatori: Preistoria (F. Sammartino);
Medioevo, Età moderna e contemporanea (R. Branchetti);
3- Minerali e paesaggi geologici
possibile relatore : F. Sammartino;
4- Particolarità floristiche e faunistiche
possibili relatori: Mairo Mannocci, Bruno Quochi, R. Branchetti
5- Il parco e la città : paesaggi, relazioni e sinergie;
possibili relatori prof. arch. Pizziolo Università di Firenze;
ing. Picardi S. presidente AgV..
Le prime quattro conferenze con foto-proiezioni dovrebbero essere seguite da 4 trekking interessanti le zone di maggiore interesse del parco, guidate da esperti e aperte ad un massimo di 30 cittadini, con la possibile opzione di una loro reiterazione. I trekking dovrebbero riguardare i territori dei Comuni interessati al Parco, Livorno, Rosignano e Collesalvetti. Essi dovrebbero avere rimandi e collegamenti alle conferenze ma anche una loro autonomia finalizzata alla conoscenza generale del parco ed in generale del territorio naturale.
f.to:
Roberto Branchetti
(presidente gruppo archeologico
Museo Storia Naturale del Mediterraneo)
Salvatore Picardi
(presidente Agire Verde)
Livorno 28.09.2009
Sintesi del libro di F. Gesualdi “ L’altra via “, di Antonio Careddu
per costruire un processo partecipativo dal basso:
La globalizzazione impoverisce la classe lavoratrice mondiale e la costringe ad indebitarsi, ma questo porta al crollo l’intera economia. Le crisi ambientale e climatica impediscono di tornare alla crescita giacchè i nostri consumi hanno superato la capacità della terra di generare risorse. Dal punto di vista sociale poi, sappiamo che il 20% della popolazione mondiale possiede l’86% della ricchezza, mentre il 40% ha solo il3% . Bisogna quindi passare ad un sistema equo, sostenibile solidale e sobrio perché tutti possano vivere . Occorre quindi garantire le condizioni che attengono al piano dei diritti, alla qualità della vita e dell’ambiente, ciò che si definisce benvivere. Le vie della sobrietà si possono riassumere in alcuni consigli fra cui . evitare l’inutile e l’usa e getta, riusare, condividere beni durevoli, riparare, riciclare ,investire in energie rinnovabili, far attenzione agli imballaggi ,consumare locale e biologico.
Per coniugare sostenibilità, piena occupazione e diritti per tutti occorrono tre capovolgimenti : politici culturali e organizzativi .Dobbiamo ridefinire i percorsi preferenziali dell’economia non considerandola solo come mercato ma articolata in un’economia del fai da te, in quella della solidarietà collettiva e in quella dello scambio mercantile.
L’economia del fai da te ci fa recuperare sicurezza e libertà e si può entrare in un rapporto di scambio tra pari . Non solo scambi di oggetti sulla base del baratto ,ma anche scambio di servizi sulla formula delle banche del tempo che sostituisce lo scambio delle attività allo scambio del denaro.
Per le grandi scale servono però forme più organizzate che possano rispondere ai bisogni ed ai desideri .I bisogni o diritti fondamentali non appartengono al mercato ma alla comunità organizzata che, oggi, vi fa fronte con il meccanismo fiscale. Questo significa far dipendere le risorse dal buon andamento dell’economia. Ora che questa non può più crescere , bisogna far funzionare l’economia pubblica non con la tassazione del reddito ,ma con la tassazione del tempo per cui tutti veniamo a passare parte del nostro tempo in un servizio pubblico. Avremo così beni e servizi gratuiti in cambio di lavoro gratuito. Si potrebbe anche far funzionare la macchina pubblica attraverso il lavoro dei cittadini. In concreto, ogni adulto potrebbe mettere a disposizione della comunità qualche giorno al mese; avrebbe in cambio garantito il diritto di accedere gratis ai servizi pubblici. Si riattiverebbe così , la coesione sociale e la forza della comunità . Per garantire al pubblico piena autonomia, dobbiamo assicurargli un retroterra produttivo in modo da non costringerlo a comprare sul mercato tutto ciò che serve.
Il mercato infine,si occuperebbe dei desideri sottostando alle regole che tutelano l’interesse collettivo. Il benvivere esige una miscela corretta di fai da te, di economia pubblica e di mercato. Ogni individuo viene inserito nei tre comparti e la flessibilità deve essere al servizio dei lavoratori perché possano scegliere in base alle proprie esigenze di reddito.I cambiamenti del sistema richiedono tempi lunghi. Occorre indicare alle persone l’obiettivo verso cui andare,un lavoro da svolgere in maniera collettiva e tornando alla politica vera.Cambiare è possibile ,facciamolo con coerenza e il sostegno della gente. Opponiamoci all’avanzata di scelte distruttive, presidiamo il territorio con gruppi di cittadini,trasformiamo il sistema in un’ottica di sostenibilità. Con la crisi bisogna aggrapparci a due ancore: la solidarietà collettiva e la creazione di posti di lavoro nell’economia sostenibile come la riconversione dell’industria meccanica per produrre mezzi di trasporto collettivi, il potenziamento e rifacimento della rete idrica, il rafforzamento di molte infrastrutture e servizi di pubblica utilità.Produrre poi per i bisogni del sud del mondo contribuirebbe al loro sviluppo e sosterrebbe la nostra economia, mentre la riduzione dell’orario di lavoro ci permetterebbe di avere la piena occupazione e dividere la ricchezza più equamente fra salari e profitti. Per realizzare tutto questo, le associazioni, i gruppi, i movimenti sociali oggi numerosi ma separati, dovranno relazionarsi tra loro organizzando strutture di collegamento al livello nazionale ed anche internazionale.Dobbiamo costruire un grande movimento all’interno del quale ogni gruppo mantiene la sua identità e specificità d’azione, ma contemporaneamente porta avanti un comune progetto politico. Mandate un messaggio di adesione per costruire un processo partecipativo dal basso.
Indirizzo.
Centro nuovo modello di sviluppo, via della Barra 32 , 56019 Vecchiano ( Pi ).
Email: coord@cnms.it
Il libro di cui questo è un estratto:
l'altra via - dalla crescita al benvivere, programma per una economia della sazietà
Manifesto
oltre la crisi
di Francesco GesualdiDall’autore della “Guida al consumo critico”, “Il mercante d’acqua” e “Sobrietà”, un breve saggio che è un invito a scrollarsi di dosso il senso di impotenza di fronte alla crisi per costruire un nuovo sistema economico.Una riflessione sulla necessità di una “altra economia” che faccia i conti con i limiti del pianeta, ma nel contempo sappia garantire sicurezze e dignità a tutti. Un’economia possibile e addirittura buona per tirarci fuori dalla crisi.
Per acquistarlo, costa 3 euro, è possibile andare alla Gaia scienza di via Cairoli oppure c/o l’associazione Italia-Nicaragua in Piazza J. Monnet 4 Bottega Del Mondo (alla Scopaia) o contattando direttamente il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, via della Barra, n.32 I - 56019 Vecchiano (Pi)
tel. 050-826354 - fax 050-827165 - e-mail: coord@cnms.it
una breve descrizione del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano
Ci chiamiamo Centro Nuovo Modello di Sviluppo, ma siamo tre famiglie. Viviamo insieme da venti anni, ma non siamo una comunità. Naturalmente crediamo nel valore della vita in comune, ma non siamo pronti per questa scelta. Del resto, quando siamo partiti, alla fine degli anni '70, eravamo animati essenzialmente da ragioni di efficacia sociale e politica.

Eravamo già famiglie impegnate sul fronte sociale tramite l'affido familiare, e sul fronte politico tramite l'attività sindacale, la cooperazione internazionale, il volontariato. Ma ci eravamo resi conto che a fronte dei nostri sforzi ottenevamo risultati scarsi. Sul fronte sociale le difficoltà provenivano dal vivere in quartieri mal disposti ad accettare presenze scomode. Sul fronte politico provenivano dalla frammentazione del tempo, dalla mancanza di una sede e di mezzi per divulgare le nostre idee e le nostre proposte. Concludemmo che se avessimo potuto vivere in uno stesso caseggiato, in cui condividere spazi, progetti e momenti comuni, avremmo potuto fare di più. Così ci mettemmo in cerca di un casale sufficientemente grande da accogliere tre o quattro nuclei familiari e già predisposto per tirarci fuori degli spazi familiari autonomi e altri spazi comuni. Questa casa l'abbiamo trovata a Vecchiano, nei pressi di Pisa, e dopo cinque anni di duro lavoro, per rimetterla a posto, siamo entrati nel vivo del nostro progetto.
Sul piano della convivenza ogni nucleo familiare ha un proprio spazio. Da questo punto di vista assomigliamo molto a un condominio, con la differenza che non siamo vicini per caso, ma per scelta. Nel contempo condividiamo un progetto e vari momenti della giornata. Il che ci fa assomigliare a una comunità. Oltre alle iniziative sociali e politiche condividiamo la manutenzione della casa e vari servizi comuni come il pollaio, l'uliveto, la gestione della caldaia a legna. In più tutte le sere ceniamo insieme facendo a turno per la preparazione del pasto e della rigovernatura.
Sul piano economico varie esperienze ci hanno mostrato che la gestione comunitaria dei soldi presenta più complicazioni che vantaggi. Così abbiamo preferito che ogni famiglia avesse la propria autonomia finanziaria, con un membro che lavora fuori per riportare uno stipendio. Ciò non di meno, per ogni servizio comune abbiamo una cassa comune a cui ogni famiglia contribuisce con un metodo di calcolo particolare a seconda del servizio in questione. Ad esempio per la cassa cucina abbiamo fissato una quota a pasto, mentre per la cassa a cui attingiamo per le spese generali abbiamo allestito un complesso sistema di tassazione interna che tiene conto del reddito e del carico familiare. In conclusione la gestione dei soldi non ci ha mai creato problemi.
Abbiamo una buona intesa anche rispetto allo stile di vita che noi consideriamo benestante, ma che i nostri amici considerano sobrio. In effetti cerchiamo di non buttare via nulla, facciamo la scelta differenziata dei rifiuti e cerchiamo di usare l'energia con parsimonia. Viviamo in campagna ed abbiamo un'automobile a famiglia, ma privilegiamo l'autobus per andare in città, mentre per le lunghe distanze utilizziamo il treno. Per raggiungere l'autobus utilizziamo la bicicletta e se dobbiamo muoverci da soli su distanze medie, mal servite dai servizi pubblici, utilizziamo lo scooter.
Sul piano dell'impegno sociale, noi pensiamo che di fronte al disagio e all'emarginazione bisogna dare sempre due risposte: la solidarietà diretta e la politica. La prima per tamponare, la seconda per risolvere. E' chiaro che all'affamato, al senza famiglia, all'analfabeta, non si può chiedere di soddisfare i suoi bisogni dopo la rivoluzione. Bisogna dargli subito la possibilità di nutrirsi, di avere una casa, di istruirsi. Per questo la solidarietà immediata è fondamentale. A questo proposito noi ci siamo dedicati prevalentemente all'affido familiare perché è il gesto più naturale che possiamo compiere come famiglie. Nello stesso tempo sappiamo che se limitiamo il nostro impegno all'assistenza rischiamo di condannare chi si trova in stato di bisogno a rimanerci per sempre. Ecco la necessità della politica per rimuovere le cause profonde che generano disagio ed emarginazione. Per questo nella nostra casa abbiamo una sorta di centro studi e dedichiamo molto tempo alla formazione, all'informazione, alle campagne.
Abbiamo cominciato la nostra attività ponendoci una domanda angosciante: come mai un mondo tanto ricco produce tanta povertà. Che il mondo sia ricco lo sperimentiamo tutti i giorni. Basta che guardiamo come ci vestiamo, come viaggiamo, cosa mettiamo nei nostri piatti. Ci sfugge, invece, che questa condizione è riservata a pochi. Solo il 20% della popolazione mondiale vive secondo il nostro standard di vita. L'altro 80% vive in condizioni di miseria. Un 50% vive addirittura in condizione di povertà assoluta, una situazione che non consente di soddisfare neanche i bisogni fondamentali come il cibo, l'acqua potabile, la medicina di base, l'istruzione minima.
Per capire le ragioni di tanta ingiustizia ci siamo buttati a capofitto nello studio dell'economia mondiale ed abbiamo capito che la povertà non è una fatalità, ma il risultato di un'economia assurda organizzata per servire esclusivamente l' interesse dei mercanti. Più in particolare è il frutto dello scambio ineguale, del debito, dello sfruttamento del lavoro.
Ma aver capito non ci è bastato, perché noi non siamo un centro di ricerca fine a se stesso. Noi siamo militanti e facciamo ricerca per indicare a noi e agli altri come possiamo opporci ai meccanismi ingiusti a partire dalla quotidianità. In altre parole concepiamo il sapere solo se è orientato all'azione. Per questo abbiamo cercato di sciogliere un altro nodo. Abbiamo voluto capire che ruolo giochiamo all'interno della macchina oppressiva perché solo così possiamo intervenire là dove siamo più determinanti. Per trovare la risposta ci è bastato mettere la testa dentro all'armadio e constatare che la nostra dispensa è ricolma di prodotti che vengono dal Sud del mondo. Oggi che siamo nell'epoca della globalizzazione perfino i nostri guardaroba traboccano di camicie, canottiere, scarpe provenienti dall'Asia, dall'America latina, dall'Africa del nord. Così abbiamo capito l'importanza strategica del consumo ed abbiamo cominciato a chiederci come potevamo trasformare questo momento da strumento di complicità con gli oppressori a strumento di liberazione per gli oppressi.
E' stata la scintilla che ha fatto partire tutto il ragionamento attorno agli stili di vita. Ad un tratto è apparso chiaro che la politica non si fa solo nella cabina elettorale o nelle manifestazioni di piazza. La politica si fa ogni momento della vita: al supermercato, in banca, sul posto di lavoro, all'edicola, in cucina, nel tempo libero, quando ci si sposa. Scegliendo cosa leggere, come, cosa e quanto consumare, da chi comprare, come viaggiare, a chi affidare i nostri risparmi, rafforziamo un modello economico sostenibile o di saccheggio, sosteniamo imprese responsabili o vampiresche, contribuiamo a costruire la democrazia o a demolirla, sosteniamo un'economia solidale e dei diritti o un'economia animalesca di sopraffazione reciproca. In effetti la società è il risultato di regole e di comportamenti e se tutti ci comportassimo in maniera consapevole, responsabile, equa, solidale, sobria, non solo daremmo un altro volto al nostro mondo, ma obbligheremmo il sistema a cambiare anche le sue regole perché nessun potere riesce a sopravvivere di fronte ad una massa che pensa e che fa trionfare la coerenza sopra la codardia, il quieto vivere , le piccole avidità del momento.
Ciò spiega perchè la nostra attività si concretizza nella stesura di guide per informare i consumatori sul comportamento delle imprese, nell'organizzazione di campagne, in suggerimenti sugli stili di vita. Un piccolo contributo per un grande cambiamento.
pubblicazioni : http://www.cnms.it/pubblicazioni
Sabato 28.11.09
a Livorno, alla Coop
di via Settembrini (La Fondazione Banco Alimentare Onlus raccoglie le eccedenze alimentari e le ridistribuisce ad Enti ed iniziative che, in Italia, si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri ed agli emarginati.
Per questo si pone al servizio, da un lato, delle aziende del settore che abbiano problemi di stock ed eccedenze perfettamente commestibili e, dall'altro, delle Associazioni ed Enti assistenziali che distribuiscono ai propri assistiti pasti o generi alimentari in via continuativa.
La rete Banco Alimentare è allora il tramite ideale perché l'eventuale "spreco" della filiera agro-alimentare diventi ricchezza per gli enti assistenziali che ogni giorno, con impegno e dedizione, accolgono i più poveri tra noi.
Come anticipato in indice, Sabato 28.11.09 la colletta alimentare si
svolgera'.a Livorno alla Coop di via Settembrini (
Si tratterà soltanto di raccogliere quello che la gente vorrà donare dal carrello della propria spesa..............la fascia oraria sarà così distribuita: dalle 8-11 o 11-14 o 14-17 o 17-20. Per maggiori informazioni sull'iniziativa e dare la propria adesione ci si dovrà rivolgere a Maria Pia Nacci e Antonino Incandela alla e mail antopia2007@tiscali.it , prima possibile ovviamente poichè le presenze vanno coordinate.
Per maggiori informazioni sull'associazione Banco Alimentare invece, vi rimandiamo al sito
http://www.bancoalimentare.it/
per dettagli sull'iniziativa: http://www.bancoalimentare.org/colletta/
L’esperienza di Maria Pia e le sue motivazioni
Approfitto di questo spazio per condividere con voi la mia esperienza della colletta alimentare.
Ho sempre o quasi sempre partecipato a questa iniziativa donando, come molti di voi, dei generi alimentari.
Nel 2007 mi è stato chiesto di mettere a disposizione 3 ore del mio tempo libero per partecipare alla colletta ed ho pensato…. PERCHE’ NO ?
L’anno scorso quando mi hanno proposto di fare la coordinatrice per la COOP in via A. Frank non ho esitato nemmeno un momento. Ho detto subito di SI..
E’ stato bello vedere la partecipazione di persone di tutte le età, religione e nazionalità, ed è stato anche bello sentir dire ai volontari ” CI VEDIAMO IL PROSSIMO ANNO.”
E’ stato emozionante anche vedere il magazzino di stoccaggio degli alimenti vuoto il giorno prima della colletta e trovarlo il giorno dopo pieno di scatole e pensare alle persone che hanno donato e alle persone che riceveranno.
Sono arrivata alla fine di questa giornata stanchissima, ma con una carica, una gioia dentro che mi ha fatto dimenticare tutta la fatica.
Cosi anche quest’anno sono qui a dare una mano alla colletta;
questa volta sono coordinatrice della COOP di via Settembrini, devo dire che all’inizio mi sono un po’ spaventata pensando alle dimensioni di questo supermercato.., ma poi.. ho accettato e sono contentissima di averlo fatto.
Se qualcuno fosse interessato a partecipare a questo gesto può contattarmi al 347 4061155 o inviare un e-mail: antopia2007@tiscali.it, indicando come oggetto “partecipazione colletta” nome cognome recapito telefonico Le fasce orarie sono le seguenti 8-11 11-14 14-17 17-20 .
Io sarò presente alla Coop via Settembrini tutto il giorno.
Maria Pia Nacci

Quello
che è importante in un’escursione, oltre a godersi il percorso e l’ambiente
in tutta calma, è ovviamente il non perdersi. Per questo occorrerà avere sempre
idea di dove siamo e di dove stiamo andando, se esistono abitazioni vicine,
fonti, etc.etc.etc. Non perdersi è importante, per noi stessi prima di tutto,
poiché non è piacevole trascorrere la notte al buio e con l’oscurità e,
soprattutto in montagna, è meglio aspettare l’alba prima di muoversi……….ma è anche
importante per gli altri, per chi ci aspetta soprattutto e anche per evitare di allertare i
soccorsi, se chi ci aspetta non ci vede tornare e sul posto non c’è campo per
telefonare. È uno dei modi più semplici e naturali ma molto approssimativo. Noi sappiamo che il sole sorge ad Est, tramonta ad Ovest e, alla nostra latitudine, verso mezzogiorno, l'ombra da noi proiettata sul terreno sarà sempre rivolta a Nord, ed ecco qui che con una certa approssimazione abbiamo stabilito i punti cardinali e quindi se in possesso di carte topografiche saremo in grado di orientarle nel modo più giusto.
Con l'orologio non si può ottenere la stessa precisione offerta da una buona bussola, ma il margine di errore è comunque basso. Per procedere con l'operazione si mette in piano un orologio analogico e si appoggia verticalmente uno spillo o uno stecco sul bordo dell'orologio stesso, in corrispondenza della direzione della lancetta delle ore. Si ruoterà l'orologio finché l'ombra proiettata dallo spillo coincida con la lancetta delle ore: ora la bisettrice dell'angolo formato dalla lancetta delle ore e le ore 12 del quadrante, nel verso opposto a quello del Sole, ci darà la direzione del Nord[3].
Si pianta al suolo un bastoncino orientato verso il sole e inclinato in maniera tale che non proietti alcuna ombra (a mezzogiorno sarà quasi verticale: all'alba o al tramonto sarà quasi adagiato al suolo). Si attende 15-20 minuti, in modo che il sole spostandosi proietti l'ombra del bastoncino: questa ombra punta sempre ad Est.
Nel caso in cui sia riconoscibile sulla carta il nostro punto di stazione, basterà individuare sul terreno un altro particolare riportato anche sulla carta e ruotando la stessa in modo da allineare i due punti ne otterremo l'orientamento e sul lato superiore corrisponderà il Nord. Quando invece non si conosce il punto di stazione, si individueranno sulla carta e sul terreno due punti caratteristici della zona, si traccia sulla carta una linea che li unisce e noi mettendoci su questo allineamento sapremo come orientarci.
Con il cielo sereno ci si può orientare cercando la Stella Polare. Per rintracciarla bisogna prima rifarsi all'Orsa Maggiore (grande carro); la Stella Polare si troverà sul prolungamento della congiungente le cosiddette "ruote" posteriori del Gran Carro ad una distanza pari a circa cinque volte l'intervallo tra le due "ruote". La stella polare si trova dunque alla punta del "timone" del Piccolo Carro o Orsa Minore.
Ovviamente si tratta dell'orientamento più efficace in qualsiasi condizione.
Altri particolari che ci possono aiutare nell'orientamento sono:
Per un maggiore approfondimento comunque, vi invitiamo a consultare questi siti (copia ed incolla) e……… buone passeggiate............in sicurezza!
http://www.trekkingapiedi.it/POrientamento.htm (consigli semplici ed illustrazioni su quanto sopra esposto)
http://www.unuciavezzano.it/lezioni.htm (in dettaglio, trattazione dei vari argomenti più approfondita)
http://it.wikipedia.org/wiki/Bussola (tutto sulla bussola)
UNA CORRETTA ALIMENTAZIONEquesto è uno schema dell’intervento del prof.Scalise, effettuato il 31.01.2010, in occasione della giornata di studio sulla corretta alimentazione, tenuta dall’associazione Agireverde.
Per i dettagli vi rimandiamo al link: http://www.agireverde.it/programma.htm
MODELLO ALIMENTARE MEDITERRANEO
1) IL GIUSTO SIGNIFICATO DEL TERMINE DIETA
Con il termine dieta si intende un regime alimentare equilibrato e vario, che
soddisfa i fabbisogni nutritivi e possibilmente ci permetta di mangiare con
piacere.
Per impostare un corretto regime alimentare si possono tenere presenti 3 parole
chiave :
MODERAZIONE perché gli eccessi alimentari si pagano con sovrappeso e obesità
VARIETÀ per non avere nessuna carenza;
EQUILIBRIO perché una buona dieta deve essere ben bilanciata.
Un modello alimentare della nostra tradizione è la DIETA
MEDITERRANEA:
La scoperta della dieta mediterranea è da attribuire al nutrizionista americano
Ancel Keys , vissuto per 40 anni in Italia.
Egli notò, per primo, che malattie cardiovascolari, in funzione
dell’alimentazione tipicamente mediterranea, erano molto limitate.
Studi dimostrarono che in soggetti, che si discostavano dagli schemi
mediterranei, era maggiore l’incidenza di malattie del “benessere”(diabete,arterosclerosi,
ecc..).
Da qui il successo internazionale e la popolarità della dieta mediterranea che
ripartisce in modo ottimale il quotidiano apporto calorico dei differenti
nutrienti.
Prodotti vegetali, primi fra tutti, cereali e i loro derivati:
Legumi, ortaggi, verdure, frutta e grassi vegetali (soprattutto l’olio d’oliva):
alimenti che integrano l’apporto proteico dato dai cereali, che
equilibrano la razione lipidica con le giuste quantità di acidi insaturi e
che forniscono una quantità fisiologicamente adeguata di fibra
alimentare.
Tale modello comprende anche alimenti del mondo animale, prediligendo carni
alternative a quelle bovine (pollo, coniglio, tacchino…).
Particolarmente favorito è il consumo di pesce; ugualmente importante è
l’abitudine al consumo del latte e dei suoi derivati, nonché un uso moderato del
vino.
IN CHE COSA CONSISTE IL MODELLO ALIMENTARE MEDITERRANEO?
Una caratteristica importante degli alimenti tipici della tradizione
mediterranea è la loro capacità a formare piatti unici (portata capace di
assicurare da sola tutti gli apporti nutritivi forniti da un primo e da un
secondo piatto; ad es. pasta con fagioli, pasta con ragù e formaggio…)
Il modello alimentare della nostra tradizione è un programma alimentare che
tende a favorire una minore assunzione di energia a parità di volume.
COME SEGUIRE IL MODELLO ALIMENTARE MEDITERRANEO NELLA VITA DI TUTTI I
GIORNI?
1: Suddividere l’alimentazione giornaliera in 5-6“appuntamenti”; ciò consente di
digerire più facilmente e di utilizzare al meglio i principi nutritivi contenuti
negli alimenti.
2: Consumare giuste porzioni di pasta, preferendo come condimento pomodoro e
olio d’oliva.
3: Usare come condimento l’olio d’oliva.
4: Ricorrere frequentemente a carni alternative.
5: Consumare pesce con regolarità (principalmente pesce azzurro)
6: Completare il pasto con verdure e frutta
fresca.
7: Accompagnare con modiche quantità di vino.
PIRAMIDE DELLA DIETA MEDITERRANEA
CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI ED EFFETTI BENEFICI DEI PRINCIPALI ALIMENTI
PRESENTI NELLA DIETA MEDITERRANEA
PASTA
La pasta è un alimento che apporta soprattutto amido (glucidi) e , in misura
molto inferiore, proteine con valore biologico non particolarmente elevato.
La farina di grano e di semola ha un basso contenuto di aminoacidi essenziali,
soprattutto di lisina (fattore limitante).
La pasta, comunque, non si mangia da sola, solitamente è associata ad una serie
di condimenti che ne migliorano il valore nutritivo, attraverso un meccanismo di
complementarizzazione del complesso aminoacidico.
La pasta non può essere considerata un importante
apportatore di minerali o di vitamine.
ORTAGGI E FRUTTA
Di rilievo la presenza di vitamina A, vitamina C, potassio, calcio, magnesio e
ferro (circa 1/5 della quantità raccomandata).
Sono ricchi di antiossidanti.
Regolano il bilancio idrico del nostro corpo (80-90% d’acqua).
Ricchi di FIBRA solubile (abbassa la concentrazione del glucosio e del
colesterolo nel sangue) ed insolubile (normalizza le funzioni intestinali) :
- mele con buccia , kiwi , patate , carote sono ricche di entrambe;
- insalate crude solo di quella insolubile;
- agrumi , carciofi , pesche solo di quella solubile.
ALCUNI ORTAGGI:
PATATE
Sono relativamente ricche di carboidrati (amido); contengono moderate quantità
di vitamina C, potassio e fosforo.
POMODORI
Sono fonte notevole di vitamina A e C, le cui funzioni essenziali sono
assicurare il buono
stato delle ossa, dei denti, dei vasi sanguigni e svolgere un azione
antiossidante e di protezione nei confronti delle infezioni.
CAROTE
Particolarmente allo stato crudo sono fonte di
carotene, essenziale per la protezione dei
tessuti e per assicurare la visione.
ALCUNI FRUTTI:
MELE
è un alimento utile per la salute, perché contiene vitamina B1 e C; ha
abbondante fibra; un modesto apporto calorico; il potassio prevale sul sodio;
svolge un azione antidiarroica e di regolazione del
colesterolo.
PERE
Sono adatte per chi soffre di intestino pigro e a chi non vuole ingrassare,
perché presentano molta
acqua .
FRAGOLE
Ottima fonte di vitamina C, buona fonte di potassio e zucchero, poco caloriche.
UVA
Ha alcune azioni terapeutiche: antichetogeniche, diuretiche e di stimolo
dell’appetito.
LEGUMI
Consumati più frequentemente nel nostro
Paese: fagioli, piselli, lenticchie, ceci e fave.
OLIO D’OLIVA
Composizione: 99% trigliceridi, 1% frazione insaponificabile.
Buona fonte di acidi grassi essenziali, (70-80%di ac oleico, 10%di ac.linoleico/linolenico,
7-15% di ac. Palmitico, 2-3% di ac. Stearico) sostanze antiossidanti(tocoferoli
Fenoli), che gli consentono di
mantenere una certa stabilità.
Possiede una concentrazione elevata di B-sistirolo, che riduce l’assorbimento
intestinale del colesterolo.
Tra gli alcoli terpenici di particolare interesse è il cicloartenolo, che
favorisce l’escrezione fecale del colesterolo.
Facilita la Digestione mediante la liberazione di colecistochinina che fa
contrarre la cistifellea ed attivare la peristalsi dell’intestino tenue
migliorandone l’azione della bile sull’emulsione dei
grassi.
LATTE E SUOI DERIVATI
robiola
stracchino
fontina
CARNE
La composizione della carne fresca dipende da: specie, età, sesso, stato
fisiologico e alimentazione dell’animale.
I costituenti che maggiormente variano sono l’acqua e il grasso.
Il VINO
Il vino se bevuto in dose moderate e in maniera frazionata, prima e dopo i
pasti, svolge un azione
favorevole sulle attività digestive, stimolando la secrezione salivare e la
secrezione gastrica mediata
dalla gastrina.
Effetti Benefici: dilatazione delle arterie coronarie, diminuzione dei
trigliceridi, rimozione dal sangue del colesterolo, effetti antitrombotici con
un ridotto rischio di coronaropatia.
CONCLUSIONI
UNA SANA DIETA deve ripartire in modo ottimale il quotidiano apporto calorico dei differenti nutrienti. La Dieta Mediterranea rappresenta un valido strumento di prevenzione nei confronti deL rischio da malattie cardiovascolari e di altre malattie degenerative in espansione nelle moderne società industriali.
Che c'è oggi a Livorno o vicino?
Il gruppo cultura, quello che organizza iniziative per musei, mostre ed aziende agricole, navigando quà e là, ha individuato un buon sito che informa sugli eventi livornesi e su quelli dei dintorni..........ve lo indichiamo:
http://www.liperli.org
Fermiamo “caccia no limits” nell’Anno della Biodiversità.
Riceviamo questo appello della L.I.P.U e volentieri lo diffondiamo, condividendolo:
Il Senato della Repubblica, venerdì 28 gennaio 2010, ha approvato tra le proteste generali l’articolo 38 della legge Comunitaria. In gioco, con questo articolo “ingannevole”, ci sono tante cose e tutte molto negative, che la LIPU riassume in poche parole: caccia “no limits”!
L’articolo 38 è anzitutto una beffa all’Europa, che da quattro anni attende invano dall’Italia risposte alle infrazioni commesse. Italia che abusa della caccia in deroga a specie protette; che non prevede alcun divieto di caccia nelle delicatissime fasi di riproduzione e migrazione degli uccelli; che non tutela abbastanza le zone di protezione speciale e gli habitat naturali.
Nessuna di queste risposte all’Europa arriverà, con l’articolo 38.
Ma in compenso, la situazione peggiorerà. Perché questo articolo allungherà la stagione di caccia, cancellando i limiti della stagione venatoria nazionale -oggi contenuta tra il 1° settembre e il 31 gennaio- aprendo così la strada a nuove, illegittime deroghe.
In sostanza, l’Italia sta dicendo all’Europa che risolverà un’infrazione aggiungendone un’altra!
Ma l’articolo 38 è anche un grave e concreto danno alla Natura.
Perché si potrà cacciare ad agosto, con i piccoli uccelli ancora dipendenti dai genitori, o nel delicato mese di febbraio, quando i migratori sono nel pieno del loro viaggio di ritorno verso i luoghi di riproduzione.
Natura già ferita da mille assalti: la distruzione degli habitat, i cambiamenti climatici, l’inquinamento ambientale, lo scempio al territorio e al paesaggio.
Natura che ci chiede ben altro, e cioè rispetto, cura, attenzione, conoscenza.
L’articolo 38 è poi una ferita al diritto, alla chiarezza, alla trasparenza della politica. Perché la sua approvazione al Senato si è consumata tra sotterfugi, trucchi, piccoli inganni, pressioni indebite, cose nascoste o mistificate.
Infine, l’articolo 38 è un raggiro delle persone, degli italiani. Di quell’86% di italiani (sondaggio IPSOS per LIPU etc.) contrari ad ogni allungamento della stagione venatoria.
Lo hanno forse chiesto, agli italiani, se la caccia ad agosto e a febbraio è davvero cosa gradita?
Il 2010 è l’anno internazionale della Biodiversità. Ci sono tante cose da fare: natura da conoscere e proteggere, voli da salutare, boschi e alberi con cui respirare. La Biodiversità: un mondo infinito e meraviglioso.
Cosa c’entrano i fucili e il piombo con tutto ciò?

Noi amiamo la natura e la biodiversità.
Presto l’articolo 38 andrà alla Camera, fermiamolo, tutti insieme!
per ulteriori informazioni e firmare la petizione L.I.P.U. è possibile contattare Silvia Mascagni,
Silvia Mascagni
Resp.le Educazione
Riserva Naturale Provinciale Lago di Santa Luce - Oasi LIPU -
Via Rosignanina, 35 56040 Santa Luce (PI)
3357008565
sivia2001@alice.it
antipolitica? MOVIMENTO A 5 STELLE
Si sente spesso dire che non c’è molta differenza tra PD e PDL, tant’è che benché la politica governativa attuale non abbia portato che chiacchiere, lasciando che la crisi devastasse impunemente il Paese, le ultime elezioni regionali hanno detto che PDL (che comunque si è preso Piemonte e Lazio) no…………….ma neppure PD.
Sia PD che PDL però, sono sempre stati uniti nel definire la politica del movimento a 5 stelle una antipolitica………………………….ecco, questo è il programma del movimento, vi sembra antipolitica? (aprile 2010)
PROGRAMMA
L'organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente. Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito La Costituzione non è applicata. I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio. - Abolizione delle province - Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti - Abolizione del Lodo Alfano - Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico - Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica - Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo - Divieto per i parlamentari di esercitare un'altra professione durante il mandato - Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali - Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato) - Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati - Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato - Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action - Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum - Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare - Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria - Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini
Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più. Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano. Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno. Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei seguenti punti: - Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici - Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti - Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti - Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava - Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei. Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60%. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, è inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica. Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti: - Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti - Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc. - Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW - Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote - Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano - Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili - Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò - Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale - Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.
L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano. Le proposte: - Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano - Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche - Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l'azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10% - Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un'asta pubblica ogni cinque anni - Abolizione della legge del governo D'Alema che richiede un contributo dell'uno per cento sui ricavi agli assegnatari di frequenze televisione - Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l'azionariato diffuso con proprietà massima del 10% - Abolizione dell'Ordine dei giornalisti - Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici - Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai partiti - Abolizione della legge Gasparri - Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale - Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico - Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete - Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa - Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee - Tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo soggetto economico privato - Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni - Abolizione della legge Urbani sul copyright - Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a società editoriali - Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in anticipo in via cautelare all'atto della querela) - Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all'accesso wi fi.
- Introduzione della class action - Abolizione delle scatole cinesi in Borsa - Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate - Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate - Abolizione della legge Biagi - Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno - Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale - Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite - Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati - Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia) - Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato - Abolizione delle stock option - Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato - Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei - Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari - Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa - Favorire le produzioni locali - Sostenere le società no profit - Sussidio di disoccupazione garantito - Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).
- - Disincentivo dell'uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane - Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana - Istituzione dii spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette - Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane - Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo - Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti - Blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa - Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane - Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo - Copertura dell'intero Paese con la banda larga - Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro - Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici - Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet - Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio - Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane - Piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale.
- L'Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universali. Due fatti però stanno minando alle basi l'universalità e l'omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende inoltre ad organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi. GRATUITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DI ACCESSO - Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito - Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali - Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità FARMACI - Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all'estero) e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione - Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come avviene ad esempio in Gran Bretagna) INFORMAZIONE - Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici - Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice - Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a logiche commerciali - Sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità, volume dei casi trattati ecc.) di pubblico dominio MEDICI - Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci - separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di Operare nel privato - Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi alle tariffe richieste in sede privata - Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari ORGANIZZAZIONE - Liste di attesa pubbliche e on line
- familiari - Limitare l'influenza dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali attraverso la reintroduzione dei consigli di amministrazione LOTTA PER IL DOLORE - allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l'uso degli oppiacei (morfina e simili) RICERCA - Possibilità dell'8 per mille alla ricerca medico-scientifica - Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare - Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate alle disuguaglianze sociali e all’in- Istituzione di centri unici di prenotazione on line - Convenzioni con le strutture private rese pubbliche e on line - Investire sui consultori quinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti - Promuovere la ricerca sulle malattie rare e spesare le cure all'estero in assenza di strutture nazionali - Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale, la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione AMMINISTRATORI PUBBLICI - Eliminazione degli inceneritori - Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).
- - Abolizione della legge Gelmini - Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti - Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale - Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo - Abolizione del valore legale dei titoli di studio - Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica - Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti - Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza) - Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie - Investimenti nella ricerca universitaria - Insegnamento a distanza via Internet - Integrazione Università/Aziende - Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti.
Consueto appuntamento di mostre, convegni, conferenze,spettacoli, visite guidate, osservazioni astronomiche..............da aprile a giugno 2010, appuntamento con "Primavera della scienza" a Livorno.

Per tenersi aggiornati immediatamente sui fatti del giorno, inseriamo alcuni indirizzi consultabili........... se ne volete altri, indicateceli via e mail e saranno inseriti:
http://www.ilfattoquotidiano.it/
Gerardo ci segnala gli eventi dell'estate 2010 in Fortezza Vecchia, che, come spesso accade a Livorno sono molto poco evidenziati quasi che la cultura alla città non interessasse. Lasciando a voi la risposta ed una disamina sul peso della cultura a Livorno, vi rimandiamo al sito http://www.fortezzavecchia.eu/demo/eventi?page=1
MONITORAGGIO CETACEI TIRRENO MERIDIONALE
http://fidest.wordpress.com/2010/07/18/monitoraggio-di-cetacei/
Parte
a luglio 2010 il monitoraggio di cetacei lungo i circa 700 chilometri della
rotta dell’autostrada del mare da Catania a Civitavecchia. Ricercatori
dell’Associazione Ketos (http://www.ketos.sicily.it/)
e dell’Università di Catania, imbarcati a bordo delle navi della Grimaldi Lines
esploreranno una delle regioni marine meno conosciute in Italia, scopo
principale della campagna di monitoraggio è, infatti, quello di incrementare le
conoscenze delle popolazioni di cetacei del mari dell’Italia meridionale. Molte
specie di cetacei che vivono nei nostri mari sono protette da leggi nazionali o
accordi internazionali. Queste normative richiedono informazioni e programmi di
monitoraggio anche al fine di attivare azioni specifiche di tutela e
conservazione.
Il gruppo di ricerca entra così nel network Italiano di monitoraggio coordinato dall’ISPRA. Dal 2007, infatti, il Dipartimento Difesa della Natura, ha attivato un network con una rete di enti per realizzare un progetto di monitoraggio dei cetacei in simultanea e su larga scala che copre ad oggi i mari che vanno dal Tirreno al Mar Ligure occidentale. I diversi gruppi di ricerca, che sono responsabili per una o più tratte, sono: Università di Genova e Fondazione CIMA per la Savona-Bastia e Nizza-Calvi; Università di Pisa per la Livorno-Bastia; Accademia del Leviatano-CARICIV, Università La Sapienza di Roma per la Civitavecchia-Golfo Aranci. La rete in Italia è destinata ad ampliarsi e parteciperà al network europeo condividendo metodologia e dati raccolti.
Il progetto si avvale della preziosa collaborazione della Corsica-Sardinia Ferries e, dal luglio 2010, della Grimaldi Lines che ospitano i ricercatori a bordo delle proprie navi; anche Confitarma ha una parte attiva nel programma. Il metodo è relativamente semplice ed economico ma efficace: dai 2 ai 4 ricercatori esperti si imbarcano settimanalmente su alcune rotte fisse trans-regionali percorse da navi o traghetti di linea registrando la presenza delle diverse specie di cetacei incontrate, tutti i dati ambientali ed il traffico nautico. I risultati disegnano nel tempo tanti fotogrammi, che indicano quali specie sono più frequenti e dove e come cambia la situazione nel corso dei mesi e degli anni. Informazioni che permettono di “monitorare” sincronicamente e spazialmente lo stato delle popolazioni, correlandolo ai diversi fattori antropici ed ambientali che possono influenzare la presenza di questi animali, i loro ritmi migratori ed il loro diverso utilizzo degli habitat. Inoltre, il monitoraggio permette di individuare, lungo le principali rotte commerciali (le autostrade del mare) quali sono le aree ad alta densità di cetacei. La mappatura di queste aree permetterà, insieme a indicati comportamenti di navigazione, di prevenire collisioni le navi e le grandi balene.
Sarà possibile seguire gli avvistamenti di cetacei sul blog: http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/
Foto Mario Tringali
Associazione Scientifica KETOS
Info: 347 474086749
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