Homepage

    Attività

Come aderire

La nostra storia

Le foto

I link

Le escursioni

no gas offshore

 via Anna Frank 17 - 57124 - Livorno - Internet : agireverde@tin.it

 

spazio opinioni:

chi avesse voglia di esprimere il proprio parere, sull'associazione, su un fatto accaduto in città o nel mondo, su un episodio particolare, non importa di che tipo, nient'altro dovrà fare che inviarlo a agireverde@tin.it e potrà utilizzare questo spazio.

in ordine decrescente, secondo la data in cui è pervenuta la riflessione:

mi devo preoccupare?

Il pallone è mio e le regole le stabilisco io!

Peccato che per pallone si debba intendere La Repubblica Italiana ………………..non so a voi ma a me comincia ad accapponarmisi la pelle per come viene utilizzato il Parlamento di questi tempi e se visceralmente si poteva anche comprendere il discorso che veniva fatto da taluni, prima delle ultime elezioni politiche …………..ma insomma, dicevano, saprà ben gestire anche gli interessi del Paese, chi lo gestisce come un’azienda, come una propria azienda………………..Beh!, adesso si dovrebbe ben evidenziare che non sta andando proprio così: si va verso i 2.500.000 di disoccupati, la ricchezza del Paese è diminuita del 7% in due anni ed il rapporto debito pubblico/pil dal 105% del 2008 sta andando verso il 117% (la Grecia è al 129%). In altre parole, a me sembra chiaro: il mio è mio ed il tuo, che però amministro io, se tutto va bene è mio e se va male resta invece tuo, che tanto il pallone è mio e le regole le stabilisco io.

Mi dà un po’ da pensare piuttosto che il conflitto di interessi e le regole elettorali, potevano essere cambiate quando al governo c’erano altri e nessuno se ne occupò.

Mi devo preoccupare?

Luciano Suggi 08.03.2010

scandali e solo scandali.............e del Paese, chi se ne frega?

Senatori della repubblica eletti con l’aiuto della n’drangheta ed appalti pubblici miliardari pilotati ad amici ed amici degli amici (che sarebbero solo “affari sporchi” quando non gravassero sul debito pubblico); uno scudo fiscale che permette il rientro di capitali dall’estero ed in modo anonimo (non si sa chi li ha esportati nè chi li riporta indietro “per ripulirli” , con una tassazione al 5%  che già solo questo dovrebbe scandalizzare essendo una pensione minima tassata al 23% ; un Presidente del Consiglio che definisce talebana la magistratura, che pure, se anche quando sbaglia non paga, rimane comunque l’entità che garantisce il rispetto delle leggi; un Parlamento che si occupa solo di processi brevi, di legittimi impedimenti e di mortificare le intercettazioni, quando sono state proprio queste ad evidenziare gli ultimi scandali; una corruzione dilagante, secondo la Corte dei Conti e non ad impressione; un disinteresse totale per i problemi della gente: occupazione, stato sociale, produzione industriale, pensioni; partiti di maggioranza, che dovrebbero guidarci fuori dal baratro e che invece sono talmente pasticcioni che neppure sanno presentare le proprie liste elettorali in modo corretto e devono, slealmente, ricorrere a ddl ad hoc, forti di un potere legale ma assoluto, per ovviare alla propria incapacità.……………ma che schifo di Paese è mai diventato il nostro e come si è potuti arrivare a tanto degrado economico, politico ed etico ed in un così breve volgere di tempo?

Donatella Contini 06.03.2010

Forse tutto va bene e quindi, che si va a cercare?  

A me dispiace che ci sia stato l’episodio Tartaglia/Berlusconi, non essendo auspicabile per nessuno essere feriti in quel modo ma anche perché, come diceva Silver, in questo modo non si fa altro e dopo mesi e mesi di informazione mirata, che parlare e riparlare ancora e soltanto del premier, delle sue scappatelle, dei suoi processi, di tutti coloro che in un modo o nell’altro gli sono contro e adesso, anche del fatto che è stato vittima di una campagna d’odio fomentata da Repubblica, l’Espresso, Santoro, Travaglio !!! Ma, a parte che informare, con possibilità di contraddittorio, non equivale a diffondere odio, veramente l’Italia ha bisogno di questa ossessiva ed incombente presenza mediatica ed ha solo questo tema da avere in testa ogni giorno?

E per Italia intendo soprattutto quella dei disoccupati, quella dei lavoratori in cassa integrazione e quella degli addetti nelle piccole imprese che chiudono e che quindi non sapranno, da un giorno all’altro, come pagare le bollette, la spesa alimentare, i libri per la scuola dei figli……………..ecco, a questa Italia, che tra l’altro ha anche un debito pubblico immenso, interessa di più sapere quale cravatta indosserà oggi il nostro primo  ministro e domani o dopodomani, oppure avrà anche voglia di essere edotta su cosa si stia facendo per risolvere i problemi del Paese?

La risposta mi sembra ovvia, ma allora perché non si discute altro che di Berlusconi qui e Berlusconi là?  Gianni Atturio 16.12.2009 

Si sbaglia?

Berlusconi e Noemi, Berlusconi e le escort, Berlusconi e Mills, Berlusconi e il lodo Alfano e il processo breve, Berlusconi e De Benedetti, Berlusconi e Spatuzza e la mafia………………….e bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

I giovani non trovano fonti di reddito, non creano famiglie e non hanno figli, i disoccupati aumentano e sono sempre di più, i precari e quelli che temono concretamente di perdere il lavoro  non hanno indicazioni di alcun tipo su dove andare a sbattere la testa quando dovranno rimettersi su un mercato che non li vuole, il commercio è in crisi (notoriamente il disoccupato non acquista), le fabbriche sono in crisi (se non c’è domanda l’offerta è inutile), il turismo è anch’esso in difficoltà etc.etc.etc……………Perchè di questo non se ne parla, alimentando veramente e finalmente l’ottimismo, mostrando chiaramente le soluzioni e facendo vedere i politici, non impegnati nei talk show in TV ma nelle piazze ad ascoltare i problemi della gente e nelle sedi appropriate, a risolverli?

Secondo me il no Berlusconi day non significa molto perché la gente, quella che paga le bollette, quella che va al mercato, quella che lavora ed anche quella che purtroppo non lavora e soffre ogni giorno, sa già bene come stanno le cose, proprio perché tocca con mano il progressivo degrado del Paese, sia morale che economico.

Il problema non è Berlusconi si o no e neanche i suoi processi, l’antiberlusconismo poi è di antica data e non migliora nulla, il problema è piuttosto l’immobilismo assoluto nel fronteggiare la crisi (social card e scudo fiscale esclusi, ovviamente!), ma purtroppo, ciò che a me sembra grave e mi rende oltremodo pessimista è che se anche eventualmente ci fosse un governo diverso ed alternativo a quello attuale, che farebbe questo nuovo governo? Abbiamo ascoltato idee forti da praticare, in questi ultimi tempi? La maggioranza parlamentare, si dirà, impedisce una normale dialettica politica ……………ed allora, ben sapendolo anche prima, perché non la si è cambiata quando questo era possibile? Che forse perché faceva comodo a tutti poter destinare le poltrone a chi piaceva al vertice, piuttosto che alla gente (le preferenze)?

Ed a proposito di Berlusconi, essendo chiaro che esistono da sempre conflitti di interesse tra il pubblico ed il suo privato, questo era chiaro anche prima che vincesse le elezioni, ma allora, perché non si è fatto nulla per porvi rimedio? Che forse perché farsi nemici importanti non è prudente, non si sa mai?

Ecco perché, Berlusconi o no, secondo me, senza gente nuova che non abbia “il potere” come priorità assoluta ed abbia invece il bene comune come fine, sarà difficile che si veda mai qualcosa di nuovo sotto il sole, ma posso anche sbagliarmi. Mi sbaglio?

Silver 07.12.2009

un'iniziativa da riproporre

Sabato 14 novembre abbiamo visitato il frantoio "Il Casone", a Vada.

Le olive vengono frante sia secondo l'antico sistema tradizionale a macine di pietra, sia con sistemi  più moderni ma comunque solo a freddo e, guidati da uno dei proprietari, esperto conoscitore e appassionato estimatore di olio, abbiamo assistito alle varie fasi della frangitura, fino alla fine  quando abbiamo visto un filo d'olio verde dorato scendere lentamente nei recipienti, riempiendo l'aria di un odore fragrante.

Quest'olio non viene filtrato meccanicamente, ma viene lasciato riposare naturalmente e tolto periodicamente dal sedimento depositato, per non togliere nulla all' integrità del prodotto.

Abbiamo infine assaggiato un'ottima "fettunta", con l'olio nuovo appena franto, offerto dai proprietari come assaggio e anche un ottimo castagnaccio, innaffiato da limoncello……………un’esperienza bella, interessante e senz’altro da ripetere, anche in altri settori del biologico. Maria Luisa 16.11.2009

Colletta alimentare il 28 novembre: perché no? (dettagli particolareggiati al link infosoci spazio aperto)

 

Approfitto di  questo spazio  per   condividere con voi la mia esperienza della colletta alimentare.

Ho sempre o quasi sempre partecipato a questa iniziativa donando, come  molti di voi, dei generi alimentari.

Nel   2007  mi è stato chiesto di mettere a disposizione  3 ore del mio tempo libero per partecipare alla colletta ed ho pensato…. PERCHE’ NO  ?

 

L’anno scorso quando mi hanno proposto di fare la coordinatrice per la COOP in via A. Frank non ho esitato nemmeno un momento. Ho detto subito di SI..

 

E’ stato  bello vedere la partecipazione di   persone di tutte le età, religione e nazionalità, ed è stato anche bello sentir dire ai volontari ” CI VEDIAMO IL PROSSIMO ANNO.”

 

E’ stato emozionante anche vedere il magazzino di stoccaggio degli alimenti vuoto il giorno prima della  colletta e trovarlo il giorno dopo pieno di scatole e pensare alle persone che hanno donato e alle persone che riceveranno.

 

Sono arrivata alla fine di questa giornata stanchissima, ma con una carica, una gioia dentro che mi ha fatto dimenticare tutta la fatica.

Cosi anche quest’anno sono qui a dare una mano alla colletta e questa volta  sono coordinatrice della COOP di via Settembrini, dovendo dire che all’inizio mi sono un po’ spaventata pensando alle dimensioni di questo supermercato, ma poi…………….. ho accettato e sono contentissima di averlo fatto.

 

Se qualcuno  fosse interessato a partecipare a questo gesto può contattarmi al 347 4061155 o inviare un e-mail: antopia2007@tiscali.it, indicando come oggetto “partecipazione colletta” nome cognome recapito telefonico  Le fasce orarie sono le seguenti 8-11 11-14 14-17 17-20 .

 

Io sarò presente alla Coop via Settembrini tutto il giorno.

                                                                              Maria Pia

 

      Per chi volesse sapere di più su questa giornata può consultare il sito       www.bancoalimentare.org/colletta/

  Mria Pia Nacci 06.11.2009

per costruire un processo partecipativo dal basso

La globalizzazione impoverisce la classe lavoratrice mondiale e la costringe ad indebitarsi, ma questo porta al crollo l’intera economia. Le crisi ambientale e climatica impediscono di tornare alla crescita giacchè i nostri consumi hanno superato la capacità della terra di generare risorse. Dal punto di vista sociale poi, sappiamo che il 20% della popolazione mondiale possiede l’86% della ricchezza, mentre il 40% ha solo il3% . Bisogna quindi passare ad un sistema equo, sostenibile solidale e sobrio perché tutti possano vivere . Occorre quindi garantire le condizioni che attengono al piano dei diritti, alla qualità della vita e dell’ambiente, ciò che si definisce benvivere. Le vie della sobrietà si possono riassumere in alcuni consigli fra cui . evitare l’inutile e l’usa e getta, riusare, condividere beni durevoli, riparare, riciclare ,investire in energie rinnovabili, far attenzione agli imballaggi ,consumare locale e biologico.

Per  coniugare sostenibilità, piena occupazione e diritti per tutti occorrono tre capovolgimenti : politici culturali e organizzativi .Dobbiamo ridefinire i percorsi preferenziali dell’economia non considerandola solo come mercato ma articolata in un’economia del fai da te,  in quella della solidarietà collettiva e in quella dello scambio mercantile.

L’economia del fai da te ci fa recuperare sicurezza e libertà e si può entrare in un rapporto di scambio tra pari . Non solo scambi di oggetti sulla base del baratto ,ma anche scambio di servizi sulla formula delle banche del tempo che sostituisce lo scambio delle attività allo  scambio del denaro.

Per le grandi scale servono però forme più organizzate che possano rispondere ai bisogni ed ai desideri .I bisogni o diritti fondamentali non appartengono al mercato ma alla comunità organizzata che, oggi, vi fa fronte con il meccanismo fiscale. Questo significa far dipendere le risorse dal buon andamento dell’economia. Ora che questa non può più crescere , bisogna far funzionare l’economia pubblica non con la tassazione del reddito ,ma con la tassazione del tempo per cui tutti veniamo a passare parte del nostro tempo in un servizio pubblico. Avremo così beni e servizi gratuiti in cambio di lavoro gratuito. Si potrebbe anche far funzionare la macchina pubblica attraverso il lavoro dei cittadini. In concreto, ogni adulto potrebbe mettere a disposizione della comunità qualche giorno al mese; avrebbe in cambio garantito il diritto di accedere gratis ai servizi pubblici. Si riattiverebbe  così , la coesione sociale e la forza della comunità . Per garantire al pubblico piena autonomia, dobbiamo assicurargli  un retroterra produttivo in modo da non costringerlo a comprare sul mercato tutto ciò che serve.

Il mercato infine,si occuperebbe dei desideri sottostando alle regole che tutelano l’interesse collettivo. Il benvivere esige una  miscela corretta di fai da te, di economia pubblica e di mercato. Ogni individuo viene inserito nei tre comparti e la flessibilità deve essere al servizio dei lavoratori perché possano scegliere in base alle proprie esigenze di reddito.I cambiamenti del sistema  richiedono tempi lunghi. Occorre indicare alle persone l’obiettivo verso cui andare,un lavoro da svolgere in maniera collettiva e tornando alla politica vera.Cambiare è possibile ,facciamolo con coerenza e il sostegno della gente. Opponiamoci all’avanzata di scelte distruttive, presidiamo il territorio con gruppi di cittadini,trasformiamo il sistema in un’ottica di sostenibilità. Con la crisi bisogna aggrapparci a due ancore: la solidarietà collettiva e la creazione di posti di lavoro  nell’economia sostenibile come la riconversione dell’industria meccanica per produrre mezzi di trasporto collettivi, il potenziamento e rifacimento della rete idrica, il rafforzamento di molte infrastrutture e servizi di pubblica utilità.Produrre poi per i bisogni del sud del mondo contribuirebbe al loro sviluppo e sosterrebbe la nostra economia, mentre la riduzione dell’orario di lavoro ci permetterebbe di avere la piena occupazione e dividere la ricchezza più equamente fra salari e profitti. Per realizzare tutto questo, le associazioni, i gruppi, i movimenti sociali oggi numerosi ma separati, dovranno relazionarsi tra loro organizzando strutture di collegamento al livello nazionale ed anche internazionale.Dobbiamo costruire un grande movimento all’interno del quale ogni gruppo mantiene la sua identità e specificità d’azione, ma contemporaneamente porta avanti un comune progetto politico. Mandate un messaggio di adesione per costruire un processo partecipativo dal basso.

Indirizzo.

Centro nuovo modello di sviluppo, via della Barra 32 , 56019  Vecchiano  ( Pi ).

Email: coord@cnms.it

Antonio Careddu 30.10.2009

Napoli, 2 luglio 2009

PACCHETTO SICUREZZA:
ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI

Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro degli interni Maroni.
Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così
razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora ripetiamo sugli
immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo, che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione.
Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni 23°
nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di
soggiorno (i nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari
e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non
rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe.
Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano:
passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini.
Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione.
"Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro
il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi
razziali".
Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo.
Per ben due volte la costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della
fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della
disobbedienza civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles(California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale. Nell'omelia del
Mercoledì delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e
a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.
Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20).

Alex Zanotelli

Siamo messi proprio male!

E chi mette in dubbio che non si possano vendere articoli con il marchio falsificato……….anche se bisognerebbe essere ciechi per non vedere la differenza tra un Prada autentico ed uno falso, acquistati da un ambulante e quindi, come viene sequestrata la droga al narcotrafficante……….è giustissimo sequestrare “il corpo del reato” all’extracomunitario.

Che poi, chi se frega se, privo della sua possibilità di guadagnarsi la giornata, l’extracomunitario senza borsone o deve mendicare o deve rubare…………non doveva proprio venire in Italia ad inseguire una speranza di vita migliore, come fecero agli inizi del secolo gli italiani in America.

Povero Paese nostro che si deve preoccupare di chi delinque (si fa per dire) per non appartenere al miliardo di persone che nel mondo muoiono di fame, vuol dire che siamo proprio messi male!

Ps: vi mando l’articolo da cui ho tratto la notizia. Silver 20.06.09

 

La legge sulle intercettazioni è fatta, adesso si può pensare al Paese?

Nel Paese del “si salvi chi può”, dove i problemi di alcova del Premier sono più importanti della disperazione dei molti che a salvarsi hanno difficoltà, dopo le elezioni europee, si va avanti: con la sinistra radicale che invece di unirsi si divide e sarebbe stato un partito da 7/8%, con il PDL che malgrado faccia poco, si veda la social card come esempio, continua a ricevere più consensi del PD e con la Lega che avanza (un consigliere in Provincia, a Livorno!), facendo quello che, secondo me, la politica dovrebbe fare e cioè parlare con la gente e diventare un punto di riferimento, grazie anche ad una diffusione capillare sul territorio, per coloro che pagano le bollette di luce e gas e fanno la spesa tutti i giorni o anche che perdono il lavoro, per tutti quelli che hanno problemi reali ed esigono soluzioni concrete ed a breve. Sarà un caso che al nord chi è senza lavoro vota Lega?

A dire il vero anche Di Pietro parla con la gente e difatti anche l’Italia dei Valori aumenta consensi, come pure le liste Civiche, dove si presentano; ecco, ascoltare i problemi della gente, viverli e proporre fermamente soluzioni non demagogiche, forse questo servirebbe ad un partito di opposizione che aspiri a governare il Paese. Non penso che questo il PD lo abbia fatto e difatti ha perso consensi.

L’affare Mills, l’affare Noemi, il lodo Alfano, la legge sulle intercettazioni, il conflitto di interessi……………… ma andiamo avanti! Perché invece che all’antiberlusconismo di maniera non ci si dedica a sottolineare, continuamente, ossessivamente, che chi perde un lavoro o un lavoro non l’ha o lo ha solo temporaneamente, non può contare su una Stato che lo sostenga e lo aiuti fino al superamento del momento di crisi?

Perché non evidenziare cosa non viene fatto adesso, cosa non è stato fatto prima (che la problematica è preesistente al PDL) e cosa invece si dovrebbe invece fare  …………… e senza mollare di un passo?

In Italia chi perde il lavoro diventa niente, senza uno stipendio si diventa niente e penso ai disoccupati, ai cassaintegrati che comunque qualcosa hanno, almeno fino al termine dell’integrazione, ai precari, ai milioni di persone che hanno poco o nulla e che finito il lavoro a termine hanno solo le bollette da pagare e la disperazione di chi deve inventarsi la vita con uno Stato che non c’è per darti una mano, perché ”sono solo cazzi tuoi” e, al limite, se hai proprio fame e neanche i genitori pensionati ad aiutarti, c’è la caritas……………

Ma perché in Olanda o Inghilterra un sussidio lo hai, quando perdi il lavoro, e qui da noi no, perché là esistono alternative possibili alla disperazione e ti vengono proposte e qui no e sei abbandonato a te stesso?

Non bisognerebbe almeno capire perché tutti e tre siamo in Europa eppure là lo Stato ti aiuta e qui da noi se ne frega, salvo demagogici e televisivi annunci di sussidio che sono in realtà offensivi per la dignità umana?  Ma che una società civile e responsabile non crea un fondo per le famiglie senza reddito, non gli congela il pagamento delle bollette oppure ne permette il pagamento con prestiti d’onore, aiutandole però nel trovare una nuova fonte di reddito con cui fare fronte all’impegno? 

Si dirà che occorrono soldi e che lo Stato non li ha………………..ma allora, invece di raccontare della sacralità della vita, come nel caso di Eluana Englaro, si distribuisca cinicamente cianuro e si abbia almeno il coraggio della verità! Che poi, soldi per migliorare la qualità della vita non ci sono ma i miliardi di euro per il ponte di Messina, quelli invece ci sarebbero?

Ps: mi leggevo un documento a firma Unione Inquilini sul caro affitti e sulla sproporzione tra canone e retribuzione / pensione e sugli sfratti…………..con tutta una serie di proposte per risolvere il problema.Ecco, non dovrebbero essere soprattutto di questo tipo, terribilmente e drammaticamente reale le questioni dibattute quotidianamente dai partiti, di destra o sinistra?

Silver 13.06.09

                           Lettera aperta ai candidati alla carica di sindaco,

                                          elezioni amministrative 2009

La nostra associazione, nell’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, desideran -do offrire ai propri associati una visione non pregiudiziale dei candidati alla carica di sindaco di Livorno per il 2009 e permettere quindi una scelta di voto massimamente ponderata, in base essenzialmente ai programmi, si permette di sottoporle alcune proprie riflessioni sulle quali ameremmo avere una risposta ed anche, in modo preminente, su come lei orienterebbe l’amministrazione della città qualora fosse eletto e verso quali prospettiva di sviluppo.     

In altre parole, cosa intenderebbe fare per traghettare (o almeno provarci) la città di Livorno fuori da una crisi che sembrerebbe averla degradata in modo sensibile sotto molteplici aspetti ed a  tutti i livelli?

A nostro avviso, alcuni punti importanti da porre al centro dell’attenzione della prossima amministrazione e sui quali invitiamo ovviamente gli associati a porre attenzione, riguarderebbero la valorizzazione generale della nostra città, con priorità particolare ai valori della vivibilità urbana e dell’accoglienza dell’ambiente, sia naturale circostante che urbano in senso stretto, come pure a quelli della sua vivacità, sia dal punto di vista economico che culturale e turistico.

Nello specifico, le nostre riflessioni riguardano i seguenti punti :

1Il centro storico di Livorno, che ci sembra soffrire del problema dell’inquinamento in senso lato e nelle sue varie specifiche forme, a partire soprattutto da quello dei rifiuti ma arrivando, conseguentemente, ad una decadenza evidente delle attività economiche.

Alcune zone, ad esempio, anche pregiate (via Grande ex-via Ferdinanda, l’area del Mercato, il quartiere Venezia e tutte le aree collegate), mostrano i segni del degrado in termini di mancata manutenzione e riqualificazione, un’assenza di parcheggi e di viabilità ciclabile, una mobilità urbana faticosissima, anche a causa di un piano del traffico oramai obsoleto, come anche vanno evidenziando la chiusura sempre più massiccia di attività sia economiche che culturali, ben oltre, ci sembra, il grave momento di crisi anche nazionale.

Lo stesso centro inoltre, rischia di andare incontro ad una serie di interventi deturpanti, come potrebbe essere, sempre come esempio, il progetto immobiliare in Piazza del Logo Pio,  occasione che invece di essere sfruttata come operazione di riqualificazione urbana, a nostro avviso, appesantirebbe soltanto il quadro edilizio generale di una città che è invece di case dovrebbe non averne bisogno, stante il costante calo demografico.

E, a dire il vero, questa situazione non ci sembra frutto del caso quanto piuttosto di una incapacità di programmazione: si è lanciata una grande politica di espansione urbana con le operazioni di “Porta a Terra” , “Porta a Mare”  e “Nuovo Centro”, tutte finalizzate a creare una città “policentrica”, ma tali espansioni urbanistiche , secondo noi, avrebbero potuto avere un senso se le Amministrazioni avessero avuto le risorse per poterle sostenere, senza asservimenti speculativi, in funzione di una riorganizzazione urbana e dell’interesse cittadino, in realtà invece hanno finito solo per delineare una città “acefala”, una città senza un vero centro e senza una politica di infrastrutture funzionali, senza qualità o arredo urbano adeguato, sia per carenza di investimenti che per scarsezza di risorse, drenate in altre direzioni.

2 La raccolta dei rifiuti poi, non contribuisce certo a migliorare l’aspetto della città, con cassonetti veramente antiestetici, ingombranti ed anche antigienici. Perché invece di limitarsi ad applicare le comuni indicazioni normative, non vengono ricercati o  ancora meglio estendesi dei processi innovativi, sul tipo della raccolta porta a porta, già sperimentati a Milano, Venezia, Bolzano, Lucca , Salerno e avviata in alcune zone anche  a Livorno?

3        Per quanto riguarda il discorso energetico invece, che per noi riveste sempre primaria importanza, siamo dubbiosi che si proceda nella direzione di una produzione sostenibile di energia: il progetto del rigassificatore va avanti, essendo tuttavia il gas, come il petrolio, in via di esaurimento e lasciandoci comunque sempre dipendenti da altri………….. e l’impulso ai programmi di sviluppo per fonti alternative di energia, malgrado esistano a Livorno  le condizioni geografico ambientali per poter avviare la produzione di energia dal vento? Perché ad esempio abbandonare o anzi mai attivare il progetto Alterna che nel  2007 fu presentato, con lo scopo di studiare  l'introduzione di impianti in area portuale per produrre energie secondo metodologie alternative? E neppure al risparmio energetico viene data attenzione, ed eccone due esempi: nelle scuole e negli uffici pubblici, ad aprile, si soffre il caldo e basterebbe un uso appropriato dei termostati per ridurre gli sprechi; il nuovo Regolamento edilizio cittadino, approvato di recente, pur in presenza di una nuova visione di valorizzazione degli aspetti della bio-architettura e delle energie rinnovabili, ha introdotto dei meccanismi premianti per i cittadini che investono in energie rinnovabili, senza però ottenere un risparmio significativo sugli oneri di urbanizzazione secondaria.

4        A proposito del Parco dei monti livornesi, inoltre,  preso atto che la Giunta attuale ha approvato un piano di riforestazione delle colline e delle ex cave, ci piacerebbe che, finalmente, il Parco fosse messo in condizione di svolgere attivamente la sua funzione in campo culturale, didattico, scientifico e turistico. In pratica, perchè non vengono attivati ed arredati i percorsi e non si  progettano e realizzano  le porte del parco, affinchè possano diventare punti di accoglienza e di formazione ambientale e didattica come sedi  di sperimentazioni pilota di bioarchitettura ed energie rinnovabili….. insomma, in altre parole, ci chiediamo perchè non possa diventare un elemento propulsore per la città e la sua economia, creando con essa un rapporto vitale e dinamico.

5        In ultimo, ritenendo necessario promuovere il dialogo interculturale ed incoraggiare i cittadini ad essere consapevoli del proprio patrimonio culturale ma anche rispettosi di quello altrui, a questo proposito, ameremmo anche sapere  in che modo i futuri candidati intendano agire per garantire il diritto alla non  discriminazione, incrementando nella nostra città le occasioni di dialogo nei confronti delle comunità straniere, favorendone  l’accoglienza e l’integrazione. 

Naturalmente i punti toccati, benché per noi importanti in quanto associazione che si preoccupa dell’ambiente, lo sono comunque in relazione ad una città che esca dal  progressivo decadimento in cui sembra coinvolta, sporca, brutta, con un turismo inesistente e comunque trascurato, con un commercio tradizionale in via di estinzione, con un’industria oramai carente ed un porto che non tira……………anche se inspiegabilmente, almeno per una popolazione in costante decrescita, ricca di una vocazione edilizia sempre maggiore.

Ecco, in estrema sintesi e come evidenziato all’inizio, per concludere, vorremmo che in modo chiaro e semplice ci spiegasse quale indirizzo di sviluppo futuro lei intenda dare alla città, proprio perchè un futuro la città lo abbia,

Un ringraziamento anticipato per la sua gradita risposta,

Cordiali saluti,

Agireverde 02.05.2009   (nota: le risposte, indicative anche dei diversi programmi, verranno inserite in una pagina dedicata nella nostra home page, appena pervenute.

il 27, puntuale giorno di paga

Letta la precedente riflessione, vorrei solo aggiungere, trovandomi d’accordo per il resto, che Livorno ha perduto 13.000 abitanti negli ultimi anni e quindi, a rigor di logica, non necessiterebbe di nuove abitazioni, eppure  sia alla Porta a Mare che nel prossimo Nuovo Centro (il quartiere San Martino, come sarà chiamato, nei pressi della Variante) ne sono previste moltissime……… ma per chi, se sono già moltissime anche le case sfitte? Capirei se Livorno fosse una realtà in pieno sviluppo dove espandersi diventasse consequenziale, è però la nostra città in fase evolutiva?

Ed allora mi chiedo perché si continui a progettare la costruzione di nuovi quartieri residenziali, come anche perché si pensi a nuove ed altre emergenze commerciali che inevitabilmente ne desertificheranno altre, essendo la popolazione in decremento numerico e con capacità di spesa all’osso.  

Ma allora, quale sia il piano di sviluppo della attuale amministrazione, proprio non mi è chiaro:

Industria sempre meno, turismo idem, porto che non tira, commercio tradizionale in via di estinzione……………a meno che…….a meno che un piano non esista proprio, che tanto, anche se tutto va in malora, il 27 è comunque e regolarmente giorno di paga.

Giovanni Licciardi 10.04.2009

Tra breve ci saranno le elezioni comunali, che fare?

A dirla tutta sono fortemente in imbarazzo, non avendo proprio capito in quale direzione si sia inteso portare la città, avendo notato però una costante: l’ immobilismo in tutti i settori della vita culturale, economica e turistica, quando non invece un deciso regresso.

Si è andati costruendo la Porta a Mare  perché la città si dotasse finalmente di un porto turistico e ne potesse trarre giovamento il turismo nautico, grazie anche a tutta una serie di attività commerciali ed artigianali connesse in modo specifico alla nautica e per adesso invece quello che mi si è evidenziato è la cementificazione di una importante zona cittadina a scopo prevalentemente commerciale e residenziale: un nuovo quartiere di cui mi domando l’utilità, visto anche che questo porterà inevitabilmente alla chiusura di un altro quartiere, Borgo, con relativa perdita di molti posti di lavoro.

I vantaggi di tutta questa operazione che mi è sembrata molto speculativa, quali saranno e come se ne potrà avvantaggiare la città? Non sarebbe comunque stato meglio “progettare il nuovo,  salvaguardando e riqualificando il vecchio” ? L’intera area se ne sarebbe  avvantaggiata e avrebbe decisamente migliorato “l’immagine Livorno in toto”, credo.

E le aree di potenziale interesse storico/culturale come il Corallo, per dirne una, che si sono lasciate andare in rovina ed altre che da anni avrebbero dovuto essere fruibili come l’Acquario, ancora oggetto di lavori, di decennali lavori?

Se poi passeggiassimo per il centro, noteremmo prima di tutto che avremmo difficoltà ad arrivarci, con divieti di percorrenza in ogni dove, non giustificabili da un centro veramente storico e quindi turisticamente fruibile e non avremmo tuttavia una adeguata rete di trasporto pubblico, in alternativa. Una volta arrivati poi, non troveremmo aree di parcheggio, ma sicuramente ci aspetterebbe un ambiente non riqualificato nè gradevole, stante la sporcizia e la mancanza di arredi e di verde……e poi ci si domanda perché il turismo a Livorno latita!

Zone importanti per fare di Livorno una città turistica vengono dunque trascurate e comunque non valorizzate (il Pentagono del Buontalenti, mercato compreso, la chiesa degli Olandesi, il Corallo, la Dogana d’acqua, la Fortezza vecchia e quella nuova, il Parco delle Colline ed i fossi stessi ai quali certo non basta, per diventare importanti, il percorsino fattibile in battello ed anche caro, oltretutto, quando poi non ci vorrebbe un genio per fare dei fossi una via d’acqua percorribile da un servizio di battelli come a Venezia oppure per creare piste ciclabili percorribili, in mezzo al verde o anche per dotare la città di tramvie, come a Milano o Firenze, In altre parole la mia critica è che si costruiscono nuovi quartieri e non si riesce a fare in tempi brevi un ripensamento globale sia per la mobilità urbana che per il trasporto pubblico e privato.

Lasciando perdere che ogni anno non vengono fatte le manutenzioni ai tombini, con conseguenti allagamenti e lasciando anche stare la politica di questa e della precedente amministrazione che ha portato a costruire la Porta a Terra (che la COOP, c’entri qualcosa?), centro commerciale  mai diventato un polo d’attrazione per la provincia e causa invece di una moria generalizzata di piccoli esercizi nei quartieri nord e della chiusura dei cinema cittadini - l’Odeon, il Metropolitan, il Grande e la Gran Guardia - con ulteriore degrado occupazionale e culturale per l’intera città, questa è la critica che personalmente muovo alla attuale amministrazione: pensare all’uovo oggi fregandosene di ciò che accadrà domani. Capisco che non sia facile gestire una città ma dopotutto gli stipendi di chi ci governa sono pagati da noi ed è lecito aspettarsi dei buoni risultati……..ci sono stati dei buoni risultati negli ultimi cinque anni, secondo voi? Ed allora, pensiamoci bene prima di mettere la scheda nell’urna ma documentiamoci anche sui programmi dei diversi candidati………….la città sembra agonizzare, continuare a lasciar fare?

Luciano Suggi 19.03.09

Una buona amministrazione è lungimirante

A me se una città è governata da destra o sinistra importa poco, quello che mi interessa però è che lo sia bene, nell’interesse della cittadinanza intendo.

Adesso però mi domando se il fatto che la Azimuth Benetti, l’azienda che rilevò il Cantiere Orlando, abbia venduto il restante 20% della sua quota di partecipazione al progetto Porta a mare alle cooperative rosse, sia stato un esempio di buona amministrazione del territorio.

Che il Cantiere navale L.Orlando fosse oramai decotto e bisognoso di essere rilevato per una adeguata trasformazione al passo con i tempi andava bene, anche per – si diceva- salvaguardare l’occupazione, che però con questo si intendesse dare il via all’edificazione di un intero nuovo quartiere “La Porta a mare”, con relativo ipermercato, negozi e soprattutto tante abitazioni più un albergo di lusso, meno.

Il territorio è dei livornesi e viene amministrato e non posseduto da chi governa…….dare la possibilità a Vitelli di comprare e rivendere superfici diventate edificabili e quindi appetibili a cooperative di parte, non mi sembra possa portare benefici ai livornesi, fino a prova contraria che tuttavia non viene mai fornita.

Un porto turistico e tutta una serie di infrastrutture, artigianali e commerciali, avrebbero fatto bene alla città ma un nuovo quartiere, con il sacrificio di un altro quartiere (Borgo), alla fin fine, quali vantaggi avrà portato ? Ecco, una buona amministrazione, secondo me, dovrebbe sempre poter dimostrare ed inconfutabilmente che l’operazione era da farsi ed è stata positiva. Ma invece, vuoi vedere che tutto finirà nel dimenticatoio, con la filosofia del chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato……………..salvo che a prendere non è mai il cittadino. Giovanni Pirovano 13.03.09

Ottimismo ?

Il nostro Premier ha ragione quando dice che per superare la crisi occorre ottimismo e che il catastrofismo della sinistra è deleterio ed ha anche ragione quando dice che bisogna consumare e consumare e consumare, per rimettere in moto l’economia………………………però per acquistare la tessera e vedere mediaset  mi hanno chiesto 30 euro e, benché mi fossi armato di tanto ottimismo o avevo i 30 euro o non vedevo mediaset…………..ma allora, a che mi serve l’ottimismo se non posso comprarci nulla?

Angela Celati 22.02.09

E il turismo sostenibile, lo facciamo o no?

Nell’escursione sulle Colline livornesi dell’11 gennaio, ho potuto notare come questo nostro patrimonio naturale, il Parco delle colline, benché abbia oramai un ente di gestione ufficiale e riconosciuto, nella Provincia, sia praticamente ancora allo stesso punto di prima, di quando l’ente non c’era cioè, e me ne domando il perché.

Ovviamente, visto che a Livorno il porto non tira più, l’industria è scomparsa ed il commercio quasi,  mi sarei aspettato che almeno il turismo fosse coltivato ed incentivato alla crescita, almeno ove possibile, e che quindi ci fossero già non solo progetti di sviluppo visibili, tipo un ingresso al Parco, ma almeno una segnaletica……………………….ed invece, chi vuole addentrarsi nel Parco troverebbe adesso solo il modo di perdersi: non carte dei sentieri rinvenibili da qualche parte, non cartelli esplicativi su antichi resti come le ghiacciaie, ma neppure qualche segno di vernice che indichi chiaramente una direzione, abbandonando le carrareccie. Vero che tre assicelle di legno indicano, prima di villa Cristina, Sambuca e valle Benedetta ………..ma poi o hai la bussola o non sai dove andare ed allora, a che serve avere un Ente di gestione e lo stesso Parco, ce lo tenevamo nudo e crudo e risparmiavamo denaro pubblico, per commissioni e tavole rotonde e gettoni di presenza e tantissima carta, no?

Per fortuna almeno la Villa Cristina è stata finalmente ristrutturata, gratuitamente, grazie all’opera del gruppo scout dell’AGESCI che attualmente ne ha la gestione e che, ci hanno detto, la prenotano a richiesta anche per  dei soggiorni, ma è chiaro che per utilizzare ottimalmente un Parco necessitano ostelli (tipo villa Morazzana) e questo è solo uno ed abbondantemente in divenire e comunque ignoto, se non agli scouts.

I cartelli dell’ippovia, benché non ci siano indicazioni di inizio/fine percorso, però ci sono e sono nuovi ed I boschi sono molto ben puliti, immagino grazie al lavoro della forestale che i boschi però li puliva anche prima e allora, perché tutto questo non fare?

Antonino Costa 04.02.09

Misteri italiani

Se le informazioni dei quotidiani non sono false e tendenziose, come taluno (uno, a dire il vero) sostiene………………ma perché poi dovrebbero mentire  su  cifre facilmente riscontrabili e smentibili…………Air France avrebbe comprato Alitalia,  con i debiti, per 2 miliardi di euro, tirandone poi fuori altri 2, ed i licenziamenti sarebbero stati 2.000 su 15.000.

Si disse che sarebbe stata una svendita e che i licenziamenti erano troppi ed inaccettabili e non se ne fece nulla.

Adesso Air France ha comprato il 25% di Alitalia/CAI per 322 milioni (322 x 4 = 1.288) ed i debiti li pagano integralmente i contribuenti italiani.

CAI ha sborsato 400 milioni, di cui pochi subito, e di licenziamenti ce ne sono stati 7.000 (non sono da dimenticare i dipendenti Air one) ed ovviamente si devono anche menzionare i 7 anni di cassa integrazione per i sussidi ai licenziati (beati loro), che però agli italiani in toto costeranno parecchio.

Tra 4 anni inoltre, quando i soci CAI potranno rivendere le quote, pagate poco e rivendibili a molto, Air France si potrà prendere tutto e senza alcun debito pregresso.

Ma allora, se anche un alunno delle elementari capirebbe che i conti non tornano, cosa non ci è stato detto e perché l’aumento del debito pubblico, sempre tirato in ballo quando c’è da sostenere lo stato sociale, in questo caso non ha avuto nessuna importanza?

Valentina Corrieri 15.01.2009

Parco da valorizzare

Ho partecipato alla vostra escursione sulle Colline di domenica 11 e mi complimento con voi per averla effettuata: è una zona che non conoscevo e mi è piaciuta molto, sia per le panoramiche marine che ogni tanto spuntano dal verde, sia per i boschi che non sono inquinati da discariche di vario tipo, sia per gli sterrati percorribili senza fatica ma anche per qualcosa in più, che ho trovato e non sapevo esistesse: le ghiacciaie ed il mulino ad acqua, dove si macinava il talco.

Mi domando però, se non aveste fornito il materiale didattico esplicativo, in quale modo uno che viene da Lucca come me, avrebbe mai potuto trovare queste emergenze storiche: passi per la Sambuca che in qualche modo si trova, ma per le ghiacciaie?

Non abbiamo visto un cartello esplicativo che è uno, non ci sono sentieri tracciati e quindi percorribili con la sicurezza di sapere dove si è e dove si va ed anche le carte non sono riuscito a trovarle. Avete un Parco splendido, anche se ne abbiamo visto solo una parte (le cascatelle dell’Infernaccio anch’esse valgono la pena), perché mai non viene valorizzato come meriterebbe e fatto conoscere anche fuori Provincia?

15.01.09 Antonino Cardamone

Un Augurio per il Natale:

Ben sappiamo che Babbo Natale è impegnatissimo a rimettere in moto l’economia nazionale, distribuendo i bonus da 1.30 euro al giorno a persone che, almeno in un Paese che si pensa ricco e civile, dovrebbero avere una dignitosa sopravvivenza, garantita da un diritto acquisito e non da una elemosina una tantum………..ma poi, che garantisci con un euro e trenta?

E ben sappiamo anche che lavoro e assistenza sanitaria e pensionistica e diritto alla casa etc.etc.etc. non sono cose da chiedere a Babbo Natale perché sarebbero di stretta competenza di un Governo che si occupasse “anche” degli interessi dei cittadini ( che altrimenti le tasse si pagano per cosa?) e di un’Opposizione che  non fosse solo demagogica ma anche critica e costruttiva.

Un Augurio però ed una richiesta, ci sentiamo comunque di farla, per tutti noi, prendendo spunto da una canzone che è anche una poesia di un autore non commerciale (Leo Valeriano):

Padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
padre nostro che sei nel cielo
e anch’io t’ho chiamato
giorni interi a voce tesa
mi ha risposto soltanto il silenzio.
ma non ti chiedo riposo
non ti chiedo ricchezze,
potere o tranquillità:
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
dammi la lotta, dammi l’inquietudine
e la disperata ansietà,
dammi il tormento, dammi la rabbia
di questa dannata realtà.
ma dammeli ora, definitivamente,
perché io non so
se avrò sempre tanto coraggio
per poterti chiedere ciò.
padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
ma dammi la fede, dammi il coraggio,
... la forza di essere me.

Ciascuno poi la interpreti come meglio crede, però, se non si ricomincia a pensare che un mondo più giusto è possibile e che la realtà si può cambiare, solo che ci si impegni a farlo e tutti insieme…………….Beh! Buon Natale. 

Agireverde Livorno 24.12.2008

ottimismo e che altro?

La parte dell’ici che Prodi non aveva tolto, la detassazione degli straordinari (quando il problema è lavorare e non lavorare di più!), la social card (un euro e trenta al giorno a chi muore di fame!) e la vendita della parte buona dell’alitalia (lasciando agli italiani il debito pregresso!)……..questo, quello che è stato fatto dal nostro Governo fino ad oggi + i tagli nella scuola e l’aumento dell’iva a sky e “il polverone sulla giustizia”………..o mi è sfuggito qualcosa?

Però c’è da dire che Prodi non aveva fatto molto prima, tant’è che la gente ha preferito non votarlo………..ma allora, con un’opposizione timidissima e balbettante che sembra mendicare più che rivendicare provvedimenti a sostegno dell’occupazione, degli investimenti e sul welfare, quando la marea della disoccupazione sta montando sempre più alta, come dietro una diga che comincia a cedere……………………forse non ci resta veramente altro che l’ottimismo?

Ma sul Titanic  gli ottimisti potevano essere solo i passeggeri di prima classe, quelli che la scialuppa l’avevano garantita………………e noi? Perché per noi scialuppe non se ne vedono e a nessuno sembra dare almeno fastidio?

L.S.  12.12.2008

Esiste ancora un'opposizione?

Berlusconi dà del bello ed abbronzato ad Obama e, conosciuto lo stile del Cavaliere, traspare chiaramente il tentativo di essere spiritosi ……e la cosiddetta opposizione, si scandalizza!

Un gruppo nutrito di individui va ad intimidire la redazione di Chi l’ha visto per le riprese a piazza Navona, che ci mancava solo avessero portato dell’olio di ricino…………. e la cosiddetta opposizione……….lascia che tutto cada nel silenzio più assoluto!

Ecco, ed è qui la mia preoccupazione……..ma la cosiddetta sinistra, anche radicale, al di là delle solite ed anche giuste ma sterili proteste di piazza e delle richieste ovvie di interventi governativi su occupazione, salari e pensioni, non può oppure………… non vuole esserci?

Certo però, che tristezza vedere la democrazia parlamentare svilita dai decreti legge e non poterci fare nulla............anche se poi, a ben vedere, qualcuno le elezioni le ha vinte e qualcun altro le ha perdute e con quali regole si sarebbe andati avanti lo si sapeva anche prima e non vi si è posto rimedio......o no?

Gianni Atturio 07.11.2008   

Pensieri, visitando il salone del gusto di Torino

Il salone del gusto di Torino è impressionante, con centinaia di espositori Italiani e stranieri che presentano i prodotti migliori delle loro terre, coltivati o lavorati in un'ottica di sostenibilità ambientale: - Buono pulito e giusto come direbbe Carlo Petrini, ideatore e promotore da alcuni anni dell'iniziativa.

Nel 2008 la mostra è arrivata alla terza edizione e si è tenuta dal 23 al 26 ottobre, alcune specialità presenti lasciando veramente stupiti: succo di melograno, birra con le more e alle castagne, birre rifermentate in bottiglia,parmigiano stagionato oltre sette anni.………e dappertutto avvisi scritti in italiano ed inglese che invitano a riciclare e risparmiare.

Scritte sui lati di grandi quadrati ricordano poi che l'acqua del rubinetto è minerale e che per arrivare sulle tavole deve rispettare duecento parametri di qualità, per cui risulta più controllata di quella in bottiglia ed usando una busta di plastica in meno al giorno, gl'italiani potrebbero risparmiare duecentomila tonn.annue di petrolio.

Conviene poi usare il congelatore meno possibile e perchè si consuma energia e perché si perde la qualità del cibo poiché l'aumento volumetrico dell'acqua congelata danneggia le strutture proteiche degli alimenti a danno del gusto e delle proprietà nutrizionali.

Lo sapevate poi, che per produrre una tonnellata di carne bovina si impiegano ventuno mila metri cubi di acqua e che se si raccogliesse il gas prodotto dalle feci di una sola mucca si potrebbe illuminare una stanza per ventiquattro ore? Per non parlare inoltre di sprechi ancora più impressionanti: un supermercato, ad esempio, butta via centosettanta mila chilogrammi di cibi ancora in ottimo stato  in un anno…….. le due facce dell'economia e del modo di vivere insomma: quello devastante del sistema economico attuale e quello sostenibile buono e giusto della nuova economia che speriamo si affermi presto nel mondo.

Antonio Careddu 28.10.2008

Perplesso

Sono perplesso, perplesso e stupito anche, per come gli italiani si siano rassegnati a che le cose vadano come vadano. Non che mi venga da criticare l’azzeramento dell’ICI (benché Bersani, beato lui, ne farebbe a meno) o anche la detassazione degli straordinari fino a tutto dicembre 2008 (meglio di nulla, ben consapevole però che è l’occupazione che crea la ricchezza pubblica) ma, a parte la presa di posizione, ottima, secondo me, sull’assenteismo nel settore pubblico del ministro Brunetta o la svendita dell’Alitalia (che comunque svenduta ancora non è, visto che costa tutt’ora ai contribuenti 2.3 milioni di euro al giorno) invece di darla in toto ad Air France, oppure il sostegno garantito ad un sistema bancario che ti da 0.5% di interesse sui depositi, se va bene, e pretende il 14% quando te li presta, con fideiussioni che sono almeno il triplo della cifra prestata……. che si sta facendo per sostenere l’ economia nazionale e per sostenere l’ occupazione? “Si taglia” in settori come l’istruzione, definendo uno stipendificio la scuola pubblica………..però nel contempo si parla di sostegno pubblico all’industria dell’auto ed all’industria in genere, fregandosene della contraddizione evidente di un atteggiamento di rigore, con qualcuno si e con qualcun altro no…….e chissà mai perché tra questi qualcuno si non rientrano mai le Province, una delle due Camere, i comuni sotto i 5.000 abitanti………………..a meno che la Politica, uno stipendificio non sia. Ma allora, se uno stipendificio non è e  se si tratta invece di una fucina di gente indispensabile (con i soliti distinguo, s'intende), non mi spiego perchè le cose in Italia non vadano mai meglio, almeno in proporzione al numero dei professionisti della politica che abbiamo, di gente insomma che, almeno in base alle retribuzioni percepite, sembrerebbe così tanto qualitativa e “non tagliabile”……. Mah!, uno dei tanti misteri italiani……..come un mistero mi è sembrata “la questione Mastella” che fa cadere un Governo per le indagini giudiziarie sulla moglie e poi, di come siano andate le cose, non se ne è più saputo nulla……….tutta una buffonata, allora? Gia, però il Governo è caduto proprio su questo, ed a noi italiani non è costato neanche poco! E la benzina? Arriva a 150 dollari il barile di greggio e poi scende a 70 e chi ha avuto ha avuto…fino al prossimo rincaro speculativo quando l’Italia ancora non avrà ancora messo a punto misure difensive da opporre, senza che ci sia stato un serio incremento delle energie alternative per evitare una dipendenza dal petrolio, rimasta la medesima di prima………..ma i Governi che ci stanno a fare allora, mi domando, a curare gli interessi di banchieri e petrolieri ed industriali che vengono aiutati senza neppure dare garanzie che questi aiuti vengano anche ridistribuiti con un corrispondente aumento dell’occupazione, corrispondente almeno agli aiuti pubblici ricevuti? Scusate le mie osservazioni che vi potranno sembrare ovvie ma almeno la mia sfiduciata perplessità sentivo il bisogno di esprimerla perché, se smettiamo di essere critici e senza una memoria storica, oltretutto con elezioni senza preferenze, il rischio è di  finire per avere un principe,  pochi vassalli e/o signorotti, servili ma straricchi (di destra o di sinistra che tanto cambia poco) con uno sterminato numero di sudditi, sempre più poveri ed insignificanti, che tanto la democrazia, di fatto, sarà diventata solo una parola, utilizzata per permettere e giustificare i soliti giochi di potere ma in realtà un semplice optional.

Giovanni Licciardi 18.10.2008

ricorso al T.A.R accolto!

Siccome la nostra presa di posizione no gas off shore è dovuta al fatto che il mare in cui si pensa di costruire l’impianto non è zona industriale, essendo di contiguità al così detto santuario dei cetacei e quindi area marina protetta (come dire che impiantare un rigassificatore lì, per esemplificare, sarebbe come far passare una linea ferroviaria proprio accanto al Colosseo), riteniamo giusto informare che il nostro ricorso al T.A.R, presentato insieme ai comitati di Pisa e Livorno, è stato accolto.

Agireverde Livorno  30.07.08

Il testo della notizia ANSA:

ENERGIA: TAR BOCCIA RIGASSIFICATORE LIVORNO-PISA
(ANSA) -
FIRENZE, 30 LUG - ''Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso di
Greenpeace e quello del Comitato di Pisa e Livorno insieme a
Medicina Democratica e Forum Ambientalista contro il rigassificatore offshore
al largo della costa tra Livorno e Pisa. Di conseguenza l'autorizzazione a
suo tempo concessa alla prima area marina industriale in un'area
marina protetta e' stata annullata''. Ne da' notizia Greenpeace in un
comunicato. ''Il ricorso - spiega l'associazione ambientalista - era
stato presentato nell'ottobre 2007 quando Greenpeace prima aveva
sollevato dubbi sulla legittimita' dell'operazione e in seguito
aveva scoperto le prove di un clamoroso falso in atto pubblico: il decreto
di valutazione di impatto ambientale che autorizzava l'impianto mentiva
nell'affermare che il comitato di pilotaggio del santuario dei
cetacei aveva espresso un parere positivo sulla compatibilita' tra
rigassificatore e lo stesso santuario''. ''Non conosciamo ancora le
motivazioni del Tar ma ne siamo sicuri: quel rigassificatore era e
resta illegale - dichiara Alessandro Gianni', responsabile della campagna
Mare di Greenpeace - il mare non puo' essere dichiarato zona industriale,
tanto piu' un'area dichiarata protetta come il santuario dei
cetacei, e i rigassificatori sono, per la direttiva Seveso, siti industriali
pericolosi''. (ANSA). YG2-CH  

denunciare i problemi, antipolitica?

Volevo ringraziarvi per avere pubblicato la mia foto nel sito e  già che ci sono e visto che vi interessate,  oltre che di escursionismo, anche di quotidianità, vorrei farvi leggere una e mail, tratta dal blog di Grillo.

Si dice che Grillo col blog ci guadagna e si dice anche che la sua è antipolitica, però, secondo me,   evidenziare i problemi è politica e non antipolitica e dovrebbe piuttosto importare se quello che viene detto è attendibile oppure se sono solo chiacchiere e calunnie ………..ecco qua, dunque, un esempio: le righe che vi porto in lettura………….. vi sembrano chiacchiere da cabaret?

.......................................................

Gli alimentari aumentano di quasi il 20%, lo dicono gli italiani che fanno la spesa. Bisogna credergli.

La produzione industriale sta crollando. Lo dicono gli industriali. Bisogna credergli.
Morfeo Napolitano firmerà il lodo SchifoAlfano, lo scudo spaziale per la banda dei quattro. Lo psiconano sarà finalmente al sicuro dalla galera e Napolitano, Fini e Schifani potranno, se vorranno, delinquere senza rischi. La banda dei quattro non sa quanto costa il pane e, forse, nemmeno lo champagne. E' immune dal caro vita. Lì fuori. Lontano dai palazzi, la gente è sempre più povera, ma da oggi più consapevole che loro sono loro e noi non siamo un cazzo.
Mi scrive Nadia, una donna italiana che combatte ogni giorno per sè e per la sua famiglia.
Forza Nadia, vincerai tu, vinceremo noi. "Caro Beppe,
buon giorno mi chiamo Nadia ho trent'anni, lavoro in un supermercato come cassiera, dodici ore al giorno. Sono diventata mamma da poco, mio figlio ha nove mesi. Sono in aspettativa, da uno stipendio di mille euro, ora ne prendo il trenta per cento, circa trecentocinquanta euro.
Sono sposata mio marito lavora come guardia giurata e grazie a qualche ora di straordinario riesce a guadagnare milleduecento euro. Abitiamo in affitto paghiamo ottocento euro, abbiamo provato a trovare un affitto più basso, ma di meno non c'era nulla. Abbiamo dovuto chiedere un prestito personale per affrontare le prime spese che hanno i giovani che vanno a costruirsi una famiglia. La rata complessiva è di cinquecento settantatreeuro ho uno scoperto in banca di duemila euro.
Ho fatto domanda all'asilo comunale perché il privato è troppo costoso, ma come reddito e come coppia che lavora mio figlio è stato scartato perché ha venticinque punti e duecentociquantacinque bambini davanti, la rata dell'asilo privato, mi sono informata che è aperto sino alle diciassette e trenta, è di cinquecento euro mensili, non me lo posso permettere.

Mia suocera non sta bene, i miei genitori non mi possono aiutare perché mia madre è non vedente mio padre ha un pacemaker, quindi detto ciò mio padre deve badare alla sua salute e quella di mia madre.
Tra poco il periodo di aspettativa sarà finito ho provato a cerare un lavoro part-time, ma la prima cosa che mi chiedono ha figli? Rispondo di sì, mi dicono le faremo sapere o mi sbattono la porta in faccia.Tra poco l'aspettativa finirà ed io dovrò licenziarmi ammesso che riuscirò a prendere la disoccupazione, come pagherò le spese, la legge "Biagi", per cui lui ha donato la vita a che serve? Se non è applicata, possibile che nel 2008 si debba lavorare dodici ore, perché se ho un figlio debba essere trattata cosi e non ho la possibilità di cambiare di migliorare la mia posizione sono una donna oltre che mamma ho diritto a lavorare come dice la Costituzione italiana, L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.
La famiglia e un'istituzione importante per lo Stato italiano c'è stato il Family-day perché devo stare male nel paese dove sono nata, sto entrando in depressione non ho più voglia di uscire mi sento una fallita che futuro darò a mio figlio se tra un po' non avrò più i soldi per comprare il latte. Possibile che nessuno possa ascoltarmi, cos'è la mia situazione cosi non fa notizia, ma se la disperazione per essere ignorata mi porta a un gesto estremo allora sì.Per essere ascoltata devo arrivare a questo!
Devo urlare il mio dolore, ma mi serve qualcuno che mi dà voce. AIUTO SONO DISPERATA! Potrò sembrare una piagnucolona, ma non mi sarei abbassata a tanto se non ero veramente disperata. So che non sono la sola ad essere in difficoltà, ma questo non è un buon motivo per non chiedere aiuto anzi come lo faccio io lo possono fare anche gli altri se c'è qualche d'uno che ha i bambini mi può capire per un figlio si lotta sino alla morte."
Nadia

Ps: A margine, vorrei aggiungere che quelle sopra espresse sono difficoltà comuni e forse anche meno gravi di quelli di tantissimi altri cittadini, la domanda che allora mi viene spontanea è:- non sarebbe stato meglio dare priorità alla ricerca di soluzioni ai problemi della gente, piuttosto che pensare a legiferare ( e con quale rapidità!) sull’impunità delle quattro massime cariche istituzionali dello Stato e sulla riforma della giustizia? Cusumano A. 15.07.08

ma i giornali, informano o disinformano?

L’Italia, per quanto riguarda l’energia, dipende da fonti estere per l’85%; il nostro trasporto merci avviene prevalentemente su gomma, la speculazione sui future del petrolio ha raddoppiato in un anno il costo del barile e conseguentemente aumentato il costo di luce e gas, del gasolio e quindi dei trasporti; gli stipendi sono a livello di 15 anni orsono (parola di Draghi), i consumi sono fermi, le fabbriche non producono e quindi licenziano, la disoccupazione è alta ed i nuovi contratti di lavoro sono prevalentemente a termine, l’inflazione è altissima e si vorrebbe agganciare i rinnovi contrattuali a quella programmata (1.7%!?), non prevedendo, almeno, degli sgravi fiscali sulla busta paga a compensare il minor reddito reale percepito, peraltro già inferiore del 20% alla media europea…………….e si potrebbe continuare a lungo, nell’enumerare i problemi attuali dell’azienda Italia, problemi che del resto sono evidentissimi a chiunque.

E noi, che avremmo massimo interesse non tanto nel sentire che in Italia le cose non vanno, quanto nel capire cosa si stia facendo per andare meglio, di cosa siamo abbondantemente informati? 

Che la Sabina Guzzanti ha illazionato su una ministra ed il premier (ma le intercettazioni a prova, esistono o no?) e che Grillo sostiene non essere conveniente né che il Presidente si intrattenga con indagati eccellenti, né che firmi una legge per cui diviene “legalmente intoccabile”, insieme ad altri 3 (ma fare una legge per bloccare 100.000 processi onde evitarne uno e poi votare per l’impunità di quattro persone e quindi rivedere la legge di prima, dopo che quel particolare processo è stato evitato, è giusto oppure no?…………ecco, ma siamo veramente diventati così idioti, scandalo dopo scandalo, che il pettegolezzo ci interessa veramente di più che non il conoscere il motivo per cui anche solo pagare le bollette stia diventando difficile? Oppure è l’informazione che, manipolata e spesso prezzolata, ci manipola come vuole perché tanto la controinformazione non esiste e quando esistesse sarebbe oscurata e quindi, al popolo bue, si può dire tutto? Ps: ovviamente per tutto, si intenda  ciò che si pensa distragga e nasconda e soprattutto non impegni nella ricerca della verità, andando a fondo nelle questioni . Silver 10.07.08

Poveri e spreconi oppure………malgovernati da sempre?

Difficile se non impossibile che le strategie energetiche di una nazione collimino con gli interessi di privati o di gruppi multinazionali, starebbe però agli amministratori pubblici di intervenire affinché un pessimo impiego delle energie non condizioni pesantemente l’economia del sistema Paese.

Gli amministratori, supportati da tecnici e studi di settore, dovrebbero quindi applicare strumenti di governo del territorio (piani, incentivi, accordi di programma, etc)  tali da contrastare gli squilibri, reindirizzando le scelte degli operatori, delle stesse amministrazioni  e dei semplici cittadini, ed un esempio potrebbe essere questo: preso atto che la UE ha posto come obiettivo al 2010 una densità di 264 mq per i pannelli solari termici ogni 1000 abitanti (mentre in Italia oggi non raggiungiamo neppure il valore di 100), sarebbe possibile mettere al bando per decreto la vendita di scaldabagni elettrici, lanciando una rottamazione a favore di questa diversa tecnologia……... o no?

Gli effetti non sarebbero ovviamente immediati, ma, in capo ad un decennio (il tempo di “moria” degli apparecchi elettrici installati), si avrebbe una forte riduzione del consumo elettrico per questa inefficiente conversione in calore, con relativo azzeramento delle emissioni di gas in atmosfera. Sarebbe ancora ben poco a fronte di un decreto su tutte le nuove centrali termoelettriche, comprese le biomassa e i cosiddetti “termovalorizzatori”, che rendesse obbligatorio l’impiego del calore refluo o per teleriscaldamento o per attività produttive, ma anche qui gli effetti ci sarebbero  negli anni a venire, attraverso la ristrutturazioone del parco centrali esistente o la dismissione di quelle obsolete……..sarebbe poco, ma già sarebbe un passo avanti.

E ancora di più, di passi avanti, ne faremmo con la conversione di una gran parte del trasporto su gomma verso quello su rotaia, il che comporterebbe si un aumento di consumo elettrico, ma l’efficienza della ferrovia essendo sensibilmente superiore a quello di un TIR (un motore elettrico ha un rendimento oltre il 90%, mentre un motore diesel attuale si aggira sul 30-35%),  forti sarebbero i risparmi generali, oltre che i vantaggi ambientali per il minore inquinamento e rumore.

Ed allora, perché  malgrado in brevissimo tempo  il barile di petrolio abbia raddoppiato il proprio costo, noi continuiamo a sprecare energia e a non impegnarci fortemente per renderci massimamente autonomi, finalmente attivandoci ricerca dell’impiego e sviluppo di fonti alternative” o perlomeno risparmiando, quando sia possibile ed intelligente farlo, tramite un piano programmatico di leggi ad hoc? A me , sinceramente fa tristezza……..un po’ come quando penso al problema spazzatura al sud, dove per anni “qualcuno”  ha mangiato sull’emergenza o quando si insiste per mesi sulle impronte digitali ai rom o sulle intercettazioni in cui si raccomandano stelle e stelline alla R.A.I , quando invece i problemi del Paese sono altri e gravi e quotidiani ed interessano non due o tre straricchi ma milioni e milioni di persone che vorrebbero informazione e possibilmente soluzioni….vengano esse da destra o da sinistra.

Osvaldo Ruotolo 05.07.08

Rigassificatore offshore? No, grazie, è un rischio in più per la nostra città. 

Da un estratto dell'Ing. Mauro Papale, pervenutoci il 04 Apr.2008. L'ing.Papale è un collaboratore scientifico dell'Associazione ed altresì lo è del sito su Livorno "Livornotop", cui vi rimandiamo per ulteriori informazioni sui suoi interventi.................cliccare qui. 

Il gas naturale esce dai pozzi allo stato gassoso e, mediante gasdotti, può essere trasportato alle centrali termoelettriche alimentate a gas, alle industrie, alle case ecc. Un’altra possibilità, che è conveniente per il trasporto in mare e su grandi distanze, come parecchie migliaia di chilometri, consiste nel far passare allo stato liquido il gas, in prossimità dei giacimenti, raffreddandolo in appositi impianti detti liquefatori (nel mondo ce ne sono circa cinquanta). Il gas che esce dai liquefatori ha un volume diminuito di 600 volte rispetto al volume che esso aveva quando si trovava allo stato gassoso. E’ questo processo di liquefazione che rende possibile e conveniente il trasporto via nave.

 Il gas naturale liquefatto, che, per brevità, indicheremo con l’acronimo (cioè la sigla) G.N.L., alla  temperatura di -162°C può essere infatti caricato su navi metaniere e trasportato via mare. E’ importante precisare che queste navi mantengono il G.N.L. alla temperatura di -162°C. Questa temperatura mantiene il G.N.L. allo stato liquido. Se questa temperatura salisse,  potrebbe aumentare la pressione del G.N.L. nei serbatoi in cui è caricato fino a farli esplodere.

 Se, una volta raggiunta la destinazione, si vuole far tornare il G.N.L. allo stato gassoso, per esempio, per introdurlo in un gasdotto, occorre un impianto speciale che si chiama rigassificatore (nel mondo ce ne sono circa sessanta).

Tutti i rigassificatori sinora costruiti sono ubicati sulla terraferma. I rischi che presentano questi rigassificatori  hanno una certa entità. Ma, tra Livorno e Pisa, a 12 miglia dalla costa, circa 18 Km, la Società O.L.T. (Offshore LNG Toscana), col benestare dei politici e senza che sia stato indetto il referendum previsto dalla Direttiva Seveso 2, previsto in caso di costruzione d’insediamenti a rischio elevato (raffinerie ecc.), vuole costruire, per la prima volta al mondo, un rigassificatore ubicato in mare e su nave. Questo rigassificatore, proprio perché ubicato in mare e su nave, è estremamente più pericoloso di quelli ubicati a terra. Vedremo il perché nel corso dell’articolo.

 Va comunque premesso che il gas fornito dal rigassificatore è eccedente il fabbisogno territoriale mentre, in caso di possibile sottoproduzione, determinata dalle difficoltà di approvvigionamento, il gestore del rigassificatore verrebbe sostenuto da cospicui contributi dello Stato. Altra precisazione da fare è che al più una sola piccolissima parte del gas alimenterebbe le utenze locali, la maggior parte verrebbe infatti commercializzata all’estero.

Il rigassificatore sarebbe costituito da una grande nave metaniera modificata e ormeggiata in modo permanente. Secondo il progetto le sue dimensioni sono 288x48x40 metri. E’ cioè alta 12 piani e lunga come tre campi di calcio. Il volume complessivo dei serbatoi è 137.500 metri cubi mentre il fabbisogno di acqua per riscaldare il G.N.L. e farlo passare allo stato gassoso è di circa 500.000.000 (cinquecento milioni) di litri d’acqua al giorno. Il rigassificatore riceverebbe il carico dalle navi metaniere che trasportano il G.N.L. che, una volta passato allo stato gassoso, arriverebbe poi a terra con un normale gasdotto sottomarino.

I passaggi di stato subiti dal gas  e gli impianti di trasformazione sinora descritti possono sembrare complessi. Proviamo a sintetizzarli:

1)  La liquefazione: il gas naturale viene purificato e liquefatto fino a -162°C.

2)  Il trasporto: il G.N.L. viene caricato su navi appositamente costruite.

3)  Lo stoccaggio: la nave scarica il G.N.L. in grossi serbatoi.

4)  La rigassificazione: il G.N.L. stoccato viene riscaldato, riportato allo stato gassoso ed immesso nella rete di distribuzione.

Poiché i rigassificatori sinora costruiti sono ubicati vicino ai porti, per il riscaldamento necessario per far passare il G.N.L. dallo stato liquido a quello gassoso si usa in genere l’acqua di mare che cede calore al G.N.L. (la cui temperatura è -162°). L’acqua di mare torna al mare raffreddata di diversi gradi.

Ai danni e ad i rischi che causerebbe la costruzione del rigassificatore si è anche interessata Greenpeace. La grande associazione ha avviato una campagna nazionale contro la costruzione del terminal ed ha steso un rapporto reperibile all’indirizzo www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/gas-pisa.

Greenpeace si oppone alla costruzione del rigassificatore perché:

·        l’area in cui verrebbe costruito è stata dedicata, con accordo internazionale, alla tutela dell’ambiente in generale e dei cetacei in particolare:

·        esso costituirebbe un impianto ubicato in mare, per il cui tipo non esiste una normativa tecnica completa e quindi risulterebbe molto pericoloso perché sarebbe una specie d’impianto sperimentale; un prototipo, insomma;

·        il progetto, per quanto emerge da una valutazione non completa dell’impatto ambientale, sembra violare la convenzione di Barcellona ed i suoi protocolli.

I rischi causati dalla costruzione non sono stati correttamente presi in esame nella V.I.A., Valutazione di Impatto Ambientale, che ha portato all’autorizzazione per la costruzione del rigassificatore. Tali rischi sono:

·        mobilitazione di sedimeni, in particolare di quelli contaminati, provenienti dal porto e sversati nel sito della costruzione dell’impianto;

·        mancanza di garanzia del buon esito del trapianto di Posidonia Oceanica allo scopo di non far morire quella tolta;

·        non dichiarata presenza nella V.I.A del cloro sversato in mare dall’impianto;

·        inaccettabile emissione di 2,2 metri cubi al secondo di acqua fredda, a brevissima distanza dal rigassificatore;

·        nessuna analisi sulla rumorosità dell’impianto e sul suo impatto sulle popolazioni di pesci e cetacei residenti e migratori.

Ci sono delle alternative alla costruzione del rigassificatore, ma anche di altri impianti petrolchimici, causa d’inquinamento e dell’ effetto serra. Escludendo le centrali nucleari, della cui costruzione si sono pentiti gli americani quando hanno cominciato a smantellare quelle costruite nel 1960 (notizia diffusa  alcuni mesi fa da Radio Radicale, 104,9 MHz), esse  sono la riduzione dei consumi energetici e l’uso di fonti rinnovabili (eolica, fotovoltaica, ecc.).

Da un lato le fonti fossili portano alla catastrofe ambientale e sanitaria (a San Paolo del Brasile gli ospedali sono pieni di bambini con asma bronchiale dovuto all’inquinamento prodotto dagli scarichi delle auto), dall’altro sono causa di guerre ed estrema povertà dei paesi fornitori.

Inoltre non si sa quanti rigassificatori verranno effettivamente realizzati nel nostro paese perché la loro costruzione non rientra in un piano energetico nazionale, ma è frutto dell’iniziativa di gruppi industriali privati che mirano solo al proprio profitto.

Per quanto riguarda poi la cosiddetta “guerra del gas” dell’ inverno 2006-2007 si può affermare con certezza che questa è stata strumentalizzata per creare il timore di un inverno al freddo e quindi per spingere verso la costruzione dei rigassificatori. Non a caso l’amministratore dell’ENI, Paolo Scaroni, ha avuto più spazio nei giornali e in TV rispetto ai rappresentanti del governo.

E’ stato raccontato che il rigassificatore avrebbe permesso di diversificare i paesi fornitori dicendo che avremmo acquistato gas da Algeria e Nigeria, ma non ci sarà diversificazione perché da Nigeria e Algeria stiamo già acquistando.

Inoltre una “nuova guerra” del gas tra Russia e Ucraina è scongiurata (da un articolo di Repubblica del 24 ottobre 2006). Questi due stati hanno raggiunto un’intesa sul prezzo delle forniture nel 2007.

E’ poi nota a tutti la politica dell’utile delle multinazionali. L’E.N.I., Ente Nazionale Idrocarburi,. che ha devastato il delta del fiume Niger in Nigeria prelevando petrolio e gas naturale per decenni. La Nigeria, in particolare, è l’ottavo produttore mondiale di petrolio, eppure è costretto ad importare la sua benzina e ci sono oltre venti milioni di nigeriani che vivono con un dollaro al giorno.

Nel 2003 è stato costituito il “Comitato contro il rigassificatore offshore Livorno-Pisa”, il cui sito Internet è www.offshorenograzie.it. Il  Comitato, oltre ad aver preso diverse iniziative contro la costruzione del rigassificatore, tra cui una marcia alla quale hanno partecipato oltre 3.000 persone, mette in dubbio una corretta valutazione del rischio.

 Secondo quanto insegna la Teoria dell’analisi del rischio, quest’ultimo deve essere calcolato su base statistica mediante la formula R = f x M, dove f è la frequenza dell’evento non desiderato ed M è la magnitudo del danno. Proviamo a spiegare meglio come si usa questa formula.

 E’ abbastanza ovvio pensare che per fare un calcolo su base statistica occorre una certa quantità di dati. Più ampia è la quantità di dati, più precisa è la statistica. Occorre quindi prendere in esame un certo numero d’impianti esistenti, uguali a quello di cui si vuole calcolare il rischio. E’ poi necessario conoscere il numero degli incidenti avvenuti in un tempo sufficientemente lungo (frequenza f) e l’entità media dei danni causati dai vari incidenti (Magnitudo). Facendo il prodotto tra la frequenza e la magnitudo, come prevede la formula sopra riportata, si ottiene il rischio.  Questo approccio è però impossibile per calcolare il rischio causato dal rigassificatore perché è il primo che viene costruito in mare. Non esiste alcun impianto come questo, per cui non è possibile fare alcuna statistica.

 Si può comunque rilevare che, nel corso degli anni, si sono verificati incidenti in diversi impianti petrolchimici simili al rigassificatore, ma costruiti a terra. E’ proprio l’analisi del rischio che ci insegna che “rischio zero non esiste”. In questi impianti si sono verificate esplosioni e incendi, seguiti da decessi, feriti e danni. Il problema è che un impianto petrolchimico, contenente gas liquido a bassa temperatura, ubicato in mare è estremamente pericoloso. Vediamo meglio perché.

 Il gas liquido contenuto nel rigassificatore, se sversato in mare, torna allo stato gassoso molto rapidamente. L’acqua di mare si trova infatti ad una temperatura molto più elevata di quella del G.N.L. e, possedendo l’acqua una elevatissima capacità termica (cioè una grande capacità di assorbire o di fornire grandi quantità di calore) ed essendo la sua quantità finita, ma praticamente infinita, questa fornirebbe al G.N.L. una quantità di calore  enorme in un tempo molto breve. Il G.N.L. aumenterebbe la sua temperatura a causa del calore fornitogli dall’acqua di mare e ne potrebbe seguire una rapidissima e violenta espansione, si potrebbero cioè verificare delle esplosioni senza fiamma.

Una volta passato allo stato aeriforme, il G.N.L. dà origine a miscele infiammabili che si muovono a pelo d’acqua, a causa della temperatura ancora bassa, seguendo il vento. Non appena questa nube di gas incontrerà una fiamma libera o una scintilla, si pensi, per esempio, alla scintilla prodotta da qualsiasi normale interruttore che viene aperto, s’incendierà in modo repentino. Si potrà verificare anche una detonazione la cui intensità sarà dipendente dalla quantità di gas coinvolto. Secondo un documento del Pentagono, si può arrivare all’intensità di 50 bombe atomiche; radiazioni escluse, con tutte le conseguenze del caso.

I rigassificatori costruiti a terra sono meno pericolosi. Infatti né il terreno, né l’aria hanno la capacità termica dell’acqua. Per questo motivo il G.N.L, una volta sversato sul terreno, passerebbe molto lentamente allo stato gassoso con basse probabilità di accadimento e magnitudo di esplosioni senza fiamma e con fiamma.

Poiché il rigassificatore conterrebbe 137.500 metri cubi di G.N.L., si dovrebbe pensare a una seria valutazione del rischio. Invece, secondo quanto riporta il periodico livornese “Il concittadino”, nel 2001, un’apposita Commissione tecnico-scientifica, nominata dal Ministero dell’Ambiente, ha notato che i venti e il moto ondoso, nel sito dove dovrebbe essere costruito il rigassificatore, possono raggiungere una forza tale da non poter garantire un sufficiente numero di giorni/anno con condizioni di operabilità in sicurezza.

Dopo la presentazione del progetto, l’ARPAT Regionale, Area prevenzione rischi industriali, esprime il proprio parere in un documento del 25 marzo 2003 che, tra l’altro, afferma: “gli scenari incidentali ipotizzati, vengono descritti in maniera sintetica senza ulteriori sviluppi in termini di stima delle probabilità e di accadimento (le summenzionate frequenze) e delle relative conseguenze (le summenzionate magnitudo). Non viene peraltro trattata la problematica inerente il rischio connesso con i possibili impatti con imbarcazioni in navigazione nell’area.

Il 9 luglio 2004, la Regione ha messo a punto la VAS, valutazione integrata che conclude che “molti aspetti, legati soprattutto alla localizzazione, contrastano con gli obiettivi di sviluppo locale del territorio, gli obiettivi di tutela ambientale ed i problemi connessi alla sicurezza della popolazione.

Nel febbraio 2006 fu rilasciata l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto. Furono allora raccolte 7000 firme per richiedere un’indagine sulla sicurezza che la Giunta regionale trascorsa affidò ad una commissione internazionale di esperti. Tale commissione è formata da tre esperti di nazionalità diversa. La Regione assicurò che in caso di giudizio negativo l’impianto non sarebbe stato fatto, ma era evidente che questa indagine doveva essere fatta prima del rilascio dell’autorizzazione a costruire. L’autorizzazione a costruire  non è stata comunque bloccata anche se la Commissione non si è ancora pronunciata sulla pericolosità del rigassificatore offshore. Il 4 novembre 2006, tra l’altro su Il Tirreno, un consigliere regionale afferma: “I nomi degli esperti? Se corrispondessero al vero, non sono del tutto convincenti”.

Ing. Mauro Papale, Livorno, 04 Apr.2008                                                                             

E rieccoci con la crisi..........che tanto si paga noi!

E rieccoci alla crisi di governo e di nuovo al voto!

Per due anni ci hanno letteralmente dissanguato, facendoci intendere che era per il bene di tutti che il debito pubblico calasse, tant’è che il surplus fiscale, “il tesoretto”, invece di distribuirlo a chi viveva una quotidianità sofferta, per precarietà o franca miseria, se lo sono tenuto ben stretto, perché gli equilibri del debito pubblico non lo permettevano ……si diceva.

E il debito pubblico è calato, grazie ad una popolazione che si è immiserita anche per questo, facendo sacrifici inimmaginabili.

Adesso però, con le elezioni, se ne andranno almeno 500 milioni di euro…………ma allora, per riassegnare le nuove poltrone, i moniti U.E. non contano più e si può spendere a volontà? Quando si tratta di dare il tesoretto (metaforicamente parlando, s’intende) a coloro che ne hanno bisogno, non è possibile perché i soldi non bastano ed invece, per stabilire chi gestirà il potere e potrà arricchirsi ulteriormente alle nostre spalle, si?

Qualunquismo, direte, eppure, con i dovuti distinguo, date mai un colpo d’occhio alla T.V?

Alla recessione mondiale e quindi italiana, nei telegiornali, vengono dedicati dieci secondi, ai nuovi schieramenti…….Berlusconi che si prende Fini, Casini che o è d’accordo o è fuori……….  L’Arcobaleno che va da solo, Mastella che prende tempo e poi va con Forza italia, se gli danno deputati e senatori…..si largheggia per decine di minuti!

Mi domando allora a chi importi veramente dei problemi del Paese (lavoro, salute, ambiente, pensioni e anche debito pubblico) poiché, anche nei talk show, non si sente mai argomentare di programmi, di contrapposizioni su questioni, di proposte per la soluzione dei problemi, ma si sente soltanto il solito blaterariccio su coalizioni, percentuali di voto, alleanze e strategie, come accennavo prima, finalizzate ad un consenso popolare, per  una vittoria elettorale ma non per migliorare le cose, bensì fine a se stessa o meglio finalizzata all’acquisizione del potere………..per fare che però, questo non lo si sente mai, potete spiegarmi il perché?

Mi piacerebbe avere una risposta, anche se poi la domanda vera sarebbe sul  perché noi italiani abbiamo permesso che questo potesse accadere e sul perché si continui ancora ad accettare che questo accada. Gianni Atturio 06.02.2008

Ieri 24 gennaio………….Governo sfiduciato!

Perché Mastella e Dini, eletti nelle liste dello stesso Governo da cui si sono sfilati, ne avevano avuto abbastanza del fatto che non venivano tagliate le tasse su pensioni e salari, permettendo a gente che non ce la fa a tirare avanti, di avere un po’ di tregua? Perché la spesa pubblica non viene mai ridotta, aggravando così il debito del Paese? Perché gli affitti sono alti, gli stipendi bassi, i consumi fermi e la maggior parte dei lavori sono precari e quindi i giovani non riescono a metter su famiglia? Perché erano stanchi di avere in Parlamento gente giudicata e condannata con cui doversi confrontare, per esprimersi a favore del Bene Comune? Perché ne avevano abbastanza della lottizzazione dei posti di potere in ogni settore della vita pubblica oppure perché desideravano che qualcuno si dichiarasse responsabile della spazzatura che affoga la Campania e ci sta assassinando il turismo? Perché la nostra economia va verso prezzi tedeschi e salari da terzo mondo, malgrado il numero dei nostri parlamentari sia enorme ed i loro emolumenti altrettanto (almeno in qualcosa, in Europa, siamo ai primissimi posti!)? Mah, se così è a me non è parso, sembrandomi invece che c’entrino soltanto interessi di parte, dal referendum che avrebbe spazzato via i loro partiti al fatto che il trasformismo legale (non morale) permette ad uno di essere oggi a sinistra e domani a destra, traendo vantaggi prima di quà e dopo di là, con noncuranza, fregandosene non dico della propria credibilità elettorale (quando si viene eletti lo si è in base anche agli accordi sui programmi, o no?), quanto dei propri stessi elettori.

Ma del resto, cosa aspettarsi da gente che siede in Parlamento a rappresentarci e che quando altri sono di avviso diverso, si lascia andare, in diretta nazionale ed in visione mondiale, scomposti in volto come beceri ultras da stadio (sto parlando di Barbato dell’UDEUR, nei confronti di Cusumano), ad aggressivi vilipendi come :-pezzo di merda…..cornuto e frocio….e con minacce e sputi?

Detto questo ed espressa tutta la mia nausea per una classe politica indegna (non tutti, certamente) che tiene a se stessa e non alle sorti del Paese, che si fa?

Intanto si vanno a spendere 500 milioni di euro per l’apparato elettivo, altri milioni e milioni se ne andranno a corrispondere il finanziamento pubblico ai partiti per le spese elettorali delle precedenti elezioni e per quelle nuove, poi saranno rinnovati gli organigrammi parlamentari, e via altri milioni di euro....e tutto questo con buona pace per il debito pubblico e con vero terrore della gente che si guadagna duramente il pane quotidiano (anche se in modo precario) ed alla quale verrà chiesto altro sangue, che tanto loro chi entrerà nel nuovo Carrozzone" si arricchirà...... e degli altri chi se ne frega se anche saranno obbligati ad ulteriori sacrifici…………tutto questo è, benchè triste, è scontato….ma poi?

Si tornerà al voto con questa legge elettorale, al rischio di una rinnovata ingovernabilità, di qualunque parte sia, che tanto dove si casca è uguale?

Beh, mi piacerebbe che almeno che non si parlasse più male della cosiddetta antipolitica, magari non ancora in grado di governare il Paese, però col coraggio e la maestria di scovare il marcio dove è, denunciandolo all’opinione pubblica, se non altro non ulteriormente disinformandola su ciò che accade veramente in Italia. 

L.S. 25.01.08

Rendersi conto della realtà, è antipolitica?

Ci si sposa sempre meno e non certo perché i bamboccioni desiderino stare attaccati alle gonne di mamma fino a tarda età , il bilancio familiare ( quando c’è!) se ne va in bollette per il 31%, la gente invecchia e va in pensione e grava sul debito pubblico (riprendendosi giustamente quanto ha già dato), allontanandosi però dal sistema produttivo e quindi senza più contribuire alla crescita del Paese………………affitti alle stelle, con case sfitte in misura esorbitante (che tanto il mattone non si svaluta!), tariffe (vedasi luce, gas, benzina, trasporti) in aumento e stipendi erosi nel potere d’acquisto, consumi fermi o piuttosto in netto regresso e quindi recessione conclamata, aumento di truffe e suicidi, a testimonianza di un malessere diffuso……………tanto per citare solo di alcuni dei problemi del nostro BelPaese.

Che si aspetterebbe dalla politica, al governo o no, un cittadino/elettore che fa sacrifici continui e spesso inimmaginabili per andare avanti, se non che ci si affannasse per discutere dei problemi, presentando ipotesi di soluzione, elaborando strategie per superare la crisi , per contenere l’inflazione, per aumentare l’occupazione non precaria, per dare impulso all’export ed ai consumi interni etc.etc.etc……..ed invece?

Invece i DS diventano partito democratico, Forza Italia si adegua e cambia nome, nasce l’arcobaleno…………...e così via e quindi, come non ci fosse altro di cui preoccuparsi (ma forse, dal punto di vista di coloro che abbiamo -senza preferenza!- eletto, è vero) ci si affanna a calcolare percentuali ed alleanze ed a battibeccare su un nuovo sistema elettorale (ancora senza preferenze) e si lotta e si minacciano ritorsioni se…………..per noi, per il benessere del Paese, perché ci sia un futuro migliore per tutti? Beh, è sufficiente scambiarsi punti di vista sugli autobus, nelle piazze o nei mercati, per percepire la nausea profonda e bipartisan della gente………..Che schifo!

Una via d’uscita? Forse ricominciare tutti insieme a riflettere, ad indignarci, a pretendere onestà e rigore morale e risultati concreti, invece di chiacchiere da chi ci governa, a sinistra come destra, il punto però è ………….siamo noi ancora capaci di un pensiero critico, indipendente dal tornaconto personale? A ciascuno di noi la risposta.

Silver 13.12.07

e se si cominciasse a denunciare apertamente ogni ipocrisia, in ogni settore e ad ogni livello?

Dal blog di Beppe Grillo ho ricavato le riflessioni che seguono ed essendomi parse ironiche e nello stesso tempo brutalmente realistriche, volendo condividerle con voi, ve le giro………..anche e soprattutto perché , con molta probabilità, nel 2030, a voler esportare democrazia nel Golfo Persico, oltre agli Stati Uniti, ci saranno anche Russia e Cina……….con il resto del mondo, in mezzo!

Luca Marziali 06.12. 07

11 settembre 2001. Da allora siamo una nazione a rischio attentati islamici. Sono passati più di sei anni e a memoria non si è avuto un solo morto o ferito a causa della Jihad in Italia. Quasi un record. Non si è visto un solo invasato con il turbante o un fanatico con la barba coinvolto in una rapina, in un fatto di sangue, in un assalto in villa.
Qualcuno crede che ciò sia possibile perchè l’Italia chiude un occhio, o forse tutti e due, e lascia fare. E permette che vengano costituite basi logistiche che possono servire per attentati in Europa. In questo ci può essere del vero, da noi si può fare quello che si vuole, siamo probabilmente il miglior crocevia dei servizi segreti del mondo. Abu Omar lo hanno rapito ventisei agenti della Cia a Milano. Ma un terrorista che vuol farsi esplodere a Londra o a Madrid può disporre facilmente di supporti locali. Non ha bisogno di Roma o di Milano. Dal 2001 ci sono stati circa 8000 persone assassinate sul lavoro, centinaia di morti per mano della criminalità organizzata, migliaia di stupri. Intere aree di Campania, Calabria e Sicilia sono extra territoriali, a lupara libera. Il risultato è che abbiamo inviato le nostre truppe in Iraq e in Afghanistan e tolti i fondi alla Polizia di Stato. Tutta colpa della Jihad.
A cosa serve la paura del musulmano? Delle moschee? Chi prega di solito non delinque. Per trovare qualche risposta ho letto il recente rapporto della International Energy Agency sul futuro dell’energia mondiale. Il suo contenuto è riassunto in una cartina riportata dal Financial Times dal titolo: “L’importanza crescente dl petrolio del Medio Oriente”.
Nel 1980 l’estrazione di petrolio era di 35,5 milioni di barili per giorno dagli Stati non Opec, ad esempio Stati Uniti e Russia, e di 28,1 mil/barili dalla zona Opec. La previsione per il 2030 è rovesciata, la produzione di petrolio sarà di 60,3 milioni di barili al giorno nella zona Opec e di 53,2 mil/barili nel resto del mondo. Chi controlla il Golfo Persico, dove sarà estratto il 30% dell’intero fabbisogno mondiale, controlla l’energia e chi controlla l’energia controlla il pianeta. La richiesta crescente di energia (la sola Cina passerà dagli attuali 7 milioni di barili al giorno a 16, 5 milioni nel 2030) coinciderà con la concentrazione dell'estrazione petrolio nel Golfo Persico, dove si affacciano Iran, Iraq, Arabia Saudita, Emirati. Tutti Stati musulmani. Più produci petrolio più sei terrorista.

I fatti di Roma, dopo la disinformazione sugli eventi di Arezzo.

Un’orda di delinquenti organizzati mettono a ferro e fuoco un quartiere di Roma, assaltano il centro C.o.n.i e quattro caserme, con devastazioni allucinanti e la polizia se ne sta rinchiusa……per evitare mattanze (ministro Amato)!?

E se dalla finestra un cittadino vede che qualcuno di questi mentecatti/bastardi gli sta incendiando l’auto, faticosamente pagata a rate, e non può contare sull’intervento delle forze dell’ordine, che deve fare, evitare anche lui una mattanza o scendere in strada e farsi giustizia da solo?

Ecco, a me sembra che un tale atteggiamento da parte delle forze dell’ordine sia stato assolutamente ingiustificabile…….se la polizia non interviene in casi simili, che ci sta a fare?

Altra questione che nell’occasione mi ha proprio lasciato perplesso, è il tipo di informazione che i mass media ci propinano: ci alluvionato con pagine e pagine di giornale e ore e ore di televisione sui dettagli di fatti di sangue come quelli di Garlasco e Perugia o su gossip di vario tipo (a proposito, in questi casi non ci sono mai scandali per la fuga di notizie riservate, come accaduto nel caso di Mastella e dell’inchiesta way not?) e sorvolano su fatti gravi come quelli che Amato ha assimilato al terrorismo, trattando la questione alla stregua di un fatto di cronaca, quasi di routine, con analisi pseudosociologiche  e visione parziale del fenomeno………..la violenza da stadio.

Vero che Mentana e Vespa ci hanno costruito su una serata ma, si è cercato di scandagliare le vita privata degli arrestati alla ricerca dei collegamenti, per ipotizzare i mandanti ed indagare su cosa può esserci a monte?

Eppure sui personaggi dei fatti di sangue di Garlasco e Perugia si è scavato a fondo e si sono sbattuti i mostri in prima pagina, anche se poi non c’entravano nulla, ed invece, come per i black bloc a Genova, per “i terroristi” (definizione di Amato) …si è bellamente sorvolato, salvo comunicare arresti in seguito ma per casi singoli, per la teppaglia, per “la truppa” insomma.

E che, è normale che aggregazioni spontanee di persone, siano talmente organizzate da armarsi ed andare, in gruppo ed a centinaia, a caccia dei poliziotti nelle loro caserme? Qualche balordo è sempre possibile che ci sia ma centinaia di balordi, coalizzati insieme contro le istituzioni, non sembrerebbero piuttosto un esercito programmato a comando,  quasi si provasse ad esprimere altro che non sola rabbia incontrollata di teppisti da stadio?

E ad avvalorare questa tesi c’è stata anche un’intervista del Presidente Napolitano che, rispondendo ad un giornalista tedesco, affermava che i tumulti non sarebbero frutto di malcontento sociale (!?) ma di violenza sovversiva e di un attacco alle istituzioni……..ed allora, non sarebbe stato e sarebbe tutt’ora il caso di approfondire?

Già, ma forse alla gente interessa più conoscere il fidanzato dell’ultima velina e sapere cosa si fa sull’isola dei famosi e chi organizza i tam tam (dei tifosi!?) è ben coperto e ai giornalisti interessano altre cose che non informare (vedasi il presunto patto Rai – Mediaset nel 2005, per pilotare i TG ).Comunque, se non altro, almeno ci si distrae dal fatto che il Paese sta andando in malora……ed allora, grazie “informazione” che ci tranquillizzi sempre, anestetizzando il nostro senso critico, anche se per questo si deve rinunciare a quella democratica oggettività che ci spetterebbe di diritto, dovendo pagare un canone, oltretutto ineludibile, per un servizio pubblico finalizzato invece, spesso e volentieri, ad interessi molto privati.

Antonino Cardamone 26.11.07

Che fare?

Perché l’iniziativa di domenica 18.11 è stata rimandata?

Così ci dicono……….due situazioni che sono capitate e che hanno portato ad atteggiamenti differenti, quale quello più giusto?

A giugno, dovendo andare a Barbazzano, in Liguria, gita effettuata comunque, la settimana era stata con un tempo incerto e previsione di variabilità……..in breve, 5 prenotazioni: due sono arrivati alla Guglia e non sono poi venuti via e altri due, arrivati invece ad Ameglia,  se ne sono tornati subito indietro………….in conclusione: il fare per fare, ha prodotto un’escursione di 3 persone!

Questa volta, domenica 18, invece, le previsioni erano di temperature basse e vento di grecale …………prenotazioni il venerdi, 5: Antonio e Maria Luisa, Anna e Margherita, Raimondo…….che fare (tenendo anche conto che avrebbe fatto sicuramente freddo e che sarebbe stata la quarta visita al percorso, da parte di chi l’aveva organizzata)? Si aspetta il sabato mattina e Leo e Carla si aggiungerebbero ma……. affatto sicuri di venire, però forse……se la mattina sono all’appuntamento, vengono……!!

A questo punto, anche perché Raimondo non sarebbe venuto e memore della precedente esperienza, Luciano smonta l’escursione.

La sera del sabato poi, telefonano Paolo Beni, Sabra, Giovanna e una nuova………..ma oramai l’iniziativa non c’è più, salvo riavvertire gli altri all’ultimo minuto, che forse si erano sistemati altrimenti e quindi rischiare comunque di andare soltanto in sei.

Ricordando che chi organizza non ha nessun guadagno, se non il confortarsi, in questi casi, con una autopacca di solidarietà sulla spalla……. che fare, in casi simili?

Se qualcuno ha un’idea in proposito, ci scriva………..la nostra attuale considerazione prevalente è che si debba comunicare assolutamente la presenza entro il venerdi, non obbligando così chi organizza a fare i salti mortali per esserci, rischiando di andare a prendersi pioggia o vento freddo per nulla e magari in quasi solitudine……….ripetiamo, diteci la vostra che poi verrà discussa ed inserita nel  regolamento escursioni.

Agireverde 19.11.07

Un ministro…..….può!

Il ministro di Giustizia viene indagato in un’inchiesta su tangenti e comitato d’affari, un pastrocchio in cui sono coinvolti politici ed amministratori pubblici, con al centro l’utilizzo distorto di fondi pubblici e la presenza di logge massoniche, come collante del potere.

Logica vorrebbe che ci fosse il massimo interesse ad avere rapidità di accertamenti ed assoluta chiarezza, ed invece? Viene richiesto il trasferimento del magistrato inquirente e successivamente gli viene avocata l’inchiesta!

Un siparietto di scherzi a parte? Purtroppo no,  solo una triste realtà  su cui tutti dovremmo riflettere: la giustizia è uguale solo per i disgraziati. Il mio sconcerto tuttavia non è tanto per questo, essendo noto che in Italia ci sono “intoccabili “ ed altri che, non avendo santi in paradiso, vengono "stratoccati", quanto perchè ci si continui a scandalizzare per il bullismo nelle scuole…….….ma l' arroganza del potere e quindi della forza, anche se legalizzata, non è forse equiparabile ?

Si potrà dire che tecnicamente non ci piove, se tutto questo accade, però, come è che le fughe di notizie sollevano polveroni  solo quando riguardano “i grandi papaveri della politica” e non in casi tipo Cogne, Garlasco, Rignano etc.etc.etc. ?

L.S. 22.10.07

Commercio e Porta a Mare

La chiusura degli esercizi commerciali in Borgo, via Verdi e corso Mazzini, a seguito dei lavori alla Porta a Mare ed alla conseguente difficoltà di accesso alla zona, unita alla mancanza assoluta di parcheggi auto, mi porta a fare alcune riflessioni sul come viene gestita la città e sul come invece mi piacerebbe che fosse.

Il Cantiere navale Luigi Orlando era decotto, giusto quindi e positivo l’aver trovato una valida alternativa alla disoccupazione dei suoi lavoratori (ma poi, quanti di essi sono stati ricollocati?) nella attività di costruzione di maxi-yacht. Positiva mi è parsa anche la costruzione di un nuovo quartiere (speculazioni immobiliari a parte), soprattutto se, come previsto, ci saranno un porto turistico e delle attività di servizio alla nautica, ma…………..sarebbe stato proprio impossibile tener conto anche e contemporaneamente delle esigenze dei lavoratori che hanno un’ attività nella zona limitrofa a quella dei lavori in corso? Sarebbe stato difficile  prevedere un parcheggio per residenti in piazza Orlando ed un ampliamento di quello in piazza Mazzini e…..non in tempi biblici?

Sarebbe stato impossibile progettare una viabilità che permettesse al vecchio borgo di sopravvivere, vicino al nuovo?

Oltretutto sarebbe anche stato un bell’esempio di intelligente gestione del territorio: pensare al nuovo, migliorare l’esistente e favorire nel contempo nuova occupazione, salvaguardando però quella poca già in essere……….ed invece?

Invece la solita storia, secondo me.

A Livorno essere lungimiranti, tenendo conto delle necessità di tutti i cittadini indistintamente, non interessa………..quello che conta è “Fare ciccia subito che poi, chi verrà si prenderà le rogne lasciate in sospeso e comunque, chi se ne frega che tanto al potere ci saremo ancora noi”…….e così ……..…”si è fatto ciccia” sulla pelle di un intero quartiere, generando altri disoccupati che non si saprà mai se saranno stati compensati dalla nuova occupazione a Porta a mare (esattamente come per quelli ex Cantiere).

Era proprio inevitabile e soprattutto, ne valeva la pena?

Luisa Miriam Apicella  18.10.07

… a spese nostre!

Che in Italia ci siano ministri che lo sono stati con Berlusconi e anche con Prodi, passi (al limite il problema è dei loro elettori), che ci siano parlamentari, paladini dei valori familiari , impegnati, nel tempo libero in festini a luce rossa ed a base di cocaina, passi (al limite il problema è della moglie e della giustizia), che ci siano 32 consiglieri su 60, condannati od inquisiti, nel Consiglio di una 

regione ad altissima emergenza mafiosa, passi (al limite “è cosa loro”)………una cosa però dovrebbe non essere permesso lasciar correre: 7.5 milioni di italiani fanno i salti mortali per arrivare a mettere insieme il pranzo con la cena ed è questo (dati istat, non opinione) un fatto stabile da quattro anni, con un P.I.L nazionale, stimato in calo sulle previsioni per quest’anno ed anche per il prossimo anno. Ecco, questo dovrebbe non essere accettato: che coloro i quali si affannano a giocare ai secessionisti (prendendo però la paga da Roma) oppure coloro che vogliono elezioni a primavera (ma che mai propongono alternative concrete ai mali del Paese)  o anche quelli che costituiscono nuovi partiti, come fosse tutto una questione di nuove sigle ed anche tutti gli altri, con poche eccezioni…………che tutti costoro, dicevo, continuino pure a vivere nel lusso e fuori da una realtà ben diversa da quella di tutti, ma che almeno che si rendano utili e si guadagnandosi le loro briòches, non impoverendo ulteriormente gli italiani: siamo stanchi di mantenere gente che campa alle nostre spalle e con i nostri sacrifici! 

Giovanni Repetto 06.10.07

“I bamboccioni”

Il ministro dell’economia Padoa Schioppa, in commissione al Senato e discutendo i punti fondamentali della manovra finanziaria 2008, ha definito i 30enni che stazionano

nella casa dei genitori, non rendendosi mai autonomi “bamboccioni”.

Ora la mia riflessione è questa:- in che mondo vive questa gente, se non si rende conto che pagare un affitto necessita di un reddito e che questo reddito, quando difficoltosamente trovato, spesso non è garantito se non da contratti sottopagati e perennemente a termine e magari chissà dove? E se questi nostri governanti non vedono o non vogliono vedere la realtà, come faranno mai ad elaborare delle leggi che possano migliorarla, rendendola almeno vivibile?

Letizia V. 05.10.07

Politica e bene comune

Cari amici, seguo con interesse la questione della piattaforma gas offshore, fino dall’inizio e francamente sono rimasto stupita dalle affermazioni del Tirreno di oggi: Monte, Intesa e Unicredit finanziano l’impianto.

Leggo poi oltre, che Saipem è incaricata di costruire e che Olt avrebbe stimato in 500 milioni il preventivo di spesa, che per Saipem sarebbe invece di 800, potendosi trovare un accordo per 600.

Ed ancora: all’inizio di novembre 2007, Endesa cederà il 30.5% alla compagnia tedesca Eon…….!!!

Ecco, inutile entrare nel merito di sigle e cifre, anche perché per farlo occorrerebbe essere  più che esperti ed in possesso di dati presumibilmente riservati, quello che però risulta evidente è che il cittadino (vedasi i comitati no gas, per tutti) non ha mai potuto confrontarsi con nessuno di coloro che hanno deciso la trasformazione del suo territorio. Non ha importanza che nutra dubbi sulla sicurezza dell’impianto, che ne abbia sulla necessità dello stesso e sulle eventuali ricadute positive in termini economici per il proprio territorio e  non importa neppure che possa sospettare di essere solo un suddito, uno che può votare come vuole ma rimane comunque un suddito dei principi che ha eletto e che però contribuisce a mantenere, sempre che le imposte, dirette ed indirette, non siano solo opinioni..

La scoperta dell’acqua calda, potreste dirmi…………ma allora, vi domanderei:- non ci vedete nessi tra questo modo di fare politica e delle vecchie affermazioni di Beppe Grillo, quando  diceva  che i politici prendono solo ordini dall’economia, dalla finanza, dalle banche centrali, a destra come a sinistra , i buoni come i cattivi …?

E intanto il Paese reale va a rotoli!

Antonella Viani 28.09.07

Bla Bla Bla

Secondo d’Alema, il Grillo pensiero sull’antipartitismo porterebbe al potere delle televisioni ……….e di chi le ha. Mah!? Il fatto è che, secondo me, quando monta una protesta contro una casta  di qualsiasi tipo, una protesta seria, legittimata da richieste serie ed accompagnata da dati e nomi riscontrabili, dei motivi abbastanza importanti ci sono ed invece dei soliti bla bla bla,  coloro che si sentono chiamati in causa, solitamente stragarantiti benissimo, bisognerebbe che andassero in mezzo alla gente ad ascoltarla, facendosi raccontare perché, invece di recarsi nelle sedi di un partito politico, a confrontarsi sui propri problemi, vanno nelle piazze ad applaudire Beppe Grillo.Però un dubbio mi assale: potrà mai capire chi ha fame, colui che si strasazia ogni giorno, passa il tempo a litigare per le ciliegine da mettere sulle torte e considera tutto questo, come dovuto e certo, quasi fosse per diritto divino?

Alex T. 27.09.07

I lavavetri, la Norvegia e Grillo

La “questione lavavetri” sembra già accantonata ed è un peccato, perchè avrebbe meritato un ampio approfondimento e di tematiche e di soluzioni.

Ad esempio: com’è che in Norvegia, per le strade, non si vedono né lavavetri né mendicanti?

E com’è che il problema non viene risolto laggiù con un’ipotizzata repressione populistica,  come da noi, sebbene gli immigrati, in proporzione,  siano almeno tre volte quelli italiani, essendo invece le forze di polizia,  sempre in proporzione, solo un terzo delle nostre?

Vuoi vedere che la sanità pubblica, i trasporti e l’istruzione sono ottimi ed il tasso di povertà è minimo? E difatti un welfare spettacolare rende difficile che la gente pensi di arrangiarsi per sopravvivere, rendendo inutile il sacrosanto dovere (da noi spesso disatteso) di ricercare e stroncare i racket dei semafori, come quelli di chi gestisce il traffico della merce data ai venditori ambulanti di colore, lucrando su falsi ed evasione fiscale e sulla loro pelle, come pure i caporalati dei raccoglitori di pomodori, etc,etc,etc,etc.

A cosa tendo, con questi discorsi?

Al fatto che “la politica” non vada mai ad interessarsi del perché alcune cose vadano meglio da altre parti e del cosa si possa fare per importare gli esempi migliori, forse, ed anche al fatto che se Grillo ha suscitato tanto fastidio, è difficile che sia uscito proprio dal seminato.

Dopotutto, chi è meglio: Bossi che dice Roma ladrona e da Roma percepisce lo stipendio o Grillo che non vuole (insieme alla gente, non dimentichiamolo) condannati per gravi reati in Parlamento e pretende il ripristino delle preferenze alle elezioni, sempre documentando le proprie affermazioni con nomi e fatti?

E poi, se Grillo  fu allontanato dalla T.V per aver detto come stavano le cose ai tempi di Craxi, come poi, ai tempi di Berlusconi, toccò a Biagi e Santoro, dimostrando che l’arroganza del potere non ha collocazione politica, tanto per dire…………….ci sarà pure stato un motivo, o no?

Silver 20.09.07

Niente di personale

BOLOGNA 2 agosto 1980: 80 morti e 200 feriti.

Condannati con sentenza definitiva, per la strage, Fioravanti e Mambro godono di un regime di semilibertà e vanno in giro a tenere conferenze e a propagandare libri……….niente di personale, però, se alla stazione di Bologna, quel giorno, ci fossimo stati noi o qualche nostro familiare……….diremmo oggi che  giustizia è stata fatta? Ed anche mi piacerebbe sapere com’è possibile che vengano condannati gli esecutori di una strage, senza che nulla si sappia dei mandanti………………qualcuno ha una risposta?

Luca Antico, 2 agosto 07

logica di sviluppo o improvvisazione, come sempre? 

Le scelte che proprio non capisco:

mesi e mesi di lavori in via Magenta, con assurdi disagi dovuti ad asfaltature e ristrutturazioni……..ma perché?

Allargare i marciapiedi in una zona dove il traffico automobilistico era vietato, a che è stato utile se non ad affossare ancora di più le attività commerciali della via, già prima abbondantemente in agonia, vista anche la mancanza di una fermata per il bus e la conseguente difficoltà ad arrivarci?

I misteri del fare, tanto per far vedere che si fa, passando sulla pelle di altri…..secondo la logica del tanto a noi che ce ne frega se poi si fanno danni irreparabili all’economia della città, che tanto, che si sbagli o no, lo stipendio ce lo mettiamo in tasca ugualmente.

E la chiusura del traffico, il sabato sul viale Italia?

Effettivamente avere un lungomare “alla viareggina” sarebbe bellissimo, ma anche lì esistono comunque corsie di scorrimento……………qui, come si fa ad andare e venire in viale Italia, con le corse notturne dei bus………..che non ci sono?

O magari ci si arriva in auto ma poi, per lasciarla dove? Negli negli spazi tipo quelli ottimi ai tre ponti, messi magari in zona ex cantiere Orlando………anche quelli però  inesistenti, in quanto tutto lo spazio disponibile è stato gentilmente offerto alla Azimut/Benetti con il pacchetto Porta a Mare, mentre per la città, nulla è stato tenuto? 

Fiamma L. 19.07.07

Chi non fa non sbaglia……….ma alla fine, non ci rimettiamo tutti?

Sembrerebbe che la gestione del Cinema di Ardenza venga affidata ad un prestigioso soggetto culturale pisano…?!

Ma come, senza voler peccare di campanilismo, non esistevano in città esperienze e attività tali che avrebbero potuto occuparsene? Si sta tanto a discutere sul fatto che la realtà culturale livornese non riesca a decollare e poi, quando se ne presenta l’occasione, non si fa in modo di innescare progetti che possano essere catalizzatori proprio di questo sviluppo culturale?

In tal modo si permetterebbe alla città di prendere coscienza piena delle proprie possibilità ed si potrebbe innescare un processo per portarla a diventare polo di aggregazione culturale…. non solo sede di megasale cinematografiche al centro commerciale, oltretutto a detrimento di quelle in centro.

Ma forse rientra tutto in un piano strategico: non assumersi la responsabilità di una programmazione e progettazione partecipata e condivisa sulla cultura, per una valorizzazione delle risorse finanziarie investite nel settore e del patrimonio di strutture e di esperienze presenti in città, permette di non sbagliare e si sa………….chi non fa non può sbagliare e non scontenta nessuno (o almeno, si pensa).

E Livorno continua la sua lenta agonia, culturale come commerciale ed industriale………….per non dire di quella turistica, di cui non si può dire che agonizzi….. perché mai è nata!

E almeno questo avrebbe dovuto essere imperativo, per una città di mare: essere una ottima realtà turistica………ma Livorno, è una realtà turistica? E se non lo è, essendo più che altro punto di transito per altre località, a chi spetterebbe il compito di pensarci………al cittadino, che in ogni caso delega e paga un'Amministrazione, proprio perchè se ne occupi?

Giusti A. 12.07.07

Acqua, bene pubblico!

Ho saputo che sono state consegnate le firme relative alla proposta di legge d'iniziativa
popolare per l'Acqua come bene pubblico e che le firme d'appoggio sono state ben 406.626 ……………..a parte che una è la mia, volevo complimentarmi con voi per avere contribuito a questo successo, con le vostre iniziative sull’acqua, particolarmente con quella di Colognole.

Un saluto, Antonio.

12.07.07

ed i black bloc?

Allora è stato ufficialmente ammesso che alla Diaz fu una mattanza………come correttamente attestavano da subito, da sei anni a questa parte cioè, testimonianze, referti medici e riprese video.

Lasciando cadere la questione sulla catena di comando, perché i reparti non agiscono sicuramente di propria iniziativa e neppure andando a sindacare sulle cariche ai cortei dei manifestanti, lungo un percorso legalmente e precedentemente concordato (non essendo poi i “mani bianche Lilliputh” feroci rivoltosi, assetati di sangue), una domanda sorge spontanea ……..e di coloro che con spranghe e catene misero a ferro e fuoco Genova ed anche assaltarono il carcere di Marassi, di tutti coloro cioè che sono stati immortalati “in diretta”, mentre commettevano reati, anche dalle reti televisive nazionali (oltre che da telecamere di protezione a banche e attività commerciali, più i video amatoriali e delleTv private), dei black bloc insomma, che ne è stato?

Avete notizia di qualcuno di questi che sia stato, arrestato, processato e condannato?

Ecco, questo amareggia e fa riflettere:- a Genova ci si è dati tanto da fare per impedire la libera facoltà di espressione, costituzionalmente garantita, e nulla si è fatto per assicurare alla giustizia i delinquenti, vestiti di nero, quelli si, armati e pericolosi! Perché?

Lc 22.06.07

Chi vive nella realtà e chi no

Nella trasmissione Ballarò di ieri sera, ho ascoltato il sig.D’Alema controbattere alle obiezioni del Presidente della Confesercenti, a proposito dei nuovi studi di settore………..si è quasi scandalizzato, quando li giustificava, sostenendo l’impossibilità (in base ai vecchi studi) che un meccanico potesse dichiarare un reddito di 900 euro mensili!

Ora, premesso che se il reddito da lavoro autonomo fosse come quello dei parlamentari, abbondante e sicuro e indipendente da ogni variabile di mercato (costi, variare della clientela, variare della posizione del fondo, etc.etc.etc…..ma questo è noto anche ai ragazzi delle scuole medie) e pagato regolarmente da altri, tasse e contributi compresi, indipendentemente dai risultati ottenuti, potrebbe forse avere ragione di stupirsi ma………….la realtà è ben diversa ed è proprio questo che scandalizza me: possibile che un ministro della Repubblica viva in un  mondo irreale, così diverso da quello di tutti i giorni, così diverso dal mio, dal nostro, da quello di tutti coloro che conoscono la dura fatica quotidiana del sopravvivere?

Ed il suo nicchiare all’osservazione che più del 50% delle società di capitale dichiarano reddito zero o sottozero? Ma come, si parla tanto di lotta all’evasione, si perseguitano i venditori di 5 e 5, additandoli come untori di manzoniana memoria, e non si affronta seriamente il problema dove in gioco ci sono milioni e milioni di euro? Ecco, anche questo scandalizza me e la mia speranza è che in qualche modo (ma sarebbe meglio dire per qualche miracolo), si riesca a far capire a chi viene eletto che il Paese reale ha bisogno di gente vera, che conosca i problemi reali vivendoli sulla propria pelle, proprio perché vive nel Paese reale e non su una qualche nuvola dorata, lontano da tutto e da tutti, come a me è sembrato ieri sera, per  D’Alema a Ballarò.

Riccardo Tempesta 20.06.07

Dove si vuole che vada, Livorno?

L’economia della città è in estremo affanno e , continuando su questa china, la crisi, da profonda rischia di diventare strutturale e quindi  cronica ed irreversibile, per intendersi.

Una città in declino insomma, brutta (a parte il lungomare, anche com’è), sporca e rotta, intasata di auto, con gli esercizi commerciali che, sempre più numerosi, chiudono e che finisce per campare solo sui redditi da pensione o pubblici, con una popolazione che invecchia, industrie che mancano, posti di lavoro che latitano ……………o mi sbaglio?

E le scelte dell’amministrazione per ovviare a tutto questo degrado?

Ed a chi spetta se non alla politica e quindi alle amministrazioni locali la programmazione necessaria per uscire dal tunnel?

E se le cose non vanno, chi sarà ritenuto responsabile per aver fatto tanto poco?

E, a parte la questione Porta a mare, che per adesso sembrerebbe più che altro una comprasvendita di territorio  e l’aver piantato le palme sul lungomare, messo sabbia ai 3 Ponti e l’ipotesi di gas off shore (che alla città non renderà nulla), cosa è stato fatto negli ultimi anni, quando anche un semplice nuovo piano del traffico ed un semplice buon recupero urbanistico, che miglioramenti li avrebbero portati e senza richiedere grandi sforzi, né economici né immaginativi,  sembrano essersi rivelati imprese impossibili?

Ed allora, ritorna la questione di fondo: Livorno, dove si vuole che vada?

Verso uno sviluppo industriale? Ma le infrastrutture e le condizioni per uno sviluppo, a quando?

Verso una università sul territorio “alla pisana”, verso una sviluppo culturale, cioè? Ma allora perché permettere la chiusura dei cinema in città e perché non si pensa a festival culturali, teatri, scuole d’arte e perché non si lavora alacremente per portare a Livorno l’Università?

Verso uno sviluppo turistico?Ma allora, perché “una Livorno da vivere” non interessa e di motivi perchè il turista venga da noi, non se ne creano? Il porto turistico, ad esempio, quando ci sarà la Porta a mare, avrebbe dovuto essere concepito prevalentemente come punto base per la nautica da diporto, con artigianato specifico, cantieristica specializzata……..e invece: altro cemento e altro centro commerciale.

Il mio timore allora è che non si voglia proprio andare da nessuna parte, anche se il motivo, non essendo di giovamento alla città, proprio mi sfugge. 

R.A. 05.06.07

Avere lo spirito giusto

Eravamo contati alla escursione in Liguria, saranno stati i tuoni della notte, sarà stata la minaccia di pioggia la mattina, fatto è che le defezioni dell’ultimo minuto sono state molte ed i pochi rimasti, guardatisi negli occhi, si sono detti:- si ritorna a dormire?

Ma niente affatto!

E siamo partiti, con l’acqua che spesso, lungo buona parte della strada in auto, si faceva viva ed un cielo grigio all’orizzonte che di buono prometteva poco, infine siamo arrivati ed anche qui………colazione al baretto di Ameglia, con la gente che, fuori, passava con l’ombrello.

Poi, finalmente, siamo andati, accompagnati dall’odore dell’erba bagnata lungo il sentiero,   mentre la vista spaziava sul Magra e sui paesini sottostanti prima e, dopo lo scollinamento, sulle isole Palmaria e Tino e Tinetto, scendendo a Tellaro, poco da dire: è stato bello.

Bello anche perché il sole ci ha premiato e, malgrado sembrasse di no, le previsioni della vigilia erano esatte con pressione in aumento, squarci di sereno e temperatura gradevole.

Interessanti anche le varianti di giornata, per evitare i sentieri più a rischio pozze e la visita a Lerici, che non era prevista .

Ecco, volevo soltanto dire che se i rapporti tra le persone sono buoni e lo spirito è di genuina amicizia, ci si diverte lo stesso, che piova o ci sia il sole e che quindi, se ci si pone con lo spirito giusto, giornate così vale sempre la pena di viverle.

Raimondo 04.06.07

il migliore dei mondi possibili?

Passa a Tim, no a Vodafone, no a Wind! Vieni con noi e spenderai meno……… però spendi meno se consumi di più e quindi, facendo 2 + 2, vai sicuramente a spendere di più .

Il contromessaggio logico sarebbe: spendere meno? Telefono meno!

Se però ci martellano incessantemente, “facendo a gara a regalarci di più”, evidentemente il ghiozzo vuol dire che abbocca facilmente……..e se ancora, sulla fornitura Enel  viene pagata l’iva anche sull’imposta erariale e sull’addizionale enti locali e lo stesso accade per la fornitura gas, dove invece si paga su imposta erariale ed addizionale regionale, cioè si pagano tasse sulle tasse e  se, con un’inflazione all’1,9%, il bollo auto aumenta del 20% ed i biglietti ferroviari del 15 e ancora, se un Consorzio di bonifica, di cui qualche anno prima non si sentiva la mancanza, funziona con 23 consiglieri e 16 dipendenti………non ci lamentiamo perché la vita è dura……..…..abbiamo semplicemente permesso che diventasse così e quindi “abbiamo il nostro”.

Lc. (26.05.07)

ma qualcuno le darà mai le risposte?

Navigavo nel sito e curiosando tra le vostre prese di posizione a proposito di alcune grandi questioni del territorio, tipo il rigassificatore o la sistemazione dei nuovi quartieri a mare, vi notavo scettici sui lavori nell’area dell’ex cantiere Orlando.

I soliti contrari per partito preso, “sinistrorsi e sfavorevoli ad ogni innovazione”, mi sono detto e lì per lì mi sono limitato soltanto a prendere nota di alcuni percorsi escursionistici (ottima la pagina dedicata, comunque), lasciando il sito.

Alcuni giorni dopo però,  ho notato sul Tirreno del 18.05 un articolo su un’interpellanza di A.N al Sindaco.

Ma, mi sono detto, se Tamburini (dal Tirreno del 18.05), capogruppo di Alleanza nazionale in Comune, fa sostanzialmente le vostre stesse osservazioni, probabilmente le cose stanno proprio così, che altrimenti non si spiegherebbe la mancanza di una risposta di smentita o almeno chiarificatrice al riguardo.

Dice Tamburini che l’acquisto da parte di Azimut Benetti dell’area ex cantiere Orlando è costata 50 milioni ma, già la cessione del comparto abitativo ad un gruppo immobiliare viene trattata per 60 ed anche la zona centro commerciale/albergo è in ballo per 80………….dunque: meno 50 + 140 = 90 milioni di utile, praticamente solo per aver anticipato soldi e aver mosso avvocati per i contratti.

Si diceva che  la città avrebbe tratto vantaggi dall’operazione Porta a Mare, soprattutto dalla produzione di maxi yacht e dal turismo, etc.etc.etc.etc……….ma, in ultima analisi, così come si può quantificare semplicemente quanto ci avrà guadagnato la Azimut (così almeno sembra sia stato fatto), perchè non fare altrettanto, quantificando anche quello che potrà guadagnarci la città, affermando nello stesso tempo e dati alla mano, verificabili alla fine e con assunzione di responsabilità, che il governo della città non è interessato solo al “mordi e fuggi” di imprenditori privati che possono permettersi di speculare?

In altre parole: la città sta attraversando una grave crisi economica, ma allora,  invece di dare spazio a una nuova edilizia abitativa, non sarebbe stato meglio un piano di sviluppo articolato, che guardasse più alla creazione di nuovi posti di lavoro nell’industria, magari nell’ottica di una nuova cantieristica navale, con annesse riparazioni, atta ad invogliare armatori a scegliere ad utilizzare il nostro porto,  che non piuttosto a monetizzare gli oneri di urbanizzazione?

Detto questo e non aspettandomi risposte, che dovrebbero essere altri a dare (anche se poi non vengono mai date), mi scuso per avervi inquadrato a priori in quanto logica e buon senso non dovrebbero essere mai una questione di parte ma solo di sano e civile spirito critico, non incline a lasciarsi strumentalizzare.

Riccardo Antonini  (25.05.07)

Dieci anni: un anniversario che guarda al futuro e una sintesi del nostro percorso associativo.

Sono 10 anni che a Livorno opera l’associazione Agire Verde, occupandosi  di  tematiche ed aspetti della vita quotidiana che riguardano il tempo libero e l’impegno di volontariato civile e politico,  sull’ambiente e  sulla pace.

Tali due poli della vita,  spesso vissuti in modo separato dalle persone ( “ tempo libero ed impegno” che riecheggia quello più antico di  “personale e politico”) sono proposti dalla nostra associazione in termini innovativi, armonici ed unitari  per sua ispirazione originaria.

In questi anni abbiamo proposto iniziative riguardanti percorsi naturalistici in ambito costiero, montano o collinare, visite a beni artistici e ambientali da salvaguardare,  escursioni in  contesti di particolare interesse paesaggistico e storico, come adesioni a marce per la pace e a manifestazioni su lotte specifiche.

Abbiamo organizzato feste conviviali ed associative, oppure allestito mostre a carattere naturalistico e culturale soli o con partner e promosso incontri con esperienze esistenziali aventi particolare valore e spessore.

Tali iniziative hanno spesso raccolto ampia adesione, facendo crescere l’associazione e diventare un punto di riferimento in ambito cittadino e provinciale sia per  la propria attività che per il sito web nel quale è sedimentata la storia di questi anni, le produzioni dei soci in termini esperienze, di fotografie, poesie, di contributi a tematiche di impegno civile e i link di nostro interesse. 

Tutto questo fa parte della storia, ma in questo articolo vogliamo evidenziare i perché che rafforzano l’attualità della proposta associativa e culturale di Agire Verde ed i suoi connotati specifici che guardano al futuro.

Nella contemporaneità vi sono dei tratti comuni che tutti stiamo vivendo e spesso subendo nella nostra quotidianità:

bulletuna accelerazione dei ritmi della nostra vita dovuti o all’introduzione delle nuove tecnologie ed alla velocità dei bit con cui corrono le informazioni ;
bulletla rigida frammentazione della vita  tra tempi di lavoro o dell’economia e tempi domestici o  biologici con un’espansione  sempre maggiore dei primi a scapito dei secondi;
bulletla precarietà crescente del lavoro e delle prospettive future che crea incertezze di prospettive e la conseguente accettazione di condizioni di vita a volte senza diritti;
bulletla colonizzazione del tempo libero da parte di istanze di lavoro che non si fermano più alla porta di casa, ma che invadono la vita privata costringendoci a correre per essere competitivi.

Sentiamo forte la gerarchizzazione dei tempi di vita nei quali l’economia domina e diventa marginale il tempo vitale dedicato alla cura di noi stessi, alle relazioni affettive ed al piacere.

In tale situazione, non generalizzabile per tutti, diventa facile nel poco tempo che rimane abbandonarsi a ciò che “il mercato” propone anche per il tempo libero, perdendo ulteriore terreno in termini di libertà di scelta e creatività.

Le proposte alle persone vengono offerte già in modo preconfezionato attraverso i media che offrono reality a volontà o altri programmi di evasione oppure tramite i grandi riti collettivi dello sport e del consumo ( tutti andiamo all’ipercoop !  spesso per acquistare a volte per passare del tempo) o anche attraverso esperienze di viaggio chiavi in mano.

Sentiamo forte lo scarso investimento di creatività che abbiamo nel progettare questo tempo di vita nel quale spesso le scelte diventano abitudinarie e ripetitive; per non parlare delle grandi questioni politiche,economiche e sociali che sentiamo estranee e lontane e al massimo ne sentiamo parlare in TV e ne siamo spettatori.

La nostra associazione propone invece, di riappropriarsi di questo spazio del tempo “libero” per farlo diventare veramente liberato da schemi e ordini esterni, originale ed auto-diretto.

Infatti la proposta che andiamo sempre di più offrendo ai soci e a tutti quelli che si avvicinano è quella di progettare insieme spazi di libertà che si concretizzano in esperienze nelle quali si possa coniugare:

bulletla originalità della iniziativa e dell’itinerario, accedendo a luoghi a cui spesso da soli è difficile entrare;
bulletla comunicazione tra i partecipanti che entrano in una associazione che non è una pura agenzia di viaggi, o che semplicemente aderiscono ad un’iniziativa, ma un luogo di scambio di esperienze;
bulletl’opportunità di pensare criticamente a problematiche che si toccano tramite le gite e esperienze fatte con l’ausilio di esperti o di  studi predisposti dai soci su problematiche ecologiche e pacifiste;
bulletl’impegno diretto per chi ne ha voglia o tramite la gestione e l’organizzazione dell’associazione o tramite l’introduzione in comitati di iniziativa e di lotta sul territorio ai quali l’associazione ha aderito.

Queste cose sono difficili da mettere insieme perché spesso si vivono in modo isolato l’una dall’altra e spesso una componente tende a sovrapporsi e fagocitare le altre (se ti impegni politicamente hai dei ritmi che non lasciano spazio al tempo libero, perché vieni assorbito). Spesso dove si trova il divertimento non è facile trovare la riflessione, oppure dove c’è lo studio delle problematiche è difficile trovare l’avventura e l’interscambio relazionale.

Abbiamo l’ambizione di proporre Agire Verde anche per il futuro proprio perché la consideriamo un laboratorio dove si tenta di unire una forte adesione alle battaglie ambientali per il futuro del pianeta, alla bellezza e libertà dell’esperienza di ricreazione condivisa.

Questo, in linea di massima, il nostro pensiero, che comunque può sicuramente essere messo in discussione dagli associati in occasione della cena sociale del 30.06, e che anzi sarebbe bene lo fosse, in modo da permettere a chiunque lo voglia, di portare il proprio personale contributo di idee ed esperienze……………favorendo così un progressivo e continuo rinnovamento dell’Associazione, indispensabile per un ulteriore sviluppo.

IL DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE 13.04.2007

 

Perché NO al Terminal di Rigassificazione Offshore di Livorno-Pisa

IL gas naturale viene normalmente trasportato allo stato gassoso via pipeline (gasdotto), oppure allo stato liquido a -162°C, su navi cisterna appositamente allestite. II tipo dì terminai di rigassificazione offshore dì Livorno-Pisa sarebbe costituito, per la prima volta al mondo, da una grossa nave metaniera modificata e ancorata a una certa distanza dalla costa, in grado di ricevere il carico di una intera nave metaniera e di rigassificarlo, cioè di riportarlo allo stato gassoso, adatto al trasporto via gasdotto. La fase di avvicinamento di una nave metaniera al terminal galleggiante di rigassificazione, avviene con l' ausilio di rimorchiatori e la rigassificazione avviene tramite il riscaldamento del gas liquido con l'assorbimento di calore dall' acqua di mare, che viene così raffreddata. TI terminal è poi connesso a terra da un gasdotto sottomarino, collegato alla rete di distribuzione del gas naturale.

Le caratteristiche del terminal che dovrebbe essere messo in funzione allargo di Livorno sono le seguenti:

Dimensioni: 288 metri x 48 metri x 40 metri di altezza

Distanza dalla costa: 12 miglia

Volume complessivo serbatoi: 137.500 m3

Fabbisogno di acqua per la rigassificazione: circa 600.000.000

(seicento milioni) di litri d'acqua di mare al giorno

Chi ne avrebbe bisogno?

Di sicuro NON ne avrebbero bisogno i toscani e tutti gli italiani. L'emergenza gas che ci ha fatti tremare tutti lo scorso inverno ha infatti dei retroscena che vanno svelati. Ad esempio negli stessi giorni in cui ci veniva chiesto di abbassare il riscaldamento nelle nostre case, l'Eni vendeva in Francia e in Germania parte del gas che importava in Italia. Il nostro paese non soffre dunque di carenze infrastrutturali, ma piuttosto sono alcuni gruppi economici che hanno bisogno di nuove infrastrutture per aumentare il volume dei loro commerci.

La gestione delle risorse energetiche strategiche non è quindi più in mano alla collettività ed i singoli stati fanno così fatica ad incentivare le fonti rinnovabili che intaccano quote di mercato di aziende private come l'Eni e, nella confusione mediatica, quasi nessuno osserva che con poco sforzo si possono contenere i consumi di energia e che l'attuale corsa all'accaparramento non è la politica più lungimirante per la sicurezza energetica e non risolve affatto il problema della nostra dipendenza strategica da altri paesi.

A chi farebbe comodo?

All 'Eni in primo luogo e a tutte le altre compagnie che sono coinvolte economicamente nei vari livelli dell' affare. Non si tratterà infatti di una infrastruttura pubblica asservita agli interessi di tutti. Sarà invece un terminal gestito da un'azienda con le logiche del profitto proprie di un' azienda, che però godrà di finanziamenti pubblici. NON servirà a garantirci inverni caldi, quanto piuttosto a permettere all'Eni e altri gruppi di far passare più gas attraverso l'Italia per venderlo sui mercati europei, basti pensare che i due impianti di rigassificazione di Livorno e Rosignano, se venissero costruiti entrambi, coprirebbero da soli il quasi il 20% del fabbisogno italiano di gas . Giacomo. 14.03.07

A margine della “passeggiata di salute” dell’11 marzo, quando il trekking diventa avventura.

Una precisazione sui fatti mi sembrava opportuna, essendo stata la giornata un ottimo esempio di come non si va in montagna e due righe in proposito, possono quindi tornare utili. 

Per prima cosa, diciamo che la neve ghiacciata non era prevista e quindi, se ci si avventura in gita con il tempo libero ai piedi e perdipiù dalla suola perfettamente liscia, è solo perché, conoscendo a memoria percorso e tempi di percorrenza non ci sembrano dettagli importanti. 

Errore: in montagna ci si va sempre con gli scarponcini, soprattutto in inverno, perchè la neve è sempre possibile trovarla, nei versanti a nord.

Altro errore: non portare una pila ma……………non ci fosse stata la neve ghiacciata e i tempi fossero stati quelli giusti………………prudenza vuole invece  che le si pensino tutte.

Terzo errore: avere il cellulare scarico………..un telefono è invece sempre utilissimo.

Detto questo, la precisazione riguarda il fatto che, quando non si hanno responsabilità di conduzione del gruppo, personalmente me la prendo comoda perchè a casa ci torno comunque, perché ho i miei ritmi  e, nel caso specifico, perché quando rimangono poche alternative all’andare avanti a passettini, o allo scivolare in continuazione……..vado avanti a passettini. Bene inteso rischi non ce n’erano perché, a venti minuti dallo stradone e senza strapiombi intorno, l’unica mia preoccupazione era di perdermi la domenica sportiva, essendomi anche perso la cronaca della partita di Empoli.

Oltretutto, quando è arrivato Davide, che ringrazio per l’aiuto comunque gradito, non ha fatto altro che sostituirsi ad Adriana, nel farmi da freno……...esattamente come si insegna nelle scuoline di sci.

Una nota a parte invece, mi sembra la meriti un’osservazione: quando siamo in escursione è il referente per l’iniziativa che decide se è il caso di preoccuparsi e quanto e stabilisce se è il caso di intervenire e come, anche con il consiglio altrui certo e questo per il semplice motivo che conosce bene la zona attraversata ed i suoi eventuali pericoli, altrimenti si rischia solo di fare confusione. 

Beh, nel programma estivo di neve ghiacciata non ce n’è più e quindi………..ci penseremo il prossimo inverno. Luc. 14.03.07

Ma neanche nelle votazioni di condominio!

Problema sicurezza negli stadi: in quattro e quattr’otto vengono annullate le deroghe ai lavori di messa a norma e, fregandosene dei diritti degli abbonati e delle difficoltà oggettive delle società che non sono proprietarie degli impianti ma affittuarie, gli stadi vengono chiusi.

Si può dire di tutto, ma una cosa è certa e cioè che quando ci si mette d’impegno con fermezza  i problemi si risolvono e difatti, pure con tutti i problemi del caso, l’industria calcio si è rimessa in moto e gli stadi si stanno mettendo in regola.

Non sarebbe stata auspicabile allora un’analoga fermezza nel risolvere i problemi dell’economia  di un Paese che sta andando in malora?

E invece la fermezza la si è dimostrata nel voler minare la stabilità del governo, facendo nascere una crisi per non saper fare 2 + 2! E che, si mette ai voti una mozione che manda a rischio il governo, senza essere sicuri del voto di Andreotti (!?!), del rientro di Pininfarina  e senza aver avuto certezze sulla non defezione di qualcuno della coalizione? Ma neanche in una votazione di condominio ci si può comportare in modo talmente sprovveduto, come nel caso della mozione bocciata al Senato!

Certamente non è che con questo ci si debba proclamare a favore della politica che sostiene le guerre preventive, ma, a parte che l’Italia, come appoggio militare, conta come il due di briscola, a parte che anche gli inglesi stanno disimpegnandosi, a parte che se ne poteva parlare prima delle ultime elezioni, a parte tutto………..non vorrei che ci si dimenticasse (ma penso che chi fa la coda alle poste o la spesa ogni giorno, è difficile si dimentichi) che l’inflazione a gennaio è dell’1.7%, quando il costo del biglietto ferroviario, da ottobre 06 a ottobre 07, sarà aumentato del 20% che l’indebitamento bancario delle famiglie è salito del 10.85% nel 2006, mentre quelli che il conto in banca non ce l’hanno,  invece di fare debiti non acquistano proprio o peggio, s’indebitano per mangiare, che le liberalizzazioni hanno portato ad un aumento dei tassisti ma non del loro lavoro e che Il lavoro manca o è precario e mal retribuito e che quello che prima si chiamava sfruttamento adesso è detto “ flessibilità part time”……. ma sempre sfruttamento indegno rimane. Lc.

La soluzione al dissenso: dialogo e confronto? No, repressione!

Riassunto della serata: l'incontro fra gli
amministratori della nostra citta' e il Ministro
Bersani, visto dal presidio di protesta.

Lunedi' 12/2 c'e' stato l'incontro fra gli
amministratori della nostra citta' e il Ministro
Bersani, durante il quale abbiamo organizzato un
presidio di protesta.
E' singolare che questo Ministro, smentito dal
suo stesso decreto del 30.01 che sanziona la fine
dell'emergenza gas e sospende la quota massima di
importazioni sulla rete dei gasdotti, venga a
Livorno a dettare la linea ad una città intera,
mentre sono in corso perquisizioni e acquisizioni
di atti presso gli uffici del suo Ministero in
relazione al caso del rigassificatore di Brindisi.
Il presidio di lunedi' sera era un modo per far
sentire la nostra voce, troppe volte inascoltata
dai nostri amministratori, nonostante i loro
proclami, sempre puntualmente disattesi, sulla
democrazia e la partecipazione.
Abbiamo voluto ribadire ancora una volta, anche
di fronte ad un Ministro che sembra dare per
scontato il consenso delle popolazioni locali ai
rigassificatori dove ci sono amministrazioni di
centro sinistra, che c'è un movimento fatto di
cittadine e di cittadini che chiede di essere
informato, che si oppone a scelte sciagurate e si
batte per preservare il proprio territorio dalle
installazioni nocive, che chiede di rendere
partecipe la popolazione delle scelte di forte
impatto ambientale.
La nostra presenza ha dimostrato ancora una volta
che il Sindaco, la Giunta e chi ha deliberato e
accettato l'offshore sta operando senza il nostro
consenso.
Abbiamo accolto il Ministro con coriandoli,
cartelli e fischietti, ma abbiamo trovato un
insolito imponente schieramento di forza pubblica
in assetto antisommossa. L'Amministrazione ha
cosi' artatamente instaurato un clima di forte
tensione. Ci è stato impedito l'accesso alla sala
dove si svolgeva la conferenza, siamo stati
strattonati, spinti via, il nostro "territorio" è
stato delimitato da transenne invalicabili,
mentre i signori di palazzo ed un pubblico scelto
potevano assistere ad un evento autoreferenziale,
al quale mancava il sale della democrazia: il
dialogo e il confronto.
Quando ormai la conferenza aveva avuto inizio
molte ragazze e ragazzi si sono seduti in terra,
inscenando un pacifico sit in di protesta, ma nel
clima di tensione generatosi e che poteva essere
evitato, le forze dell'ordine hanno deciso di
sgombrare. Conseguentemente una parte dei
dimostranti sono stati spinti, colpiti,
strattonati, presi a calci. Una scena a cui a
Livorno non siamo abituati e a cui non vorremmo
abituarci. Questa è stata la tristissima risposta
alla richiesta di confronto democratico.
Crediamo che si sia superato un limite che un
governo rispettoso dei cittadini e dei loro
diritti non dovrebbe mai valicare: non si puo'
opporre violenza alla richiesta di democrazia e
di partecipazione.
Quello che è successo lunedi' sera ci sembra una
dimostrazione della difficoltà dei nostri
amministratori di gestire scelte che sanno
indifendibili. Ci auguriamo che non sia un punto
di non ritorno, ci auguriamo che il dialogo sia
ancora possibile. Chiediamo al Sindaco di
assumersi la responsabilità di quanto è accaduto
e di rendere conto alla città della scelta di
negare spazi di agibilità democratica al
Comitato, fino ad arrivare a colpire fisicamente
alcuni dei partecipanti alla manifestazione.

Mario Martelli (comitato no gas off shore) 15.02.07

sul Dal Molin di Vicenza e altro

A me sembra che per le opere di grande impatto ambientale, siano Rigassificatori o treni ad alta velocità o la base di Vicenza, i cittadini non possano fare altro che prendere atto di decisioni prese da altri sulle loro teste, senza possibilità alcuna di poter mettere qualcosa in discussione o meglio, si protesta, ma…...si fa così e basta! Perché questo, mi domando.Che poi, non è che siano neppure opere strettamente necessarie, pure costando fior di soldi alla comunità, per il gas ad esempio, essendo anch’esso legato alle sorti del petrolio, non sarebbe stato meglio investire risorse in ricerca di energie alternative? Per la T.A.V, non sarebbe stato meglio migliorare le strutture esistenti, piuttosto che scavare monti per arrivare (ritardi permettendo) due minuti prima ? E per la base di Vicenza, perché un ampliamento e con quale scopo? E se da essa partiranno poi missioni militari, potremo noi, dopo, non sentirci responsabili, con la scusa che sono basi U.S.A e che quindi non ci possiamo fare nulla, avvallandone però tacitamente le azioni, avendo ceduto il territorio  per impegni sottoscritti?  Beh, sia come sia, penso che, in questo caso, come cittadini, avremmo almeno il diritto, se non di opporci, di discuterne, di conoscere questi impegni, di sapere chi li ha sottoscritti e su quali fondamenta,  essendo Vicenza oltretutto non una base N.A.T.O ma esclusivamente americana (e quindi, anche negando il territorio, non avremmo messo in discussione  “l’alleanza atlantica” )……come per il gas, avremmo avuto il diritto, mi sembra, di conoscere fino dall’inizio di cosa si trattava e quali i pro ed i contro e per la T.A.V, lo stesso. Insomma, possibile che in un Paese moderno e costituzionalmente orientato e democratico, non si possa mai discutere in modo franco, aperto e senza strumentalizzazioni di parte, su questioni importanti, dovendo sempre sottostare a decisioni di altri, prese senza neppure consultarci, anche quando è prevalentemente di “casa nostra”, che si sta decidendo? S.D. 10.02.07

Sulla guerriglia di Catania

Secondo me è giusta la politica di fermezza, a proposito della messa a norma degli stadi, non essendo concepibile che una società che fattura milioni di euro tra diritti televisivi e presenze e compra e vende giocatori per milioni di euro ed anche paga stipendi, sempre di milioni di euro, si faccia poi scrupolo di investire una parte di tutto questo fiume di denaro per garantire la sicurezza degli spettatori e  l’ordine pubblico.

Vero comunque  che la messa a norma degli impianti spettava a chi è proprietario delle strutture (i Comuni) e non a chi le aveva affittate e che se andavano bene all’inizio dei campionati (grazie alle deroghe) ….insomma, si cerca sempre di non scontentare nessuno……………..il punto però, secondo me, è un altro: perché tutta questa violenza repressa che cerca solo un banale pretesto per scatenarsi, illogica, barbara e stupida?

Forse la precarietà di vita a tutti i livelli…..istruzione, lavoro, sanità, pensioni, alloggi….con un futuro difficilmente programmabile e comunque, anche nei casi fortunati, massimamente incerto? Forse che l’essere umano e la sua sostenibilità non sono al centro di tutto, ma invece lo è il mercato o ancora meglio “il conto in banca di pochi”? Forse perchè è imperante la logica di un mondo in mano alle multinazionali, in grado di influenzare la politica, di far cadere governi democraticamente eletti, mentre la fame fa strage ed i diseredati continuano ad aumentare in ogni parte del mondo? Forse perché la logica del neoliberismo sta soffocando i valori della Rivoluzione Francese (liberté, fraternité, egalité ), che sono quotidianamente negati pure essendo ben vivi e presenti nei cuori e nella speranza e nella coscienza della gente? Ecco, magari di risposte ce ne saranno anche altre e probabilmente intorno al Massimino di Catania, pochi le avranno cercate, mentre infuriava la guerriglia, però ……..Lc. 05.02.07

Ancora sulle Ferrovie dello Stato.

Ha perfettamente ragione Davide a scandalizzarsi: persone pagate profumatamente perché competentissime (ma adesso c’è da dubitarne), non trovano di meglio, per risolvere una voragine di bilancio, che aumentare il costo del biglietto ferroviario.

Ora, che i debiti si creano da soli? Però mai nessuno si è dimesso perché non all’altezza del compito cui era preposto né mai, per incompetenza, è stato fatto dimettere………….non sarebbe allora il momento di cominciare a riflettere sul perché di questo ed anche di ricominciare ad indignarsi profondamente ogniqualvolta accade? E i mass media, nello stesso modo in cui si danno da fare per farci conoscere gli “dei del pallone”  (i vari Totti, Gattuso, Materazzi etc.etc.) non sarebbe invece importante che approfondissero ampiamente i temi di ogni malagestione, così che tutti venissimo a conoscere (una volta accertati i fatti) i responsabili, perché almeno si possa evitare che vadano a far danni (ottimamente retribuiti) in altri settori?

Ed ancora, visto il tema, mi verrebbe da dire:- come è possibile voler disincentivare l’uso del mezzo privato, quando il costo di un Milano Roma su Eurostar, non evitabile per i lunghi tragitti, viene ad essere superiore a quello della benzina necessaria ad un’auto di media cilindrata……..Ma allora, la lotta all’inquinamento, va bene solo quando fa comodo? 

Riccardo 22.12.06

Una domanda

Si delocalizza la produzione industriale nei paesi dell’est ed asiatici, si assume a progetto, a tempo determinato e brevissimo, con co.co.co, con precariato di tutti i tipi insomma, nel pubblico e nel privato, le pensioni minime non garantiscono neppure la sopravvivenza, la gente non avendo denaro riduce qualità e quantità di consumi…….ecco, perché nella finanziaria, secondo voi, non si nota una evidente e netta spinta ad una ripresa delle attività produttive e del mercato del lavoro…o forse sono io che non l’ho notata? E altra domanda, abbiamo un Ministero del Lavoro……..ma di che si occupa esattamente, visto che di lavoro se ne trova sempre meno e quel poco che c’è è sempre peggio? Sergio Donato 19.12. 06

Dedicato a un barbone ottantenne, morto in dicembre, di freddo e di stenti, alla stazione ferroviaria di Pisa…….nella ricca (!?) e civile (!?) Italia, Paese del Nord (!?) del mondo:

Padre nostro

Padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
padre nostro che sei nel cielo
e anch’io t’ho chiamato
giorni interi a voce tesa
mi ha risposto soltanto il silenzio.
ma non ti chiedo riposo
non ti chiedo ricchezze,
potere o tranquillità:
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
dammi la lotta, dammi l’inquietudine
e la disperata ansietà,
dammi il tormento, dammi la rabbia
di questa dannata realtà.
ma dammeli ora, definitivamente,
perché io non so
se avrò sempre tanto coraggio
per poterti chiedere ciò.
padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
ma dammi la fede, dammi il coraggio,
... la forza di essere me. (testo di 
Leo Valeriano) 17.12.06

Balzelli non odiosi

E’ stata messa un’accisa di 0,1 cent di euro sulle bottiglie di acqua minerale, finalizzata al risanamento del sistema idrico nazionale.Sembra poca cosa ma ostacolare il consumo di acqua minerale in bottiglia, oltre che positivo per l’ambiente ( bottiglie di plastica non biodegradabili, trasporti etc.etc) è anche mirato nell’interesse reale di tutti (l’acqua sprecata con le enormi perdite delle condutture)……….un balzello……non solo per fare cassa. Marco Tedesco 03.12.06

Perché lo stadio non è sempre pieno?

Bisogna prenotare prima, rischiare di andare a prendere il freddo o la pioggia, di vederci male (che in curva a Livorno si vede male) o di spendere almeno 28 euro a testa e magari di annoiarsi per un gioco non sempre brillante (in trasferta poi c’è anche il rischio o di attacchi teppistici avversari o di essere trattati come delinquenti dalla polizia)……………..tutte seccature tollerabili, finchè la squadra rappresenta in pieno una città, una tifoseria…….ma quando Lucarelli non dovesse gioire più dopo un gol …………….e poi...... sky o mediaset.che con 5 euro ti permettono di  stare comodo, al caldo e vedere bene, non danno milioni al Presidente, proprio perchè qualcuno poi le  guardi?

Insomma, o il calcio è sport ed allora si torna ai vecchi tempi (ma girerebbero meno soldi)  oppure è un business ed allora, non ci lamentiamo se tutto poi segue le regole del mercato: io ti do questo per avere quello…………e cioè, non più l’attaccamento alla maglia ma lo spettacolo, che si sia in serie A oppure Z …………..però dopo non lamentiamoci, con fare ipocrita, se lo stadio non è pieno, perchè dopotutto il denaro che si riesce tirar su “col giocattolo calcio”, non se lo mettono in tasca i tifosi..

Un tifoso che allo stadio ci andrebbe, se ................21.11

Ferrovie dello Stato: che bello fare il manager!

Che accadrebbe se qualcuno di noi andasse dal fornaio o dal fruttivendolo e “pagasse a credito”, oppure contraesse un mutuo per acquistare una casa o un’auto e poi non onorasse mai le scadenze?

E se un imprenditore, ad un certo punto e per un qualsiasi motivo, smettesse di pagare i fornitori e di far fronte agli impegni con banche e dipendenti?

Probabilmente, i primi si dovrebbero mettere forzatamente a dieta ed il secondo andrebbe in rovina.

Come è stato possibile allora, che tali principi elementari di economia e buon senso non siano valsi per le Ferrovie ?

Manager che percepiscono stipendi e liquidazioni e pensioni d’oro ci dicono che l’azienda va in fallimento, se continua ad indebitarsi, e noi tutti, per questo, dobbiamo e senza scelta pagare di più per Eurostar sistematicamente in ritardo e carrozze, non confortevoli e spesso sporche e talora piene di insetti………….Beh! Tanto, sacrificio più o meno (peccato che i sacrifici siano sempre e solo i soliti a farli)……..ma non sarebbe almeno doveroso non solo farci conoscere i motivi di un disastro economico di tale portata, che altrimenti la situazione non si risana mai, ma anche rendere pubblici i nomi di quegli incapaci (per voler vedere sempre positivo) che si sono resi responsabili di tale gestione disastrosa?

Pochi privilegiati possono fare dei danni, non subendone alcuna conseguenza, perchè tanto poi, a rimediare, ci penseranno altri (che saremmo noi)……..va bene così?

Davide, 07.11.06

da Casanova, ottima iniziativa

domenica 29-10 abbiamo visitato la fattoria casanova a selvatelle (pi). siamo stati cordialmente accolti dai proprietari ernestina, michela, ilenia e alberto. alberto ci ha mostrato le stalle, ci ha parlato dei principi dell'agricoltura biodinamica e ci ha offerto il latte della mucca che mungeva davanti ai nostri occhi. il pranzo con i prodotti della fattoria si è svolto all'aperto in simpatia e allegria. Si è ripreso il discorso della lavorazione biodinamica, attaccata dalle logiche del mercato e della crescita della produzione a tutti  i costi, tipica dell'economia industriale, che mettono in difficoltà le aziende che lavorano secondo ritmi più naturali. il pomeriggio abbiamo visitato il caseificio e abbiamo acquistato latticini, olio, succhi d'uva e di mele. Un ‘iniziativa da ripetere!

Antonio e Maria Luisa

A Livorno, come si fa a non andare in auto?

Ho dovuto portare in carrozzeria l’auto…………accidenti, mi sono detto………..però è anche un’ottima occasione per dare il mio contributo al non inquinamento dell’aria ed a sponsorizzare il servizio pubblico, ho concluso tra me e me.

Il guaio era che la carrozzeria è al Picchianti ed io abito in via Donnini…..quale il problema? Che devo cambiare due bus e tener conto delle coincidenze……….se perdo il 10, devo aspettare 30 minuti, dopo aver già atteso il passaggio del bus precedente.

Morale della favola: i quattro chilometri di distanza, si fanno prima a piedi!

Salutare, mi sono detto, dopo avere scarpinato la prima volta…...domani però girerò in città in bicicletta, non inquinerò e farò sano esercizio fisico, che poi c’è la pista ciclabile sul viale Carducci…….Altra morale: la pista c’è solo sul viale Carducci e dopo o si rischia la pelle tra auto e motorini sulla strada o si va sui marciapiedi, per evitare i sensi unici a misura d’auto .

Allora, mi domando: si vuole disincentivare l’auto ed anche rendere turistica la città….perché allora non si ridisegnano le linee urbane dei bus, rendendo più frequenti i passaggi e numerose le fermate e aggiungendone di nuove e non si spende anche qualche euro di vernice per dipingere in terra delle righe, per i transiti preferenziali delle bici?

Mancanza di soldi e di personale? Ma allora, il denaro delle multe per divieto di sosta ( e da noi sono tante ), di tutti coloro che si ostinano a non andare in bici o in bus  e non possiedono auto blu o permessi privilegiati ………..dove finisce, se la qualità della vita dei livornesi, parlando di mobilità urbana, non migliora mai?

Lucio,  21.10.2006

sulla tre giorni a Quercianella, Ecologia e diritti da liberare.

 Venerdì 8 settembre, nell’ambito delle iniziative riguardanti l’ecologia e la
solidarietà, proposte da Agire Verde, in collaborazione con il Centro
Culturale di Quercianella, abbiamo avuto il privilegio di assistere
alla proiezione di diapositive che Sergio Casini ha realizzato su una
delle più belle farfalle diurne italiane, la Zerynthia polyxena che,
già nel 1987, è stata inserita dall’Unione Internazionale per la
Conservazione della Natura, fra le specie europee in via d’estinzione.
Sergio ci ha spiegato che, questa farfalla, una volta abbastanza
comune, è oggi molto rara anche a causa della scomparsa della sola
pianta di cui la larva si nutre. Si tratta di una pianta del genere
Aristolochia e precisamente dell’Aristolochia rotunda, originaria dell’
Europa meridionale. Questa pianta si trova nella regione mediterranea,
è tossica per l’uomo, ma diventa indispensabile nutrice della Zerynthia
polyxena.
La farfalla compie una generazione all’anno e trascorre l’
inverno nello stadio di pupa. Il bruco infatti compare di solito a
maggio e dopo 4/5 settimane, si impupa.
Lungo è stato quindi il lavoro
di Sergio che, con grande pazienza, ha seguito le affascinanti tappe
della nascita di questa che è stata definita”un gioiello della natura”.
Partendo da un piccolo uovo, passando al bruco, allo stadio di pupa e
finalmente al meraviglioso esemplare adulto, fermato un attimo prima
del suo volo, abbiamo potuto percorrere le varie tappe della
metamorfosi .
Tutti hanno seguito la proiezione in silenzio, incantati
dalla bellezza delle immagini, perfette anche dal punto di vista
fotografico.
Spero tanto che Sergio ci dedichi anche in futuro un altro
po’ del suo tempo, per farci conoscere altri capolavori della Natura e
che non perda mai la curiosità e l’entusiasmo che ha saputo
trasmetterci in questa bella serata di fine estate.
Grazie anche ai
ragazzi del direttivo per l’impegno e la bravura che hanno mostrato
nella programmazione, nella conduzione dei tre giorni e soprattutto
nell’allestimento delle mostre – esposizione sia dei prodotti dell’
artigianato del “ Commercio Equo” che delle splendide foto d’autore del
circolo fotografico Delphi.    ANNA (10 settembre 2006)

 
 Una lettera ricevuta, sulla questione gas off shore

Egr. Signori,
    mercoledì, quando ho letto sulla "Staffetta Petrolifera" l'articolo che
allego alla presente mi sono chiesto: "Ma è possibile che a Livorno non ci
sia nessuno che si oppone?" Ieri, cercando su Internet per vedere a che
punto passa Galsi, ho trovato il Vs. sito. Stamane mi sono associato
versando la quota con il bollettino di c/c n. 0083 VCY 0211.
Mando questa Email per conoscenza anche all'ing. Biancotti della ditta SIM
che ha distributori di metano per auto a Viareggio-Massarosa, Pietramala,
Pietrasanta, Lucca, Avenza e che è quindi molto interessato perché il metano
arrivi in Toscana per tubo passando per Sardegna, Corsica ed Elba, dove
potranno sorgere distributori di metano per i suoi clienti, e clienti delle
isole potranno fare rifornimento nei suoi distributori quando verranno sul
continente. Egli potrà informare della questione i suoi colleghi di Toscana,
Umbria e Lazio perché si attivino presso i politici che conoscono. In
seguito, se sarà necessario un referendum, si potranno mobilitare tutti i
"metanautisti".
Resto in attesa di conoscere le novità.
Cordiali saluti.
Rino Da Rè,  febbraio 2006


Ognuno ha le strade che si merita

Chiunque abbia occasione di percorrere un raccordo o un
tratto stradale extraurbano senza fretta, a piedi o in
bicicletta, può notare il quantitativo di rifiuti che si
trovano lungo le banchine o nelle scarpate. Rifiuti
sicuramente gettati fuori dai finestrini delle automobili.
Maggiore è il traffico che percorre la strada e maggiore è
il sudiciume. Da nord a sud della penisola vi sono poche
varianti.
Non ho mai sentito un ambientalista lamentarsi di tale
biasimevole costume, ne mi risultano interventi repressivi
da parte delle forze dell'ordine. Per la verità, non so
neanche se ci sono leggi deterrenti oltre a quelle etiche
e del buon senso..penso comunque di si, in Italia abbiamo
abbondanza legislativa in ogni campo..ma forse mi sbaglio.
Le amministrazioni che gestiscono questi tratti stradali,
non raccolgono mai questi rifiuti, neanche in occasione
dello sfalcio dell'erba che anzi è occasione per triturare
il sudiciume e sparpagliarlo ovunque.
In Germania ho visto in opera delle macchine assai simili
a quelle che si usano per pulire le strade (urbane) che
attraverso un braccio mobile aspirano il sudiciume (assai
limitato per la verità) e l'erba falciata dalle banchine.
Certamente ogni popolo ha le strade che si merita.
Sandro Tigli  luglio 2006


pervenute 2005
Bella Livorno !?

Vi scrivo riguardo alla Chiesa Olandese: da molti anni è in uno stato  di sempre maggiore degrado. Fino a due anni fa era esposto un  cartello che annunciava lavori di restauro, a cura della comunità  Alemanno-Olandese, proprietaria del luogo di culto ma in questi ultimi  anni è crollata parte della facciata e di quel cantiere, se mai è partito,  non se ne hanno più tracce e neppure del cartello. In pratica le vetrate non  esistono più e questo comporta che la Chiesa è divenuta un   rifugio per volatili e roditori, particolarmente fastidioso per gli  abitanti dei palazzi contigui.
Mi interrogo da tempo se questa situazione sia ulteriormente  tollerabile, oltre che per la situazione igienico-sanitaria, che per la  perdita di una dell'emergenza monumentali che testimoniano il passato  multiculturale e multietnico della nostra città. Trattandosi di un tempio protestante, piuttosto essenziale negli interni, quello che c'è da salvaguardare è la facciata gotica che potrebbe impreziosire gli   Scali Olandesi, se riportata ad un minimo di decoro, valorizzandola   illuminata di notte.
In altre città, come ad esempio Bologna, chiese sconsacrate ospitano 
musei, biblioteche ma pure uffici e negozi, quindi.………..
Nutro inoltre più che un timore riguardo alla ripresa di un traffico 
veicolare sostenuto lungo gli anelli dei fossi, se come sembra 
inevitabile, sarà riaperta la piazza Cavour, riguardo alla statica 
della Chiesa; già gli scalandroni davanti alle Benci sono pericolanti; 
sembra quasi che sia la proprietà che il Comune attendano che il tempo 
e le intemperie facciano il loro lavoro.
Come possiamo contribuire a salvare questo 
monumento, da tempo indisponibile, della nostra comunità? 

Andrea Morini 05.01.2005

Riflessione sull’agonia di Terri Schiavo.

Vivere non è sopravvivere ma essere in salute............... vivere ha un significato se riusciamo a dare un senso alla vita e quindi ne siamo consapevoli………….e via discorrendo. Ciascuno di noi potrebbe definire il proprio modo di concepire e desiderare per sè stessi l’essere in vita ma, almeno su una cosa si dovrebbe essere tutti d’accordo: la vita esiste in noi, finchè non sopravviene un ultimo respiro e dopo………il corpo si decompone, come le piante si seccano.

Quindi il mistero dell’ignoto e del se esista un’anima e, se mai dovesse esistere, del dove finisca.

Fino ad allora però………solo l’essere vivi, che si contrappone all’essere morti.

Questo per affermare che, se Terri Schiavo andrà a morire per l’omissione del soccorso da parte di coloro che avrebbero dovuto assisterla e malgrado la presenza di chi avrebbe desiderato farlo e volentieri (i genitori, se non i diversi comitati per la vita), avrà voluto dire lasciar trionfare il materialismo di chi valore alla vita non ne dà, se non in funzione di quanto si è produttivi.

Stiamo attenti però: oggi qualcuno dirà che Terri (la quale, a detta di coloro che la assistevano, non soffre e quindi motivi per morire non ne avrebbe) avrebbe preferito morire, domani qualcuno potrebbe anche estendere l'interpretazione del pensiero e della volontà anche a coloro che sono meno gravemente disabili di Terri, perché non abbastanza consapevoli (ma i costi delle terapie non è che c'entrano, per caso?) e via via, un po’ per volta………….. dura lex sed lex………………Ma è umano e morale, stabilire per legge chi ha diritto di vivere e chi no, almeno quando non è la persona interessata a scegliere, in piena coscienza? E’ umano e morale che una legge, stabilisca per me che è la mia ora per morire, come per una pila scarica che è l'ora di essere gettata via?

Il problema ed il guaio è che forse stiamo diventando tutti troppo indifferenti e cinici, per porci il problema oppure…………vivere, non rappresenta più un valore assoluto per troppi di noi e quindi il mondo che ci circonda è esattamente quello che ci meritiamo, in ultima analisi quello che ha omesso il soccorso a Terri Schiavo, dicendole: è ora che tu muoia! 

L.S. 30.03.2005

A proposito della chiusura del cinema Odeon

L'annunciata chiusura del cinema Odeon è il segnale più visibile della
crisi del settore culturale cittadino. Purtroppo esso non è né il primo,
né sarà l'ultimo. La notizia giunge infatti a quasi un anno dalla
cessazione dell'attività di un'altra sala storica, quale il Metropolitan:
e il calo del numero degli spettatori non è solo questione di numeri, ma
è un fenomeno visibile per tutti coloro che frequentano regolarmente le
sale del centro. Inoltre, altre due insegne prospettano di rimanere
spente dopo la sosta estiva: la Gran Guardia e i Quattro Mori.
 È facile comprendere che la situazione appare di gravità inaudita. La
scomparsa delle più importanti realtà private nel panorama dello
spettacolo rischia di portare con sé il diradamento di molte iniziative
di associazioni ed enti che in questi luoghi creano cultura, con forme
variegate e spesso baciate da successo di pubblico.
 La creazione e il recupero di altri spazi, come il Teatro Goldoni, non è
sufficiente a colmare le falle sopra enunciate. E d'altra parte, l'arrivo
di grandi realtà nazionali, come il nuovo multiplex alla periferia
cittadina, non pare in grado di aprire nuove prospettive: non sembra
capace di ampliare l'offerta cinematografica e rendersi disponibile ad
iniziative culturali. Non è da dimenticare il problema dei posti di
lavoro che ogni cinema e teatro in crisi, anche con l'indotto di bar,
imprese di pulizie e altri fornitori di servizi, rischia di dover
cancellare, senza possibilità di fornire prospettive nello stesso ramo a
personale ormai qualificato. Queste sono le motivazioni che ci spingono a
costituire un «Comitato per la tutela dei cinema e dei teatri livornesi».
Non è nostra intenzione processare le scelte, o le non scelte, delle
amministrazioni che si sono avvicendate in Comune, o degli imprenditori e
dei soggetti che gestiscono le sale labroniche. Non vogliamo trovarci
coinvolti in questioni partitiche, né prestarci a strumentalizzazioni.
 Riteniamo però che sia doveroso individuare tutte le cause della
situazione presente, promuovere un confronto fra tutte le parti per
trovare una soluzione. Persino l'eventuale cambio di destinazione d'uso
delle sale rappresenta una questione che è lungi dall'essere meramente
privata, sia per le implicazioni sociali ed economiche, sia per le loro
peculiarità architettoniche che le rendono a tutti gli effetti dei
monumenti da salvaguardare. Il Comitato si propone di vigilare in tal
senso. Siamo ben consci che i problemi esposti dipendono anche da
elementi che esulano dal contesto cittadino, e dallo specifico del
settore culturale, e che possono annoverarsi accanto alle difficoltà che
lamentano negli ultimi anni categorie quali i commercianti e varie
tipologie di lavoratori dipendenti. Per questo sollecitiamo una risposta
da parte dell'Amministrazione comunale.

Il Comitato  Associazione cinematografica «Nido del cuculo»;
Associazione culturale Habanera;
Associazione I Licaoni; Associazione Livorno città del cinema;
Associazione Todo modo;
Valerio Brega;
Federica Caiazzo;
Riccardo Caiazzo;
Enrico Caroti Ghelli;
Tiziana Catalucci;
Mario Cavallai;
Centro culturale Cgs Flash - Cinema Salesiani;
Diego Collaveri;
Antonio Cristiano;
Massimo D'Amelio;
Pardo Fornaciari;
Livia Giunti;
Michele Innocenti;
Leghorn Film;
Fabio Marchiori;
Metacorto;
Francesco Mencacci;
Andrea Morini;
Giulio Peruginelli;
Piccolo cinema indipendente;
Martina Salsedo;
Francesca Santi;
Teatro Del Porto;
Sequenze cultura;
Marco Sisi

Un punto di vista sulla Porta a mare:

Rilevando il Cantiere dalle cooperative che a loro volta lo avevano rilevato nel ’97, la Azimut Benetti s.p.a  diventava proprietaria del Cantiere stesso e socio di maggioranza della STU (società di trasformazione urbana), sorta a guidare e controllare, con partecipazione pubblica, le trasformazioni nella zona, necessarie per realizzare quello che avrebbe dovuto essere una struttura industriale, idonea alla attività di costruzione di maxi-yacht, un centro servizi per la nautica, un porto turistico ed un complesso immobiliare ricettivo, più un altro porticciolo.

I dati relativi al piano regolatore del 1998, non prevedevano la costruzione di appartamenti e la zona commerciale era di soli 2.000mq (dati che ci sono noti, pubblicamente diffusi e che mai ci risulta siano stati smentiti).

Il progetto attuale, vede invece 14.538 mq di residenziale e 20.579 mq di commerciale e terziario commerciale, avendosi difficoltà a trovare e la parte cantieristica (come faccia poi a convivere la cantieristica accanto al residenziale?) e quella relativa al porto turistico + il porticciolo.

La vocazione commerciale ed immobiliare appare invece evidente, ipermercato compreso.

Ora, il punto è: La Azimut/Benetti ci guadagna sicuramente (sono terreni che si incrementano enormemente di valore), il Comune nell’immediato anche ma, a lungo andare, è un affare che porterà vantaggi alla città e quali, esattamente?

Non risultano studi di sostenibilità ambientale e quindi è lecito supporre, a maggior ragione, che neppure ricerche di mercato siano state fatte, sulle possibili ricadute economiche a favore della città e allora, quale la logica che dovrebbe portare sviluppo a Livorno:- prendere il primo autobus buono che passa e poi, dove si va lo si appura strada facendo? Si trascura una politica di investimenti volta al futuro (a meno che questa non sia il costruire un semplice nuovo quartiere commerciale e residenziale di lusso) e si sottace l’eventualità che il centro commerciale storico, strozzato e dalla recessione e dagli ampi parcheggi della Porta a Mare, possa andare incontro ad una fine analoga a quella dei cinema livornesi. Insomma, dal tentare di risolvere l’occupazione dei lavoratori del Cantiere Orlando e dell’indotto e dall’originaria intenzione, ottima del resto, di dare impulso alla cantieristica livornese e al turismo, con una nautica da diporto………..si finirà per innescare un processo che creerà ulteriore disoccupazione, senza nessun forte impulso per un nuovo sviluppo, malgrado i massicci investimenti effettuati. Con estrema sintesi: in una città che vede diminuire progressivamente i residenti ed invecchiare la popolazione, ben venga un’agitarsi produttivo che costa soldi ma ne fa anche guadagnare, solo vorremmo che questo guadagno fosse prevalentemente a favore dell’intera città di Livorno e non solo a favore di pochi privilegiati privati, soprattutto considerando che Livorno ci mette tanto del suo, ma proprio tanto, tanto.

Luciano Suggi

Ps: magari però, tutti quelli sopra, sono solo cattivi pensieri…………magari Livorno avrà una risorta cantieristica navale da fare invidia ed anche il porto turistico, non servirà ai diportisti unicamente per prendere una pizza e ritornarsene via ma porterà e lavoro e nuovo sviluppo e ricchezza per la città……………….speriamo, intanto il dubbio rimane: importante scommessa sulla cantieristica navale e la nautica da diporto a Livorno o brillante operazione di massiccia cementificazione speculativa?  

altre 2004

sull'associazione Agireverde

La cena sociale del 18 è andata abbastanza bene: buona l’affluenza, buona la cena, buoni gli interventi (Davide Orsi e Salvatore Picardi) e buono anche il ritorno economico…….buono per futuri stampati e francobolli.

Peccato solo che l’intervento di Davide non abbia  trovato lo spazio che avrebbe meritato e per l’ora che si era fatta tarda e perché l’acustica della stanza non era favorevole o anche, perché forse era stato impostato più “sul divulgativo colto che su quello popolare” e quindi ben presto l’attenzione è calata. Riprenderemo l’argomento?

Riprendere l’argomento………….già!Ed ecco il punto e l’opinione, secondo me.

Qualcuno, vedendo che era in programma una testimonianza su una comunità che si ispira alle tradizioni del monachesimo russo………..ha storto la bocca, dicendo:- che c’entra con l’ambientalismo? Ma allora, che c’entra   il fatto di proporre i G.A.S. (gruppi di acquisto solidale) o anche il partecipare alla marcia per la pace Perugina Assisi o l’essere andati a Genova per opporsi alla globalizzazione da parte delle multinazionali oppure il fare intervenire alle nostre cene i gruppi di Emergency o della rete Lilliput? Questa la risposta di altri.

Qualcuno ha detto che l’associazione si occupa di tempo libero, altri hanno detto che bisognerebbe essere il più mirati possibile, proprio in funzione di questo, occupandoci di escursionismo specifico, su tipo L.I.PU. o C.A.I o gruppo botanico…………..ma il porsi come associazione per il tempo libero, non è estremamente riduttivo e mortificante?  Restare nell’ambito di uno statuto va bene ma permettere a chiunque abbia da esprimersi, voglia di farlo ed infine lo faccia, mettendo in comune con tutti gli associati il proprio mondo interiore, comunque si intenda l’avere un punto  di vista o una filosofia o uno stile di vita…………è molto meglio che il semplice andare in giro e  l’escursionismo, diviene così una specie di laboratorio culturale e solidale all’aperto,  partecipato e condiviso.

Agireverde inteso come una tela sulla quale ciascuno traccia un segno, ponendosi nell’associazione come parte attiva e proponente, in un lavoro di ricerca che coinvolga tutti indistintamente e dove il dipinto finale, sempre in divenire, finisca per essere l’espressione di tutti e non solo di qualcuno.

Nulla vietando che nel frattempo, ci si possa benissimo occupare di raccolta differenziata dei rifiuti o di energie alternative o del protocollo di Kyoto o anche di come manifestare contro le guerre o di sostenere l’altromercato o di quant’altro, che comunque sia interessante per qualcuno degli associati.  L.S.    20.04.2004

su un povero ...........ex pino!

Sono indignata nell’apprendere che il Trentino donerà al papa l’albero di Natale che decorerà piazza San Pietro, durante il periodo natalizio. Un abete alto oltre 35 metri sarà consegnato dal Comune di Pinzolo e altri undici comuni della Val Rendena e della Provincia Autonoma di Trento.

Quello che mi fa rabbrividire è che hanno scelto per l’occasione una pianta di 110 anni che sorge nel Parco Naturale Adamello Brenta. Mi meraviglia il fatto che sia vanto donare al papa una pianta che per più di 100 anni è sopravissuta a tutto. Credo che non dovesse meritare di essere sacrificata per fare da addobbo natalizio in piazza S. Pietro per poi diventare legna da ardere. Poi ci dicono di comprare alberi finti da mettere in casa per salvare la natura quando l’esempio dato da chi comanda è il contrario. Ci si meraviglia quando si apprende che facevano doni agli dei con persone o animali in altari sacrificali questo non e paragonabile a ciò, ma ritengo sia comunque un sacrificio inutile. Non si tratta forse di ridurre il merito di essere riuscito a vivere per 110 anni, premiandolo con un taglio netto e un’esposizione a dir poco offensiva nei confronti della natura. Che c’è da essere grati o da vantarsi per un regalo così grande? Forse grande lo è? Io me ne vergognerei ad essere l’artefice di tutto ciò, e non gradirei che il nome del comune che ha fatto questo dono fosse citato in tutte le prime pagine dei giornali. Se me lo donassero lo rifiuterei. Ma io non faccio testo spero solo che chi ha parola in capitolo capisca che non si festeggia il Natale  distruggendo una cosa cosi grande all’insegna di palline e fili colorati. Di certo queste feste quando guarderò piazza S. Pietro quello che penserò non sarà wow che maestosa tutta addobbata, ma sentirò dal cuore gridare povero abete che fine hai fatto.

Michela Marchioro 15.12.2004  

 via Anna Frank 17 - 57124 - Livorno - Internet : agireverde@tin.it