programma 2021

Cari amici, vi è ben noto che da quando c'erano le zone rosse e gialle etc. con uscite di casa solo se c'era una giustificazione valida, questo covid 19 ci ha perseguitato: sanificazioni, distanziamento, temperatura, mascherine etc.etc. per non dire di contagiati e morti. Adesso sembrerebbe invece che tutto vada migliorando ma la prudenza non è mai troppa e quindi, sebbene si sia deciso di ricominciare con le escursioni lo faremo come per andare in un ufficio pubblico (tipo la biblioteca comunale in venezia): prenotazione con e mail entro il venerdi e green pass ...................da ricordare che le iniziative sono riservate agli iscritti 2020, fino a fine emergenza.

Vogliate scusare le inevitabili seccature ma la salute è un bene troppo prezioso per metterlo a rischio.

Il programma previsto è dunque limitato ed inizia da ottobre: più che altro un tentativo, in attesa finalmente della normalità.

Domenica 3 ottobre: al borgo fantasma di Mirteto

Domenica 10 ottobre: passeggiata a bocca di Serchio

 

Domenica 3 ottobre: per la valle delle fonti al borgo fantasma di Mirteto

Mirteto è un piccolo borgo monastico sui Monti pisani, ricadente nel comune di San Giuliano Terme attualmente in stato di abbandono, a circa 282 m.s.l.m.. sopra il paese di Asciano e giace nel solco segnato dal rio Foce Pennecchio, sul versante orientale del monte Faeta.

Il complesso, comprende una chiesa di stile romanico del XII secolo intitolata a Santa Maria di Mirteto, all'epoca dipendente dalla Badia di San Michele alla Verruca ed attiva fino al XVIII secolo, diventando poi nel 1712 un oratorio privato. Attualmente versa in stato di rudere, ma con muri e altare ben conservati. Interessanti e da vedere sul percorso anche i resti di manufatti che facevano parte dell’acquedotto mediceo, attivo tra il sec.XVII e il XX, fatto costruire da Ferdinando I° de’Medici tra il 1588 e il 1592 (il Cisternone e la Casa del Fontaniere).

nota: L'Acquedotto Mediceo è un antico acquedotto attivo per tre secoli tra il XVII e il XX secolo che attraversa la provincia di Pisa. Fu fatto costruire su iniziativa del granduca Ferdinando I de' Medici, che ne affidò il progetto all'architetto Raffaello Zanobi di Pagno tra il 1588 e il 1592. Nel 1594, in seguito a malattia, subentrò alla direzione del progetto l'architetto Andrea Sandrini, che dovette sistemare la condotta a causa di un errore di progettazione che faceva ristagnare l'acqua non facendola arrivare a Pisa, completò il tutto nel 1613 sotto il granducato di Cosimo II de' Medici. È composto da 954 archi equidistanti e decrescenti, edificati con mista di pietrame e laterizi alternati in modo da regolarizzarne la struttura. Le basi di fondazione degli archi sono basati da tronchi di pini interrati. La canalina dove passava l'acqua fu realizzata in terra cotta e sopra di essa vi sono lastre di pietra per evitare il riscaldamento dell'acqua da parte del sole e per evitare l'introduzione di sporcizia. Attualmente lo stato di conservazione dell'acquedotto in tutto il suo tracciato è vario ma mediamente scarso.[4] In dettaglio molte aree dell'acquedotto sono lasciate abbandonate a se stesse, senza alcun intervento fine ad assicurarne la conservazione nel tempo, così da risultarne compromessa la stabilità statica in alcuni punti. Molti archi hanno infatti una pendenza che arriva a 12° e presentano vistose crepe.

Come arrivarci: lasciata l’automobile in piazza delle lavandaie si prosegue a piedi su asfaltata fino alla fine di via Barachini e oltre per via martiri della libertà. Terminata l’asfaltata si prende il sentiero 119 attraversando degli uliveti e si arriva alla Casa del Fontaniere (in pratica, parcheggiata l’auto si va sempre a diritto. Ottimo il cartello esplicativo, in piazza). 

Trovato sulla destra l’edifico ristrutturato di quella che era la casa del fontaniere, custode dell'Acquedotto mediceo e che regolava l’afflusso di acqua sulla condotta verso Pisa, più avanti troviamo Il Cisternone (dove veniva raccolta l’acqua delle sorgenti più superficiali e dunque meno pure, per farla sedimentare ed immetterla sull’acquedotto per alimentare Pisa con i suoi 33000 abitanti, per 12 ore, in epoca medicea).   Proseguendo sul sentiero 119 poi, lasciato il Cisternone alla nostra destra e il torrente Zambra sulla sinistra, dopo circa 200 metri troveremo una casetta con all'interno una fontana di ottima acqua di sorgente e, proprio di fronte alla fontana, troviamo un ponte in pietra. Dopo aver attraversato il ponte la mulattiera ci condurrà a Mirteto, antico insediamento abitativo monastico di cui si hanno notizie a partire dall’anno mille (da questo punto la salita diviene faticosa). A Mirteto saremo circondati da un insediamento di vari fabbricati, dalla chiesa ai ruderi degli annessi monastici (abitazioni, granai e il frantoio). Al termine della visita di questo borgo ormai fantasma, si rientra ripercorrendo la strada dell'andata, oppure si può continuare per un sentiero dietro la chiesa, a destra, chiudendo un anello che va a riprendere in discesa il sentiero 119, all'incrocio con il 117 che non ci interessa, per tornare al Cisternone,

Dettagli tecnici: difficoltà media. Dislivello in salita m.280. Sentieri da percorrere n°119-121-119. Tempi: h.0,30 da piazza delle lavandaie al Cisternone, h.1,00 dal ponte di pietra a Mirteto (i tempi di salita dipendono dal passo e possono aumentare di 30 minuti). In discesa i tempi sono leggermente inferiori. Nota: l’auto può anche essere lasciata lungo via martiri della liberazione, dopo la piazza e dopo via Barachini, risparmiando 15 minuti di salita e 15 di discesa. Da dire comunque che la salita dal ponte di pietra a Mirteto è abbastanza faticosa. info e prenotazione a agireverde@tin.it entro il venerdi precedente.

Domenica 10 ottobre: lungo le lingue dunali a bocca di Serchio


La Riserva naturale di Bocca di Serchio: Il territorio è caratterizzato da “macchie” retrodunali, attualmente trasformate in pinete con porzioni di bosco a caducifoglie (leccio, farnia, ontano) e, davanti al bosco, è poi presente una lunghissima costa sabbiosa, per buona parte integra, con rigogliosa vegetazione dunale e anche zona di riproduzione del Fratino, uccello migratore che qui si crea nidi e del quale ormai ne esistono, stimate in diminuzione, dalle 1.600 alle 2.000 coppie in tutta Italia. https://www.regione.toscana.it/-/s-o-s-fratino

http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette/FRATINO

http://www.centrornitologicotoscano.org/site/pub/Progetto.asp?IdProgetto=23&IdGalleriaImmagini=

video https://www.youtube.com/watch?v=hpPOy0rWR8U

 

 

Oggi noi seguiremo le lunghissime lingue dunali sabbiose che, arrivando fino a Torre del Lago Puccini da Marina di Vecchiano, rappresentano uno dei rari tratti di arenili toscani, rimasto praticamente incontaminato e dove si può ancora osservare un ecosistema di rara bellezza. Particolarmente paesaggistico sarà il cammino che corre parallelo al mare, costeggiando il Serchio, ma anche interessante sarà per la presenza di una varia avifauna (gabbiani e starne, ma soprattutto la Berta maggiore, la Berta minore e la Sula), comprendente, come detto il Fratino, l’unica specie nidificante nel territorio e che è facile vedere zampettare sulla battigia, specie protetta ed a pericolo di estinzione che qui nidifica.

Il percorso è facile e pianeggiante, di circa km.6,5 da farsi in semianello in tre ore circa, escludendo le soste di birdwatching e per ammirare un ambiente fluviale/marino veramente incantevole.

Nota: parcheggio nella prima area di sosta di Marina di Vecchiano. Periodo consigliato ottobre e marzo. Nota: il nostro trekking si interromperà oggi alla piazza principale non arrivando fino alla sbarra, dopo la quale inizia la ciclopedonale per Torre del Lago (altri 3Km + 3) percorribile però anche lungocosta.

info e prenotazione a agireverde@tin.it entro il venerdi precedente.