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Questa pagina è riservata alle comunicazioni dell'Associazione ed agli interventi dei soci su argomenti di loro interesse. Per posizionare il proprio intervento è sufficiente inviare la comunicazione ad agireverde@tin.it, spiegando brevemente di cosa si tratta, ricevendo in seguito le necessarie istruzioni per la pubblicazione.

è stata inoltrata una proposta alla Provincia di Livorno per un Corso di formazione sul “Parco dei Monti Livornesi”, articolato in lezioni con foto-proiezioni e trekking di conoscenza ambientale.

Viene richiesto il patrocinio e la collaborazione per l’organizzazione di un corso-evento sul parco dei Monti Livornesi e sui territori circostanti, finalizzato alla conoscenza e valorizzazione di tale patrimonio naturalistico, avendo letto dell’approvazione del regolamento del parco (Luglio 2008) ma non avendo ancora visto sul terreno gli effetti di tale normativa e desiderando invece che la conoscenza del parco si estenda, diventando esso una presenza viva per i tre Comuni interessati Livorno, Rosignano e Collesalvetti.

La nostra proposta va quindi, oltre che  in tale direzione, anche in quella di :

 

§        individuare collettivamente delle proposte praticabili per migliorare lo stato dei nostri territori naturali in termini di maggiore fruibilità (cartellonistica, sentieri, carta del parco), di turismo ambientale e didattico (porte del parco);

§        di protezione del territorio da pratiche che a nostro parere sono da evitare ( moto-cross e scarico di rifiuti);

§        di diffondere anche in ambito regionale e nazionale tale territorio promuovendo iniziative ed itinerari.

Riteniamo auspicabile, in definitiva,  la creazione di una “Comunità del Parco” che collabori alla gestione di tale territorio, alla sua promozione e che valorizzi la partecipazione dei cittadini.

Questo il progetto per un corso/evento annuale:

La proposta si rivolge alla Provincia di Livorno per una fertile collaborazione da parte della nostra associazione e del gruppo archeologico del Museo di “Storia Naturale” del Mediterraneo. In itinere potrebbero aggregarsi altri soggetti che lavorano sulle tematiche. L’idea è quella di abbinare una lezione con foto-proiezioni in una serata settimanale con un evento trekking di conoscenza e studio domenicale.

Una possibile articolazione potrebbe essere quella di seguito individuata; il tutto ovviamente con possibilità di ricalibrazione non avendo per ora contattato nemmeno tutti i relatori proposti:

1-     Il parco dei “Monti Livornesi” Stato attuale dei regolamenti, normative e prospettive;

Inquadramento del parco nell’ambito delle aree protette regionali.

            possibile relatore : dott.ssa Francesca Ruggeri (Provincia di Livorno);

2-     Testimonianze dal passato: dalla Preistoria all’Età contemporanea, emergenze  da tutelare e valorizzare;

possibili relatori: Preistoria (F. Sammartino);

Medioevo, Età moderna e contemporanea (R. Branchetti);

3-     Minerali e paesaggi geologici

      possibile relatore :  F. Sammartino;

4-     Particolarità floristiche e faunistiche

            possibili relatori: Mairo Mannocci, Bruno Quochi, R. Branchetti

5-     Il parco e la città : paesaggi, relazioni e sinergie;

possibili relatori prof. arch. Pizziolo Università di Firenze;

                                    ing.  Picardi  S.   presidente AgV..

Le prime quattro conferenze con foto-proiezioni dovrebbero essere seguite da 4 trekking interessanti le zone di maggiore interesse del parco, guidate da esperti e aperte ad un massimo di 30 cittadini, con la possibile opzione di una loro reiterazione. I trekking dovrebbero riguardare i territori dei Comuni interessati al Parco, Livorno, Rosignano e Collesalvetti. Essi dovrebbero avere rimandi e collegamenti alle conferenze ma anche una loro autonomia finalizzata alla conoscenza generale del parco ed in generale del territorio naturale.

f.to: 

Roberto Branchetti

(presidente gruppo archeologico

Museo Storia Naturale del Mediterraneo)

Salvatore Picardi

(presidente Agire Verde)

 

                                                                                              Livorno 28.09.2009

Sintesi del libro di F. Gesualdi  “ L’altra via “, di Antonio Careddu

per costruire un processo partecipativo dal basso:

La globalizzazione impoverisce la classe lavoratrice mondiale e la costringe ad indebitarsi, ma questo porta al crollo l’intera economia. Le crisi ambientale e climatica impediscono di tornare alla crescita giacchè i nostri consumi hanno superato la capacità della terra di generare risorse. Dal punto di vista sociale poi, sappiamo che il 20% della popolazione mondiale possiede l’86% della ricchezza, mentre il 40% ha solo il3% . Bisogna quindi passare ad un sistema equo, sostenibile solidale e sobrio perché tutti possano vivere . Occorre quindi garantire le condizioni che attengono al piano dei diritti, alla qualità della vita e dell’ambiente, ciò che si definisce benvivere. Le vie della sobrietà si possono riassumere in alcuni consigli fra cui . evitare l’inutile e l’usa e getta, riusare, condividere beni durevoli, riparare, riciclare ,investire in energie rinnovabili, far attenzione agli imballaggi ,consumare locale e biologico.

Per  coniugare sostenibilità, piena occupazione e diritti per tutti occorrono tre capovolgimenti : politici culturali e organizzativi .Dobbiamo ridefinire i percorsi preferenziali dell’economia non considerandola solo come mercato ma articolata in un’economia del fai da te,  in quella della solidarietà collettiva e in quella dello scambio mercantile.

L’economia del fai da te ci fa recuperare sicurezza e libertà e si può entrare in un rapporto di scambio tra pari . Non solo scambi di oggetti sulla base del baratto ,ma anche scambio di servizi sulla formula delle banche del tempo che sostituisce lo scambio delle attività allo  scambio del denaro.

Per le grandi scale servono però forme più organizzate che possano rispondere ai bisogni ed ai desideri .I bisogni o diritti fondamentali non appartengono al mercato ma alla comunità organizzata che, oggi, vi fa fronte con il meccanismo fiscale. Questo significa far dipendere le risorse dal buon andamento dell’economia. Ora che questa non può più crescere , bisogna far funzionare l’economia pubblica non con la tassazione del reddito ,ma con la tassazione del tempo per cui tutti veniamo a passare parte del nostro tempo in un servizio pubblico. Avremo così beni e servizi gratuiti in cambio di lavoro gratuito. Si potrebbe anche far funzionare la macchina pubblica attraverso il lavoro dei cittadini. In concreto, ogni adulto potrebbe mettere a disposizione della comunità qualche giorno al mese; avrebbe in cambio garantito il diritto di accedere gratis ai servizi pubblici. Si riattiverebbe  così , la coesione sociale e la forza della comunità . Per garantire al pubblico piena autonomia, dobbiamo assicurargli  un retroterra produttivo in modo da non costringerlo a comprare sul mercato tutto ciò che serve.

Il mercato infine,si occuperebbe dei desideri sottostando alle regole che tutelano l’interesse collettivo. Il benvivere esige una  miscela corretta di fai da te, di economia pubblica e di mercato. Ogni individuo viene inserito nei tre comparti e la flessibilità deve essere al servizio dei lavoratori perché possano scegliere in base alle proprie esigenze di reddito.I cambiamenti del sistema  richiedono tempi lunghi. Occorre indicare alle persone l’obiettivo verso cui andare,un lavoro da svolgere in maniera collettiva e tornando alla politica vera.Cambiare è possibile ,facciamolo con coerenza e il sostegno della gente. Opponiamoci all’avanzata di scelte distruttive, presidiamo il territorio con gruppi di cittadini,trasformiamo il sistema in un’ottica di sostenibilità. Con la crisi bisogna aggrapparci a due ancore: la solidarietà collettiva e la creazione di posti di lavoro  nell’economia sostenibile come la riconversione dell’industria meccanica per produrre mezzi di trasporto collettivi, il potenziamento e rifacimento della rete idrica, il rafforzamento di molte infrastrutture e servizi di pubblica utilità.Produrre poi per i bisogni del sud del mondo contribuirebbe al loro sviluppo e sosterrebbe la nostra economia, mentre la riduzione dell’orario di lavoro ci permetterebbe di avere la piena occupazione e dividere la ricchezza più equamente fra salari e profitti. Per realizzare tutto questo, le associazioni, i gruppi, i movimenti sociali oggi numerosi ma separati, dovranno relazionarsi tra loro organizzando strutture di collegamento al livello nazionale ed anche internazionale.Dobbiamo costruire un grande movimento all’interno del quale ogni gruppo mantiene la sua identità e specificità d’azione, ma contemporaneamente porta avanti un comune progetto politico. Mandate un messaggio di adesione per costruire un processo partecipativo dal basso.

Indirizzo.

Centro nuovo modello di sviluppo, via della Barra 32 , 56019  Vecchiano  ( Pi ).

Email: coord@cnms.it

Il libro di cui questo è un estratto:

l'altra via - dalla crescita al benvivere, programma per una economia della sazietà

 

         Manifesto oltre la crisi di Francesco Gesualdi

Dall’autore della “Guida al consumo critico”, “Il mercante d’acqua” e “Sobrietà”, un breve saggio che è un invito a scrollarsi di dosso il senso di impotenza di fronte alla crisi per costruire un nuovo sistema economico.Una riflessione sulla necessità di una “altra economia” che faccia i conti con i limiti del pianeta, ma nel contempo sappia garantire sicurezze e dignità a tutti. Un’economia possibile e addirittura buona per tirarci fuori dalla crisi.

Per acquistarlo, costa 3 euro, è possibile andare alla Gaia scienza di via Cairoli oppure c/o l’associazione Italia-Nicaragua in Piazza J. Monnet 4 Bottega Del Mondo  (alla Scopaia) o contattando direttamente il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, via della Barra, n.32 I - 56019 Vecchiano (Pi)

tel. 050-826354 - fax 050-827165 -  e-mail: coord@cnms.it

una breve descrizione del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano

Ci chiamiamo Centro Nuovo Modello di Sviluppo, ma siamo tre famiglie. Viviamo insieme da venti anni, ma non siamo una comunità. Naturalmente crediamo nel valore della vita in comune, ma non siamo pronti per questa scelta. Del resto, quando siamo partiti, alla fine degli anni '70, eravamo animati essenzialmente da ragioni di efficacia sociale e politica.

 

 

Eravamo già famiglie impegnate sul fronte sociale tramite l'affido familiare, e sul fronte politico tramite l'attività sindacale, la cooperazione internazionale, il volontariato. Ma ci eravamo resi conto che a fronte dei nostri sforzi ottenevamo risultati scarsi. Sul fronte sociale le difficoltà provenivano dal vivere in quartieri mal disposti ad accettare presenze scomode. Sul fronte politico provenivano dalla frammentazione del tempo, dalla mancanza di una sede e di mezzi per divulgare le nostre idee e le nostre proposte. Concludemmo che se avessimo potuto vivere in uno stesso caseggiato, in cui condividere spazi, progetti e momenti comuni, avremmo potuto fare di più. Così ci mettemmo in cerca di un casale sufficientemente grande da accogliere tre o quattro nuclei familiari e già predisposto per tirarci fuori degli spazi familiari autonomi e altri spazi comuni. Questa casa l'abbiamo trovata a Vecchiano, nei pressi di Pisa, e dopo cinque anni di duro lavoro, per rimetterla a posto, siamo entrati nel vivo del nostro progetto.

Sul piano della convivenza ogni nucleo familiare ha un proprio spazio. Da questo punto di vista assomigliamo molto a un condominio, con la differenza che non siamo vicini per caso, ma per scelta. Nel contempo condividiamo un progetto e vari momenti della giornata. Il che ci fa assomigliare a una comunità. Oltre alle iniziative sociali e politiche condividiamo la manutenzione della casa e vari servizi comuni come il pollaio, l'uliveto, la gestione della caldaia a legna. In più tutte le sere ceniamo insieme facendo a turno per la preparazione del pasto e della rigovernatura.

Sul piano economico varie esperienze ci hanno mostrato che la gestione comunitaria dei soldi presenta più complicazioni che vantaggi. Così abbiamo preferito che ogni famiglia avesse la propria autonomia finanziaria, con un membro che lavora fuori per riportare uno stipendio. Ciò non di meno, per ogni servizio comune abbiamo una cassa comune a cui ogni famiglia contribuisce con un metodo di calcolo particolare a seconda del servizio in questione. Ad esempio per la cassa cucina abbiamo fissato una quota a pasto, mentre per la cassa a cui attingiamo per le spese generali abbiamo allestito un complesso sistema di tassazione interna che tiene conto del reddito e del carico familiare. In conclusione la gestione dei soldi non ci ha mai creato problemi.

Abbiamo una buona intesa anche rispetto allo stile di vita che noi consideriamo benestante, ma che i nostri amici considerano sobrio. In effetti cerchiamo di non buttare via nulla, facciamo la scelta differenziata dei rifiuti e cerchiamo di usare l'energia con parsimonia. Viviamo in campagna ed abbiamo un'automobile a famiglia, ma privilegiamo l'autobus per andare in città, mentre per le lunghe distanze utilizziamo il treno. Per raggiungere l'autobus utilizziamo la bicicletta e se dobbiamo muoverci da soli su distanze medie, mal servite dai servizi pubblici, utilizziamo lo scooter.

Sul piano dell'impegno sociale, noi pensiamo che di fronte al disagio e all'emarginazione bisogna dare sempre due risposte: la solidarietà diretta e la politica. La prima per tamponare, la seconda per risolvere. E' chiaro che all'affamato, al senza famiglia, all'analfabeta, non si può chiedere di soddisfare i suoi bisogni dopo la rivoluzione. Bisogna dargli subito la possibilità di nutrirsi, di avere una casa, di istruirsi. Per questo la solidarietà immediata è fondamentale. A questo proposito noi ci siamo dedicati prevalentemente all'affido familiare perché è il gesto più naturale che possiamo compiere come famiglie. Nello stesso tempo sappiamo che se limitiamo il nostro impegno all'assistenza rischiamo di condannare chi si trova in stato di bisogno a rimanerci per sempre. Ecco la necessità della politica per rimuovere le cause profonde che generano disagio ed emarginazione. Per questo nella nostra casa abbiamo una sorta di centro studi e dedichiamo molto tempo alla formazione, all'informazione, alle campagne.

Abbiamo cominciato la nostra attività ponendoci una domanda angosciante: come mai un mondo tanto ricco produce tanta povertà. Che il mondo sia ricco lo sperimentiamo tutti i giorni. Basta che guardiamo come ci vestiamo, come viaggiamo, cosa mettiamo nei nostri piatti. Ci sfugge, invece, che questa condizione è riservata a pochi. Solo il 20% della popolazione mondiale vive secondo il nostro standard di vita. L'altro 80% vive in condizioni di miseria. Un 50% vive addirittura in condizione di povertà assoluta, una situazione che non consente di soddisfare neanche i bisogni fondamentali come il cibo, l'acqua potabile, la medicina di base, l'istruzione minima.

Per capire le ragioni di tanta ingiustizia ci siamo buttati a capofitto nello studio dell'economia mondiale ed abbiamo capito che la povertà non è una fatalità, ma il risultato di un'economia assurda organizzata per servire esclusivamente l' interesse dei mercanti. Più in particolare è il frutto dello scambio ineguale, del debito, dello sfruttamento del lavoro.

Ma aver capito non ci è bastato, perché noi non siamo un centro di ricerca fine a se stesso. Noi siamo militanti e facciamo ricerca per indicare a noi e agli altri come possiamo opporci ai meccanismi ingiusti a partire dalla quotidianità. In altre parole concepiamo il sapere solo se è orientato all'azione. Per questo abbiamo cercato di sciogliere un altro nodo. Abbiamo voluto capire che ruolo giochiamo all'interno della macchina oppressiva perché solo così possiamo intervenire là dove siamo più determinanti. Per trovare la risposta ci è bastato mettere la testa dentro all'armadio e constatare che la nostra dispensa è ricolma di prodotti che vengono dal Sud del mondo. Oggi che siamo nell'epoca della globalizzazione perfino i nostri guardaroba traboccano di camicie, canottiere, scarpe provenienti dall'Asia, dall'America latina, dall'Africa del nord. Così abbiamo capito l'importanza strategica del consumo ed abbiamo cominciato a chiederci come potevamo trasformare questo momento da strumento di complicità con gli oppressori a strumento di liberazione per gli oppressi.

E' stata la scintilla che ha fatto partire tutto il ragionamento attorno agli stili di vita. Ad un tratto è apparso chiaro che la politica non si fa solo nella cabina elettorale o nelle manifestazioni di piazza. La politica si fa ogni momento della vita: al supermercato, in banca, sul posto di lavoro, all'edicola, in cucina, nel tempo libero, quando ci si sposa. Scegliendo cosa leggere, come, cosa e quanto consumare, da chi comprare, come viaggiare, a chi affidare i nostri risparmi, rafforziamo un modello economico sostenibile o di saccheggio, sosteniamo imprese responsabili o vampiresche, contribuiamo a costruire la democrazia o a demolirla, sosteniamo un'economia solidale e dei diritti o un'economia animalesca di sopraffazione reciproca. In effetti la società è il risultato di regole e di comportamenti e se tutti ci comportassimo in maniera consapevole, responsabile, equa, solidale, sobria, non solo daremmo un altro volto al nostro mondo, ma obbligheremmo il sistema a cambiare anche le sue regole perché nessun potere riesce a sopravvivere di fronte ad una massa che pensa e che fa trionfare la coerenza sopra la codardia, il quieto vivere , le piccole avidità del momento.

Ciò spiega perchè la nostra attività si concretizza nella stesura di guide per informare i consumatori sul comportamento delle imprese, nell'organizzazione di campagne, in suggerimenti sugli stili di vita. Un piccolo contributo per un grande cambiamento.

pubblicazioni :                    http://www.cnms.it/pubblicazioni

Sabato 28.11.09 a Livorno, alla Coop di via Settembrini (la Rosa), ci sarà la colletta alimentare. Chi vuole venire a darci una mano per un paio d’ore?

La Fondazione Banco Alimentare Onlus raccoglie le eccedenze alimentari e le ridistribuisce ad Enti ed iniziative che, in Italia, si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri ed agli emarginati.

Per questo si pone al servizio, da un lato, delle aziende del settore che abbiano problemi di stock ed eccedenze perfettamente commestibili e, dall'altro, delle Associazioni ed Enti assistenziali che distribuiscono ai propri assistiti pasti o generi alimentari in via continuativa.

La rete Banco Alimentare è allora il tramite ideale perché l'eventuale "spreco" della filiera agro-alimentare diventi ricchezza per gli enti assistenziali che ogni giorno, con impegno e dedizione, accolgono i più poveri tra noi.

Come anticipato in indice, Sabato 28.11.09 la colletta alimentare si svolgera'.a Livorno alla Coop di via Settembrini (la Rosa) e l'associazione agireverde, aderendo all'iniziativa, informa gli associati chiedendone anche, ove possibile, l'intervento attivo: occorreranno una trentina di persone circa, per coprire le fasce orarie della raccolta e quindi, chi volesse partecipare, per coprire un turno, sarà benvenuto/a.

Si tratterà soltanto di raccogliere quello che la gente vorrà donare dal carrello della propria spesa..............la fascia oraria sarà così distribuita: dalle  8-11 o  11-14  o 14-17 o 17-20. Per maggiori informazioni sull'iniziativa e dare la propria adesione ci si dovrà rivolgere a Maria Pia Nacci e Antonino Incandela alla e mail  antopia2007@tiscali.it , prima possibile ovviamente poichè le presenze vanno coordinate.

Per maggiori informazioni sull'associazione Banco Alimentare invece, vi rimandiamo al sito 

http://www.bancoalimentare.it/ 

per dettagli sull'iniziativa: http://www.bancoalimentare.org/colletta/

 

 

Approfitto di  questo spazio  per   condividere con voi la mia esperienza della colletta alimentare.

Ho sempre o quasi sempre partecipato a questa iniziativa donando, come  molti di voi, dei generi alimentari.

Nel   2007  mi è stato chiesto di mettere a disposizione  3 ore del mio tempo libero per partecipare alla colletta ed ho pensato…. PERCHE’ NO  ?

 

L’anno scorso quando mi hanno proposto di fare la coordinatrice per la COOP in via A. Frank non ho esitato nemmeno un momento. Ho detto subito di SI..

 

E’ stato  bello vedere la partecipazione di   persone di tutte le età, religione e nazionalità, ed è stato anche bello sentir dire ai volontari ” CI VEDIAMO IL PROSSIMO ANNO.”

 

 E’ stato emozionante anche vedere il magazzino di stoccaggio degli alimenti vuoto il giorno prima della  colletta e trovarlo il giorno dopo pieno di scatole e pensare alle persone che hanno donato e alle persone che riceveranno.

 

Sono arrivata alla fine di questa giornata stanchissima, ma con una carica, una gioia dentro che mi ha fatto dimenticare tutta la fatica.

Cosi anche quest’anno sono qui a dare una mano alla colletta;

 questa volta  sono coordinatrice della COOP di via Settembrini, devo dire che all’inizio mi sono un po’ spaventata pensando alle dimensioni di questo supermercato.., ma poi.. ho accettato e sono contentissima di averlo fatto.

 

Se qualcuno  fosse interessato a partecipare a questo gesto può contattarmi al 347 4061155 o inviare un e-mail: antopia2007@tiscali.it, indicando come oggetto “partecipazione colletta” nome cognome recapito telefonico  Le fasce orarie sono le seguenti 8-11 11-14 14-17 17-20 .

 

Io sarò presente alla Coop via Settembrini tutto il giorno.

                                                                 Maria Pia Nacci

Quello che è importante in un’escursione, oltre a godersi il percorso e l’ambiente in tutta calma, è ovviamente il non perdersi. Per questo occorrerà avere  sempre idea di dove siamo e di dove stiamo andando, se esistono abitazioni vicine, fonti, etc.etc.etc. Non perdersi è importante, per noi stessi prima di tutto,  poiché non è piacevole trascorrere la notte al buio e con l’oscurità e, soprattutto in montagna, è meglio aspettare l’alba prima di muoversi……….ma è anche importante per gli altri, per chi ci aspetta soprattutto e anche per evitare di allertare i soccorsi, se chi ci aspetta non ci vede tornare e sul posto non c’è campo per telefonare.

A proposito del buio poi, ricordiamo sempre di prendere il tempo quando si va, per avere idea di quanto tempo ci occorrerà per tornare, tenendo sempre conto di quando tramonta il sole e quindi di quanta luce avremo ancora a disposizione.

Detto questo, eccovi alcune semplici indicazioni per potersi orientare……………naturalmente è scontato che si abbia con noi una carta dettagliata della zona, acqua, cibo, pila e telefono per malaugurate emergenze…………………………oltre a scarpe adatte al terreno!

Orientamento con il Sole  

È uno dei modi più semplici e naturali ma molto approssimativo. Noi sappiamo che il sole sorge ad Est, tramonta ad Ovest e, alla nostra latitudine, verso mezzogiorno, l'ombra da noi proiettata sul terreno sarà sempre rivolta a Nord, ed ecco qui che con una certa approssimazione abbiamo stabilito i punti cardinali e quindi se in possesso di carte topografiche saremo in grado di orientarle nel modo più giusto.

Orientamento con un orologio  

Con l'orologio non si può ottenere la stessa precisione offerta da una buona bussola, ma il margine di errore è comunque basso. Per procedere con l'operazione si mette in piano un orologio analogico e si appoggia verticalmente uno spillo o uno stecco sul bordo dell'orologio stesso, in corrispondenza della direzione della lancetta delle ore. Si ruoterà l'orologio finché l'ombra proiettata dallo spillo coincida con la lancetta delle ore: ora la bisettrice dell'angolo formato dalla lancetta delle ore e le ore 12 del quadrante, nel verso opposto a quello del Sole, ci darà la direzione del Nord[3].

Orientamento con un bastoncino  

Si pianta al suolo un bastoncino orientato verso il sole e inclinato in maniera tale che non proietti alcuna ombra (a mezzogiorno sarà quasi verticale: all'alba o al tramonto sarà quasi adagiato al suolo). Si attende 15-20 minuti, in modo che il sole spostandosi proietti l'ombra del bastoncino: questa ombra punta sempre ad Est.

Orientamento con la carta topografica  

Nel caso in cui sia riconoscibile sulla carta il nostro punto di stazione, basterà individuare sul terreno un altro particolare riportato anche sulla carta e ruotando la stessa in modo da allineare i due punti ne otterremo l'orientamento e sul lato superiore corrisponderà il Nord. Quando invece non si conosce il punto di stazione, si individueranno sulla carta e sul terreno due punti caratteristici della zona, si traccia sulla carta una linea che li unisce e noi mettendoci su questo allineamento sapremo come orientarci.

Orientamento di notte  

Con il cielo sereno ci si può orientare cercando la Stella Polare. Per rintracciarla bisogna prima rifarsi all'Orsa Maggiore (grande carro); la Stella Polare si troverà sul prolungamento della congiungente le cosiddette "ruote" posteriori del Gran Carro ad una distanza pari a circa cinque volte l'intervallo tra le due "ruote". La stella polare si trova dunque alla punta del "timone" del Piccolo Carro o Orsa Minore.

Orientamento con la bussola  

Ovviamente si tratta dell'orientamento più efficace in qualsiasi condizione.  

Altri particolari che ci possono aiutare nell'orientamento sono:

Per un  maggiore approfondimento comunque, vi invitiamo a consultare questi siti (copia ed incolla) e……… buone passeggiate............in sicurezza!

http://www.trekkingapiedi.it/POrientamento.htm (consigli semplici ed illustrazioni su quanto sopra esposto)

 http://www.unuciavezzano.it/lezioni.htm  (in dettaglio, trattazione dei vari argomenti più approfondita)

 http://it.wikipedia.org/wiki/Bussola (tutto sulla bussola)

UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

questo è uno schema dell’intervento del prof.Scalise, effettuato il 31.01.2010, in occasione della giornata di studio sulla corretta alimentazione, tenuta dall’associazione Agireverde.

Per i dettagli vi rimandiamo al link: http://www.agireverde.it/programma.htm

 
MODELLO ALIMENTARE MEDITERRANEO

1) IL GIUSTO SIGNIFICATO DEL TERMINE DIETA

Con il termine dieta si intende un regime alimentare equilibrato e vario, che soddisfa i fabbisogni nutritivi e possibilmente ci permetta di mangiare con piacere.
Per impostare un corretto regime alimentare si possono tenere presenti 3 parole chiave :
 MODERAZIONE perché gli eccessi alimentari si pagano con sovrappeso e obesità
 VARIETÀ per non avere nessuna carenza;
 EQUILIBRIO perché una buona dieta deve essere ben bilanciata.

Un modello alimentare della nostra tradizione è la DIETA MEDITERRANEA:

La scoperta della dieta mediterranea è da attribuire al nutrizionista americano Ancel Keys , vissuto per 40 anni in Italia.
Egli notò, per primo, che malattie cardiovascolari, in funzione dell’alimentazione tipicamente mediterranea, erano molto limitate.
Studi dimostrarono che in soggetti, che si discostavano dagli schemi mediterranei, era maggiore l’incidenza di malattie del “benessere”(diabete,arterosclerosi, ecc..).
Da qui il successo internazionale e la popolarità della dieta mediterranea che ripartisce in modo ottimale il quotidiano apporto calorico dei differenti nutrienti.

Prodotti vegetali, primi fra tutti, cereali e i loro derivati:
Legumi, ortaggi, verdure, frutta e grassi vegetali (soprattutto l’olio d’oliva): alimenti che integrano l’apporto proteico dato dai cereali, che
equilibrano la razione lipidica con le giuste quantità di acidi insaturi e
che forniscono una quantità fisiologicamente adeguata di fibra
alimentare.
Tale modello comprende anche alimenti del mondo animale, prediligendo carni alternative a quelle bovine (pollo, coniglio, tacchino…).
Particolarmente favorito è il consumo di pesce; ugualmente importante è l’abitudine al consumo del latte e dei suoi derivati, nonché un uso moderato del vino.

IN CHE COSA CONSISTE IL MODELLO ALIMENTARE MEDITERRANEO?
Una caratteristica importante degli alimenti tipici della tradizione mediterranea è la loro capacità a formare piatti unici (portata capace di assicurare da sola tutti gli apporti nutritivi forniti da un primo e da un secondo piatto; ad es. pasta con fagioli, pasta con ragù e formaggio…)

Il modello alimentare della nostra tradizione è un programma alimentare che tende a favorire una minore assunzione di energia a parità di volume.

COME SEGUIRE IL MODELLO ALIMENTARE MEDITERRANEO NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?

1: Suddividere l’alimentazione giornaliera in 5-6“appuntamenti”; ciò consente di digerire più facilmente e di utilizzare al meglio i principi nutritivi contenuti negli alimenti.
2: Consumare giuste porzioni di pasta, preferendo come condimento pomodoro e olio d’oliva.
3: Usare come condimento l’olio d’oliva.
4: Ricorrere frequentemente a carni alternative.
5: Consumare pesce con regolarità (principalmente pesce azzurro)
6: Completare il pasto con verdure e frutta
fresca.
7: Accompagnare con modiche quantità di vino.

PIRAMIDE DELLA DIETA MEDITERRANEA

CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI ED EFFETTI BENEFICI DEI PRINCIPALI ALIMENTI PRESENTI NELLA DIETA MEDITERRANEA

PASTA
La pasta è un alimento che apporta soprattutto amido (glucidi) e , in misura molto inferiore, proteine con valore biologico non particolarmente elevato.
La farina di grano e di semola ha un basso contenuto di aminoacidi essenziali, soprattutto di lisina (fattore limitante).
La pasta, comunque, non si mangia da sola, solitamente è associata ad una serie di condimenti che ne migliorano il valore nutritivo, attraverso un meccanismo di complementarizzazione del complesso aminoacidico.
La pasta non può essere considerata un importante
apportatore di minerali o di vitamine.
ORTAGGI E FRUTTA
Di rilievo la presenza di vitamina A, vitamina C, potassio, calcio, magnesio e ferro (circa 1/5 della quantità raccomandata).
Sono ricchi di antiossidanti.
Regolano il bilancio idrico del nostro corpo (80-90% d’acqua).
Ricchi di FIBRA solubile (abbassa la concentrazione del glucosio e del colesterolo nel sangue) ed insolubile (normalizza le funzioni intestinali) :
- mele con buccia , kiwi , patate , carote sono ricche di entrambe;
- insalate crude solo di quella insolubile;
- agrumi , carciofi , pesche solo di quella solubile.
ALCUNI ORTAGGI:
PATATE
Sono relativamente ricche di carboidrati (amido); contengono moderate quantità di vitamina C, potassio e fosforo.
POMODORI
Sono fonte notevole di vitamina A e C, le cui funzioni essenziali sono assicurare il buono
stato delle ossa, dei denti, dei vasi sanguigni e svolgere un azione antiossidante e di protezione nei confronti delle infezioni.
CAROTE
Particolarmente allo stato crudo sono fonte di
carotene, essenziale per la protezione dei
tessuti e per assicurare la visione.
ALCUNI FRUTTI:
MELE
è un alimento utile per la salute, perché contiene vitamina B1 e C; ha abbondante fibra; un modesto apporto calorico; il potassio prevale sul sodio; svolge un azione antidiarroica e di regolazione del
colesterolo.
PERE
Sono adatte per chi soffre di intestino pigro e a chi non vuole ingrassare, perché presentano molta
acqua .
FRAGOLE
Ottima fonte di vitamina C, buona fonte di potassio e zucchero, poco caloriche.
UVA
Ha alcune azioni terapeutiche: antichetogeniche, diuretiche e di stimolo dell’appetito.
LEGUMI
Consumati più frequentemente nel nostro
Paese: fagioli, piselli, lenticchie, ceci e fave.

OLIO D’OLIVA
Composizione: 99% trigliceridi, 1% frazione insaponificabile.
Buona fonte di acidi grassi essenziali, (70-80%di ac oleico, 10%di ac.linoleico/linolenico, 7-15% di ac. Palmitico, 2-3% di ac. Stearico) sostanze antiossidanti(tocoferoli Fenoli), che gli consentono di
mantenere una certa stabilità.
Possiede una concentrazione elevata di B-sistirolo, che riduce l’assorbimento intestinale del colesterolo.
Tra gli alcoli terpenici di particolare interesse è il cicloartenolo, che favorisce l’escrezione fecale del colesterolo.
Facilita la Digestione mediante la liberazione di colecistochinina che fa contrarre la cistifellea ed attivare la peristalsi dell’intestino tenue migliorandone l’azione della bile sull’emulsione dei
grassi.
LATTE E SUOI DERIVATI
robiola
stracchino
fontina

CARNE
La composizione della carne fresca dipende da: specie, età, sesso, stato fisiologico e alimentazione dell’animale.
I costituenti che maggiormente variano sono l’acqua e il grasso.

Il VINO
Il vino se bevuto in dose moderate e in maniera frazionata, prima e dopo i pasti, svolge un azione
favorevole sulle attività digestive, stimolando la secrezione salivare e la secrezione gastrica mediata
dalla gastrina.
Effetti Benefici: dilatazione delle arterie coronarie, diminuzione dei trigliceridi, rimozione dal sangue del colesterolo, effetti antitrombotici con un ridotto rischio di coronaropatia.

CONCLUSIONI

UNA SANA DIETA deve ripartire in modo ottimale il quotidiano apporto calorico dei differenti nutrienti. La Dieta Mediterranea rappresenta un valido strumento di prevenzione nei confronti deL rischio da malattie cardiovascolari e di altre malattie degenerative in espansione nelle moderne società industriali.

Che c'è oggi a Livorno o vicino?

Il gruppo cultura, quello che organizza iniziative per musei, mostre ed aziende agricole, navigando quà e là, ha individuato un buon sito che informa sugli eventi livornesi e su quelli dei dintorni..........ve lo indichiamo:

           http://www.liperli.org

 

Fermiamo “caccia no limits” nell’Anno della Biodiversità.

 

Riceviamo questo appello della L.I.P.U e volentieri lo diffondiamo, condividendolo:

 

Il Senato della Repubblica, venerdì 28 gennaio 2010, ha approvato tra le proteste generali l’articolo 38 della legge Comunitaria. In gioco, con questo articolo “ingannevole”, ci sono tante cose e tutte molto negative, che la LIPU riassume in poche parole: caccia “no limits”!

 

L’articolo 38 è anzitutto una beffa all’Europa, che da quattro anni attende invano dall’Italia risposte alle infrazioni commesse. Italia che abusa della caccia in deroga a specie protette; che non prevede alcun divieto di caccia nelle delicatissime fasi di riproduzione e migrazione degli uccelli; che non tutela abbastanza le zone di protezione speciale e gli habitat naturali.

 

Nessuna di queste risposte all’Europa arriverà, con l’articolo 38.

 

Ma in compenso, la situazione peggiorerà. Perché questo articolo allungherà la stagione di caccia, cancellando i limiti della stagione venatoria nazionale -oggi contenuta tra il 1° settembre e il 31 gennaio- aprendo così la strada a nuove, illegittime deroghe.

 

In sostanza, l’Italia sta dicendo all’Europa che risolverà un’infrazione aggiungendone un’altra!

 

Ma l’articolo 38 è anche un grave e concreto danno alla Natura.

Perché si potrà cacciare ad agosto, con i piccoli uccelli ancora dipendenti dai genitori, o nel delicato mese di febbraio, quando i migratori sono nel pieno del loro viaggio di ritorno verso i luoghi di riproduzione.

 

Natura già ferita da mille assalti: la distruzione degli habitat, i cambiamenti climatici, l’inquinamento ambientale, lo scempio al territorio e al paesaggio.

 

Natura che ci chiede ben altro, e cioè rispetto, cura, attenzione, conoscenza.

 

L’articolo 38 è poi una ferita al diritto, alla chiarezza, alla trasparenza della politica. Perché la sua approvazione al Senato si è consumata tra sotterfugi, trucchi, piccoli inganni, pressioni indebite, cose nascoste o mistificate.

 

Infine, l’articolo 38 è un raggiro delle persone, degli italiani. Di quell’86% di italiani (sondaggio IPSOS per LIPU etc.) contrari ad ogni allungamento della stagione venatoria.

 

Lo hanno forse chiesto, agli italiani, se la caccia ad agosto e a febbraio è davvero cosa gradita?

 

Il 2010 è l’anno internazionale della Biodiversità. Ci sono tante cose da fare: natura da conoscere e proteggere, voli da salutare, boschi e alberi con cui respirare. La Biodiversità: un mondo infinito e meraviglioso.

 

Cosa c’entrano i fucili e il piombo con tutto ciò?

 

Noi amiamo la natura e la biodiversità.

 

Presto l’articolo 38 andrà alla Camera, fermiamolo, tutti insieme!

 

 per ulteriori informazioni e firmare la petizione L.I.P.U. è possibile contattare Silvia Mascagni,


Silvia Mascagni
Resp.le Educazione
Riserva Naturale Provinciale Lago di Santa Luce - Oasi LIPU -
Via Rosignanina, 35  56040 Santa Luce (PI)
3357008565
sivia2001@alice.it
 

 

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