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chi avesse voglia di esprimere il proprio parere, sull'associazione, su un fatto accaduto in città o nel mondo, su un episodio particolare, non importa di che tipo, nient'altro dovrà fare che inviarlo a agireverde@tin.it e potrà utilizzare questo spazio.

in ordine decrescente, secondo la data in cui è pervenuta la riflessione o l'informativa:

L'ailanto, pianta infestante

Ciao a tutti,

ieri ero all'Acquedotto e ho notato che alle polle maggiori l'ailanto sta prendendo gambone. Ne ho sradicato quasi la metà (se ci andate
trovate i cadaveri) poi pieno di terra e con altre cose da fare ho dovuto proseguire. Se ci passate non abbiate pietà, per fortuna il terreno in cui si è insediato è abbastanza morbido e per ora si leva, però se le radici crescono di più diventa impossibile.

Dario Canaccini 03.06.17

sul tema: Porto sostenibile

segnalo un incontro che si terrà Lunedì prossimo, 5 giugno, sul tema porto sostenibile. L'attenzione sarà sopratutto sulle emissioni navali. Una coalizione di associazioni ambientaliste sta lavorando per limitare l'inquinamento atmosferico prodotto dalle navi. La coalizione, rappresentata per l’Italia dalla Onlus Cittadini per l’Aria, è operativa dal 2016 e raccoglie principalmente le ONG della regione del Mediterraneo, oltre all’associazione europea con sede a Bruxelles Transport & Environment e l’associazione tedesca NABU. Daniela Patrucco, di Cittadini per l' Aria, lunedì è a Livorno e ci parlerà di alcune strategie che possono essere adottate, anche a livello locale, per promuovere lo sviluppo del porto coniugato con attenzione e salvaguardia dell’ aria che respiriamo.


Lunedì, 5 giugno, alle 17. 30 presso la Libreria Belforte in via Roma

Paolo Bruciati 03.06.17

Non avendo potuto partecipare alla giornata dei Parchi perchè impegnati nella gita sociale a Massaciuccoli, riceviamo resoconto da Graziella Rossini, che giriamo ai soci:

 

RESOCONTO della Giornata Europea dei Parchi al CISTERNINO PIAN DI ROTA 28 maggio 2017 – Parco dei Monti Livornesi

6° evento congiunto di Occhi sulle Colline

In una calda giornata quasi estiva ma rinfrescata da una provvidenziale brezza di maestrale, si sono svolti nei dintorni dell’Area del Cisternino, Porta Nord del Parco dei Monti Livornesi, tutti gli eventi programmati per festeggiare la Giornata dei Parchi. Anche quest’anno si è conclusa con grande soddisfazione, sia per le 21 associazioni organizzatrici aderenti al Progetto Occhi Sulle Colline (OSC) e sia per gli ospiti che hanno preso parte alle numerose attività in programma. Un centinaio sono stati i partecipanti alle escursioni a piedi e in mountain bike e city bike e sui prati del Cisternino in uno splendido scenario bucolico e da scampagnate domenicali, non sono mancati neanche i cavalli, grazie alle Giacche Verdi presenti durante tutto il giorno con cavalli e pony, per il battesimo della sella.

Ma tornando in successione agli eventi:

Gli amici del CAI sono stati i più mattinieri, ritrovo alle ore 8 e insieme a 45 partecipanti, dopo aver visitato l’antica cisterna aperta per l’occasione, sono partiti per l’escursione con l’obiettivo della cascata dell’Infernaccio, raggiunta risalendo il torrente Ugione.

Poco dopo, sempre dal Cisternino, sono partiti i due gruppi di escursionisti in mountain bike degli amici del Circolo Porto e FIAB ben determinati nell’affrontare i due anelli previsti per principianti e più esperti. Il responsabile del gruppo MTB del Circolo Porto, Fabrizio Petri, commentando ha detto: “NON sarà stata l’escursione del secolo e nemmeno dell’anno…però mi è piaciuta e per l’occasione penso che sia venuto fuori un tracciato semplice e adatto a tutti, ideale per chi volesse avvicinarsi al cicloescursionismo della MTB e, nello stesso tempo, vedere qualcuno dei piccoli “tesori nascosti” della parte settentrionale delle nostre colline”. Il parco del Cisternino non era mai stato scelto come base di partenza e arrivo per un raduno escursionistico in mtb, ma devo ammettere che ha molti pregi, specie per coloro che vengono da fuori città ha un ottimo impatto e buoni servizi. Può davvero fungere da “porta” Nord dei Monti Livornesi, forse anche da ingresso principale!

Alle ore 9.30 è partito anche il gruppo del percorso tra acqua e architettura, a cura del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese guidati dal prof. Roberto Branchetti e dalla guida ambientale dott.ssa Maria Beatrice Morelli di NaturAma. Anche per loro la prima tappa è stata proprio la visita dell’antica cisterna il cosiddetto “purgatorio”. Le informazioni date agli attenti partecipanti sono state molte e soprattutto – come aggiunge la guida ambientale Beatrice Morelli – molti sono rimasti affascinati dalla visione del Poccianti che progettò l'acquedotto in un'ottica di fruizione del territorio e di unione tra la città e la campagna”.

Poco dopo alle 10 è partito il gruppo botanico che benché numeroso, circa 35 partecipanti, aveva varie guide tra gli amici del Gruppo Botanico Livornese (GBL) compresi i rispettivi presidenti il prof. Mairo Mannocci e la dott.ssa Iolanda Legitimo del Gruppo Italiano Ricerca sulle Orchidee (GIROS), la guida ambientale Dario Canaccini di Biodiversi e il dott. Valerio Lazzeri collaboratore del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. Così come da programma, il percorso si è svolto lungo un itinerario circolare nel comprensorio Prato di Vallelunga-Rio delle Basse. Come sottolinea la guida ambientale Dario Canaccini è stato un momento importante anche di scambio fra chi fa la guida e gli esperti e studiosi del territorio e si spera che in futuro queste occasioni possano essere più frequenti. Giuliano Ginanneschi del GBL al termine dell’escursione era molto soddisfatto perché c’erano molti partecipanti nuovi, superiori ai soci presenti e soprattutto è stata molto apprezzata la presenza di diversi bambini.

Alle 10.15 dalla stazione ferroviaria, accompagnati dai volontari ciclisti della CROCE ROSSA, è partito il gruppo dei 27 ciclisti in “city bike”. La prima tappa, con grande sorpresa, è stata la visita del giardino delle Terme. Infatti il gruppo, arrivato al cancello dell’antico complesso termale, è stato accolto dalla dott.ssa Silvia Menicagli , presidente dell’associazione onlus Terme del Corallo che ha anche donato una bottiglietta d’acqua dove era stata riprodotta la vecchia etichetta delle Terme del Corallo. Dopo la visita il gruppo dei ciclisti, guidato dagli amici della FIAB, pedalando lungo la via dei Condotti Vecchi e con tappa ai Bagnetti della Puzzolente ha completato il ciclotour raggiungendo e visitando l’antica cisterna di Pian di Rota. Un itinerario davvero importante che potrebbe essere alla portata di tutti, cittadini e turisti.

Durante la mattina ma anche nel pomeriggio sono stati numerosi, circa una sessantina, i visitatori del C.R.U.M.A. il Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici della LIPU e i volontari erano molto soddisfatti per i complimenti ricevuti vista l’importante “missione” svolta.

Da sottolineare che durante tutto il giorno nell’area del Cisternino alcune associazioni avevano allestito stand per informare sulle attività e progetti per la tutela del territorio.

Gli amici dell’Associazione Nazionale Protezione Animali Natura ed Ambiente (ANPANA), lo stand degli amici della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU), lo stand degli amici del WWF Livorno con la presenza del presidente prof. Diego Guerri portavoce di tutte le associazioni aderenti al progetto Occhi sulle Colline. Lo stand della Federazione Amici della Bicicletta (FIAB Livorno) con il presidente arch. Luca Difonzo, lo stand ospitava gli amici dell’Associazione Costiera di Calafuria, importante presenza per auspicare un collegamento sempre più stretto con i gruppi e le associazioni che si occupano di biodiversità marina e che chiedono da tempo forme di tutela ancora inesistenti, creando così un collegamento anche a livello gestionale, tra siti collinari e costieri e arricchisce il territorio in un’ottica di Turismo Sostenibile. L’Associazione Costiera di Calafuria, con la presidente dott.ssa Isabella Buttino, ha illustrato le attività passate e quelle future a tutti coloro che venivano attirati dalle bellissime foto subacquee dei nostri fondali di Calafuria realizzate dal socio Stefano Signorini. E poi gli amici del Comitato CSSTO che hanno avuto modo di far conoscere il progetto del "Parco Culturale di Camaiano" a tutte quelle persone che si sono avvicinate al loro stand e che non sapevano ancora niente di questa importante realtà nata per la tutela e la promozione del bellissimo territorio delle frazioni collinari nel Comune di Rosignano Marittimo.

Altra rilevante partecipazione era lo stand delle Guide Ambientali “AMICHE delle COLLINE LIVORNESI” con alcuni rappresentanti presenti: dott. Dario Canaccini di Biodiversi, la dott.ssa Beatrice Morelli di NaturAma e la dott.ssa Viviana Stanzione dei Camminatori Liberi. L’importante stand e punto informativo delle Guide Ambientali che hanno guidato, come già detto, alcuni gruppi durante le escursioni della mattina, hanno portato e messo a disposizione il loro materiale per far conoscere questa importante attività svolta non solo nel Parco dei Monti Livornesi ma su un territorio ben più ampio perché come sottolinea Dario Canaccini : l’area protetta è PICCINA !

Dopo il pranzo, consumato in autonomia o appoggiandosi al “Bar Buffet da Aurelio” i partecipanti GRANDI e PICCINI, all’ombra dei pini e sempre rinfrescati dalla brezza di maestrale, hanno potuto partecipare al divertente e simpatico Laboratorio di intrecci tenuto dall’aspirante maestro cestaio Giuliano Ginanneschi del Gruppo Botanico Livornese.

Tra gli eventi in programma ne avremmo voluto includere almeno altri due:

·         l’inaugurazione di due sentieri nel Parco dei Monti Livornesi intitolati a due amici scomparsi recentemente : Achille Luckenbach che da sempre ha manifestato il suo desiderio di inserimento di questo sentiero nella “Rete Escursionistica delle Colline Livornesi (RET)” e svolto in queste aree attività come volontario Legambiente e come Guardia Ambientale Volontaria (GAV). L’altro sentiero, tra l’altro di rilevante utilità per effettuare percorsi ad anello di collegamento nell’area fra Valle Benedetta e Sorgenti di Colognole, intitolato alla memoria di Claudio Alfaroli, il percorso fa parte di un vecchio tracciato e la ricostruzione è stata possibile dalla memoria arrivata fino ad oggi dei membri del gruppo Senior del CAI di Livorno di cui Claudio Alfaroli faceva parte.

Occhi sulle Colline ha pronto tutta la documentazione e ha fatto già richiesta agli Enti competenti ma NON ha avuto ancora risposta. Certamente andremo avanti nei solleciti e appena potremo procedere faremo un evento congiunto straordinario per l’inaugurazione dei nuovi sentieri

·         festeggiare la Giornata del 28 anche con la buona notizia di aver vinto il Bando Arte, Attività e Beni Culturali, della Fondazione Livorno al quale Occhi sulle Colline con il partenariato a titolo gratuito della Regione Toscana e dei comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano M.mo ha partecipato come partner proponente e principale. Il progetto prevede la realizzazione della segnaletica verticale funzionale a migliorare la fruibilità del Sentiero 00, lungo circa 40 km e denominato “Traversata delle Colline Livornesi” (è la dorsale della “Rete Escursionistica delle Colline Livornesi”). Il Sentiero 00 è il principale sentiero della rete escursionistica e Percorso Principale dell’Ippovia del Mediterraneo; oltre alla grande valenza dal punto di vista naturalistico e paesaggistico rappresenta l’arteria principale di collegamento tra i maggiori “point of  interest” del territorio; da nord a sud.

Purtroppo, prima del 28 maggio, come ci ha risposto la dott.ssa Tina Sireno della Fondazione Livorno, la commissione NON ha ancora deliberato e a breve nei primi giorni di giugno dovremmo saperlo, NOI sempre con gli OCCHI puntati sulle Colline, spaziando anche oltre, aspettiamo fiduciosi.

            Graziella Rossini

WWF Livorno

(organizzatrice referente della Giornata del 28 maggio)

 

Livorno, 30 maggio 2017


 

 

 

Valorizzare il Santuario di Montenero - un'ipotesi di Andrea Iardella (29.12.2016)

 

 

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.
E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

 

                    Un augurio per gli associati Agire Verde - Natale 2016

Urban Center a Livorno

È tempo di concretizzare la comune volontà di attrezzare un urban center a Livorno ,perché e' assai grave che nella totale disinformazione, si stia chiudendo la fase progettuale per l'adozione del nuovo piano strutturale È increscioso davvero,per un movimento che della trasparenza e del coinvolgimento ha fatto la sua bandiera, che giungiamo a questa fase conclusiva ( naturalmente si tratta di una conclusione parziale ) senza avere avuto non diciamo dati esaurienti, ma neanche parziali, sullo stato di realizzazione del vecchio piano,ancora in vigore ,che avrebbe dovuto essere costantemente monitorato , anno dopo anno, per verificare lo stato di avanzamento. Naturalmente manca totalmente un giudizio sulla validità delle linee di organizzazione del territorio fin qui adottate ,ne si sa se il nuovo piano è fatto in continuità col vecchio o sono previsti cambiamenti di strategia....anche perché manca un documento chiaro di indirizzo della pianificazione sotto il segno di 5stelle. Pertanto ci pare opzione di banale buon senso,aprire l'urban center con una sezione di ufficio del piano che abbia come obbiettivo preminente ,la comunicazione sia pur tardiva ,dei lineamenti del piano,dove siano consultabili disegni e progetti,dove si realizzi il confronto con la cittadinanza attiva e organizzata che si occupa in vario modo di trasformazioni territoriali,onde riuscire anche col loro supporto a costruire vari momenti di informazione e discussione, decentrati nei quartieri. Da questa tappa obbligata, potrebbe iniziare una nuova stagione di collaborazione con i cittadini per la cura dei beni comuni urbani,attraverso un monitoraggio dei progetti comunali di ripristino e recupero a un uso sociale degli immobili abbandonati e delle aree pubbliche dimenticate e degradate,e una mappatura di gruppi comitati associazioni di cittadini ,impegnati in vario modo e a vario titolo,nella salvaguardia del territorio . Questo coinvolgimento favorirebbe lo sviluppo di senso civico , una migliore efficacia nella cura del patrimonio pubblico e un consenso alle realizzazione di progetti nella misura in cui siano nati dal confronto coi cittadini Raccontare e documentare gli interventi di trasformazione previsti in città,potrebbe moltiplicare l'adesione ai processi partecipativi,favorendo una relazione e una condivisione di responsabilità tra governati e governanti. Gia ora i cittadini livornesi si sono autoorganizzati in molti modi per prendersi cura della città,hanno ripulito spiagge scogliere, verde interstiziale incolto e aree abbandonate ridotte a discariche abusive,hanno rivitalizzato con iniziative di risocializzazione piazze e giardini,hanno recuperato spazi in disuso,trasformandoli in luoghi sociali di collaborazione e sostegno della popolazione svantaggiata,e in progetti innovativi di piccole attività solidali,hanno consentito di fare e ascoltare musica e di gestire in modo creativo e intelligente il tempo libero, attraverso l'uso gratuito di spazi sottratti al degrado. Un urban center può essere uno spazio corale per raccontare e connettere piccole e grandi iniziative,per valorizzare le attività di volontariato per i beni comuni e per allargare ambiti e spazi di intervento . D'altra parte l'amm comunale potrebbe coinvolgere i livornesi raccontando e discutendo con loro,i progetti per migliorare ambiente e vita : gli interventi di pedonalizzazione, per disincentivare l'uso dell'automobile privata in centro,per ridurre velocità e dunque incidenti, per migliorare la fruibilità della costa e del mare,per incentivare e migliorare il servizio di trasporto pubblico. Ci aspettiamo nell'ambito del progetto di riorganizzazione della città ,un piano del traffico cittadino, diventato più che mai indispensabile, che dia coerenza a interventi separati e disorganizzati che complicano anziché risolvere i problemi. Molte cose abbiamo bisogno di sapere, per poter discutere informati e molte cose possiamo fare insieme ....creare parchi tematici,orti urbani ,sedi di ascolto e socializzazione nelle vecchie sedi circoscrizionali,avviare autorecupero per edilizia sociale,raccolta di rifiuti ingombranti per restaurarli e riutilizzarli,creare nuovo arredo urbano e proteggerlo dal vandalismo. Mettere in piedi piccole banche del tempo di quartiere,alimentare il mutualismo di aiuto reciproco,per vigilare e far giocare i bambini, creare attività di aiuto allo studio,scambio libri e tanto altro ancora. In altre città questa esperienza a metà tra i centri di urbanistica partecipata e centro civico e sociale cittadino,stanno dando buoni frutti,anche nel nostro paese. Perché no a Livorno? In fondo il misterioso oggetto che è il piano strutturale della città offre un ottimo motivo per cominciare....partecipazione offresi in cambio di informazione. Ci pare un buono scambio. Daria Faggi 07.11.2016

 

Convertire il porto mediceo in turistico?

Suggestive le ipotesi di liberare i fossi, di convertire il Mediceo in porto turistico, di creare un’area per piccolo cabotaggio alla Bellana. Ma occorre valutare attentamente l’impatto sul territorio prossimo e sul valore di uno sei più bei lungomare italiani. Considero meritevoli di attenzione le osservazioni finora prodotte ma manca forse quella relativa ad una struttura che già c’è e che è paurosamente ingombrante: il cantiere Azimut.

Gli Orlando si insediarono a Porta a Mare appunto fuori delle mura cioè praticamente in campagna o sbaglio? Occuparono il sito del Lazzaretto San Rocco (area concessa nel 1866 due anni prima dell’abolizione del Porto Franco!) che ovviamente era FUORI città. Ripensare la città non dovrebbe occuparsi anche di questo aspetto? Certo c’è il problema di trovare il modo di soddisfare le esigenze produttive di un’azienda importante ma volete mettere i vantaggi di uno spostamento nell’area a nord con la facilità del collegamento stradale e ferroviario? Possibile che non ci sia la possibilità di una compensazione? Oltretutto liberando l’area Benetti si ricostituirebbe la continuità stradale per raggiungere il Fanale (uno dei tre Fari storici presenti in Italia ed il più bello a detta di molti ed autorevoli esperti; sicuramente di gran lunga il più antico anche se ricostruito ma con l’anastilosi, che non è una parolaccia ma il metodo usato in gran parte dei siti archeologici e che grazie a questo hanno attirato turisti da tutto il mondo come a Efeso). Si tratta di un’area vasta e tale da sopportare l’impatto infrastrutturale necessario ai servizi necessari e forse addirittura di assolvere ad entrambe le finalità (porto turistico e porto per i diportisti indigeni).

Marcello Lenzi 12.10.2016

INCONTRO PUBBLICO – venerdi 21 ottobre – da osservatorio trasformazioni urbane

c/o libreria Erasmo – via degli Avvalorati 62

No alla Bellana. Si al Porto Turistico nel Mediceo.

La prima realizzazione deve essere il porto turistico nel porto Mediceo e nella Darsena Nuova. così come previsto nello strumento urbanistico, possibilmente nelle dimensioni del piano 1997. Successivamente verifichiamo i costi a posto barca nuovi, tenendo conto che nel porto Mediceo non servono costose opere di protezione esterne, e verifichiamo i problemi risolti con tale opera. Se serviranno ulteriori 600 o 1200 posti barca, ai costi aumentati delle opere di protezione, chiederemo ai soci dei circoli nautici quanti sono disponibili ad affrontare gli spostamenti.

Sarebbe inoltre opportuno verificare (in modo razionale e consapevole) le richieste di posto barca nella costa livornese e pisana e i relativi prezzi :Cecina, Rosignano e Marina di Pisa possono dare utili suggerimenti .

Sono invitati la giunta comunale i gruppi consiliari, le forze politiche e sociali, la cittadinanza.

Livorno 12.10.2016

sul 21 luglio 2001 (Luciano ad Andrea)

prendo l’occasione della tua risposta al tuo amico Aldo per esprimerti alcune mie riflessioni su quel vergognoso 21 luglio di cui l’associazione fu testimone, partecipando all’evento.

 

Eravamo con le associazioni a Genova quando, invece di essere una festa come tutti noi ci aspettavamo e come concorderai per esserci stato, fu soltanto un giorno tristissimo per la democrazia. Quando gli elicotteri cominciarono a girarci sulla testa ed il fumo dei lacrimogeni ci impediva di respirare, incredibilmente pensai di essere in guerra e soprattutto mi sentii molto indignato perché una violenta azione repressiva delle forze dell’ordine, inspiegabile poiché non avevamo le immagini televisive ad informare sugli eventi, ci stava vietando di esercitare un diritto costituzionale che davamo assolutamente per scontato: la libertà di espressione.

Naturalmente eravamo lontani dalla zona calda della testa del corteo dove i black block si erano infiltrati al solo scopo di spingere la polizia alla carica ed anche eravamo lontani dalla zona rossa delle tute bianche “corazzate ed organizzate” di Casarin, come pure lo eravamo da piazza Alimonda ……………… però, che diamine, eravamo una sfilata di persone festanti che venivano trattate indiscriminatamente, come fossero state bestie feroci. Per raccontarti del clima che c’era fin dalle prime ore del mattino, quando ancora non era successo nulla, posso dirti di aver visto poliziotti sui blindati che mimavano il gesto del mitragliare verso di noi (a farti capire che tipo di gente avessero mandato a mantenere l’ordine e cosa questa gente pensasse che avrebbero fatto coi manifestanti, fin dall’inizio). I black block? Con noi tentarono di infiltrarsi ma venivano tenuti fuori dal corteo perché avevamo formato una catena umana che lo impediva……… “le tute nere” però erano sicuramente ben individuabili, come da noi anche dalla polizia, se avesse voluto farlo. Cmq sia, perché di loro poi non se ne è mai saputo nulla? Perché la polizia è intervenuta con abbigliamento antisommossa solo per manganellare chi capitava a tiro e non per bloccare chi spaccava vetrine o bancomat o negozi o auto? E perché, ben sapendo come si muovono questi delinquenti comuni, non vennero attrezzati reparti leggeri da guerriglia urbana, scegliendo di colpire facili bersagli come donne, anziani e ragazzi disarmati e isolati, invece di andare ad affrontare le tute nere, che dopotutto erano armate di soli bastoni? Come li avrebbero individuati? E gli elicotteri, che ci stavano a fare gli elicotteri, esercitazione di volo invece che riprese video dall’alto e comunicazioni con i reparti a terra? Francamente, oltre a macroscopici errori di gestione organizzativa, penso che chi controllava il corteo dei 300.000, come chi andò alla Diaz per massacrare vilmente gente inerme che dormiva e chi rimase in attesa a Bolzaneto, non agì autonomamente (un militare non lo fa mai) ma eseguendo precise direttive impartite …………… chi le impartì e perché? Mah? Un po’ come a Bologna dove gli esecutori della strage si conoscono ( Mambro e Fioravanti) ma non i mandanti, anche se a me sembra incredibile.

Se oggi si viva in un mondo molto diverso da quello di quell'estate? Beh, che il neoliberismo sia peggiormente imperante mi sembra un fatto: prendi il job act che ha liberalizzato i licenziamenti ma non ha abolito i contratti atipici (e sembrerebbe una tendenza europea), creando di fatto una generazione di moderni schiavi oppure il dominio del sistema bancario che se gli chiedi 1 euro te ne chiede almeno 3 di garanzie facilmente pignorabili eppure può speculare tranquillamente, che tanto noi non partecipiamo mai agli utili ma sempre e soltanto alle perdite: “dobbiamo salvare le banche”, si dice sempre………e i banchieri ingrassano! E i ricchi poi, che diventano sempre più ricchi sfruttando l’impoverimento delle masse? E la giustizia, che con le prescrizioni salva sempre chi può permettersi i migliori avvocati, pagati con quello che è stato rubato e che mai viene restituito, perché se a volte viene confiscato 1 milione di euro altri 100 se ne stanno già ad Antigua, sotto diverso nome e recuperabili da questi squali “a bocce ferme”?

Se oggi si viva in un mondo diverso? A me sembra che come allora i temi del social forum furono trascurati dai media anche oggi se ne parli veramente poco (i naufraghi dei gommoni si vedono quotidianamente ma perché vadano a morire in mare, è ben chiaro il perchè?). Eppure una maggiore attenzione politica ai problemi delle persone invece che a quelli della finanza non darebbe il via ad una progressiva risoluzione del malessere disperato e spesso soltanto folle, di chi si fa esplodere nei mercati oppure spara a caso su chi capita a tiro, oltretutto gridando che Dio è grande, come se un eventuale Dio fosse interessato alle beghe, volendo minimizzare, tra “opposte fazioni di curva”?

Beh, tanto per scambiare due opinioni. Luciano 21.07.2016

sul 21 luglio 2001 (Andrea) 

ho apprezzato il tuo riferimento a quanto accadde 15 anni fa nella scuola Diaz.

Ma non sono da dimenticare le violenze fatte dai blak bloc e dalle tute bianche di Agnoletto,con l'incendio di auto e le devastazione di banche e vetrine in corso Italia. Mentre ,nelle loro scorribande, costrinsero Bertinotti a chiedere aiuto alla questura perché intrappolato nei pressi del carcere di Marassi. Non trascurare,poi, l'errore della infelice scelta di Genova,fatta dall'allora presidente del consiglio D'Alema che precedette Berlusconi. Poi a "proposito dell'altra cosa" derivante da quel 21 Luglio,ti confermo,(per esservi stato presente), che, precedentemente , nella Parrocchia di Boccadasse, per i giovani cattolici e nell'ex cinema Augustus,per i lavoratori,vi fu l'invito dei sindacati a non partecipare alle proteste organizzate " con degli obiettivi di protesta e con dei contenuti, purtroppo completamente oscurati dalle violenze di quei giorni".Come tu stesso affermi. Ora,grazie a Dio "sono passati 15 anni e viviamo in un mondo che è molto diverso da quello di quell'estate".Anche se "i motivi per essere preoccupati per il futuro delle nostre società non erano poi così diversi da quelli che ora sono i motivi del terrore per il presente". Però,non così brutto nei motivi da te descritti. C'è,poi,da dire che " i temi che i Social Forum portavano in piazza a Genova, a Firenze, a Roma, a Parigi e in tutte le altre occasioni in cui, all'inizio degli anni Duemila si radunarono",furono purtroppo oscurati dai tanti teppisti presenti e dalle esagerazioni poliziesche della Diaz e di Bolzaneto.Concordo con te che sia "difficile dire se in quel momento si era ancora in tempo per cambiare qualcosa" Anche se "quel giorno — che oggi ricordiamo più per il terrificante assalto alla scuola Diaz, per gli arresti e per le cariche della polizia, piuttosto che per i motivi dei manifestanti",dissento da te sul fatto che " ad essere seduti dalla parte della ragione erano proprio loro, i manifestanti". Perché,la maggioranza di loro , fece violenze che contrastavano con le istanze di giustizia. Quanto,infine ,a Giuliani che "abbiamo lasciato che gli sparassero addosso",non dimenticare che il carabiniere Placanica,aggredito con un estintore,uccise per legittima difesa. Andrea 21.07.2016

sul 21 luglio 2001 (Aldo)

Oggi è il 15esimo anniversario dell'assalto alla scuola Diaz, a Genova, la sede del centro di coordinamento del Genoa Social Forum, ovvero uno dei peggiori momenti della storia sociale italiana, un momento che Amnesty International ha definito come “la più grande sospensione dei diritti umani e democratici dalla Seconda Guerra Mondiale in Europa”. Gli arrestati furono 93, 81 di loro vennero feriti, 61 dei feriti vennero portati in ospedale, gli altri finirono a Bolzaneto. Tre dei feriti arrivarono in ospedale in prognosi riservata. Uno ci arrivò in coma. Ma il 21 luglio del 2001 a Genova successe anche un'altra cosa, molto più macroscopica, ma paradossalmente dimenticata da quasi tutti. Quel giorno, per le strade di Genova, tra attivisti di ogni bandiera e colore, sindacalisti, movimenti cattolici, migranti, studenti, professori, intellettuali, politici, giornalisti di tutto il mondo, c'erano 300mila persone che portavano all'attenzione del G8 una serie di problemi che, secondo loro, erano uno scacco matto sul nostro futuro. La gran parte di quei 300mila era arrivata in città quel mattino stesso, malgrado gli inviti di alcuni partiti a annullare le manifestazioni, malgrado la tensione e la paura di nuovi scontri con le forze dell'ordine, malgrado la città fosse un campo di battaglia. E ci era arrivata non per protestare contro l'uccisione di Carlo Giuliani. Ci era arrivata con degli obiettivi di protesta, con dei contenuti, purtroppo completamente oscurati dalle violenze di quei giorni. Sono passati 15 anni e viviamo in un mondo che è molto diverso da quello di quell'estate, eppure, già all'epoca, i motivi per essere preoccupati per il futuro delle nostre società non erano poi così diversi da quelli che ora sono i motivi del terrore per il presente delle stesse: neoliberismo sregolato, legalità dei paradisi fiscali, dominio della finanza sull'economia, impoverimento delle classi mediea livello internazionale, aumento dell'ingiustizia sociale a livello internazionale,insostenibilità delle politiche economiche fondate sul debito, polarizzazione della distribuzione delle ricchezze, sregolato aumento del potere del privato sul pubblico, delle multinazionali sugli stati, delle lobby sui parlamenti,instabilità mediorientale, diffusione endemica di xenofobia e razzismo. Questi sono i temi che i Social Forum portavano in piazza a Genova, a Firenze, a Roma, a Parigi e in tutte le altre occasioni in cui, all'inizio degli anni Duemila, si radunarono. Si trovano facilmente, messi tutti in fila nel documento finale del Social Forum di Porto Alegre, tenutosi in Brasile nel 2002 (dopo i fatti di Genova e a 11 settembre già avvenuto). Si tratta di un documento suddiviso in 16 punti, e leggerselo ora a distanza di 15 anni è molto istruttivo. E se fa impressione scorrere quella lista oggi, a distanza di 15 anni, è proprio perché in quella lista ci sono tutti i maggiori problemi che stanno minacciando il nostro presente. Ed erano già lì, tutti, in nella fila, 15 anni fa. Difficile dire se in quel momento si era ancora in tempo per cambiare qualcosa; si sa, le dinamiche storiche hanno radici molto più profonde di quelle che tendiamo a vedere noi passeggeri della Storia. Eppure, malgrado tutto, oggi è difficile negare che quel giorno — che oggi ricordiamo più per il terrificante assalto alla scuola Diaz, per gli arresti e per le cariche della polizia, piuttosto che per i motivi dei manifestanti — ad essere seduti dalla parte della ragione erano proprio loro, i manifestanti. E che abbiamo lasciato che gli sparassero addosso.  Aldo 21.07.2016

Info g.a.s Piemonte

buongiorno mi chiamo Franco Musso e faccio parte di un piccolo GAS situato a Castelnuovo Don Bosco in provincia di Asti Piemonte.
Mi piace molto l'idea di collaborazione e scambi di opinioni per far crescere tutti noi.
Quello che mi sta a cuore è far sopravvivere le aziende italiane e mangiare cibo il meno manipolato possibile e il nostro GAS ha selezionato, nel suo piccolo, varie aziende della zona e non riso pasta olio arance formaggi verdura da piccole aziende in parte biologiche
in parte con autocertificazione che è molto più restrittiva come credo sappiate.
In passato abbiamo anche organizzato corsi di potatura e giardinaggio...finanche il frutteto diffuso, ossia la messa in campo di
antiche varietà di frutta autoctone con un ottimo risultato in fatto di adesione.

Collaboriamo con un altro piccolo GAS della zona il DEGAS di Cortandone e questo ci ha fatto crescere ancor di più...in totale siamo un centinaio di aderenti di cui attivi alle riunioni mensili una trentina devo dire che siamo abbastanza organizzati e motivati per scambi accrescitivi

buon tutto, Franco Musso 16.05.2016

Pensando all'amico Florenzo: era un po’ di tempo che non lo si vedeva partecipare alle “nostre scarpinate” insieme alla moglie Anna ma, in base a quanto ci aveva detto lui stesso, avrebbe dovuto operarsi alla tiroide e quindi lo aspettavamo ad intervento effettuato. Bravo fotografo, persona sempre disponibile e profonda nelle proprie riflessioni, anche se un po’ temuta per le barzellette all’inglese che spesso regalava, convinto di far ridere ed alle quali si sorrideva più per compiacenza che per convinzione, ma tuttavia capace di una sottile ironia quando parlava seriamente ……….beh, tutto questo per dire che il mese scorso, dopo brevissima ed infausta malattia, ci ha lasciato l’amico Florenzo Gambaccini, tanto improvvisamente che neppure c’è stato il tempo di avvertire tutti coloro che frequentano l’associazione Agire Verde, che lo conoscevano ed apprezzavano e che senz’altro avrebbero voluto salutarlo per un ultima volta e di persona.

Valgano queste poche righe per informarvi e meritare un pensiero per l’amico che, solo fisicamente, non avremo più accanto a camminare e far foto nelle nostre uscite domenicali.

Luciano Suggi a nome dell'associazione Agire Verde 02.05.2016

A proposito di "un'altra Livorno possibile"

Fosse che fosse la volta buona.............. ci è venuto da dire leggendo la notizia sul Tirreno, in merito alle "Terme Liberty restituite ai livornesi" e ciò grazie alla encomiabile battaglia condotta da Silvia Menicagli.

Quindi, considerando i tempi operativi della nostra città, ci auguriamo che nei prossimi 20 anni si riesca a "recuperare le terme con un passo dopo l'altro", lento pede. Anche se è difficile immaginare che con tale restauro si possa ipotizzare che "un'altra Livorno sia possibile", perché, una sola rondine non fa mai Primavera ed in quanto il degrado a Livorno avanza di giorno in giorno, al punto che è tramontata pure quella che era la "contrapposizione fra turismo e industria". Mentre altre città, oltre la salvaguardia del patrimonio artistico, organizzano eventi e festival di ogni genere quando noi stiamo organizzando il festival del cacciucco e magari quello del 'E & 5', dimenticandoci una stagione musicale dedicata a Mascagni o una mostra nazionale su Fattori, quando di Modigliani siamo riusciti soltanto ad ipotizzare una mostra permanente "delle teste false",  lasciando a Pisa l'organizzazione di una mostra nazionale dedicata al grande Modì............ D'altra parte, a Livorno,siamo fatti così.

"Amici del Marzocco" 27.03.16

Dopo le stragi di Bruxelles
 

7 idee per fare pace in tempo di guerra


1. La morte non ci deve mai trovare indifferenti. Non importa chi sia la vittima, la sua nazionalità, la sua religione, il colore della sua pelle, il luogo dell’accadimento. Non possiamo piangere solamente le “nostre” vittime. Ogni vittima è un nostro fratello o una nostra sorella. Non abituiamoci mai all’orrore. L’abitudine nasconde la rassegnazione. L’abitudine e la rassegnazione alle stragi, alle uccisioni, alla morte, alla violenza ci tolgono la dignità e uccidono la nostra umanità.

2. Il problema che dobbiamo affrontare è complesso. Il che non significa che sia irrisolvibile. Ma (di fronte ad ogni problema complesso) dobbiamo rifiutare le semplificazioni. Le cose da fare per vincere il terrorismo sono molte e ci coinvolgono tutti, collettivamente e individualmente. Richiedono tempo, pazienza, conoscenza, determinazione, costanza. Serve un’accelerazione in tanti campi ma fuggiamo dallo slogan facile e da tutti quelli che puntano il dito e innalzano muri contro gli altri, l’Islam, gli islamici, i migranti, le donne e gli uomini in fuga dalla guerra e dal terrore...

3. Agire con intelligenza. La componente “militare” del terrorismo va combattuta, fermata, neutralizzata con l’intelligenza, le indagini di polizia, la collaborazione tra i servizi di sicurezza, la lotta alla criminalità e ai traffici di droga e di armi, i sistemi di prevenzione. Servono unità, volontà politica, condivisione, cooperazione e coordinamento delle informazioni, delle politiche, risorse economiche adeguate. Cosa vuol dire “siamo in guerra!”? Per questa “guerra” bombe e cacciabombardieri, missili e portaerei sono inutili e inutilizzabili. Ogni volta che li usiamo estendiamo e radicalizziamo le basi del terrorismo. Quindici anni di “guerra al terrorismo” hanno prodotto risultati disastrosi. Dobbiamo smettere di buttare i nostri soldi per fare cose sbagliate e inconcludenti. E’ ora di cambiare decisamente strada. Smettere di fare la guerra non è un moto di pace ma la vittoria del buon senso.

4. Fermare le guerre. Il terrorismo ha molte radici ma la storia ci dice che le guerre in corso lo alimentano. Per questo è nostro interesse lavorare attivamente per fermarle. La loro continuazione e proliferazione non solo allunga la scia dell’orrore e del dolore ma fomenta il terrorismo, lo foraggia, lo estende. Giustificare una guerra col pretesto della lotta al terrorismo è pura ipocrisia. Fermare le guerre è un dovere di tutti i responsabili della politica internazionale. E’ il primo passo di chi ha il dovere e la responsabilità di costruire pace e sicurezza. Per andare alle radici del problema occorre inoltre contrastare con fermezza i traffici legali e illegali delle armi e la loro produzione.

5. Disertare la guerra delle parole. Lo possiamo fare tutti. Le parole uccidono. Prima delle bombe le parole della guerra seminano il terrore, fomentano l’odio, distruggono la ragione. E’ urgente costruire un argine a quelli che speculano sulle paure e sull’indignazione dei cittadini, che vogliono sostituire il buonismo con la cattiveria, che approfondiscono le divisioni, creano nuovi nemici ed erigono sempre nuove barriere. In televisione, nel web, alla radio e sulla carta stampata chi vuole sinceramente la pace deve disertare la guerra delle parole. La grammatica della pace getta acqua sul fuoco della discordia, spegne le polemiche, isola i malvagi, unisce le donne e gli uomini onesti in un fronte comune.

6. Bonificare le periferie intossicate. Combattere la disoccupazione, sradicare la povertà, lottare contro l’esclusione sociale e l’emarginazione, ridurre le disuguaglianze, promuovere il riconoscimento delle diversità, il dialogo interculturale e interreligioso, favorire l’integrazione, educare alla cittadinanza globale, alla solidarietà e all’accoglienza devono essere tra le priorità di chi vuole sradicare il terrorismo dalle nostre città, dall’Europa e dal mondo intero. Il radicalismo si nutre del malessere sociale, economico e morale, dell’ignoranza e dei fenomeni di esclusione dilaganti. Le politiche sociali, culturali ed educative sono strumenti essenziali di una efficace strategia di lotta al terrorismo.

7. Vincere il male con il bene. Non è una sciocca utopia. E’ la via più concreta, costruttiva ed efficace per uscire dal circolo vizioso del male. Il male non conosce limiti né confini. L’illusione di poterlo sconfiggere con gli stessi mezzi alimenta una escalation di violenza senza fine, limiti e confini. Alla teoria della guerra infinita noi dobbiamo contrapporre la volontà di disertare la guerra ovvero la volontà di interrompere la spirale del terrore per non venire stritolati. Con lucida consapevolezza dobbiamo constatare che la violenza non risolve mai i problemi ma li aggrava. Vincere il male con il bene richiede un lungo e impegnativo lavoro a tutti i livelli, esige una larga assunzione di responsabilità e la ricerca costante del bene comune. La violenza divide. La ricerca del bene comune unisce. La violenza paralizza. La ricerca del bene comune mobilita.


Flavio Lotti
Coordinatore Tavola della pace

Perugia, 25 marzo 2016
 

Sviluppi progetto Parco (all'ass.AGIRE VERDE)

Come richiesto a far seguito alla riunione di Giovedì (presso il Comune di Livorno) e a contatti intercorsi stamani con la Referente del Comune di Rosignano M.mo del TT (Paola Bientinesi), riporto di seguito il link ad una cartella contenente:

-         il tracciato dei sentieri ad oggi numerati, segnati e mappati (pieghevoli OSC) in formato .shp

-         una tabella di riepilogo in formato .pdf

-         una mappa di riepilogo in formato .pdf (con evidenziati sia i sentieri numerati, segnati e mappati sia le attuali aree protette)

 Link: https://www.dropbox.com/sh/2y214hezrx6c012/AADyjtAOgGUgaRN92kGrlLU7a?dl=0

 Nella stessa cartella ho caricato:

-         il documento relativo all’analisi delle problematiche “generiche” connesse alla realizzazione della sentieristica

-         un documento di analisi delle problematiche del Sentiero 00 sul Comune di Rosignano (stessa analisi andrebbe per il Sentiero 00 anche sul Comune di Livorno e di Collesalvetti) (e anche su tutti gli altri sentieri numerati/segnati/mappati che ricadono sia su Livorno, sia su Collesalvetti sia su Rosignano M.mo) (il tracciato dello 00 su Rosignano M.mo è ad oggi il solo tracciato verificato “metro per metro” anche in riferimento al catastale ed è stato aggiornato oggi rispetto a quanto già fornito al GdL del Comune di Rosignano M.mo)

 Questo materiale si spera sia utile per le prossime fasi/riunioni/incontri in programma a breve:

-         sia di valutazione dell’inserimento in RET dei sentieri numerati, segnati e mappati (o comunque per garantirne la percorribilità con strumenti urbanistici)

-         sia di riclassificazione delle aree protette

 Relativamente alla riclassificazione delle aree protette (a far seguito alla Tavola Rotonda del 6 Febbraio) risulta in corso:

-         una possibilità di ampliamento della Riserva della Biosfera (MaB “Selve Costiere di Toscana”, che già comprende il territorio di Collesalvetti) ai territori di Livorno e Collesalvetti (MaB che sarà sancita dall’UNESCO il 19 Marzo a Lima in Perù)

-         una possibilità di estensione del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli alle aree delle Colline Livornesi ( con aree di Parco, aree contigue e “corridoi ecologici”)

ecco alcune informazioni in tal senso:

-         l’articolo (23 Settembre 2014) che annuncia l’intesa per includere Collesalvetti nel MaB “Selva Pisana”: http://www.parcosanrossore.org/dettaglio.php?id=27879

-         l’articolo (06 Ottobre 2015) che presenta l’estensione da MaB “Selva Pisana” a MaB “Selve Costiere di Toscana”: http://www.parcosanrossore.org/dettaglio.php?id=32840

-         l’attuale perimetrazione della MaB “Selve Costiere di Toscana” (in allegato)

-         l’articolo (25 Febbraio 2016) che annuncia il percorso di riconoscimento della Riserva della Biosfera MaB “Selve Costiere di Toscana” e che individua questo riconoscimento come “preliminare” all’estensione del Parco alle aree delle Colline Livornesi: http://www.pisainformaflash.it/notizie/dettaglio.html?nId=25917

 Nella speranza che questo materiale, prodotto nell’ambito delle finalità del Progetto OSC, sia utile per le fasi/riunioni/incontri in corso in questi giorni.

Cordiali saluti, Barbara (01.03.2016)

Ridurre le nuove povertà tra gli assegnatari ERP

Dal nostro osservatorio sull’abitare a Livorno, seguiamo con crescente preoccupazione l'evolversi della crisi economica e l'aggravarsi delle ricadute in termini occupazionali e di riduzione dei redditi.

Le ripercussioni sul settore di edilizia popolare rischiano di essere devastanti.

Mentre negli anni 80 e 90, che pure hanno visto una preoccupante diminuzione del numero di abitazioni nelle case popolari, a causa nel 1995 dell’abolizione della GESCAL che finanziava l’edilizia pubblica, della scelta sconsiderata di svendere circa metà del patrimonio, di utilizzare i fondi per l'edilizia economica per costruire case in agevolata (pagando gli interessi dei capitali investiti dalle coop. per costruire case da vendere anziché da assegnare) nonostante tutto questo compreso l'inizio della delocalizzazione delle grandi fabbriche, il tessuto dei quartieri popolari era rimasto sostanzialmente invariato, mentre oggi la situazione è completamente mutata.

Dal 2000 a oggi la crisi industriale è diventata dirompente, per cui le famiglie livornesi, incluse le assegnatarie di ERP, hanno visto vistosi cali dei propri redditi, quando operai, impiegati e pensionati con il reddito già dimezzato dal cambio lira euro, dall'aumento di tutte le tariffe dei servizi ormai privatizzati, si sono trovati nelle condizioni di dover mantenere figli o nipoti senza lavoro stabile.

Soprattutto in questi ultimi 6-7 anni, la maggior parte delle nuove assegnazioni è caratterizzata da nuovi soggetti precari e giovani, che hanno perso lavoro e casa per colpa della gestione irresponsabile della crisi, e di governi che hanno praticato e praticano politiche di vera e propria macelleria sociale.

Apprendiamo con preoccupazione di nuovi fenomeni di morosità incolpevole, non tanto a causa del canone ma delle spese aggiuntive di riscaldamento e condominio (ovviamente nelle nuove abitazioni) e di case dove è stata tagliata la fornitura di elettricità per insolvenza degli utenti.

Per ora questa situazione estrema è ancora poco estesa, ma le nostre previsioni ci dicono che in futuro potrebbe coinvolgere ampi strati di assegnatari.

Il senso del nostro progetto sta tutto racchiuso in queste avvisaglie di crescente e progressiva riduzione dei redditi, e il nostro obiettivo è l'individuazione di strumenti di solidarietà mutualistica e d’intervento pubblico a sostegno delle famiglie morose senza colpa, anche per evitare che CASALP, trasformata in S.P.A., possa trovarsi ad avere bilanci in rosso con esiti drammatici.

Capire per tempo i tempi nuovi e i cambiamenti, è dunque un contributo importante per tutta la città, e grazie a questo progetto l'Unione Inquilini, con i suoi quattro giovani del servizio civile, stanno lavorando per testare sul terreno le condizioni d’impoverimento e di morosità incolpevole, preparando materiali di pubblicizzazione del progetto da diffondere e schede per un sondaggio porta a porta sulla percezione di peggioramento della propria condizione economica.

Ovvio che per ottenere buoni risultati bisogna preparare il terreno per garantirci la massima collaborazione nei quartieri popolari che saranno oggetto della nostra richiesta.

Cominciando dai quartieri nord, dove la trasformazione dovuta al piano di recupero è in pieno svolgimento, e dove il cambiamento di stato economico degli abitanti è più evidente.

Schangay è stata forse il quartiere più omogeneo e coeso di Livorno, a dispetto di scarse economie familiari vissute con dignità e solidarietà di classe, nonostante gli edifici vecchi e non più adatti alle esigenze del vivere moderno, ma oggi la trasformazione in corso sta modificando in profondità le abitudini di vita, la mentalità, i rapporti di vicinato e le convinzioni politiche. Per questo abbiamo scelto questo quartiere come campione iniziale per il nostro progetto di ricerca.....nel bene e nel male rappresenta la modernità con i suoi vecchi e nuovi problemi da risolvere, ed è un laboratorio perfetto, visto che ancora convive il passato nei grandi isolati in attesa d’intervento e la nuova edilizia ricostruita, per riflettere insieme su quello che ancora manca per avere non solo case moderne, ma anche socialità e servizi moderni nel territorio.

E soprattutto aiuto concreto per ridurre l'impoverimento progressivo.

29 01 2016  Daria Faggi

Sul rigassificatore di Rosignano

Buongiorno a tutti,

ho già scritto una mail simile alla mailing list del CSSTO e allargo la presentazione della questione anche a tutte le Associazioni Aderenti a Occhi sulle Colline.

Il 18 Dicembre 2015 Edison ha presentanto una nuova variante al progetto di realizzazione di un rigassificatore GNL..

http://www.comune.rosignano.livorno.it/site4/pages/home.php?tipop=vis_pagina&id=32489&idpadre=7001#.VpjRdlKM61g

A partire dal sito del Comune di Rosignano M.mo e dal sito del Ministero dell’Ambiente sono disponibili tutti i documenti necessari per approfondire

Io personalmente faccio parte del Comitato del NO al rigassificatore dal 2009 e ho preso parte alle attività per la presentazione del ricorso al TAR (presentato dall’Avv. Tamburini di Firenze che credo di aver capito sia un Avv. Di riferimento del WWF).

Ad oggi (anche più di prima) la mia personale posizione è contraria alla realizzazione del rigassificatore in quanto oltre a interferire con la nautica dell’ormai esistente porto turistico di Rosignano, oltre ad accrescere il rischio dell’area di Rosignano (già zona Seveso) è in sintesi un progetto che non si rivolge a mio avviso nella giusta direzione di nuovo sviluppo del territorio (oltre al fatto che anche il PIER non lo prevede e che quindi anche gli strumenti di pianificazione energetica non lo ritengono strategico … e data l’esistenza di un rigassificatore off-shore (peraltro) quasi inutilizzato e di un gasdotto (GALSI) Tunisia-Piombino).

In particolar modo non si rivolge nella giusta direzione di tutela e valorizzazione della fascia costiera tra Vada e la foce del Fiume Fine (che ospita anche gli scavi del porto di Vada Volaterrana).

Per me quell'area fa parte dell'area Colline Livornesi e fa parte del tutto.
Penso alla Via dei Cavalleggeri... penso al tempo dedicato al Tavolo Tecnico per parlare del Sentiero 198 (ovvero del Sentiero Lungo Fine)... …al sopralluogo fatto sul Lungo Fine) …al collegamento Marittimo-Museo con Vada Volterrana... nel mio piccolo questa estate (come INITINERE) ho organizzato un evento FIE con Immersione Sonora Acustica proprio presso gli scavi (riconosciuti dai doc della RT e della Sovrintendenza ai Beni Culturali come sito archeologico di maggior rilievo regionale...senza considerare che quello è l'antico porto di VOLTERRA... con tutto ciò che ne consegue).
Io sicuramente o come Barbara Sandri (Presidente di INITINERE) o sotto altre forme voglio assolutamente formulare e presentare delle osservazioni entro il 21 Febbraio (ci sto già lavorando) ... posso solo dire che da parte mia posso portarvi voce di quanto verrà discusso/deciso dal Comitato del NO al rigassificatore ed eventualmente se il OSC (e stessa cosa ho scritto al CSSTO) vorrà unirsi a formulare osservazioni ben venga.
Io ne faccio una questione di visione del territorio contestualizzata al 2016 e di coerenza con investimenti fatti e progetti quantomeno dichiarati (non ultimo il progetto al quale abbiamo lavorato in sede di tavolo tecnico per la "dorsale della costa etrusca"... sventolata recentemente anche sui quotidiani locali).

…e non ultimo il Piano Paesaggistico 2015 che prevede il passaggio della Ciclabile Toscana proprio sovrapposto alle condotte criogeniche del rigassificatore… vi allego la TAV.6

E’ mia intenzione inoltre prendere contatto diretto con il Sindaco di Volterra che questa estate mi aveva contattato a far seguito all’evento di Vada Volaterrana … e l’intento è che anche loro magari formulino osservazioni…

MI RENDO PERFETTAMENTE CONTO CHE IL TEMA E’ DI UN LIVELLO DI COMPLESSITA’ MOLTO ELEVATO; attiva grosse conflittualità e risveglia e movimenta scontri politici atavici … io nel mio piccolo vorrei riuscire a rimanere fuori da tutte queste questioni e riuscire a presentare osservazioni semplicemente coerenti con la mia visione del territorio.

Mi rendo conto che questa problematica è quindi molto delicata e non voglio forzare nessuno ad occuparsene (anche se a mio avviso è coerente con gli scopi di OSC), ma a chi fosse interessato chiedo di farmelo sapere così lo aggiorno e lo metto al corrente delle osservazioni che di sicuro presenterò.
A presto.
Barbara Sandri 16.01.2016

Ricapitalizzare................. tanto c'è sempre Pantalone!

AAMPS, l’azienda della gestione rifiuti a Livorno e di proprietà del Comune di Livorno, si dice abbia 42 milioni di debito, accumulatosi in anni ed anni di mala gestione. Ecco, io mi domando: come sia possibile che un privato vada in difficoltà con le banche senza doverne mai rispondere ed invece l’AAMPS (leggasi amministratori), no?

Ma allora, che fare: Ricapitalizzare l'azienda, sottraendo al bilancio comunale quasi 11 milioni di euro fino alla fine del 2016, tagliando in maniera pesante altri servizi essenziali e facendola passare liscia a chi il danno ha creato, oppure avviare un concordato preventivo, capace di risanare l'azienda attraverso l'intervento di commissari, garantendo creditori e posti di lavoro degli operai, ma chiamando nel contempo ad assumersi le proprie responsabilità tutti gli amministratori dell’azienda che saranno riconosciuti responsabili del “danno di gestione”? Non mi sembra difficile la scelta, soprattutto per interrompere il ragionamento che porta sempre il pubblico ad essere in deficit: tanto, per quanta mala gestione ci sia, alla fine interviene sempre qualcuno a risanare, “ricapitalizzando” con soldi pubblici, con denaro cioè nostro………..Che finalmente si possa cominciare a dire basta "nel pubblico" agli incompetenti, ai parassiti ed a chi è lì solo per arricchirsi, insediato da amici di amici, a spese della collettività e senza dare nulla in cambio? 30 novembre 2015 – Arnaldo Ricolfi.

Confidiamo che tutti gli imputati siano prosciolti in sede di appello.

Il lavoro congiunto di Unione Inquilini, l’ex caserma e ufficio casa, ha fatto in questi difficili anni di grave congiuntura economica, da ammortizzatore sociale, evitando che ogni giorno famiglie disperate facessero azioni e gesti inconsulti contro le autorità, colpevoli di omesso soccorso.

Questa città deve gratitudine al movimento dell’ex caserma, senza il quale molte decine di famiglie si sarebbe trovate senza alcun aiuto concreto in mezzo a una strada, e solo grazie al sostegno politico che generosamente i ragazzi hanno fornito agli occupanti per necessità, le famiglie aspettano al sicuro la soluzione abitativa che gli è dovuta, dentro strutture alloggiative certo temporanee e condivise, ma confortevoli rispetto a una baracca o a una tenda.

Le strutture individuate e recuperate sarebbero state condannate a un destino di degrado e abbandono, e dunque l'aiuto concreto per opere di autorecupero interno, sono un regalo gratuito alla città, senza sottrarre diritti a nessuno.

Questo processo ci è parso un pò surreale perché i fatti contestati sembrano usciti da un altra realtà diversa dalla vita e dalle pratiche politiche del movimento, abituato a lottare con le idee e non con i muscoli, e la descrizione degli imputati, che esce dall'impianto accusatorio, sembra parli di altre persone, e di fatti che ci paiono incollati addosso, come abiti che non sono della loro taglia.

Spiace che si trattino come teppisti di strada persone che viceversa in tutto il loro operato hanno sempre dimostrato un elevato senso civico, e confidiamo che nel corso del riesame e del dibattimento in appello tutti gli imputati siano prosciolti.

Daria Faggi

Livorno 25 novembre 2015

 

aggiornamenti sulla problematica: Parco oppure no, in base alla prossima legge regionale 30/2015

 

Come precedentemente accennato, stiamo attenzionando la problematica delle aree verdi, attualmente protette in ambito Comuni/Provincia e che andrebbero a formare il “Parco dei monti livornesi” , così come pensato dal “progetto occhisullecolline” portato avanti da oltre quattro anni da ben 19 Associazioni livornesi.

Il problema, come noto, è che se gli Enti attualmente preposti (Comuni e Province) non assumono impegni precisi in ambito regionale, in merito al Parco ed entro il marzo 2016, la prossima legge regionale 30/2015, in pratica, lo cancellerà del tutto.

 

A tale riguardo, in data 03.11.2015, si è tenuto un incontro con

· Franchi – Presidente Provincia

· Bartoletti – Coordinatore di tutto il Dipartimento Ambiente e Territorio e Dirigente dell’Unità Organizzativa Salvaguardia della Natura, presente in sostituzione di Togn otti (in missione all’Isola d’Elba)

·

con questi argomenti all’o.d.g:

1) la nuova normativa in materia aree protette (LR 30/20115): per cui l’eventuale immobilità degli enti (Provincia e Comune) nei confronti degli impegni e scadenze previste dalla LR 30/2015 produrrebbe la totale scomparsa del Parco Provinciale dei Monti Livornesi, dei SIR di Monte Pelato e Calafuria e delle ANPIL;

2) la recente delibera di riclassificazione delle strade vicinali approvata dal Comune di Rosignano Marittimo: a seguito della quale necessitiamo di chiarimenti sul il mantenimento delle previsioni delle NTA circa la percorribilità a piedi, a cavallo e in MTB dei percorsi IE riportati sulle Tavole del Regolamento Urbanistico;

3) l’attuale presenza di traffico motorizzato nell’area di Monte Pelato (incrementato a far seguito ai lavori di manutenzione di inizio anno): traffico motorizzato che è in totale disaccordo con l’Art.103 delle NTA di Regolamento Urbanistico.

 

Il Resocontro -

· relativamente al punto 1) all’ordine del giorno:

Franchi e Bartoletti ci hanno messo al corrente della LR n.90 del 27.10.2015 per cui è ufficiale che dal 1 Gennaio le competenze della Provincia passeranno alla Regione (quindi, nella LR 30/2015 dove c’è scritto Provincia dobbiamo leggere Regione). Già da ora quindi la Provincia non ha più nessun ruolo e nessuna competenza. Dal 1 Gennaio l’interlocutore sarà invece la Regione (e pensano che le scadenze della LR 30/2015 potranno essere riviste e corrette). Da qui al 1 Gennaio anche la Regione è in riorganizzazione sia perché acquisiranno queste nuove competenze e quindi anche il personale delle Province (sembra che l’unica cosa certa sia che Tognotti si occuperà solo di antincendio e ci hanno detto che al momento non ci sono certezze su chi ex-provinciale si occuperà di questa materia nelle nuove vesti di regionale) e che ci sarà un nuovo Dirigente rispetto all’attuale Dirigente regionale Matina (che andrà in pensione a breve).

Illustrato questo “quadro instabile”, siamo rimasti d’accordo che Bartoletti darà indicazione a Tognotti di convocare quanto prima e comunque entro la fine di Novembre un ultimo Tavolo Tecnico, con tutti gli Assessori presenti e invitando anche Matina (o altro soggetto della Regione), sia per stabilire quali attività aperte possono essere concluse prima del 1 Gennaio (cartelli di divieto, cartellonistica su Colognole…) sia per capire come passare la conoscenza di quanto fatto e di quanto rimane da fare ai nuovi soggetti regionali (mettendoli a conoscenze del Protocollo che istituisce il TT e del Disciplinare e dei punti in sospeso nella ns lettera di Giugno) – che vi abbiamo trasmesso per e mail e che sarebbe poi uscito come comunicato stampa.

 

· relativamente ai punti 2) e 3) ed all’ordine del giorno tutto:

Franchi non aveva inteso che la ns/ richiesta di incontro fosse indirizzata a lui nel duplice ruolo di Presidente della Provincia e Sindaco di Rosignano. Ha detto che aveva necessità di confrontarsi con i tecnici e che in occasione del TT ci avrebbe dato risposte e chiarimenti (noi gli abbiamo dettagliato le questioni all’OdG, riferendogli quanto da noi approfondito, ed abbiamo sottolineato di esserci già confrontati con tutti i tecnici i quali ci hanno suggerito di chiedere un chiarimento politico).

 

Sviluppi post incontro 03.11:

 

A seguito dell'incontro svoltosi con il Presidente dell'Amministrazione Provinciale, viene convocato il tavolo tecnico per il giorno 13.11.2015, onde verificare l'effettiva fattibilità delle proposte di intervento e di attività avanzate dalle Associazioni e più volte oggetto di discussione in precedenti riunioni.

Si cercherà di garantire la presenza dei tecnici comunali in modo da rendere operative le decisioni assunte, in conseguenza anche del riassetto istituzionale sulle compentenze in atto, ed in quella sede poi
verrà valutata l'opportunità di concordare un referente tecnico del tavolo da individuare tra i rappresentanti dei 3 Comuni.

Nel mese di dicembre inoltre, si terrà un ulteriore riunione tecnico/politica con la presenza anche degli Assessore Comunali e dei rappresentanti degli Uffici delle Aree Protette della Regione.

Aggiornamenti dall'Ass.Agire Verde - Livorno 07.11.2015

Livorno ed il suo sviluppo occupazionale e culturale ........... Come sapete sono già quattro anni che 19 associazioni stanno lavorando intorno al progetto occhisullecolline. Sono stati verificati i sentieri, per molti di essi si è apposto una segnaletica orizzontale, sono state elaborate mappe (una di esse verrà distribuita in occasione della nostra escursione dell’11 ottobre), è stato creato un tavolo tecnico per i rapporti con Provincia e Comuni interessati, è stato costruito un sito web dedicato al progetto (http://occhisullecolline.it/ ), vengono tenuti regolarmente incontri interassociativi cui anche voi, se lo chiedete, siete invitati, etc.etc. ……..ed il motivo di tutto questo lavoro è stato unicamente per sollecitare “le diverse figure pubbliche” a dar corso all’attuazione di un piano del Parco dei monti livornesi che già da 25 anni avrebbe dovuto essere operativo e che invece è sempre rimasto solo sulla carta. E’ utile che Livorno abbia un Parco dei monti livornesi? Secondo noi, collegato ad un progetto anche turistico di ampio respiro e comprendente oltre a segnatura adeguata dei sentieri, ad una mappa delle località, ad una serie di strutture essenziali –ostelli, aziende agricole, maneggi e quant’altro renda auspicabile e possibile “una sorta di turismo verde”, sicuramente: Livorno con un polmone verde alle spalle, il mare di fronte e le Apuane a due passi ………non sarebbe bello e foriero, oltre che di un bel biglietto da visita per la città, di molti nuovi posti di lavoro nel settore turistico e nell’indotto?

Questo detto però, sarebbe necessario che non solo le associazioni no profit se ne occupassero ma anche chi ha precise responsabilità legate allo sviluppo del territorio ed è per questo che, allo scopo di stimolarle all’impegno, si è deciso di uscire con un comunicato stampa che almeno induca ad affrontare in modo serio e responsabile la questione. Il comunicato, in versione definitiva:

 

A CHI INTERESSA TUTELARE L'AMBIENTE DELLE COLLINE LIVORNESI?

Gli effetti della nuova Legge Regionale sul nostro territorio

Negli anni '80 c'era un sogno di "pochi" che immaginava un parco che tutelasse tutto il comprensorio delle colline livornesi. Il sogno non si
è realizzato. Tuttavia è presente un Parco Provinciale frammentato, alcune ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) e un SIR
(Monte Pelato) che interessano un'area ristretta ma importante da conservare. In particolare è di alta rilevanza la funzione delle ANPIL
come "corridoi ecologici" per collegare insieme le aree di Parco Provinciale che sono di fatto staccate l'una dalle altre. Con la nuova
Legge Regionale 30 tutte queste aree rientrano nelle categorie che verranno sottoposte a verifica e riclassificazione da darte della
Regione Toscana. O le aree diventano Riserve Regionali o di fatto scompariranno. Il primo passo lo deve fare la Provincia che, sentiti i
Comuni, entro Marzo 2016 dovrà preparare una proposta alla Regione. Le nuove Riserve Regionali dovranno essere gestite dalle Province e/o dai
Comuni e/o da Enti Parco regionali (ad es. Parco S.Rossore): mancano pochi mesi e occorre invece tempo per trovare soluzioni adeguate e per
creare convergenza tra tutti questi attori per evitare che i problemi economici e organizzativi dei singoli enti ci portino a rinunciare a
tutte le forme di tutela. Le associazioni di Occhi sulle Colline lanciano questo appello perchè ad oggi nessuno dei nostri amministratori
ha dichiarato pubblicamente la volontà di mantenere "a tutti i costi" le nostre aree protette. Il Piano del parco Provinciale auspicava, data la
frammentazione delle aree tutelate, che la gestione del territorio fosse omogenea e si "allargasse" il più possibile alle aree circostanti ma
così di fatto non è stato e gran parte degli obiettivi da raggiungere sono rimasti su carta, venendo meno anche quella forte funzione di volano per le attività legate al turismo verde e alle attività eco-sostenibili che oggi significherebbe preziose opportunità di lavoro. Qualcuno si potrà chiedere: "ma se non hanno mai funzionato cosa ce ne facciamo di queste aree protette?"; a questi rispondiamo che oggi siamo
ad un bivio: o manteniamo e rilanciamo in maniera efficace la tutela dei territori per rincorrere quel "sogno" di trenta anni fa, oppure
decidiamo di smantellare tutto per sempre. Non esistono "vie di mezzo". Noi lavoreremo sempre e comunque per la prima scelta; oggi chiediamo
agli Enti che ci governano qual è la loro scelta.

le associazioni aderenti al progetto O.s.C             (http://occhisullecolline.it/ )

livorno 19.09.2015                                                                                                                            

la scuolina della Valle Benedetta:

Il 9 Luglio 2015 si è tenuto un incontro del tavolo tecnico O.s.C sul futuro della ex scuolina Valle Benedetta - immobile di due piani (350 mq l'uno) e giardino intorno. E' stato dichiarato inagibile, parlandosi di di un tetto da rifare, con una spesa di 140.000 euro, più altri lavori che non sono stati dettagliati.

Presenti: Sindaco di Livorno Nogarin e Assessore Aurigi all'Urbanistica, con i tecnici dell' Ufficio Patrimonio.
In sintesi: il sindaco ha auspicato che CAI, Mieleria (vedi sotto), OsC e associazioni aderenti) possano creare un entità unica (si è parlato di raggruppamento temporaneo di imprese (RTI)) e scrivere un progetto per l'uso dell'immobile.
A questo gruppo, una volta creatosi, il Comune darà il massimo sostegno: supporto alla formazione di un RTI, attivazione crowdfunding, ricerca finanziamenti, cofinanziamento (questa è solo un ipotesi perchè i soldi per adesso non ci sono ma potrebbero essere trovati, forse, in futuro). Poi ha
nominato più volte la parola: autocostruzione e raccolta fondi. Insomma con una frase: dateci prova che voi credete in questo progetto e noi inizieremo un percorso per poter lavorare su tutti i fronti per
realizzarlo, ognuno facendo il suo.

La mieleria: si tratta di una "mieleria sociale" che ha bisogno solo di una parte della struttura, un'attività che si può legare con le altre e può avere anche utilità didattica, potendo investire 30.000-50.000 euro, anche se non è chiaro se siano necessari per sistemare esclusivamente i propri locali e comprare strumentazioni e/o quanti possano essere investiti in generale sull'immobile, come non è chiaro se questi soldi ci siano già o se intendano richiedere un finanziamento una volta saputo che lì
potranno farci la mieleria. L'immobile è tra quelli schedati come opportunità nel
progetto da fornire alla Regione………… Da lì potranno arrivare i soldi? Difficile, perchè si parla di 150000 euro ma per tutta la sentieristica e l’area delle Colline!

Osvaldo Righini che rappresentava il C.A.I ha ribadito l'importanza della struttura anche per far
rivivere il paese di valle benedetta e dell'importanza dei dintorni per scopi didattici, ma anche delle difficoltà ad immaginare che le associazioni possano farcela da sole con la raccolta fondi ed auto-costruzione.

Le associazioni aderenti O.s.C hanno chiarito invece il fatto che sarebbe importante che l'immobile presenti spazi per servizi legati al parco delle colline (turismo, didattica, accoglienza, info ecc...). ma che le associazioni di volontariato hanno forti limiti sia economici che come
capacità di poter erogare servizi abbiamo ed evidenziando che a quel tavolo tecnico mancava ameno un soggetto e cioè qualcuno che possa attivare servizi per "lavorarci" e presentare qualcosa che si auto-sostenga economicamente: se si trovano soggetti di questo tipo, allora un associazione può dare il proprio contributo, altrimenti diventa problematico. E' importante poi garantire che si crei qualcosa che sia il più possibile aperto e disponibile a cittadini e turismo verde ecosostenibile, superando criticità del territorio, tipo dei servizi di trasporto pubblico efficienti (il luogo deve essere raggiungibile, altrimenti è inutile) ed anche  un’offerta di strutture ricettive idonee, anche per un turismo didattico.


La risposta ai diversi interventi: questi nuovi soggetti li dovrebbero trovare le associazioni, secondo il sindaco, presentando un pacchetto bello e pronto e facendo una "manifestazione d'interesse" pubblica, da cui “potrebbero uscire” altri soggetti……….in ogni caso, anche creando “un bellissimo gruppo e un progetto perfetto”, si dovrebbe passare da un Bando pubblico. L’auspicio dell’amministrazione è comunque di concretizzare il percorso entro la primavera
del 2016.
 
A questo punto c’è da chiedersi chi sia interessato a questo percorso e con quali idee, se come singolo o come associazione, guardandosi anche intorno per vedere se ci siano altri soggetti che potrebbero entrare nel progetto. Intanto ci saranno incontri per cominciare a parlarne ed incontri con la mieleria, l’attuale soggetto economico più coinvolto, molto attenti comunque che nella manifestazione d'interesse eventuale siano  ben esplicitate le finalità d'uso volute
dall'amministrazione.

La presente comunicazione ai soci Agire Verde intende catturare l’attenzione di chi, interessato alla “questione parco monti livornesi”, voglia prestarsi ad interagire col “progetto occhisullecolline” - http://occhisullecolline.it/ - e quindi, nello specifico, con le problematiche appena esposte.

In caso positivo potrà contattarci sulla nostra e mail e verrà posto in contatto col tavolo tecnico, ricevendo ogni informativa in merito, comprese le comunicazioni sugli incontri in programma.

 luglio 2015

Accesso al Parco, il cancello in via della Giorgia 

“Occhi sulle Colline è un progetto al quale aderiscono associazioni e persone singole. Scopo del Progetto la tutela del Parco dei Monti Livornesi e la corretta fruizione della più estesa area delle Colline Livornesi.

Dal 2011 ci incontriamo più o meno regolarmente una volta al mese e dal Giugno 2013 a questi incontri si aggiungono ulteriori incontri mensili al Tavolo Tecnico per la sentieristica con i referenti della Provincia e dei 3 Comuni (Collesalvetti,Livorno,Rosignano M.mo)… in cui costantemente solleviamo problemi e cerchiamo di trovare soluzioni. Nella pratica ci stiamo impegnando nella pulizia e segnatura di alcuni sentieri (zona pian della rena, zona acquedotto di colognole e zona monte pelato… e abbiamo ultimato la segnatura dei circa 40 km di 00).

Siamo volontari. Non abbiamo né il potere né la ricetta segreta per risolvere tutti i problemi che tutti abbiamo sotto gli occhi, ma stiamo cercando parallelamente di segnalare i problemi e al tempo stesso di fare proposte per risolverli.

I sentieri e percorsi di accesso e collegamento sono sicuramente l'elemento di maggior rilievo ... l'apparato circolatorio.

La segnalazione del problema degli accessi la stiamo facendo da 4 anni e dopo 4 anni ad oggi nonostante le nostre ripetute segnalazioni non si è risolto niente, ma dopo 4 anni a mio avviso abbiamo maggiormente compreso il problema spesso connesso alla volontà di impedire l'accesso ai mezzi motorizzati (e quindi spesso connesso a problemi di manutenzione del piano di calpestio nonchè anche a problemi di abbandono rifiuti).

Dopo 4 anni ancora non siamo in possesso della ricetta risolutiva di tutto (anche perché le casistiche e le diverse situazioni vanno prese in esame ad una ad una per poter avere le idee chiare), ma ad esempio, nello specifico caso degli accessi delle aree in cui vige il divieto di accesso ai mezzi motorizzati, l'idea è quella di trovare una soluzione concreta per realizzare sistemi di interdizione tali da consentire in modo permanente il passaggio a piedi, a cavallo e in MTB e in modo temporaneo il passaggio dei soli mezzi motorizzati “autorizzati” (mezzi di soccorso, di manutenzione di protezione civile e eventuali autorizzati in deroga)...

Io non sono di Livorno, ma da quanto ne abbiamo discusso il cancello di Via della Giorgia me lo sogno anche di notte...con lo scopo di trovare una soluzione.

Il cancello di Via della Giorgia sarebbe compatibile con la necessità di accesso escursionistico al Parco semplicemente se la larghezza del cancellino fosse ampliata fino almeno ad 1,25 mt (per consentire l'accesso ai cavalli) e se al posto del cancellino o in abbinamento al cancellino fosse apposta una sbarra orizzontale a circa 50 cm di altezza da terra facilmente oltrepassabile a piedi, a cavallo e in MTB (questo comporterebbe anche di poter eliminare lo scomodo fil di ferro... ovviamente i cartelli di divieto dovrebbero essere rivolti ai soli mezzi motorizzati non autorizzati e a questi sarebbe opportuno fossero aggiunti cartelli informativi e frecce segnavia che dessero conferma dell'accesso area parco e al sentiero 136...). Dopo il cancello di Via della Giorgia c’è la sbarra di accesso al Parco … molto spesso aperta e “violata” dai mezzi motorizzati…

Noi stessi aderenti ad Occhi sulle Colline spesso siamo demoralizzati di fronte al nostro impegno e di fronte ai pochi risultati ottenuti, ma non ci vogliamo scoraggiare neppure di fronte alle critiche di chi vorremmo fosse a darci una mano e non ad attaccarci e spero si riesca a continuare ad impegnarci per ottenere qualcosa (perché è impegnativo ancor più impegnativo viste le mille difficoltà). Noi stiamo cercando di portare avanti così la nostra "battaglia" e visto che nel leggere tutti i commenti mi sembra che siamo tutti dalla stessa parte credo che sia "furbo" interagire tra di noi e non farci "la guerra tra poveri" ...

Ringrazio chi ha sollevato tutte le questioni contenute nell'articolo (magari lo facessero tutti) e colgo l'occasione di questi commenti per vedere se da qui c'è modo di mettersi in contatto con "consumismo" (io lascio la mail della piccola associazione di cui faccio parte: info@initinereonweb.it) ...secondo me la possibile soluzione che solo da pochi giorni abbiamo ipotizzato su un percorso privato su proprietà privata può ad esempio essere utilizzata anche al cancello di Via della Giorgia …E sennò, come già provato a fare circa un annetto fa, cercheremo di poter parlare con i frontisti … andandoci … forse non lo dovremmo fare noi … forse lo dovrebbero fare le istituzioni, ma un confronto di opinioni per fortuna è ancora possibile farlo …”

Barbara-INITINERE

Livorno 10.01.2015

piano Cave in località Gozzone a Castelnuovo della Misericordia

Comitato “Salvaguardia e Sviluppo Territorio e Occupazione” (CSSTO) - ONLUS

La Conferenza paritetica interistituzionale non è sufficiente, è necessario ricorrere al TAR

Come ormai tutti saprete, il 10 giugno 2014 il Consiglio Provinciale di Livorno ha approvato il Piano Cave e con esso il nuovo sito di escavazione di argilla in località Gozzone a Castelnuovo della Misericordia nonostante il parere negativo del Comune di Rosignano Marittimo, parere espresso ufficialmente in forma di osservazione al Piano Cave.

Conseguentemente, il 12 settembre 2014 la Giunta Comunale ha deliberato di adire la Conferenza paritetica interistituzionale per esporre in sede regionale le proprie ragioni contro l’approvazione della cava del Gozzone.

Il Comitato Salvaguardia e Sviluppo Territorio e Occupazione Onlus non può che esprimere la sua soddisfazione per il grande significato politico che tale scelta significa. La conferenza paritetica interistituzionale dovrà valutare le indiscutibili e gravi incoerenze riguardanti il governo del territorio, ben circostanziate nell’ottima relazione istruttoria del Comune di Rosignano M.mo scaricabili dal sito del Comune e del cssto: http://www.cssto.it/files/2014-09-12-Relazione-per-Conferenza-Paritetica.pdf.

Tuttavia dobbiamo ribadire che l’approvazione del Piano Cave è impugnabile anche per molti altri motivi, ampiamente descritti nelle numerose osservazioni pervenute alla Provincia che sono state respinte senza essere state nemmeno prese in considerazione, né a livello di istruttoria né tanto meno a livello di discussione nell’aula consiliare. L’analisi dell’effettiva necessità di una nuova cava di argilla nella località Gozzone non è stata fatta dalla Provincia ma si basa esclusivamente sui dati forniti dal richiedente stesso, e già questo è una cosa assolutamente inaccettabile. Tutte le osservazioni contrarie a quella cava, e sono più di 50, sono stati completamente ignorate. Il problema occupazionale è stato considerato solamente dalla parte degli operai della fornace Donati, peraltro in maniera strumentale, visto che l’azienda già da tempo è in difficoltà per l’andamento negativo del mercato edilizio, mentre le attività agrituristiche del territorio interessato che danno lavoro a diverse famiglie sono state sminuite ed addirittura ridicolizzate da alcuni consiglieri provinciali. Nessuna rilevanza è stata data al fatto che in questi ultimi anni il settore agricolo è l’unico che segna un aumento del PIL. Nessuna valutazione del fatto che la località Gozzone si trova in un punto talmente centrale e visibile che la cava con la relativa nuova viabilità per il passaggio dei mezzi avrebbe un impatto negativo sull’intera vallata tra Castelnuovo della M.dia e Gabbro. Niente di niente, neppure rispetto al fatto che esistono valide alternative alla cava del Gozzone.

Non possiamo permetterci di dare per scontato l’esito favorevole della Conferenza Paritetica e riteniamo indispensabile ricorrere anche al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per sottoporre al suo giudizio tutti gli elementi che contrastano con l’approvazione della cava del Gozzone. Confidiamo che in questo percorso oneroso quanto doveroso saremo affiancati da altre associazioni di gran rilievo e delle associazioni di categoria degli agricoltori, oltre che dal Sindaco di Rosignano Marittimo stesso al quale abbiamo fatto ufficiale richiesta proprio in questi giorni.

Noi del Comitato CSSTO andremo comunque avanti nella consapevolezza di lottare per una causa giusta non solo per le aziende e le famiglie residenti nella vallata e quindi direttamente interessate ma perché crediamo che le strategie di sviluppo di questo territorio debbano mirare alla preservazione delle sue eccezionali pecularietà, incentivando un’economia compatibile basata sull’agricoltura di qualità e sul turismo.


Chiunque voglia darci una mano è benvenuto e può mettersi in contatto con noi.


CSSTO, Castelnuovo lì 01/10/2014

Contro l'escalation della violenza

Giovedì 2 ottobre 2014 l'Onu ci invita a celebrare la Giornata internazionale della nonviolenza. Visto quello che sta accadendo, faremmo bene a prenderlo sul serio.

Il mondo è malato di violenza e i tagliatori di teste dell'Isis che impazzano su internet ne sono l'immagine più emblematica. Sono cose che non si possono né vedere né sentire, che provocano il voltastomaco e una serie di domande angosciose: ma cosa sta succedendo nel mondo? Come siamo caduti in questo abisso? Dove andremo a finire?

I tagliatori di teste non sono una novità dei nostri giorni ma vederli in azione fa una grande impressione. Anche perché quella violenza efferata si salda all'istante, nel nostro inconscio, con la violenza che sembra dominare tanta parte della nostra vita quotidiana, dei rapporti tra le persone, della cronaca del nostro paese. E ci sentiamo soffocare dalla tanta, troppa violenza che c'è in giro.

La violenza ha mille volti: quello che si annida in molte delle nostre famiglie, contro le donne, contro i bambini, contro i più poveri, contro i diversi, contro i migranti,.. quella delle mafie e delle droghe, quella connaturata alle ingiustizie, quella che si vive nel mondo del lavoro come in quello della politica e dell'informazione sino a quella che Papa Francesco ha denunciato parlando della terza guerra mondiale e dei suoi crimini.

Non è facile parlare di nonviolenza oggi, senza rischiare di finire sbattuto nell'angolo degli illusi, dei buonisti o degli idioti. Eppure di fronte alla violenza montante non possiamo chiudere gli occhi senza correre il rischio ormai evidente di venire travolti.

Dobbiamo parlare della violenza che ci circonda, del bullismo diffuso che ci perseguita vincendo paura e rassegnazione. Ma dobbiamo parlare anche in concreto di ciò che ciascuno di noi può fare per costruire un argine, per spezzare la catena, per affermare una cultura di segno opposto.

Se vogliamo liberarci dalla violenza dobbiamo andare oltre la rabbia e l'indignazione e impegnarci a contrastarne tutte le sue manifestazioni sfuggendo alla tentazione facile di aggiungere altra violenza. La violenza non è mai una risposta. La storia ha ampiamente dimostrato che la violenza genera altra violenza anche quando è animata dalle migliori intenzioni. Ma, a quanto pare, non sono in molti a ritenere che la storia sia davvero maestra di vita.

Per questo, domenica 19 ottobre, cammineremo in tanti da Perugia ad Assisi. Per costruire un fronte comune contro la violenza dilagante. Per richiamare tutti ad una concreta assunzione di responsabilità personale. La nonviolenza è molto di più del "semplice" rifiuto della violenza ma trovare la forza di reagire all'orrore è il primo passo verso quella "conversione" che appare sempre più urgente.

"La nonviolenza è per l'Italia e per tutti via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, strumento di liberazione, prova suprema di amore, varco a uomo, società e realtà migliori." (Aldo Capitini)

Flavio Lotti 30.09.2014
 

esiti della lotta per l'utilizzo sociale del distretto 42 a Pisa (leggere commenti precedenti per capire la problematica)

Carissimi,
come molti di voi sanno, il 23 aprile è stato di nuovo il giorno dello sgombero. Ci sono volute 15 ore perchè le forze di polizia riprendessero possesso della Caserma Curtatone e Montanara, che come Municipio dei Beni Comuni abbiamo occupato poco più di due mesi fa. La posa dei sigilli è stato l'ultimo atto, dopo lo scioglimento dei presidi e l'accompagamento all'esterno degli attivisti saliti sugli alberi in difesa degli ottomila metri quadrati di Parco, ribattezzato a don Andrea Gallo. E' stato il terzo sgombero in poco più di sei mesi, dopo i due all'ex Colorificio liberato, con un'Amministrazione che fa della gentryfication, dell'immagine turistica, della valorizzazione del patrimonio pubblico un motivo di fierezza, ma che non riesce a gestire lo sviluppo della città in modo sostenibile e soprattutto attento alle esigenze dei cittadini.
Su Comune-Info, Francesco Biagi fa il punto della situazione http://comune-info.net/2014/04/la-politica-del-sorvegliare-e-punire/, e un breve video autoprodotto fa rivivere alcuni di quei momenti https://www.youtube.com/watch?v=E2sj0LqBp-I&feature=youtu.be
Negli stessi momenti dello sgombero, abbiamo lavorato assieme a Realacci per la presentazione di un'interrogazione parlamentare http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=17606&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27 che si va a unire a quella già presentata in Commissione Difesa da Giulio Marcon e da altri esponenti di SEL.
Di seguito, il comunicato stampa

 

Un abbraccio
Alberto Zoratti 24.04.2014
La chiusura del Distretto 42 è un danno per la città. Il Comune ora rispetti gli impegni e si riapra quanto prima tutta l’area alla cittadinanza
15 ore per realizzare un sequestro assurdo e immotivato, con decine e decine di poliziotti, carabinieri, mezzi dei vigili del fuoco che hanno assediato e chiuso l’intero quartiere di San Martino. Un'intera giornata che ha visto una comunità coesa, eterogenea e determinata a difendere il proprio diritto a recuperare e rigenerare un bene comune. In una fase in cui a Pisa - come in tutto il resto del paese - si assiste a un restringimento degli spazi di democrazia e cittadinanza, martedì 22 aprile 2014 la nostra città ha vissuto l'ennesima pagina buia.
L’unico effetto di questa ingente operazione di polizia è quello di aver restituito all’abbandono un immobile che era stato riqualificato, così come nel caso dell’ex-Colorificio, e aver privato nuovamente la città di un parco che in poche settimane era divenuto un luogo di incontro fondamentale per un intero quartiere e per tutta la città. Lo stesso quartiere che ha espresso solidarietà a chi per ore e ore ha cercato di scongiurarne la chiusura del parco, deve ricevere al più presto una risposta sul futuro dell'area. Le dichiarazioni del sindaco, tardive e che non cancellano le responsabilità avute da questa amministrazione nel tacere per settimane, arrivano solo quando decine di cittadine vengono assediati per ore dalle forze dell’ordine, e rendono ancora più evidente come non vi fosse in realtà nessuna urgenza nell’ intervenire.
 
Il Municipio dei Beni Comuni

DISTRETTO 42: SGOMBERO IN CORSO A PISA
Carabinieri in antisommossa hanno circondato il Distretto 42, ex caserma abbandonata, occupata e recuparata dai cittadini e dal Municipio dei Beni Comuni di Pisa. Per resistere alcuni hanno cominciato a salire sugli alberi del parco Don Andrea Gallo che circonda l’ex caserma. Molte persone stanno accorrendo in via Giordano Bruno 42. Le prime foto
http://comune-info.net/2014/04/distretto-42-sgombero-corso-pisa/

Riccardo Troisi 22.04.2014

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situazione al distretto 42 Pisa

Per restare aggiornati:

Twitter: #distretto42 #minalbero
https://twitter.com/search?q=%23distretto42&src=hash&f=realtime

 
Facebook: Municipio dei Beni Comuni

 
Sito: http://www.rebeldia.net

 
Con preghiera di diffusione, Roberto Lepera "da distretto 42"
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bliz delle forze dell'ordine

‎In questo momento carabinieri in antisommossa stanno circondando il Distretto42 di Pisa.
Inizia la resistenza del Municipio del Beni Comuni in difesa di uno spazio liberato e a disposizione della cittadinanza

Alberto Zoratti 22.04.2014

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Alex Zanotelli sul distretto 42

‎Cari, guardate, leggete e diffondete  https://www.youtube.com/watch?v=FC0-jTnAodo
 
Distretto 42, Alex Zanotelli:
“Grazie per questa occupazione.
Resistete al potere”
 
Al Distretto 42 arriva la solidarietà di Alex Zanotelli. Un accorato appello a resitere contro la minaccia dell'imminente sgombero di uno spazio verde restituito alla città.
 

“Esprimo il mio sostegno alla vostra iniziativa - dichiara Alex Zanotelli - e dico 'bravi' per aver avuto il coraggio di occupare e di rendere pubblica l'area di una ex caserma. Sappiate che avete agito correttamente. Le caserme non solo non servono più, ma dobbiamo davvero disfarcene. Voi, prima di tutto, state lottando contro una militarizzazione sempre più assurda. Non abbiamo ancora i dati del 2013, ma se guardiamo a quelli del 2012, scopriremo come abbiamo speso in armi a livello mondiale 1752 miliardi di dollari, solo in Italia 26 miliardi di euro, dei quali 15 miliardi già stanziati per gli F35.

Tutto ciò è assurdo.

Le armi servono a proteggere i ricchi e i benestanti. Noi dobbiamo rimettere in discussione un simile sistema se vogliamo sopravvivere, perché a pagarne le spese non sono solo le persone, ma anche l'ambiente. Questo sistema economico, finanziario- militaristico deve essere radicalmente messo in discussione: ecco perché è importante che abbiate occupato una caserma con l’obiettivo di ritrasformarla in un bene pubblico. Centri come il vostro devono essere utilizzati per informare la gente, per aiutare tutti a riflettere. Vi dico quindi 'grazie' per questa occupazione. Resistete a qualsiasi tentativo di sgombero, resistete certo in maniera nonviolenta, ma escogitate tutte le vie per dare scacco matto a un sistema che ci sta uccidendo

23.03.2014

18 °giorno di digiuno per Roberto Lepera e compagni, in difesa del distretto 42 a Pisa.

18 giorni. Da tanto dura il digiuno collettivo a difesa del Distretto 42 di Pisa. Più di una dozzina di cittadini e cittadine hanno deciso di privarsi del cibo -bisogno primario, essenziale, percepito da tutte/i- per suscitare empaticamente attenzione su un bene comune. La richiesta permane: che l'Amministrazione comunale, attraverso un comunicato stampa del Sindaco Filippeschi, si assuma le proprie responsabilità politiche sulle sorti del Distretto 42, a rischio d'imminente quanto immotivato sgombero-sequestro. Sabato 22 ha digiunato Pasquale Beneduce, domenica (ri)toccherà a Paolo Malvaldi, lunedì a Donata Frigerio, martedì a Beatrice Bardelli, mercoledì a Riccardo Mariani, giovedì a sua moglie Sonja Bortolotto e da venerdì a domenica 30 compresa digiunerà nuovamente Roberto Lepera. Per adesioni e altre proposte d'azione: roberto.lepera@gmail.com

Questa estrema forma di lotta nonviolenta intende gettare le basi per un dialogo fra istanze conflittuali, per crescere, evolverci, come singoli e come società. Da una parte il (rispettabile, condivisibile o meno) richiamo istituzionale alla legalità e alle procedure burocratiche; dall'altra la (rispettabile, condivisibile o meno) necessità di evitare sprechi, riqualificando un'area di proprietà pubblica abbandonata da vent'anni, senza creare danno a cose o persone, donando ai cittadini la possibilità concreta di realizzare la loro "voglia di comunità", usufruendo di 8.000 mq di verde urbano, ripristinato grazie all'opera di volontari e volontarie.

Il Distretto 42 da più di un mese ospita decine di iniziative pubbliche, proposte e organizzate attraverso modalità consensuali: corsi di lingue e di chitarra, seminari, presentazioni di libri, conferenze stampa, pranzi e aperitivi conviviali, assemblee di quartiere, sportelli informativi, consulenza ai migranti, giocoleria, animazione per grandi e piccini e tanto altro. Tutto ciò è largamente apprezzato. Ne è prova lampante la raccolta di oltre 600 firme a sostegno del Distretto 42 di residenti, commercianti, studenti del quartiere San Martino (e non solo), protocollate e fatte recapitare all'Amministrazione comunale giovedì scorso, chiedendo un incontro col Sindaco. Fra i firmatari, spiccano il prof. Salvatore Settis, la prof.ssa Enza Pellecchia, lo storico e giornalista Adriano Prosperi, il prof. Tommaso Greco e l'assessore provinciale Giacomo Sanavio.

 
Al contempo, numerose sono state le espressioni di solidarietà, sia nei confronti della "staffetta del digiuno" che del Distretto 42 in generale. Sia da parte di singoli, che da variegate organizzazioni, fra cui: il Movimento per la Decrescita Felice; Alex Zanotelli, religioso, sacerdote e missionario comboniano; Antonio Mazzeo, giornalista antimilitarista e nonviolento; Francuccio Gesualdi, fondatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo; la dr.ssa Maria Grazia Petronio, di ISDE Italia, assieme ad altri medici e intellettuali; la prof.ssa Alessandra Quarta, dell'Università del Piemonte Orientale; il prof. Pasquale Beneduce, dell'Università di Cassino; il prof. Luigi Piccioni, dell'Università della Calabria; il Distretto di Economia Solidale Altro Tirreno, una rete di circa 50 soci di quattro province; l'Associazione Raphael di San Giuliano Terme; l'Associazione Italia Nicaragua di Livorno; l'Associazione Il Chicco di Senape e tanti altri... La lista comprende, ovviamente, le oltre 30 associazioni e gruppi informali che animano il Municipio dei Beni Comuni.
 

Tutto questo mentre il Teatro Valle Occupato di Roma riceve a Bruxelles il Premio Internazionale Ecf Princess Margriet, perché rappresenta un esempio «di collaborazione tra cultura e società nella battaglia per i beni comuni... un luogo attraverso il quale le nuove organizzazioni basate sulla “comunità” possano crescere... che ci assicura che non tutti i nostri spazi siano stati privatizzati. La gente ha bisogno di partecipazione, di avere un ruolo attivo nel proprio futuro». Ciò descrive bene anche il senso e la rilevanza di due progetti pisani, come il Distretto 42 e il Teatro Rossi Aperto, che per vivere e svilupparsi hanno bisogno di coraggio istituzionale, per trovare forme dirette, nuove e partecipate di gestione dei beni comuni. Vogliamo cogliere questa sfida?


Roberto Lepera, Jacopo Shekari Alamdari, Simone D'Alessandro, Paolo Malvaldi, Alessandro Ottaviani, Giorgio Gallo, Andrea Rosellini, Associazione Raphael, Pasquale Beneduce, Donata Frigerio, Beatrice Bardelli, Riccardo Mariani, Sonja Bortolotto
 

Pisa, 22 marzo 2014

Facciamo conoscere la Valle del Botro Riardo

Il 23 Marzo avrà luogo una manifestazione gioiosa per far conoscere le bellezze, le risorse naturali ed economiche e le potenzialità della nostra vallata. L’evento si intitola “Sapori e Saperi delle Nostre Colline“ ed avrà luogo nella Sala Conferenze di Piazza del Mercato a Rosignano Solvay, a partire dalle ore 15,30. Chiediamo a tutti i sostenitori della nostra causa contro l’apertura della cava del Gozzone di diffondere il più possibile la notizia di questo evento; la locandina è scaricabile sia dal nostro sito (http://cssto.altervista.org/in-evidenza2) che dalla pagina facebook (https://www.facebook.com/events/559087987532006/564292473678224/?ref=notif&notif_t=like).

Ma facciamo un breve riassunto della situazione:

siamo arrivati quasi alla conclusione del periodo delle osservazioni, cioè di quei due mesi a disposizione della cittadinanza e degli enti per presentare alla Provincia di Livorno le proprie osservazioni sul Piano Cave. Diverse persone ci hanno segnalato le loro incertezze su cosa scrivere per cui ci teniamo a ripetere che il Comitato è a vostra disposizione per fornirvi i dati e la documentazione eventualmente utili per supportare le vostre argomentazioni. Molto materiale è comunque facilmente reperibile sul nostro sito www.cssto.it ed alla presente newsletter alleghiamo il modello base dal quale potete partire.

Nel frattempo si sono svolte le elezioni primarie per il candidato sindaco e la vincita di Alessandro Franchi per noi rappresenta la speranza che l’amministrazione comunale confermi anche nel prossimo quinquennio la sua contarietà alla cava del Gozzone, ripetutamente espressa con le delibere negli ultimi 13 anni. Nel 2001 infatti la Giunta Comunale ha dato parere negativo sull'apertura della cava del Gozzone e con gli atti successivi l’amministrazione ha coerentemente confermato anche nel proprio Strumento Urbanistico il divieto di aprire nuove cave nelle aree, come quella in questione, che sono classificate di particolare pregio paesaggistico.

Il Comune di Rosignano Marittimo sarà il nostro interlocutore principale per cercare di evitare lo scempio del territorio qualora la Provincia approvasse il PAERP con la cava del Gozzone nonostante tutte le osservazioni contrarie ufficialmente presentate; la nostra vicinanza all'Amministrazione è espressa anche dalla scelta della sede del nostro evento "Sapori e Saperi delle Nostre Colline" al quale speriamo di vedervi tutti partecipi!

12/03/2014

Comitato CSSTO
Sede legale: 57016 Castelnuovo della M.dia, Loc. Paltratico 60
sito web: www.cssto.it

Con preghiera di massima diffusione, Lettera aperta al Sindaco del Comune di Pisa su Distretto 42

*LETTERA APERTA AL SINDACO DEL COMUNE DI PISA MARCO FILIPPESCHI*

Siamo alcune persone dell'Associazione Raphael (Centro Studi e Ricerche Medicine Naturali) di San Giuliano T. che fa parte, del Distretto di Economia Solidale Alt(r)o Tirreno aderente al Municipio dei Beni Comuni.
Nel nostro statuto ci impegniamo ad affrontare i problemi di salute e non solo con metodi nonviolenti e non soppressivi. E' anche per questo che ci sentiamo impegnati ad applicare i nostri principi nella vertenza che si è aperta tra il Comune e il Municipio dei Beni Comuni, a seguito dell'occupazione dell'ex Distretto Militare di Via G. Bruno.

Aderiamo per questo alla staffetta del digiuno iniziata il 5 marzo da Roberto Lepera praticandolo collettivamente dal 17 al 19 marzo.
Il nostro non è un atto di sfida ma l'inizio di un percorso interiore, dove ci si veda affiancati reciprocamente, che ci conduca ad una modalità di comunicazione che preveda il superamento della situazione di stallo che si è venuta a creare.

Il nostro intento è la pratica della soluzione non violenta del conflitto. La pratica del digiuno può essere uno strumento che serve a bonificare i sentimenti di rivalità e antagonismo che ci coinvolgono istintivamente.
Anche se per questo è necessario il nostro corpo vorremmo evitare di mettere in evidenza il nostro ego individuale cercando di non cadere in forme di protagonismo.

Invitiamo anche lei e la sua amministrazione a provare a mettersi in sintonia con questo nuovo modo di gestire le relazioni individuali, collettive ed anche istituzionali.

Noi siamo certi che anche lei sogna un mondo migliore ed è per questo che chiediamo di confrontare i nostri sogni e i modi per realizzarli.

Associazione Raphael 15.03.2014
raphael.associazione@gmail.com

A che serve una struttura pubblica se non per essere utilizzata, tantopiù quando dismessa?

A meno di un mese dall'apertura, il Distretto 42 di Pisa rischia un imminente sequestro, la cui urgenza pare immotivata, nell'indifferenza totale e sostanziale dell'Amministrazione comunale, nonostante il solido e crescente consenso attorno al progetto promosso dal Municipio dei Beni Comuni.Tale consenso è basato non solo su parole, anche di autorevoli personalità, ma soprattutto sulla partecipazione attiva e sull'organizzazione di numerose iniziative ospitate quotidianamente nel Distretto 42 (per i dettagli, http://www.rebeldia.net), che lo rendono vivo e produttivo.L'ex-Caserma in via Giordano Bruno n. 42, abbandonata e lasciata al degrado per quasi vent'anni, è stata convertita dalla collettività in un laboratorio di buone pratiche, incentrate sulla riappropriazione e cogestione democratica dei beni comuni, a partire dall'apertura del parco cittadino "Andrea Gallo", che si estende per oltre 8.000 mq. Si tratta di una proprietà demaniale -dello Stato, cioè di tutti noi- che include anche circa 4.000 mq di edifici abbandonati; in linea con lo spirito dell'art. 42 della nostra Costituzione, ad essa è stata restituita la sua «funzione sociale» rendendola «accessibile a tutti», senza causare danno alcuno, bensì evidenti benefici. Queste attività acquisiscono maggiore valore, se si pensa alla congiuntura economica e sociale in atto nel nostro Paese; (imparare a) costruire un'economia della condivisione, basata su relazioni comunitarie e sulla riduzione degli sprechi, sarà un elemento chiave per superare l'attuale crisi sistemica e strutturale.Per queste ragioni, ho deciso di attuare una decisa azione nonviolenta. Col mio digiuno, che dura da quasi due giorni, chiederei solo una cosa, molto semplice: che l'Amministrazione comunale prenda pubblicamente posizione sulle sorti del Distretto 42, visto l'imminente sgombero, assumendosi la responsabilità politica di fronte alla cittadinanza, attraverso un comunicato sottoscritto dal Sindaco. Il mio digiuno, che proseguirà ad oltranza, non vuole assolutamente rappresentare una forma di ricatto, bensì la volontà di un semplice cittadino di anteporre a un proprio bisogno primario, come cibarsi, quello più generale e altrettanto importante di avere un'Amministrazione pubblica che non ignori, bensì rispetti (pur se non condivide) esperienze nuove, partecipate, sagge, creative e utili come il Distretto 42, al di là degli aspetti burocratici e legali che tutte e tutti abbiamo ben presenti.

Fraterni saluti e buona vita,

Roberto Lepera 07.03.2014

Nota nostra: una parziale rassegna stampa sulla Google Plus:

https://plus.google.com/u/0/+RobertoLepera/posts

Presa di posizione delle Associazioni aderenti al progetto Occhi sulle Colline riguardo alla realizzazione della nuova cava in località Gozzone

I sostenitori del progetto “Occhi sulle Colline“ sono impegnati in azioni di salvaguardia e valorizzazione delle colline livornesi, in quanto considerano il valore intrinseco del territorio un bene prezioso. Per questo non possono esimersi dall’esprimere il loro parere riguardo all’apertura di una nuova cava in località “il Gozzone”, nella frazione di Castelnuovo della Misericordia.

Il paesaggio toscano tramandato fino ai giorni nostri, rappresentato da campi coltivati che si alternano armoniosamente, vigneti, uliveti, filari di cipressi e macchie di vegetazione mediterranea, è apprezzato in tutto il mondo grazie anche all'impegno delle amministrazioni locali che hanno saputo mantenere un delicato equilibrio, invidiato e spesso imitato, tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale.

Adesso, nei quaranta ettari del podere Gozzone, situato nella vallata del torrente Riardo, un luogo incantevole che finora è riuscito a mantenere integre queste caratteristiche, è al vaglio delle Amministrazioni l’apertura di un sito di escavazione dell’argilla. Questa località, che ricade in area di vincolo paesaggistico ambientale come del resto tutta la zona collinare intorno ad essa, è caratterizzata da una scarsa antropizzazione e da un’economia rurale che raccoglie in se tutti gli elementi tipici del paesaggio toscano. Lo sviluppo economico della zona si è orientato negli anni verso attività complementari dell’agricoltura quali ad esempio l'agriturismo, in continua crescita, con aumento di occupazione e di valore aggiunto delle produzioni.

In un ambiente strutturato e orientato verso uno sviluppo di questo tipo, l'inserimento di un’area di cava determinerebbe il crollo del tessuto sociale ed economico, oltre alla distruzione dell’ambiente. Sarebbe inevitabile il deturpamento di una zona ben più estesa dei quaranta ettari del podere Gozzone stesso, a causa delle strade che verrebbero aperte per il transito dei mezzi pesanti di trasporto, delle polveri sollevate che si depositerebbero anche a grande distanza sulle case e sulle coltivazioni, del rumore il cui livello supererebbe notevolmente quello abituale della vita in campagna. Non da sottovalutare è anche il deprezzamento non solo economico ma anche qualitativo dei terreni per il rischio che il ripristino dell'area di estrazione venga effettuato utilizzando materiale di scarto o rifiuti. Inoltre voliamo citare i danni alla fauna selvatica che la cava provocherebbe, modificandone l'habitat (agroecosistema cerealicolo) e causando l’allontanamento di molte specie che popolano l’area: nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di specie antropofobe che rifuggono la presenza dell'uomo.

Testimonianze archeologiche, rappresentate dalla fortezza di altura di epoca etrusca presente su Monte Carvoli, il sito medievale dell'antica pieve di Camaiano e quello del castello di Motorno, il sistema dei mulini idraulici del torrente Sanguigna, i resti del mulino a vento di Collina Alta e altri manufatti minori del paesaggio rurale, che nel loro insieme rappresentano una risorsa per lo sviluppo del turismo culturale in spazi aperti, vedrebbero questo importante ruolo notevolmente sminuito se non del tutto vanificato dalla presenza della cava.

Pertanto le nostre associazioni esprimono la netta contrarietà al progetto ritenendo che per l'area in questione sia più proficuo mirare alla conservazione e valorizzazione delle risorse endogene del territorio.

Noi riteniamo che solo attraverso una politica di salvaguardia e di rispetto per l'ambiente si riesca ad  ottenere uno sviluppo economico concreto e duraturo della zona in linea con quanto la popolazione locale ha saputo fare e mantenere fino ad ora.

Livorno 05.10.2013  - Associazioni facenti parte del progetto occhisullecolline

Nuovo Ospedale, nuovo prg di Livorno........la risposta del Comune

Livorno, 6 giugno 2013 - Si trasmette un comunicato dell’Amministrazione Comunale:

“Appresa la notizia che domani, venerdì 7 giugno, si svolgerà in Comune una conferenza stampa sul tema “Nuovo ospedale e Prg, uno spreco milionario” (indetta da Osservatorio Trasformazioni Urbane - ALBA - Azione Civile - Città Diversa - Movimento5stelle - Sinistra Ecologia e Libertà – Rifondazione Comunista), l’Amministrazione Comunale comunica che, subito dopo quell’incontro, organizzerà una propria conferenza stampa, in Sala Giunta.

Lo farà per precisare quanto già espresso nel comunicato che gli organizzatori della conferenza stampa  hanno inviato ai mezzi di informazione (e trasmesso anche al Sindaco) .

L’Amministrazione ritiene infatti inaccettabile l’incipit di quel comunicato, ovverosia, “nonostante il referendum sull’ospedale di Montenero”.

Si ricorda che, sul tema del nuovo ospedale, si era svolta la campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale nel 2009 e che il Sindaco (e la maggioranza che lo sosteneva, di cui fra l’altro faceva parte anche Sel) era stato eletto dai cittadini al primo turno.

Successivamente si è svolto il referendum sulla localizzazione del nuovo presidio ospedaliero, nel quale i votanti furono complessivamente 28.177 (e non furono 28.177 “quelli che espressero la loro opinione a favore del mantenimento della struttura di viale Alfieri”, come erroneamente  è scritto nel comunicato).

Di questi 28.177 elettori, 20.738 hanno votato “SI” (il 73,6%), mentre 7439 elettori hanno votato “NO” (il 26,4).

Quella che, Osservatorio Trasformazioni Urbane - ALBA - Azione Civile - Città Diversa-Movimento5stelle - Sinistra Ecologia e Libertà - Rifondazione Comunista, definiscono come “insistenza nella realizzazione di questa opera”, altro non è che la doverosa attuazione di un duplice e chiaro mandato elettorale ricevuto dai cittadini.

Nel merito delle altre questioni indicate sul comunicato sarà data ancora una volta debita ed esauriente risposta in occasione della conferenza stampa dell’Amministrazione Comunale. L’Amministrazione Comunale 07.06.2013

Nuovo Ospedale, nuovo prg di Livorno: uno spreco milionario

Nonostante il referendum sull’ospedale a Montenero, quando nel 2010, 28 mila livornesi espressero

inutilmente la loro opinione a favore del mantenimento della struttura di Viale Alfieri (i sì furono 20.738 voti,

il 73%) ancora oggi il Sindaco Cosimi insiste nella realizzazione di questa opera costosa, inutile e dannosa

per la città.

La notizia stampa sui vincitori del bando provvisorio per la costruzione della nuova struttura ospedaliera

aggiudicato al gruppo Guerrato (costo 190 milioni di euro) è uscita proprio dopo il primo intervento in

commissione consiliare dell’arch. Cagnardi incaricato della revisione generale del Piano Strutturale.

In questa occasione abbiamo scoperto che l’amministrazione comunale non adotterà un nuovo piano ma

procederà a una “revisione del PS”: terminologia di nuovo conio dalla legislazione urbanistica.

Appare chiaro, al di là della dubbia legittimità dell'operazione, che la missione del progettista incaricato, è

quella di adeguare lo strumento vigente alle scelte già operate disinvoltamente dall’amministrazione, tra le

quali lo spostamento dell'ospedale. Ancora più grave scoprire che la tanto proclamata (in campagna

elettorale) partecipazione della cittadinanza alla trasformazione della città, consiste nella solita vecchia

pratica di ascoltare i portatori d’interessi privati e non quei cittadini che si sono espressi nel referendum,

strumento costituzionale di partecipazione, se mai da estendere e non da ignorare, il cui unico interesse è

quello civico del bene comune.

A questo punto, in merito al nuovo nosocomio chiediamo di conoscere i dati reali riguardanti:

 quale è il costo complessivo previsto dell’operazione includendo le spese di urbanizzazione primarie,

soprattutto per adeguare la viabilità e il servizio pubblico necessario per il collegamento di vitale

importanza;

 quali è il costo negli anni dell’indebitamento dell’amministrazione comunale che ricadrà sulla

collettività livornese;

 quali saranno gli strumenti di finanziamento pubblico, e quale sarà l’ammontare dell’affitto da

corrispondere ai privati, che finanzieranno una parte dell’operazione (guadagnandoci 10 volte tanto)

e per quanti anni i residenti livornesi dovranno far fronte a questo oneroso balzello;

 quale miglioramento dei servizi per qualità e quantità è previsto, e quali sono gli strumenti di

garanzia e di controllo;

 quali edifici, servizi e attrezzature sono state tolte dal progetto iniziale, così come indicato dall’ASL,

per ridurlo da 185 milioni di euro a circa 110 milioni.

Inoltre vista l’importanza economica dell’operazione di riconversione della proprietà immobiliare ASL,

chiediamo quali sono le ipotesi che la revisione del piano regolatore dovrà verificare sulle destinazioni delle

attuali strutture sanitarie, se saranno vincolate alla necessità di valorizzazione in vista della loro vendita, e se

ne è stata verificata la fattibilità rispetto ai vincoli vigenti ed al contesto urbano ed ambientale.

Ribadiamo infine la convinzione che quest’opera sia inutile e costosa, e inaccettabile che il conseguente

onere ricada per decenni sulle nuove generazioni. Pertanto chiediamo che la scelta definitiva debba almeno

attendere la nuova amministrazione che uscirà dalle prossime elezioni della primavera 2014, che si

troverebbe altrimenti a gestire una pesante eredità non necessariamente condivisa.

L’attuale giunta farebbe bene ad evitare decisioni così controverse che riteniamo contraddittorie rispetto al

Bene Comune e al diritto alla salute.

Osservatorio trasformazioni urbane Livorno 06.06.2013

Bersani, Monti e Berlusconi vogliono comprare gli F-35.

A tutti i costi. A Presa Diretta (03.02) solo Ingroia e Grillo dicono No!

Un cacciabombardiere F-35 costa più di 500 milioni di euro. Fatti i conti 90 F-35 ci costeranno più di 46 miliardi di euro. Sono i costi spaventosi denunciati ieri sera a Presa Diretta da Winslow Weeler, uno dei principali esperti americani di armamenti.

Ma Bersani, Monti e Berlusconi li vogliono comprare lo stesso. Ognuno lo dice a modo suo. Berlusconi dice che è contrario ma che deve rispettare gli impegni internazionali. Peccato che non ci sia alcun impegno e nessun obbligo. Monti accusa Bersani e Berlusconi di averli voluti, rivendica di averli tagliati ma conferma l’acquisto. Bersani fa un giro di valzer: non sono una priorità, forse li taglieremo, vedremo quando saremo al governo, ne discuteremo con i generali,.. e infine dice chiaramente che non possiamo farne a meno.

A Presa Diretta solo Antonio Ingroia e Beppe Grillo pronunciano un chiaro No agli F35.

Ma ritorniamo sul nodo più spinoso: i costi.

Fino a ieri sapevamo che un F-35 sarebbe costato 100-120 milioni di euro. Ma non avevamo preso in considerazione i costi di gestione e di manutenzione che sono pazzeschi. Facendo la somma si arriva alla più impressionante delle cifre: 500 milioni di euro. Che moltiplicata per 90 F35 arriva a 46 miliardi di euro. Una somma enorme che saremo costretti a pagare nell’arco dei prossimi 20 anni.

E’ stato dimostrato che con questi soldi si possono creare 230mila posti di lavoro, investire sui giovani, sulla università, sulla cultura, costruire asili nido, sostenere le famiglie in difficoltà, costruire nuovi treni per i pendolari, mettere in sicurezza il territorio e le scuole,…

Gli F-35 sono una delle più mostruose armi da guerra mai esistite sulla faccia della terra. Sono vietati dalla nostra Costituzione che la guerra la “ripudia”. Sono una delle più spaventose macchine mangiasoldi della storia, macchine che tolgono letteralmente il pane dalla bocca a più di un miliardo di affamati e che oggi rappresentano un cappio appeso al collo dei nostri giovani.

Sono arrabbiato perché non si può prendere in giro la gente in questo modo. Sono arrabbiato perché non posso sopportare l’idea che noi facciamo queste cose mentre tanta gente muore letteralmente di fame, di sete, per la mancanza di una medicina o di un lavoro. Sono arrabbiato perché so che da oggi su questo scandalo torna a calare la censura e milioni di italiani torneranno a votare senza sapere quale cosa li aspetta.

Flavio Lotti, 4 febbraio 2013

Perché vorrei che il lavoro restasse in Italia e perché  voterò 5 stelle alle prossime elezioni politiche

Vi mando un estratto dal blog di Grillo, per farvi capire quale è il problema esaminato, uno dei tanti:

In Italia il costo del lavoro è alto, tant’è che si cerca di ridurlo con contratti atipici, a tempo determinato ed assolutamente precari, pagando il meno possibile il lavoratore, ergo “più cinesi” diventiamo e meglio è…………..per l’industria, naturalmente!

Al punto che è ancora più profittevole delocalizzare (Cina, India, Viet Nam etc.etc.) piuttosto che sottopagare, per lucrare ancora di più che tanto il prodotto ci ritorna “made in Italy”, a prezzi però europei e non cinesi, indiani, vietnamiti etc.etc………………e se si applicassero dei dazi per cui non fosse più conveniente produrre in mercati a basso costo del lavoro e quindi reimportare e mettere in vendita il prodotto finito ai prezzi nostri? Meditiamo, gente, meditiamo…………questo sistema in atto, giova al Paese? E se non al Paese, a chi e perché? Ecco, il 5 stelle non solo mi evidenzia i problemi e mi indica possibili soluzioni, ma soprattutto non si fa pagare da me per questo……..oppure il fatto che non prenda contributi pubblici ed in regione Sicilia si sia ridotto del 70% lo stipendio, sono chiacchiere e non fatti? Per me è un modo nuovo e pulito di fare politica, ed è per questo che ho fiducia.

Dal blog di Grillo:dialogo tra un italiano qualunque ed il made in Italy

Italiano qualunque: "Chi è lei con la fascia tricolore sul petto, un irredentista, un patriota, un sindaco, un nipote di Totò Cutugno?"

Made in Italy: "Non mi ha riconosciuto? Lei deve avere prosciutto doc importato sugli occhi. Io sono il Made in Italy"

Italiano qualunque: "Lei ha gli occhi a mandorla, ha preso forse la cittadinanza italiana?"

Made in Italy: "No, io sono italiano da generazioni, sono un prodotto autoctono, non vede che sulla scatola ho la bandierina con i colori rosso, bianco e verde e il brand "Made in Italy" che ci ha resi famosi nel mondo?"

Italiano qualunque: "Lei è appena sceso da una nave cargo. Lei è un prodotto clandestino!"

Made in Italy: "Io sono stato concepito in Italia da un disegnatore, allevato con finanza italiana purosangue a Shangai e ora, nel pieno degli anni, ritorno a casa. Sono come il figliol prodigo e lei mi tratta così ..."

Italiano qualunque: "Ma io la riconosco ora, lei è quel prodotto che vedevo da bambino a Carosello con le immagini delle fabbriche e gli operai italiani che sorridevano".

Made in Italy: "(con fare orgoglioso) Si, sono sempre io. E' la forza della tradizione, che fa mi compra?"

Italiano qualunque: "Ma gli operai, la fabbrica, dove sono? Trasferiti in Cina?"

Made in Italy: "No, purtroppo sono stati licenziati, la fabbrica è stata riaperta, però a Shangai. Sa, il costo del lavoro, le adempienze ambientali, la tassazione, la burocrazia, i sindacati. Per un prodotto laggiù è tutta un'altra vita".

Italiano qualunque: "Guardi, mi ha quasi convinto, la compro. Lei deve essere molto conveniente, costerà almeno la metà"

Made in Italy: "No, il mio prezzo è rimasto quello. Per chi mi ha preso? Io sono un prodotto di qualità."

Italiano qualunque: "Non se la prenda, ma che senso ha spostarsi armi e bagagli per mantenere lo stesso prezzo?"

Made in Italy: "Il prezzo resta uguale, ma il profitto aumenta, è la legge del capitale italiano che va dove ci sono meno diritti e quindi meno costi del lavoro. Guardi lei mi è simpatico, le faccio uno sconto del 5% se mi porta a casa sua"

Italiano qualunque: "Non ci penso neppure. Si tolga quel Made in Italy dalla faccia, lei è un infiltrato, figlio di capitalisti rinnegati che creano disoccupazione e di chi lo permette. La prossima volta che la trovo in giro le applico un dazio del 50%."

Roberto Giannetti 11.01.2013

l'acqua bene comune

C'è una piccola sorgente,sul Monte la Poggia,sulle nostre colline livornesi,che emette acqua in continuazione,è una  polla preziosa,dimenticata,inutilizzata,con rischio di subire inquinamento permanente,perchè tutto questo?
In un Pianeta assetato,con popolazioni che rischiano la propria esistenza per siccità e/o inquinamento delle falde acquifere(vedi la Nigeria con il Delta del Niger),ancora oggi non vogliamo gestire in modo sostenibile il nostro futuro,il nostro bene primario, l'acqua.
Cosa sta accadendo alla piccola sorgente nostrana?
Da un sopralluogo di cittadini,con relative foto,risulta che questa sorgente,pur emettendo acqua pulita,è stata dimenticata,o, peggio,rischia fortemente di essere avvelenata dai 'predatori' dell'ambiente,che vorrebbero installare una discarica sopra quelle falde acquifere.
La polla,e tutte le altre sorgenti intorno,rischierebbe inquinamento dalla possibile percolazione dei rifiuti della discarica.
E' presente in quella zona un comitato di cittadini,che tentano in tutti i modi di salvare la sorgente,di salvaguardare la nostra salute,ma fino a quando?
Sono in pochi rispetto la grandezza del problema che stanno sostenendo,mi domando:fino a quando ce la faranno da soli? Perchè la città non risponde alle richieste di solidarietà? Perchè la ditta imprenditrice esige lavoro per gli addetti all'installazione della discarica,dimenticando che prima del lavoro c'è la salute,la loro e quella della popolazione? E gli amministratori,come tutelano l'integrità fisica del popolo e del suo ambiente?
Taranto non insegna?  Livorno è la seconda provincia,dopo Taranto,per livello di  inquinamento ambientale.
 Dobbiamo difendere la nostra e tutte le acque,che purtroppo sono sempre più inquinate e meno monitorate,mettendo a rischio la nostra salute in tutta la  nazione e in  tutto il Pianeta. Eppure c'è un detto:"semplice come bere un bicchier d'acqua...."

Renata Fontanella   08.01.13

perchè il 24 febbraio voterò il movimento 5 stelle

Not in my name sarà ceduta la più piccola goccia di sovranità nazionale
Not in my name verrà smantellato lo Stato Sociale
Not in my name i partiti che hanno distrutto l'Italia si ricicleranno come salvatori della Patria
Not in my name i giornali che hanno fatto della menzogna un'arte riceveranno un solo euro di finanziamento pubblico
Not in my name ci saranno ancora le pensioni d'oro
Not in my name ci saranno i finanziamenti pubblici ai partiti
Not in my name rimarremo nell'euro senza una consultazione popolare
Not in my name saranno distrutte le piccole e medie imprese
Not in my name i concessionari di Stato continueranno a lucrare su beni pubblici
Not in my name si faranno Grandi Opere inutili indebitando i cittadini
Not in my name chi ha fatto della politica un mestiere rimarrà al suo posto dopo aver rovinato l'economia italiana
Not in my name la grande distribuzione ucciderà il commercio locale
Not in my name si costruirà un solo inceneritore
Not in my name i rifugiati politici saranno più trattati come bestie
Not in my name l'Italia parteciperà alle guerre altrui come in Afghanistan o in Libia
Not in my name gli alti funzionari pubblici percepiranno stipendi da nababbi
Not in my name sarà ancora permesso il falso in bilancio
Not in my name l'Italia non avrà una legge anticorruzione
Not in my name l'Italia non avrà una legge contro i conflitto di interessi
Not in my name sarà più eletto alla presidenza del Consiglio chi non ha avuto una legittimità popolare
Not in my name la legge elettorale potrà essere cambiata dai partiti che ne sono i beneficiari, ma solo attraverso un referendum
Not in my name esisterà ancora Equitalia
Not in my name la RAI sarà più gestita dai partiti
Not in my name l'Italia sarà spolpata per comprare il nostro debito pubblico dalle banche francesi e tedesche
Not in my name la finanza sostituirà la politica
Not in my name la prima casa potrà essere ipotecata per tasse non pagate o soggetta all'IMU
Not in my name continuerà la cementificazione dell'Italia
Not in my name qualcuno potrà essere lasciato indietro

Roberto Giannetti 22.11.2012

via così!

Il nuovo redditometro chiama in causa 4,3 milioni di famiglie che potenzialmente evaderebbero il fisco: spese meno entrate, secondo Befera, darebbero la misura di una possibile evasione.

Beato Befera che, al calduccio del suo stipendio bello grasso e garantito, sembrerebbe non sapere che sono anni, da quando fallì la Lehman Brother’s (fino a pochi giorni prima con la piena affidabilità da Moody’s -.meditiamo gente, meditiamo -) che in Italia si tira la cinghia e chi non ha conti in Svizzera tira a campare facendosi aiutare da genitori e nonni, prosciugando anche i risparmi di tutta una vita, suoi e loro………….e però è lì che si annida l’evasione, dove si fatica anche solo per sopravvivere, è lì il disastro economico del Paese, non nella corruzione e nella totale incapacità e voracità nell'amministrare la cosa pubblica. Ma la vogliamo finire con la demagogia, che ormai è la realtà stessa a sconfessare ogni proclama di questo tipo e vogliamo snidarla per davvero l’evasione? Verifichiamo allora, con lo stesso metodo, la differenza tra ricchezza posseduta dai politici e dai funzionari pubblici da quando sono stati “inseriti nel giro” a dopo e vediamo se e come tale ricchezza è motivata dalle pur laute prebende oppure se vincite al superenalotto o pingui eredità abbiano potuto incidere…………già! Sarebbe bella una fiscalità giusta ed equa, come sarebbe bello che chi ruba una mela per fame e chi ruba milioni per avidità  avessero almeno la stessa pena, sarebbe equo e giusto, ma forse i mercati non lo tollererebbero e si impennerebbe lo spread e allora.........via così!

Giovanni Pierini 21.11.12

Allora, tutti zitti e mosca?

E’ difficile condividere una posizione come quella espressa da Grillo in soldato blu?

Ricordo un vecchio film, “uomini contro”, in cui Gian Maria Volontè, ufficiale nella prima guerra mondiale, nel mentre che stanno scalando un pendio per conquistare una collina, falcidiati senza scampo dalle mitragliatrici austriache ed incitati dagli stessi austriaci a desistere dal farsi macellare perché un soldato italiano non meritava di morire così,  si rivolge alla propria truppa, incitandola a sparare ai propri generali: il vero nemico.

I propri generali, quelli che al caldo e ben nutriti facevano fucilare a caso i propri stessi uomini con la decimazione, per stimolarli a non indietreggiare, anche durante assalti impossibili e suicidi, che altrimenti quella sarebbe stata la loro fine ……e loro, che comandavano questi martirii inutili, stavano al caldo e ben nutriti.

Ecco, a me sembra che la gente che protesta perché non riesce a trovare una fonte di reddito o l’ha perduta e non ne trova altre e chiede lavoro e futuro, debba essere ascoltata più che manganellata, soprattutto da un governo e da quelli che lo appoggiano che ci avevano promesso rigore, equità e sviluppo ed invece ci ha dato solo un pensionamento a 67 anni (solo per noi, però!) il record mondiale della tassazione  senza un’ equivalenza nei servizi  ed una disoccupazione vergognosa e preoccupante. Equità e sviluppo zero ed in più c'è anche l’atroce presa di giro che quando i politici vanno in TV dicono:- stiamo facendo sacrifici perché è necessario…………………..stiamo!? Dovrebbero dire:- state, voi state facendo sacrifici, voi state sputando sangue, invece di usare il noi con assoluta ed oscena sfrontatezza.

Beh, ecco dal blog di Grillo “soldato blu”, per farsi un'opinione personale e non mediata da nessuno:

Soldato blu -

Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? E' quello il tuo compito? Ne sei certo? Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza. Ti ho visto invece scortare al supermercato una senatrice o sfrecciare in moto affiancato ad auto blu nel traffico, a protezione di condannati in giacca e cravatta, di cosiddetti onorevoli, dei responsabili dello sfascio sociale che invece di occuparsi dello Stato si trastullano con la nuova legge elettorale per salvarsi il culo e passano le serate nei talk show. Di improbabili leader a cui non affideresti neppure la gestione di un condominio che partecipano a grotteschi confronti televisivi per le primarie. Loro "non tengono" vergogna, tu forse sì. Lo spero. Soldato blu, tu hai il dovere di proteggere i cittadini, non il Potere. Non puoi farlo a qualunque costo, non scagliando il manganello sulla testa di un ragazzino o di un padre di famiglia. Non con fumogeni ad altezza d'uomo. Chi ti paga è colui che protesta, e paga anche coloro che ti ordinano di caricarlo. Paga per tutti, animale da macello che nessuno considera e la cui protesta, ultimo atto di disobbedienza civile, scatena una repressione esagerata. Soldato blu, ci hanno messi uno contro l'altro, non lo capisci? I nostri ragazzi non hanno più alcuna speranza, dovranno emigrare o fare i polli di allevamento in un call center. Tu che hai spesso la loro età e difendi la tua posizione sotto pagata dovresti saperlo. E' una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta, mentre i responsabili stanno a guardare sorseggiando il tè, carichi di mega pensioni, prebende, gettoni di presenza, benefit. Soldato blu non ti senti preso per i fondelli a difendere l'indifendibile, a non schierarti con i cittadini? Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco. E' un italiano, un'italiana come te, è tuo fratello. è tua sorella, qualche volta, come ieri per gli operai del Sulcis, un padre che ha sputato sangue per farti studiare. Sarà un atto rivoluzionario.

Silver 14.11.12 (soldato blu, dal blog del movimento 5 stelle – che in Sicilia ha rifiutato il contributo pubblico ai partiti e si sono dimezzati lo stipendio)

E’ proprio necessario alla città un nuovo megainceneritore?

Come certo saprete si sta valutando se costruire un megainceneritore a Livorno, estremamente più grande dell’attuale, per bruciare i rifiuti di mezza toscana.

Trascurando ogni ragionamento sulle convenienze industriali in gioco, soffermiamoci un attimo sull’ incenerimento dei rifiuti: benché da impianti di nuova generazione, si producono comunque nano-polveri, diossine, furani ed altre sostanze altamente tossiche e indubbiamente cancerogene ed inoltre, essendo solo un terzo dei rifiuti totali quelli che vengono bruciati, occorrerebbe necessariamente trovare nuovi siti per nuove discariche di stoccaggio per i prodotti tossici.

Come se i rischi per la salute non bastassero però, un altro aspetto paradossale degli inceneritori è dato dal fatto che rappresentano uno spreco di risorse, incompatibile sicuramente con la raccolta differenziata,  poichè  i Comuni si impegnano a garantire al gestore un certo livello di profitti tramite un flusso di rifiuti da bruciare che non può scendere sotto un certo limite, ché  altrimenti pagano lo stesso………. con i soldi di tutti, ovviamente.

Il paradosso è  quindi che per bruciare i rifiuti occorre produrli ed averne sempre a disposizione, non essendo quindi ipotizzabile la tendenza ottimale a rifiuti zero.

Questo premesso, perché non provare a fare a meno di altri inceneritori per puntare seriamente alla raccolta differenziata? Qui da noi è attorno al 39%, mentre la normativa vigente (Legge Finanziaria 2007) prevede il raggiungimento del 60 % entro la fine del 2011 e del 65 % per la fine del 2012…………..e non è cosa di poco conto mancare  il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata, perché la normativa europea penalizza fortemente chi sgarra…….ma che importa, quando il denaro delle multe uscirà come sempre dalle nostre tasche e non da quelle degli amministratori?

In ultimo c’è ancora da dire che gli inceneritori vengono finanziati da ingenti fondi pubblici, reperiti con aumenti sulla bolletta enel e quindi, in ultima analisi, un nuovo megainceneritore è utile e conviene alla comunità? E se invece ci indirizzassimo verso una forte riduzione della produzione di rifiuti tramite il riciclo, il recupero e il riuso, difendendo così sia la salute che l’ambiente e contemporaneamente risparmiando risorse, abbandonando anche un modello di sviluppo basato sullo spreco?

Ecco, questo è quello che penso sull'utilità di un nuovo megainceneritore in città, il vero problema però è che costruire un inceneritore è molto più facile per un’amministrazione che non assumere una mentalità nuova che induca a sprecare meno, riutilizzare le materie prime, raccogliere i rifiuti differenziando, inquinare poco.......... difficile! A meno che la gente non si dia una mossa, prenda coscienza e non si opponga con fermezza, come recentemente è accaduto ad Aosta.............ma a Livorno, vista la sporcizia che c'è per le strade, siamo veramente interessati ad un ambiente migliore?

Luca Antico 10.11.12

lavoro non bombe!

In occasione della Festa della Repubblica, la Tavola della pace lancia una grande raccolta di firme per chiedere
Lavoro, non bombe!
Flavio Lotti: Il Ministero della difesa organizza le parate ma pretende di farsi pagare i servizi di protezione civile.


All'indomani delle polemiche sulla Parata militare del 2 giugno, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace commenta la decisione del Presidente della Repubblica e lancia una nuova campagna con lo slogan "Lavoro, non bombe".

"Rispettiamo la volontà del Presidente della Repubblica ma ci permettiamo di osservare che:

1. se deve essere una parata sobria è necessario che i militari rivedano il programma e riducano le spese. I dati diffusi dal Ministero della Difesa si riferiscono alla Parata programmata prima del terremoto. Ora quel programma va rivisto altrimenti è solo l'ennesima presa in giro. C'è un modo concreto per farlo: lasciare in caserma tutti i carri armati e i mezzi militari; ridurre significativamente il numero dei militari che dovranno sfilare ai quali, peraltro, è stata negata anche la diaria (come a dire che quando si deve tagliare qualche spesa si comincia sempre dalle persone);

2. nessuno sa quale sia il costo reale di questa Parata. Ufficialmente il Ministero della Difesa, che si è affrettato a dire che i soldi della Parata sono già stati quasi tutti spesi, parla di una stima che va da 2,6 a 2,9 milioni di euro. Perché si parla di stima e non di costo reale? L'anno scorso il Ministro La Russa rispondendo ad una interrogazione parlamentare aveva indicato un costo di 3 milioni di euro. In realtà la spesa nel 2011 è stata di ben 4,398 milioni. Quale sarà il costo finale di quest'anno? Perché il Parlamento non chiede il rendiconto dettagliato delle spese?

3. pochi sanno che il tema della Parata 2012 è "Le Forze Armate, al servizio del Paese". Ma se le Forze Armate sono al servizio del Paese perché pretendono di farsi pagare ogni servizio di protezione civile? E' già successo all'inizio dell'anno per l'emergenza neve quando l'esercito chiamato dai sindaci a collaborare ha risposto: "se volete il nostro aiuto dovete pagare". Questa assurda pretesa rischia di diventare la regola se verrà approvato il disegno di legge delega per la revisione dello strumento militare presentato in Parlamento dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola. La norma è contenuta nell'articolo 4. A che ci serve spendere più di 23 miliardi di euro per mantenere in vita un apparato elefantiaco di 190.000 uomini che quando devono portare soccorso alla popolazione pretendono di essere pagati?

Non serve invocare le ragioni nobili della pace per riconoscere che c'è bisogno di cambiare rotta. Ieri il terremoto ci ha dato un altro terribile scossone. E' tempo di rivedere il modo in cui spendiamo i nostri soldi. Non c'è solo la parata militare. Il problema è più vasto. E' un problema politico, culturale, economico e militare che non potrà essere risolto senza una vasta mobilitazione dei cittadini.

Per questo la Tavola della pace lancia un appello intitolato "Lavoro non bombe" "Quello che vogliamo è il lavoro, non le bombe. Il lavoro ci da la vita, le bombe ce la tolgono. Il lavoro crea sicurezza, le bombe la distruggono. Vogliamo che i nostri soldi siano spesi per creare dignità e lavoro, non per comprare altre bombe. Senza lavoro non c'è pace né giustizia. Milioni di persone in Italia non hanno un lavoro dignitoso. Milioni di persone nel mondo vivono nella miseria sotto l'incubo delle bombe. Bisogna cambiare strada. Tagliare le spese militari per liberare risorse, investire sui giovani, sul lavoro e lo stato sociale. Questo chiediamo alla politica e alle istituzioni. Per ritrovare un po' di pace, per uscire dalla crisi insieme, più liberi ed eguali."

Tutti i cittadini sono invitati a firmare la petizione sul sito www.perlapace.it oppure su www.facebook.com/LavoroNonBombe.

Mentre la crisi economica e finanziaria continua a colpire i giovani e a mettere in ginocchio tantissime famiglie, l'Italia continua a spendere decine di miliardi di euro per comprare armi, fare la guerra in Afghanistan e mantenere in vita un faraonico apparato militare. Anche quest'anno saranno più di 23 miliardi di euro. Nonostante la forte pressione suscitata dalla mobilitazione contro l'acquisto dei cacciabombardieri F35, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha presentato in Parlamento un pericoloso disegno di legge delega per la revisione delle Forze armate che comporta un chiaro aumento della spesa pubblica e della spesa militare. Conferma l'acquisto di 90 cacciabombardieri F35 (10 miliardi per l'acquisto e 30-40 miliardi per la loro gestione e manutenzione) e disegna una riforma che costerà centinaia di miliardi di euro. Contro questa assurda pretesa è necessario che i cittadini, tanti cittadini, riprendano la parola e dicano chiaro e forte: "Quello che vogliamo è il lavoro, non le bombe!"

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 30 maggio 2012

Tavola della pace
via della viola, 1
06122 Perugia
Tel. +39 075 5736890
Fax +39 075 5739337
segreteria@perlapace.it
www.perlapace.it

che schifo di Paese!

Equitalia commenta, a seguito delle proteste, anche dure, nei suoi confronti: "è inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica”, sono eventi tragici da non spettacolarizzare e per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte"………… dice Equitalia.

Ammettiamo che un’impresa abbia fatto dei lavori per un ente pubblico e che questo non paghi, si dice che lo Stato debba 70/100 miliardi alle imprese, però questa impresa deve comunque corrispondere all’inps, inail, agenzia delle entrate quanto dovuto per legge ma, se lo Stato ti paga quando vuole, come fa poi l’impresa a pagare e sull’unghia e subito quanto lo Stato pretende? Da cui cartelle esattoriali con interessi da usura e pignoramenti!

Mettiamo che uno perda il lavoro, come fa a pagare IMU e l’ imposta sui rifiuti ed il canone TV etc.etc.etc…….da cui cartelle esattoriali con interessi da usura e pignoramenti!

Mettiamo anche che una persona possa trovarsi in un momento di difficoltà e non riesca a far fronte ai propri impegni verso l’erario e quindi salti un’imposta, una tassa, un canone e chi più ne ha più ne metta, è chiaro che finchè non trova una fonte di reddito ulteriore oppure proprio una nuova fonte di reddito non può pagare e lo Stato che fa, aspetta che possa pagare o ancora meglio trova il modo di sostenerlo per fargli superare il momento nero? No, Cartelle esattoriali con interessi da usura e pignoramenti!

Beh, diciamo allora che l’esattore che ti mette sul lastrico è soltanto un esecutore di ordini, sicuramente non simpatico come non potrebbe esserlo chi ti intima con la ragione della forza di fare quello che non sei proprio in grado di fare per la tua momentanea o definitiva debolezza economica, però la responsabilità per chi si da fuoco o si impicca o si spara perché non riesce a sopportare il fatto di dover finire in mezzo ad una strada, spesso senza alcuna cattiva volontà ma semplicemente perché senza alternative, questa responsabilità dicevo, chi se la deve prendere? Equitalia no perché sono solo esecutori, lo Stato no perché rappresenta l’interesse di tutti, chi fa le leggi neppure perché dopotutto sono cose che interessano il popolo e loro “non sono popolo” ……chi allora, chi è responsabile per tutto questo dolore, per tutto questo sangue versato per disperazione?  

Che schifo però un Paese che prende quando hai e ti lascia crepare quando non hai, proprio uno schifo di Paese.

Luca Trovato 11.05.2012

non vi sembra si sia oltrepassato il limite del tollerabile?

Un tempo esisteva la selezione naturale per cui sopravvivevano i più adatti e/o i più forti……..oggi vale la stessa regola ma in funzione del reddito e chi ha dei problemi economici li avrà anche a prevenire le malattie e quindi, sotto sotto, se non fa prevenzione non sottoponendosi ad accertamenti diagnostici perchè non se lo può permettere e malauguratamente muore per questo, meglio……………meno debito pubblico!! Questo in sintesi è il discorso della cancellazione della norma che esentava dal ticket sulle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio chi guadagna meno di 8.263 euro e quindi anche i disoccupati ed i familiari a carico.

Ma vi sembra possibile che in Italia, oltre alla cancellazione dei diritti dei lavoratori si sia arrivati anche a cancellare il diritto alla salute? E poi cosa, in nome dello spread, la vendita obbligatoria degli organi dei giovani sani delle classi più povere in favore di coloro che appartengono, spesso senza neppure merito, alle classi più agiate o fors’anche la reintroduzione per legge della schiavitù?!  

Antonella  19.04.2012

Antipolitica o pura e semplice constatazione di fatti e comune modo di sentire della stragrande maggioranza degli italiani?

Letta, ve la inoltro cosi come è perché la condivido e mi sembra esprima pienamente i pensieri di tutti coloro che non ne possono più di stringere la cinghia quando la corruzione che emerge tutti i giorni  ci permette di identificare perfettamente coloro che si sono arricchiti sulla nostra pelle, chiedendo a noi lacrime e sangue e riservando a loro stessi un paradiso in terra.

Giampaolo Antonello 18.04.2012

Da: nessuno uscirà di qui - http://www.beppegrillo.it

Ehi! Non pensate di cavarvela così. Con qualche comparsata televisiva e un Rigor Montis radiocomandato, mantenendovi a distanza di sicurezza dai cittadini sparando frasi fatte sull'antipolitica. Lo so che confidate nella memoria breve degli italiani. Vi volete ripresentare, riverginati dai media, alle elezioni 2013. Avete il terrore di perdere il controllo delle operazioni. Sapete bene cosa vuol dire non disporre più di giornali e televisioni infarciti di servi e senza le forze dell'Ordine ai vostri comandi. Vuol dire essere messi sotto processo dalla Nazione che avete distrutto.
Nessuno uscirà di qui, parafrasando Jim Morrison, senza un pubblico dibattimento. Senza una pena esemplare. L'Italia ha un debito spaventoso creato dalla corruzione, dalla dilapidazione di soldi pubblici in Grandi Opere Inutili, dalla contiguità omertosa con le mafie che fatturano 130 miliardi all'anno e anche dell'evasione, naturalmente, ma i grandi evasori protetti dallo Scudo Fiscale sono stati premiati con il 5% di tassazione, mentre ai pensionati e ai disoccupati per qualche centinaia di euro viene pignorata la casa.
Io vi accuso di aver sottratto il futuro a due generazioni, vi accuso di collusione con le mafie, di furto ai danni dello Stato con i finanziamenti pubblici ai partiti aboliti da un referendum. Vi accuso di aver dichiarato guerra alla Libia rinnegando la Costituzione. Vi accuso di occupare senza alcuna ragione l'Afghanistan, di dilapidare miliardi di euro in cacciabombardieri mentre gli operai muoiono per mancanza di controlli e di sicurezza nei cantieri e gli imprenditori si suicidano perché non riescono a pagare le rate a Equitalia. Vi accuso di aver cancellato l'innovazione, la ricerca, di aver trasformato le nostre migliori scuole in diplomifici inutili. Vi accuso di aver nascosto la verità mentre sperperavate mille miliardi di euro in dodici anni finiti nell'attuale voragine del debito pubblico. Vi accuso di aver condannato un popolo alla miseria per decenni per onorare 100 miliardi di euro di interessi annui sui titoli di Stato, soldi sottratti alle spese sociali, ai diritti primari di ogni cittadino. Vi accuso di aver rinnegato la Costituzione ogni volta che vi è stato possibile. Vi accuso di aver occupato ogni spazio della società con la vostra voracità, le vostre mandibole, le vostre tangenti. Insaziabili come una metastasi. Vi accuso di essere dei mentecatti, dei dilettanti, dei signor nessuno che hanno vinto il biglietto della lotteria in Parlamento, gente che solo un anno fa negava la crisi. La carica pubblica per voi è l'unica risorsa possibile. Fareste qualunque cosa, come avete già fatto in passato durante l'oscura Storia della Repubblica, per non perderla.
Vi do un consiglio. Cercatevi un avvocato, magari Ghedini, che mi sembra abbastanza libero in questo momento. Forse vi verranno concesse le attenuanti e vi saranno inflitti solo il sequestro dei beni accumulati durante la vostra carriera politica e l'assegnazione ai lavori socialmente utili. Cosa farete in futuro lo deciderà una giuria di cittadini incensurati estratti a sorte. In fondo gli italiani sono brava gente. Non preoccupatevi troppo quando vi sarà sequestrato il passaporto.

profeti contemporanei

Almeno Monti si muove, va, discute, contratta, presenta, è credibile insomma, bene o male sta lavorando e, per un politico italiano non è poco, soprattutto se non gli comprano casa o gli ristrutturano la villa a sua insaputa, però……………..però, quali sono state le linee guida della sua azione di governo?

Sicuramente aiutare le banche, sia non facendo pagare l’IMU alle fondazioni, sia con l’obbligo per i pensionati di avere un conto corrente, sia rimettendo la commissione sugli affidamenti che era stata prima tolta e dopo rimessa e poi? Sono stati tagliati i costi dell’apparato statale, le spese militari, le Province, i vitalizi vari e gli stipendi di politici e degli alti burocrati, il finanziamenti all’editoria o ai partiti? Sono stati ridotti gli sprechi, si è iniziato a vendere il patrimonio immobiliare statale? Certo che no: come fa chi è dentro il sistema a riformare il sistema?

Ed ecco allora la solita e vetusta politica di tassare tutto, tutti  e di più, oltretutto  in modo iniquo, perché gli aumenti dell'elettricità, della benzina e dei generi di consumo, l'IMU e l'aumento dell'IVA, vanno a gravare come macigni insostenibili sulla massa dei pensionati, dei lavoratori, dei disoccupati e dei precari ma non sulle spalle di quei 10 soggetti patrimoniali (difficili da trovare, secondo i politici, ma ben individuati invece dallo studio di Bankitalia) detentori di una ricchezza pari a quella di 3.000.000 di italiani. Non intendo demonizzare la ricchezza ma avrei almeno sperato in quella equità tanto sbandierata dal governo Monti e che per adesso non si è vista, come la fase due della crescita del resto.

E intanto le piccole e medie imprese stanno fallendo perché la gente ha meno denaro in tasca, consuma come 15 anni orsono ma in un contesto in cui tutti i costi sono lievitati……….in altre parole: non si consuma e conseguentemente non si produce e le ditte prima  licenziano e dopo chiudono e la massa di disoccupati che ovviamente si crea non sostiene più né il gettito iva nè irpef o qualsiasi tipo di tassazione vecchia e nuova……………ed i conti dello stato non tornano più, mentre intanto la macchina produttiva del Paese si deteriora fino ad arrestarsi.

Non occorre essere tecnici strapagati per fare un’analisi simile della “situazione Italia” …………….ma intanto la povertà diventa disperazione, senza neppure ottenere in cambio una riduzione dello spread, perché “i mercati”, che gli indici di macroeconomia di un Paese li leggono ed interpretano, chiederanno sempre maggiori interessi per finanziarci il debito e noi saremo da capo a cercare nuovi soldi che però ulteriori tassazioni non troveranno più perché non ci saranno.

Ed allora? Vuoi vedere che gente come Lusi o Belsito, i famigerati tesorieri di questi giorni, lo avevano previsto da tempo e per questo accantonavano per i tempi di sciagura?

Due profeti, a nostra insaputa, peccato che lo facessero coi soldi nostri, usciti dalle nostre tasche.

Giovanni Di Donato 06.04.2012

La Livornina d’oro alla “meglio gioventù”.

Sono orgoglioso di aver conosciuto e di aver collaborato in questi anni, con la “meglio gioventù livornese”, nonostante idee politiche diverse, ho collaborato come persona della sinistra, per aiutarli nel difficile percorso di cambiare lo stato di cose presenti. Queste ragazze e questi ragazzi hanno in questi anni, a viso aperto, pacificamente, e generosamente,  con fatti concreti, aperto e recuperato spazi pubblici dismessi, chiedendo alle istituzioni il loro uso pubblico, per la difesa del BENI COMUNI e contro la logica liberista del mercato.

Ragazze e ragazzi che ogni giorno combattano alla ricerca di un lavoro sempre precario, che si fanno famiglia, con tutte le preoccupazioni di ogni genitore. Sanno che solo lottando contro le ingiustizie si può costruire un mondo migliore. Solo per aver sostenuto sempre e comunque le famiglie sfrattate sono ancora criminalizzati.

A questi ragazzi la città dovrebbe dare la Livornina d’oro, non la gogna mediatica. Indagare questi ragazzi, (dalle foto dei giornali la maggioranza dei partecipanti all’infelice sortita in Via Roma sono tutte famiglie sfollate per morosità incolpevole) come mandanti mi sembra paradossale, semmai l’hanno condivisa, e spero che il gruppo dirigente a tutti livelli ci metta una grossa pietra sopra.

Posso comprendere le preoccupazioni del Sindaco per la sua famiglia, spiacevoli vicende che hanno interessato più di una volta anche Gianfranco Lamberti durante il suo lunghissimo mandato come Sindaco, che oltre a cambiare stanza da letto ha sempre sdrammatizzato e tenuto toni bassi.

Forse questa vicenda può ancora essere usata positivamente, visto l’eco che ha raccolto: le forze politiche che governano il paese e la città devono dare una risposta, alla grave crisi economica che sta causando oltre alla perdita del lavoro la perdita dell’abitazione, (1000 famiglie livornesi l’esecuzione dello sfratto senza soluzione da casa a casa).

Ho letto che il Segretario De Filicaia ha dei progetti per uscire dall’emergenza, ci auguriamo che escano dalle stanze del PD e conosciute dalla città.

Nei fatti registriamo l’inefficacia della maggioranza che governa la città in questi ultimi 3 anni nonostante i segni evidenti della crisi PERDI IL LAVORO PERDI LA CASA: 2009 tutto l’anno senza assessore alla casa nessun piano d’emergenza: 2010 ignorate precise proposte concrete e immediatamente realizzabili con spesa pubblica minima (uso di alcune delle strutture Asl dismesse) due consigli comunali aperti inefficaci, nessun progetto presentato alla Regione, 2011 idem unica novità i lavori all’ex Caserma Lamarmora che dovevano essere consegnate alla fine anno, respinta ennesima proposta di utilizzare momentaneamente l’ex Caserma della POLFER alla Stazione FS, respinta la proposta di far arrivare con la protezione civile le Casette di legno tipo olandese al costo di 1750 euro per creare nuovi alloggi di soccorso in luogo sicuro e vigilato, risultato troviamo con decine di famiglie sfollate, in parte assistite e accolte nell’ex caserma Del Fante occupata, altre riparate in baracche di fortuna o in auto. (circa 80 sfratti con forza pubblica previsti fino alla fine di marzo). Insomma a parole tanti impegni ma nessuna azione pratica.

Spero che finita la legittima fase della critica, abbiano qualcosa da dire alle famiglie sfollate e ormai da mesi senza casa, e a quelle che usciranno nelle prossime settimane.

Prc - Circolo Centro

Paolo Gangemi 29.02.2012

Portafoglio che vai, giustizia che trovi

Si appropria di una barretta di cioccolato in un supermercato ad Arezzo e  viene condannato a due anni per rapina. Questo è capitato ad un romeno incensurato nel dicembre 2011 e per lui, “vero pericolo pubblico” è stato carcere subito.

Oggi, febbraio 2012, una persona, accusata di aver corrotto un avvocato perché testimoniasse il falso in due processi , allo scopo di ricavare una sentenza favorevole ( “corruzione in atti giudiziari, si chiama questo reato ed è punibile fino ad otto anni di carcere) non è stata dichiarata né colpevole né innocente……..perchè il reato è stato prescritto e quindi si è estinto, rendendo la persona stessa non più perseguibile. Portafoglio che vai, giustizia che trovi? Che tristezza e che squallore però!  

Luigi Giannetti 25.02.2012

Monti o non Monti

Il 25% delle famiglie italiane è a rischio povertà e cioè non riesce più a pagare l'affitto o il mutuo, almeno coloro che erano più ben messi, oppure non usa il riscaldamento o anche si rassegna a non pagare più le bollette del gas e della luce, che tanto il denaro non c’è, con ovvie conseguenze. Per mangiare, sempre di più ci si rivolge alla Caritas e si vive una precarietà esistenziale assoluta, indegna di un Paese che voglia dirsi civile. La disoccupazione poi, al sud ma sempre più spesso al centro ed anche al nord, obbliga i giovani ad emigrare per tentare la sorte da altre parti, esattamente come  gli extracomunitari quando vengono da noi, vittime di ormai antiche illusioni. Quello che tuttavia mi pare grave è che ci stiamo abituando a questo stato di cose come se fosse normale e non ci riguardasse, come se fosse una specie di malattia rara che colpisce sempre gli altri e che si possa esorcizzare semplicemente con un: a me non potrà mai capitare!  

Stiamo diventando un popolo di pezzenti e la cosa non sembra preoccuparci, finchè……………finchè non tocca anche a noi o a chi ci è vicino di perdere il lavoro e spesso, venendo a mancare la fonte del reddito, con questo, anche il tetto sulla testa. Per i pensionati poi, che sembrerebbero in una botte di ferro, c’è da dire che se oggi manca il lavoro ai giovani, come verranno pagate le pensioni domani?

Il 25% della popolazione, a pensarci bene, è un’enormità: si tratta di quindici milioni di persone. Vogliamo arrivare ad una società divisa in solo due classi, quella che mangia e quella che non mangia? Il fatto è che il governo del ministro Tremonti, quello che i conti erano a posto, si è defilato, pure continuando però a percepire un lauto stipendio per ciò che evidentemente non ha fatto, ed il nuovo governo anti spred ci ha regalato si la riduzione di uno spred molto speculativo, ma come? Con l’allungamento della vita lavorativa (che darebbe più lavoro ai giovani!!) ed il taglio delle pensioni di anzianità (che tanto, ai supergarantiti di Roma, che importa di chi resterà senza lavoro né pensione?). C’è altro? Si, tantissime tasse che stanno finendo di strozzare la nostra economia e più taxi, forse, più farmacie, forse, e 500 notai. Già! Del resto, mi spiegate come potrebbe un politico milionario o un tecnico supergarantito calarsi nei panni di chi deve tirare avanti senza né sogni né denaro e legiferare preoccupandosene? E difatti, si è pensato velocissimamente alla fase 1, quella delle tasse ed adesso che le banche sono a posto, ricevendo prestiti dalla B.C.E all’1% di interesse e prestandolo a noi al 15%, bontà loro!, adesso che la speculazione si è spostata verso altri lidi, dopo averci spolpato, solo ora e con calma, si va a pensare alla fase 2, quella della crescita……….come però non ci è dato ancora di sapere, visto che da settimane si sta cazzeggiando sull’art.18, eliminato il quale si favorirebbero (di nuovo!) le assunzioni dei giovani, come si è detto per l’allungamento della vita lavorativa!

E intanto tutto il sistema produttivo, dal commercio all’ artigianato, dalla piccola industria all’agricoltura ed alla pesca, per citare solo alcuni settori in emergenza, sta andando in malora ed il tasso di disoccupazione, quello vero e non quello aggiustato dai contratti a termine, aumenta.

Che resterà alla fine di tutto questo “lavorio tecnico” di manovre non eque dove chi ha già tanto continua ad avere tanto, con la prospettiva di continuare ad avere sempre di più e dove chi aveva invece poco finirà per non avere nulla? Di sicuro resteranno i 15 milioni di disperati a cui non si è pensato…………..e se dovessero perdere la pazienza? Se, consapevoli di non aver nulla da perdere ce li ritrovassimo tutti in piazza? Ve la immaginate una folla di 15 milioni di disperati, stufa di dover rinunciare ai propri sogni, che scende in piazza compatta contro le disuguaglianze sociali a rivendicare il diritto ad un’esistenza nè precaria nè arrangiata? Ve la immaginate l’ira degli ultimi che esplode improvvisamente e tutta insieme? Meglio di no che alla fine ci rimetterebbero tutti………..tutti meno quel 10% che detiene il 50% della ricchezza nazionale ovviamente, coloro per i quali Monti o non Monti “la bella vita” non cambia e tutto rimane sempre come prima, meglio di prima.

Lino Bencivenga 22.02.2012

che ci frega, abbiamo quelle blu!

Si parla di "liberalizzazioni". ……………….. Tassisti, notai, farmacisti?

E se liberalizzassimo invece e per prima cosa i parlamentari, trasformandoli in precari a progetto e pagati a risultato, con possibilità di licenziamento? Se non altro, invece di andare in vacanza alle Maldive, finalmente capirebbero, perché vissuti in prima persona, i problemi del Paese, i problemi cioè di tutti coloro che non riescono a costruirsi un futuro e si darebbero da fare concretamente, invece di pontificare nei vari talk show che Monti non funziona, quando loro stessi, non avendo idee per non naufragare alla Schettino, hanno consentito che governasse l’Italia al posto loro………comunque da noi e lautamente, stipendiati lo ugualmente.

E invece? Di riduzione degli stipendi e di abolizione dei vitalizi non se ne sente più parlare e neppure si può mandare a casa uno Scilipoti o un Razzi, del resto neppure scelti. In sintesi, mi sembra proprio colga perfettamente la questione una vignetta satirica, circolata in questi giorni, in cui un politico, all’annuncio che era in corso uno sciopero delle auto bianche (i taxi), rispondeva:- e che ci frega, abbiamo quelle blu! A noi i sacrifici……………e a loro, perchè a loro no?  Silvio Pomelato 21.01.2012

F-35: Di Paola tenta il colpo di mano

Ormai è chiaro. I militari che oggi sono direttamente al governo non solo nella Corea del Nord, in Egitto, in Birmania,... ma anche in Italia non vogliono discussioni. Sono arrabbiati perché non hanno in bilancio tutti i soldi che vorrebbero e non riescono a sopportare che ci sia qualcuno diverso da loro che decida come debbano essere spesi. Per questo, ieri mattina, in Commissione Difesa, hanno invitato i senatori ad occuparsi d'altro fino a che lo Stato Maggiore della Difesa non avrà elaborato la sua proposta. Come a dire: ridefinire il modello di difesa è compito nostro. A voi spetterà solo di dire si o no.

Del resto lo aveva già detto chiaro e tondo domenica scorsa su Rai 3 il nostro Ammiraglio-Ministrotecnico Giampaolo Di Paola: "Stiamo conducendo la revisione di tutti i programmi incluso l'F-35, ma non solo l'F-35. Fra due, tre settimane avrò degli elementi più pertinenti che mi vengono anche dalla parte tecnica che mi permetteranno di proporre innanzitutto prima agli organi competenti, quindi al Governo e alla Presidenza della Repubblica quando ci sarà il Consiglio Supremo di Difesa che sono gli organi competenti ad ascoltare prima da me quelle che sono le mie valutazioni e proposte. Ci sono delle istituzioni che vanno rispettate e io in questo quadro mi muovo."

Tra le istituzioni da rispettare l'Ammiraglio-Ministrotecnico Di Paola si è dimenticato non a caso il Parlamento. E di seguito: gli italiani.

Il Segretario alla Difesa americano Leon Panetta presenterà il 26 gennaio i primi dettagli del bilancio della difesa 2013. Il bilancio completo del Pentagono sarà presentato il 6 febbraio. Conosceremo le decisioni di Obama anche sugli F-35.

L'8 febbraio si riunisce a Roma il Consiglio supremo di Difesa dove Di Paola intende ottenere il via libera per il programma F-35.

E' bene che il Parlamento e il Paese si facciano sentire. Chi tace acconsente?

PS. Ringraziamo tutti i parlamentari che si stanno dando da fare. Non sono ancora molti ma cresceranno.

Flavio Lotti 19.01.12

indignazione e coraggio, figli della speranza

Cari amici,

pensando agli auguri che vorrei fare personalmente a ciascuno di voi, mi è tornata in mente questa famosissima citazione di sant'Agostino (354-430).
La speranza ha due figli preziosi: si chiamano indignazione e coraggio. L'indignazione per come vanno le cose e il coraggio per cambiarle.
Vale la pena di rileggerla, in silenzio e ad alta voce, da soli e insieme. Ci aiuterà a costruire una realtà nuova e ad aprire porte anche dove non ci sono.

Auguri a tutte le donne e gli uomini di buona volontà

Buon Natale! Buon Anno!

Flavio Lotti - 22 dicembre 2011

Ancora sacrifici..........ma non per tutti e non equi !

Una poesia che riteniamo di estrema attualità e che è difficile ci lasci indifferenti, perché cambiano i governi ma la musica non cambia mai: vengono chiesti sacrifici ed ancora sacrifici ed altri sacrifici……………….ma sempre agli stessi però, a coloro che già di sacrifici ne hanno fatti fino allo sfinimento e mai a quelli che invece la crisi non tocca e che anzi è proprio con la crisi che si arricchiscono sempre di più. Bene così? Agireverde

MALEDETTI!
Io lavoratore a mille euro al mese vi maledico!
Io lavoratore in nero, vi maledico!
Io disoccupato, vi maledico!
Io sottopagato, vi maledico!
Io senza sicurezza sul lavoro, vi maledico!
Io senza futuro, vi maledico!
Io che non posso sfamare la mia famiglia, vi maledico!
Io che non posso formarmi una famiglia, vi maledico!
Io costretto a 40 anni a farmi sfamare da mio padre, vi maledico!
Io suo padre che devo sfamarlo con 800 euro di pensione, vi maledico!
Io che ho lavorato un intera vita per una pensione da fame, vi maledico!
Io che mi sono ammalato respirando amianto, vi maledico!
Io che mi sono storpiato cadendo da un impalcatura, vi maledico!
Io che ho dovuto emigrare, vi maledico!
Io costretto a bestemmiare, vi maledico!
Io costretto a desiderare di fulminarvi, vi maledico!
Io costretto a veder piangere mio figlio per un giocattolo, vi maledico!
Io, a nome di tutti i lavoratori e pensionali italiani VI MALEDICO!

Maria Pia Caporuscio Roma 02.12.2011

Malainformazione.

In Francia, per raggiungere il pareggio di bilancio (entro il 2016, mentre a noi è stato imposto entro il  2013), tra altre manovre tra cui il congelamento degli stipendi dei ministri, l’età pensionabile è stata portata a 62 anni nel 2017, dai 60 attuali……………….perchè da noi invece la si vuole far corrispondere ai 67, col pretesto che l’Europa lo vuole? Da noi si e dalla Francia, no? Quello che comunque mi è incomprensibile, se non pensando ad una malafede manifesta, è che in tutte le televisioni dove si è trattato il tema pensioni si è sempre portato ad esempio l’età pensionabile nei Paesi scandinavi o in Germania, dove è superiore alla nostra attuale, e non della Francia, dove è invece inferiore……………. Perché l’informazione da noi deve sempre essere di comodo e mai ampia ed esauriente e soprattutto corretta? Federico Rossi 08.11.2011

La Giornata per la pace e la giustizia nel mondo che oggi si celebra ad Assisi deve essere occasione di riflessione per tutti, credenti e non credenti, persone e istituzioni, forze politiche e associazioni. Ad un mese dalla Marcia Perugia-Assisi, che ha visto la partecipazione straordinaria di oltre duecentomila persone, essa ripropone un obiettivo e un metodo. L'obiettivo è la pace e la giustizia, il metodo è quello del cammino, dell'incontro e del dialogo.

Innanzitutto l'obiettivo. Viviamo in un tempo in cui pace e giustizia sono state cancellate dall'agenda della politica e dei governi. Chi si pone ancora oggi questi obiettivi? Chi definisce il suo programma politico in base a questi obiettivi? Quali agende politiche gli danno il rilievo che meritano? In un mondo dominato dal pragmatismo e dall'utilitarismo o, se si preferisce, dal pragmatismo utilitario, gli obiettivi della pace e della giustizia vengono tutt'al più considerati come grandi ideali irraggiungibili e quindi non perseguibili. Non è un caso se chi opera o manifesta per la pace e la giustizia viene a buon cuore definito "idealista", ovvero uno che insegue dei sogni e non vuole fare i conti con la realtà. Quegli obiettivi che i nostri padri avevano accuratamente iscritto nella Costituzione e nelle carte fondamentali dell'umanità e che dovrebbero essere considerati da tutti patrimonio comune, oggi sono dimenticati o confinati nel campo astratto e ovattato dei "valori", un campo dove le parole vengono manipolate e straziate per poi essere strumentalizzate come e quando viene utile. Ad occupare la scena oggi restano solo i contrari: guerra, guerra civile, guerra "umanitaria", guerra infinita, uccisioni, repressione, violenza, torture, terrorismo, violazione dei diritti umani, fame, miseria, sfruttamento, abbandono, neocolonialismo, migrazioni, ingiustizie, razzismo, discriminazioni,... E i contrari descrivono una realtà sempre più drammatica e caotica con la quale è impossibile non fare i conti. I leader religiosi che oggi s'incontrano ad Assisi nel nome della pace e della giustizia sanno di dover fare la loro parte per mettere fine alle guerre di religione e per far sì che tutte le religioni e tutti i credenti possano divenire realmente strumenti di pace. E' tempo che anche i leader politici facciano altrettanto. Rimettere la pace e la giustizia al centro del proprio programma politico vuol dire proporre una nuova cultura e una nuova agenda politica. Una cultura alternativa a quelle responsabili dei tanti disastri e delle tante crisi dei nostri giorni e un'agenda che risponda finalmente ai bisogni vitali e ai diritti di ogni persona. Nei programmi dei partiti e dei governi ciascun diritto umano deve costituire il capoverso di un capitolo articolato concretamente in politiche pubbliche e misure positive, a livello locale come in quello nazionale e internazionale.

L'incontro di Assisi non indica solo un obiettivo, ma anche un metodo che ci può aiutare anche ad affrontare il tempo difficile che stiamo vivendo: quello del cammino, dell'incontro e del dialogo. Il cammino verso Assisi è una metafora del cammino che dobbiamo fare per conquistarci un po' più di pace e di giustizia. Chi pensa di salvarsi rinchiudendosi nelle proprie case, nei propri circoli e nelle proprie certezze, chi pensa di alzare muri sempre più alti anziché abbatterli, chi non si predispone alla ricerca di nuove strade e a un cambiamento di prospettiva finirà per diventare, se non lo è già diventato, parte del problema. Vale per ciascuno di noi, vale per le religioni e vale per la politica che resta chiusa nelle sue pratiche e nei suoi palazzi, sempre più impotente e sempre meno credibile. L'incontro di Assisi ha anche un altro valore simbolico e metodologico molto importante: quello dell'incontro tra diversi. Andare ad Assisi oggi vuol dire accettare la sfida dell'incontro tra diversi. Diverse le religioni, le culture, le identità, le fedi, le preghiere e i modi di pregare. In un tempo segnato dalla lotta di tutti contro tutti, dalla frammentazione sociale e politica, dall'esplosione degli egoismi e dei "nazionalismi", dalla nascita di nuove patrie, l'incontro di Assisi serve a contrastare l'idea che gente diversa non possa vivere insieme. Se vogliamo vivere in pace non abbiamo alternative: dobbiamo imparare a convivere tra diversi, nelle nostre città, nelle nostre associazioni, in politica come nelle istituzioni. Per gestire questa sfida, al centro della Giornata di Assisi è stato scelto, ancora una volta come un quarto di secolo fa, il metodo del dialogo. Dialogo è una parola facile ma una pratica difficile. Perché sia autentico servono una cultura e un linguaggio appropriati, disponibilità ad abbattere muri e divisioni anche feroci, e soprattutto tanta umiltà, mitezza, rispetto, disponibilità all'ascolto e alla comprensione. A questo dobbiamo educarci tutti, politica inclusa.

Flavio Lotti

Coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 27 ottobre 2011

Informazione?

COMUNICATO STAMPA

Movimento NO TAV

Oggi il Movimento NO TAV e Alberto Perino sono stati fatti oggetto di attacco mediatico ingiustificato e vergognoso a causa dell’intervista a Perino pubblicata sul quotidiano "LA STAMPA" di Torino in edicola oggi 18 ottobre a firma di Niccolò Zancan a pag.7.

L’intervista era stata videoregistrata e con notevoli tagli era stata pubblicata sul sito on line del quotidiano al’indirizzo http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/88572/ .

Al minuto 9’02’’ del già menzionato video, si odono chiaramente le voci dell’intervistatore sig. Zancan e di Alberto Perino sostenere il seguente scambio di domande e risposta:

Zancan: …resta la domanda, se domenica succede qualcosa di brutto e brutto intendo dire che la gente si fa male, o voi o i poliziotti…

Perino:  no allora lì è diverso, noi siamo convinti che domenica succede qualcosa di brutto, i poliziotti faranno delle azioni incredibili per non lasciarci neanche avvicinare alle reti…

Zancan: E quindi?

Perino: E quindi le prenderemo come abbiamo sempre fatto.

Tale scambio è stato così riportato:

Zancan: E se domenica qualcuno si farà male veramente?

Perino: Noi siamo convinti che succederà qualcosa di brutto. Perché i poliziotti faranno delle azioni incredibili pur di non lasciarci nemmeno avvicinare alle reti del cantiere…

Zancan: E voi?

Perino: Prenderemo il cantiere.

La gravità della manipolazione compiuta, e la mutazione totale della frase pubblicata in forma scritta rispetto a quella pronunciata a video (peraltro non giustificabile da alcuna diversa alternativa interpretazione, posta la chiarezza dell’audio e del video) ha fatto si che si scatenasse un attacco non solo mediatico nei confronti del Movimento NO TAV e di Alberto Perino citato con nome e cognome addirittura dal ministro Maroni nella sua audizione al Senato.

In allegato copia della lettera inviata dall’avvocato Bertone al giornalista Zancan con la quale si contesta la manipolazione.

Movimento NOTAV, 18 ottobre 2011

Per l'Ufficio Stampa del Coordinamento dei Comitati NO TAV - 19.10.11

"Vertici di polizia" incapaci........o cosa?

Sono sicuramente d’accordo con Giovanni, sui tumulti di Roma, sul fatto che la violenza idiota e gratuita delle tute nere, più simili ad ultras della peggiore specie che a guerriglieri latori di una qualsiasi ideologia, sicuramente ha messo a tacere il disagio del vivere quotidiano e la protesta di migliaia e migliaia di persone. Sarebbe stato un’efficacissimo spot in cui chi oggi sta male, per una politica del lavoro assente, avrebbe potuto dire la sua di fronte alle TV nazionali e mondiali…………….ed invece così non è non è stato, tutto oscurato da una banda organizzata di mentecatti violenti che spaccavano, incendiavano e se ne fregavano dei motivi per cui la gente era scesa in piazza.

Legge Reale bis o comunque leggi più repressive di quelle che attualmente tutelano l’ordine pubblico? E invece una maggiore efficienza investigativa da parte delle forze dell’ordine, no?

Ditemi voi se è possibile che nei cortei e nelle manifestazioni, quando si ha sentore di tumulti, non si riesca mai ad infiltrare agenti in borghese che, se proprio non vogliono intervenire quando qualcuno incendia le auto, lo segua comunque dopo, in silenzio, andando ad identificare lui ed i suoi contatti, in loco e nel territorio di provenienza, semplicemente facendo come chiunque di noi fa, quando segue una fila di formiche, per individuarne il nido. E si che ormai, come agiscono “queste teste calde e vuote” di tutti neri, è noto da anni ma allora, se malgrado questo ogni volta siamo da capo, si tratta di malafede da parte dei vertici della pubblica sicurezza, che sanno ma non fanno, oppure, il che è forse peggio, è colpevole pasticcioneria ed incapacità conclamata nella tutela dell'ordine pubblico?

 Antonino Cardamone 18.10.11

i fatti di Roma, imprevedibili ed inevitabili?

Se non altro, questa volta, non si sono demonizzati i movimenti e non si è accumunato disoccupati e precari di ogni tipo, casalinghe e pensionati, studenti ed operai, alla consapevole violenza di un centinaio di delinquenti vestiti di nero. Se non altro, questa volta, non si è riusciti ad accostare una folla oceanica e festante che esprimeva liberamente un disagio e una critica all'attuale assetto dell'economia mondiale (ma la testimonianza delle telecamere parlava chiaro, mostrando i manifestanti che respingevano e tentavano di fermare le tute nere) a chi era venuto apposta per sfasciare tutto………..però, però………..mi spiegate come è possibile che su un percorso prestabilito e ben definito, non siano stati schierati moltissimi agenti in borghese, pronti a saltare addosso ai delinquenti che erano in azione ed erano ben evidenziati dalle telecamere in tempo reale, chiamando magari opportuni e rapidi rinforzi , per bloccarli a monte ed a valle? Eppure si sapeva bene che ci sarebbero stati disordini!

Le questioni quindi, secondo me, sono due:

1) consapevolmente si è lasciato la folla inerme in bàlia di delinquenti armati, che tanto chi se ne frega e magari si vanno a perquisire i centri sociali e tutti i possibile anfratti della protesta dichiarata e dura, per far vedere che si vigila sulla sicurezza……….ma dopo, sempre dopo!

2) Ringraziando in ogni caso la polizia che ha eseguito gli ordini ricevuti senza perdere mai la testa, chi “comanda in alto” è evidentemente uno sprovveduto, perché se non si riesce ad intervenire su gruppi di delinquenti, anche se, come poi si è evidenziato, coordinati ed organizzati, malgrado li si vedesse in azione in tempo reale, vuol dire che si è degli incapaci assoluti nel mantenere l’ordine pubblico…………… ma allora, perchè nessuno di  “questi alti papaveri” viene mai rimosso dai loro incarichi, per incompetenza assoluta?

In ogni caso una cosa è certa: della giornata di sabato 15 ottobre, una giornata di protesta mondiale, delle ragioni della protesta e della discesa in piazza di tanta gente non si è parlato. ……………e se fosse stato questo, quello che voleva ottenere chi ha dato il via e/o lasciato campo libero alle tute nere?

Giovanni Ceravolo 17.10.11

Ed in Italia, il problema sono le intercettazioni telefoniche!

In Italia sopravvivono gli uomini dimenticati. Quelli che si trovano in una zona grigia, come i loro capelli. Tra i 50 e i 60 anni e qualcuno di più, senza pensione, senza lavoro, senza la speranza di un'occupazione (troppo vecchi...). Il loro futuro è svanito, i soldi che hanno versato di tasse e di contributi previdenziali per decenni se li è fottuti lo Stato.
"Mai,dico mai, quando si parla di previdenza si accenna a chi sotto la sessantina ha perso il posto e non ha sussidi.Questi ex lavoratori sono dimenticati da tutti....devono aspettare le famose quote per andare in pensione ma nel frattempo HANNO REDDITO ZERO!Dopo 35 ,36 anni di contributi (sequestrati dallo stato) sono nella condizione economica di "miseria", ma siccome non sono piu' lavoratori,non sono pensionati......ne sindacati ne partiti si interessano do loro!Ricordatelo ogni tanto......non servira' a nulla,ma almeno che si sappia che in Italia c'e' chi ha lavorato una vita ed e' DIMENTICATO DA TUTTI!!!ED E'A REDDITO ZERO! Grazie." Giuseppe Desantis 30.09.11

Come darvi torto?

Secondo me ha perfettamente ragione Gianluca: con ministri della Repubblica che, siccome l’Italia va male, prospettano un referendum per la secessione di un entità territoriale che oltretutto neppure esiste ed con un presidente del consiglio che considera il Paese, che pure governa, un Paese di merda, la crisi, morale ed economica che stiamo attraversando, difficilmente potrà risolversi. Ultima uscita del nostro Premier, da riderci sopra se non fosse un dramma, dopo il taglio del rating al debito italiano da parte di S&P: colpa dei media! Già, come se ai mercati ed agli investitori esteri  interessasse se qui da noi “la patonza gira” o non piuttosto l’inesistente tasso di crescita o la problematica sostenibilità del nostro debito.

Non vi sembra il momento di dire basta a tutta questa gente che ci prende bellamente in giro, che ci offende e che tuttavia continua a vivere alle nostre spalle ed a fare affari sulla nostra pelle? Giovanni Repetto 20.09.11

Tira proprio una brutta aria.

Umberto Bossi a Pian del Re per la cerimonia dell’ampolla, dice:- Che l'Italia va a picco l'hanno capito tutti, perciò bisogna preparare qualcosa di alternativo: la Padania"…………… E contemporaneamente i militanti della lega presenti, inneggiano :”secessione, secessione”. Ed ancora, sempre lui, sentenzia:- il Nord non può permettersi "di mantenere Roma e tutto l'assistenzialismo del Sud, che le permette di essere capitale”…………….

Beh, non so a voi ma  a me queste parole farebbero immaginare un ministro della repubblica che,  invece di preoccuparsi del bene del Paese, stia pensando ad altro, benché la capitale del Paese di cui è ministro sia quella stessa “Roma ladrona”, di non lontana memoria, che pure continua a pagare a lui lo stipendio da ministro, al figlio lo stipendio da assessore regionale ed alla moglie la pensione………e dalla bella età di 39 anni!

Questo personaggio però è un esponente fondamentale del nostro attuale governo.

Un altro esponente fondamentale, sempre del nostro attuale governo,  è poi anche il nostro Premier, il quale, da intercettazioni pubblicate, definisce l’Italia un Paese di merda………….il che, in effetti,  sembrerebbe, ad ascoltare almeno le più svariate intercettazioni di questi ultimi giorni, benchè comunque il notevole tanfo che si percepisce,  più che dal Paese sembrerebbe provenire da un numero molto ben delimitato di persone…………pochi noti, insomma.

Ovviamente si potrà dire che “il senatur” è un giocherelone e che il Premier è stanco per tutti i processi a suo carico ma……………….. ci possiamo poi veramente lamentare, sentendoli parlare,  se lo spread Btp-Bund (lo spread misura quanto un Paese è percepito come rischioso dagli investitori) si impenna, ed a noi (e solo a noi e non a loro) tocca sempre porvi rimedio, foraggiando corruzione e sprechi con tasse sempre più vampiresche e insostenibili?

Gianluca Agostinelli 16.09.11

Dal blog di Beppe Grillo: qualcosa è cambiato.

Secondo noi la posizione è perfettamente condivisibile e quindi ve la lasciamo integralmente come spunto di riflessione, salvo discuterne se vorrete inviarci una e mail per il civile contraddittorio cui siamo sempre ampiamente disponibili.

Assoc. Agireverde 14.08.11

Qualcosa è cambiato

Quelle facce. Non le sopporto più. Non le posso più vedere. Mi danno la nausea, il vomito, il rigetto. Che l'Italia sia fallita lo posso accettare. Ma questi dilettanti con i loro sorrisi da maiali e da furetti non riesco più a sopportarli. Pagherei qualunque tassa, farei qualunque sacrificio per evitare quei ghigni da stronzo che compaiono ogni sera in televisione, ogni mattina in 10 pagine di giornale. Di buoni a nulla che si atteggiano a statisti.
Qualcosa si è rotto dentro di me, forse dentro tanti di voi. Qualcosa è cambiato. Il Paese ha capito di essere guidato da incapaci e da disonesti, forse lo sapeva già, ma pensava a un cambio della guardia dolce, come avviene in molti fallimenti. I responsabili si defilano, raggiungono la porta, non si fanno più vedere. E lo capisci, li lasci andare. Domani è un altro giorno e si può pensare a ricostruire. Invece questi traditori dell'economia nazionale che hanno indebitato il Paese e negato la catastrofe con una improntitudine degna del massimo disprezzo, questi gaglioffi non si schiodano, non mollano neppure un centimetro del loro potere. Io non sono violento, ma cerco di prevedere gli eventi. La Storia non solo non si ferma, ma si ripete. Quando incontra un muro sul suo percorso lo butta giù. E' avvenuto con il muro di Berlino, ma anche con la testa di Luigi XVI e con la famiglia dello Zar. Eventi che, a posteriori, erano del tutto spiegabili. Craxi è scappato. Allora i ladri si potevano condannare e indurre alla fuga. Oggi i parlamentari condannati, anche quando i tribunali ne chiedono l'arresto, come è avvenuto per Cosentino e per Tedesco, continuano a sedere alla Camera e a incassare 20.000 euro al mese tra stipendio e benefit. Ma queste sarebbero quisquilie, bazzecole se non continuassero a imporci la loro presenza.
Devono togliersi dalla vista dei cittadini, definitivamente. Vadano dove vogliono, ad Antigua, ad Hammamet, a Vancouver. Guardo Enrico Letta, con quel sorriso da spretato, Calderoli con la faccia da chi ha vinto un salame alla lotteria di paese e Bossi, Maroni, Bersani, Veltroni, D'Alema, Brunetta con i loro volti da pluri ripetenti al Cepu. Mi fanno tirare su anche l'anima. Se ne devono andare. Non c'è bisogno del giudizio dell'Economist o di Nouriel Roubini per capire che la classe politica è il primo problema del Paese. Ha fatto il suo tempo e puzza di muffa, di rancido. Sono i coproliti della seconda Repubblica. Li vedete e vi mettete un dito in bocca per liberare lo stomaco. E' ormai una questione che trascende la politica e l'economia. E anche l'etica e la morale. E' una questione di puzza. Una puzza nauseabonda che non è possibile sopportare oltre. E anche di estetica, certe facce ripugnano. L'Italia può crollare, è successo altre volte ed è sempre ripartita, ma questa classe politica se ne deve andare senza voltarsi indietro e senza eccezioni.

 Una barca che andava!?

…………..abbassare gli stipendi pubblici, aumentare le tasse perché lo chiede l’Europa…….ovviamente senza dimezzare le entrate dei nostri amministratori nazionali, di coloro che ci hanno gestito così bene da farci arrivare a questo punto di quasi (si spera) non ritorno, perché questo no, questo l’Europa non lo chiede, benchè i nostri parlamentari guadagnino molto più dei loro colleghi europei. Ci domandano sacrifici in continuazione, ancora sacrifici, sempre sacrifici, senza però che loro ne facciano mai uno  e, per quanto strapagati, quali soluzioni trovano alla crisi? Altre tasse e libertà assoluta di licenziamento ( maggiore flessibilità, la chiamano)……………..beh!, per fortuna eravamo un Paese con i conti a posto e che aveva reagito alla crisi meglio degli altri: un Paese solido di risparmiatori, “una barca che va!” …………….già, ma allora perché l’Unione Europea ci dice cosa fare e come e quando, perché altrimenti è default?

Antonio Lucetti 11.08.11

No, non ci siamo proprio

Da un articolo sul corriere della sera di G.A.Stella, leggo di alcune reazioni, tra lo stupito e lo sdegnato, che” alcuni onorevoli” hanno avuto quando l’opinone pubblica “si è imbufalita” a proposito del pellegrinaggio che avrebbero voluto fare in Terra Santa, con prolungamento di ferie, ovviamente retribuite, in un momento di grave crisi economica nazionale e col rischio sempre incombente di ulteriori speculazioni sui nostri titoli di stato, a vanificare ogni nostro sacrificio (che con la manovra aumenterà di molto l’iva su pane, pasta, olio etc.etc , aumentando di altrettanto il prezzo di questi generi di prima necessità, lo sapevate?)

Queste le frasi che mi hanno colpito: -Paola Binetti (UDC): «Se questo deve diventare l'ennesimo attacco alla classe politica, è chiaro che la ripresa dei lavori della Camera deve avere la priorità». Traduzione: se i qualunquisti non rompessero le scatole... Marco Reguzzoni (Lega): «Non è possibile che il Parlamento calpesti la propria dignità cedendo alle pressioni dei giornali!». Chissà cosa avrebbero detto, a sentirlo, i leghisti duri e puri di qualche anno fa... …………...

ecco, lasciando perdere ogni discorso scontato su cassaintegrati, disoccupati, precari ed inattivi, che una vacanza non hanno certo l’animo di farla perché pressati da ben altre priorità e comunque non avrebbero denaro per pagarsela, mi domando perchè “questi onorevoli”  che si sciacquano sempre la bocca con chiacchiere su chiacchiere (sempre uguali) nei salotti TV, un pellegrinaggio non lo facciano per davvero e neppure una tantum……….  ma sugli autobus, nei mercati, nei negozi, nelle fabbriche, negli uffici, ad ascoltare finalmente i cittadini ed i loro problemi quotidiani.

No, non ci siamo proprio e non tanto  per la vacanza extra poi rientrata, quanto per la mentalità di chi si sente “razza a parte” , non uno di noi ma migliore di noi ed al quale, proprio per questo, tutto è dovuto e senza doverne neppure rendere conto.

Angela Celati 05.08.11

Piano Regolatore di Livorno e Piano del Porto

Ci risiamo: i nostri politici eletti e nominati negli organismi di governo locale, hanno ricominciato a giocare con l'urbanistica, di cui non riescono a comprendere i fondamenti generali.

Questa cecità ha ed ha avuto tragici effetti sulla città, ormai visibili anche per i cittadini meno distratti.

Discorsi come quelli che circolano intorno alla riorganizzazione del porto, sconcertano per la confusione di idee e l’improvvisazione.

È compito e dovere dei politici proporre le linee guida per definire l'avvenire della città; per quanto riguarda il futuro del porto di Livorno, ci devono spiegare quali attività si ritiene di dover ampliare e quali invece vanno ridimensionate e il perché (non il dove). Compito non facile dal momento che non si può volere tutto e il contrario di tutto. Ridisegnare l'assetto urbanistico toccherà poi agli architetti a cui sarà affidata la stesura del piano.

Poiché anche i cittadini sono interessati a partecipare alla costruzione della trasformazione della loro città, è opportuno che venga adottato, contestualmente all'adozione del P.R.G un progetto partecipativo, secondo le modalità previste dalla legge regionale.

Certo oggi dopo tanti errori, dalle proposte sconsiderate sull'uso della cava di Limoncino, allo spostamento immotivato dell'ospedale, alle pericolose scelte in materia di sviluppo energetico, il pessimismo è quasi un obbligo.

L'improvvisazione nuoce all'urbanistica che richiede rigore scientifico trasparenza ma sopra tutto rispetto del bene pubblico. Da non confondere con le proprie clientele. I portatori di interessi economici sono certamente attori importanti, ma non rappresentano il pubblico interesse che dovrebbe essere tutelato dagli amministratori locali. Che invece appaiono preda di una forma inquietante di sindrome del camaleonte travestendosi continuamente per inseguire consensi elettorali trasversali. 

Prendiamo il piano del traffico: peggio della tela di Penelope fatto e disfatto continuamente. Col risultato che sono sempre più misteriosi e illeggibili gli obbiettivi. (Non abbiamo mai capito per quali motivi non è stato realizzata la semplice e razionale proposta contenuta nel piano di Insolera!) Tuttavia mi voglio augurare che appaia almeno chiara la connessione indispensabile nella progettazione della città e del suo porto. Qualsiasi azione di trasformazione in qualsiasi punto del territorio ha ripercussioni su tutte le altre aree cittadine vicine e lontane: tutti conosciamo il gioco delle tessere del domino messe in fila in modo che il rovesciamento della prima provoca un effetto a catena.

Così è anche per gli interventi sul territorio. Non si può ridisegnare la città senza conoscere le scelte di riorganizzazione del suo porto. La complessità del territorio urbano non ammette semplificazioni superficiali: in questo sta la difficoltà di fare buona urbanistica. Provare a farla insieme alla città potrebbe essere un’esperienza esaltante che rimetterebbe in connessione il governo locale con i suoi cittadini. Ci sentiamo in dovere di insistere per l'adozione di un progetto partecipativo, per superare metodologie sbagliate, scelta di cambiamento a sorpresa, che nascono come conigli dal cappello magico, anziché dallo studio attento e condiviso degli assetti territoriali, dei problemi e delle potenzialità per progettare una nuova Livorno, città aperta e accogliente.

Daria Faggi dell’Osservatorio Trasformazione Urbane -  Livorno. Livorno 22 luglio 2011

Condannati e promossi!?

Noi eravamo al corteo dei 300.000 del 21.07.2001 e, partiti per una manifestazione pacifica, con l’allegria tipica delle scampagnate, tornammo invece come reduci di guerra, a mani alzate, con gli elicotteri che ci giravano sulla testa e respirando i gas dei lacrimogeni. Fortunatamente eravamo nella parte del corteo abbastanza lontana dagli scontri diretti e con noi non c’era nessun black bloc infiltrato, di quelli che devastarono Genova e che detterò il là alle cariche della polizia alla testa del corteo, anche perchè impedivamo loro mischiarsi a noi con cordoni di mani intrecciate e però li vedevamo con le loro mazze e vestiti di nero e se noi li vedevamo…………ma la polizia non fu con loro che se la prese, anche se individuarli ed isolarli ed arrestarli non sarebbe stato poi troppo difficile: erano pochi, ben individuabili, invisi ai partecipanti alla manifestazione e sovrastati come numero dalle forze dell’ordine.

Non entriamo nel merito del discorso “tute bianche” perché non pensiamo si debba partecipare a sit in di protesta, né travisati né bardati per eventuali cariche, anche se disarmati, solo perchè le si è messe in preventivo, rischiando poi di passare dalla parte del torto (ma il corteo che fu attaccato dalle forze di polizia era autorizzato!) e neppure eravamo di notte alla Diaz,  il cui massacro anche è noto, come pure che le due molotov trovate vi furono messe dopo ed apposta.

Per quei fatti ci furono processi e condanne ed ecco perchè  ci piace segnalarvi questa lettera di Beppe Grillo, con le sue più che legittime perplessità ………a voi ed al vostro spirito critico, come sempre, la riflessione sul fatto che in Italia si possa essere condannati, come appartenenti alle forze dell'ordine e, non solo restarvi ma  venire anche promossi di grado..............

Agireverde 21.07.2011, dieci anni dopo. Sotto le e mail di Grillo e la risposta di Manganelli

"Esimio, spettabile, gentile, caro, egregio dottor Manganelli? Non so come iniziare questa lettera, la seconda che le invio. La chiamerò perciò signor Manganelli e spero che non se ne dispiaccia. Le scrivo perché mi sento a disagio. Avverto una crescente separazione tra la Polizia e i cittadini che trovo insensata e che non appartiene alla cultura di questo Paese e tanto meno al corpo dello Stato che lei dirige e rappresenta. In Gran Bretagna, si sono dimessi Paul Stephenson capo di Scotland Yard e il suo vice, John Yates, per essere sospettati di aver ricevuto dei favori dal gruppo editoriale che fa capo a Rupert Murdoch. Si sono dimessi per sospetti, non per un giudizio di un tribunale del Regno. In quel Paese l'etica per i funzionari pubblici è più importante delle sentenze. In questi giorni si celebra il decennale del G8 di Genova e la "macelleria messicana" della scuola Diaz. Lei è al corrente che per quei fatti Spartaco Mortola fu condannato in appello a tre anni e otto mesi per i falsi dei verbali di arresto della scuola Diaz e a un anno e due mesi per l'induzione alla falsa testimonianza del questore di Genova. I cittadini italiani si sarebbero aspettati almeno una sospensione dal servizio, invece Mortola è stato promosso a questore di Genova. Non è il solo tra i condannati dai tribunali della Repubblica per il G8 ad aver fatto carriera. Alessandro Perugini che colpì con un calcio in faccia un ragazzo inerme a terra in una scena che fece il giro del mondo è oggi dirigente della polizia ad Alessandria. L'elenco è lungo e glielo risparmio.
Io non ritengo giusto, e credo con me moltissimi italiani, che chi è stato condannato (anche se non ancora in Cassazione) continui a rimanere in servizio e sia pure promosso. Migliaia di poliziotti rischiano ogni giorno la vita, e spesso la perdono, per proteggere i cittadini, non meritano di essere associati a chi ha macchiato la divisa e il corpo a cui appartengono durante il G8. Io, francamente, lo troverei intollerabile.
Il cittadino non deve avere il minimo dubbio verso chi è deputato a proteggerlo, anzi deve avere nei suoi confronti la massima fiducia e disponibilità. Le faccio due proposte, che spero vorrà sostenere. La prima è l'introduzione di un identificativo per ogni poliziotto, come avviene in molti altri Paesi come gli Stati Uniti. La seconda è una serie di incontri aperti ai cittadini con la Polizia nelle varie città nei quali ogni problema relativo alla sicurezza sia discusso e affrontato. La Polizia è dei cittadini, non del Potere, ed è con i cittadini che deve confrontarsi. Confido, come sempre, in una sua risposta. Distinti saluti." Beppe Grillo

alla fine, la risposta:

Antonio Manganelli, capo della Polizia, ha risposto alla lettera aperta che gli avevo indirizzato attraverso il blog. E' un gesto importante, non frequente da parte di chi rappresenta le Istituzioni. Manganelli afferma di voler discutere le mie proposte: identificativo per le forze dell'ordine e incontri pubblici con i rappresentanti della Polizia per riavvicinare cittadini in borghese e cittadini in divisa. A settembre cercherò di avviare entrambe le proposte. Manganelli spiega che nessuno può essere sospeso se non è condannato in via definitiva, non possono quindi essere sospesi i responsabili della morte di Aldrovandi, condannati in appello, e Alessandro Perugini, oggi dirigente ad Alessandria, che ha sferrato un calcio in faccia a un ragazzino indifeso a terra, ed è stato filmato e fotografato mentre compiva il suo atto eroico. Questi signori mi risulta siano tutti in servizio per "proteggere" i cittadini. Manca una legge per sospenderli? Allora questa legge va fatta urgentemente e io farò il possibile perchè ciò avvenga. Perché nessuno l'ha ancora proposta? Cosa ne pensano i sindacati di Polizia? Chi sporca la divisa, mette tutti i suoi colleghi in difficoltà e mina la fiducia con i cittadini. Non può rimanere in servizio. Ringrazio Antonio Manganelli per la sua risposta e gli invio i miei migliori saluti. Beppe Grillo

"Caro Beppe Grillo,
rispondo volentieri alla Sua lettera e mi piace partire proprio da un punto che Lei stesso ha sottolineato.
"Migliaia di poliziotti rischiano ogni giorno la vita, e spesso la perdono, per proteggere i cittadini". E' proprio così. Questa è la Polizia, un Corpo democratico, da trent'anni smilitarizzato e con rappresentanze sindacali riconducibili alle varie aree di pensiero del nostro Paese. I lavoratori di polizia compiono ogni giorno, in ogni parte d’Italia, veri e propri atti di eroismo che confermano l'amore e la vicinanza per il prossimo;purtroppo non sempre la comunicazione mediatica ne dà il giusto risalto.
Condivido, ovviamente, che questi poliziotti, come Lei scrive, "non meritano di essere associati a chi ha macchiato la divisa e il Corpo a cui appartengono durante il G8".
Bene. Noi però siamo tenuti a seguire le regole dell'ordinamento giuridico che vige nel nostro Paese. Intanto,"chi ha macchiato la divisa", violando la legge, lo deve dire una sentenza penale definiva, cioè quella della Cassazione, che a distanza di dieci anni non è ancora arrivata. Io non mi nascondo dietro un dito. Al di là delle responsabilità di chi è arrivato a Genova per fare guerriglia e per devastare, colpevolmente cancellate con un colpo di spugna anche dai ricordi del decennale, vi sono certamente responsabilità riconducibili ad appartenenti alla Polizia. Ci penso continuamente e sono ben consapevole (mi riferisco ad esempio a chi ha introdotto nella Scuola Diaz false prove) che tutto ciò ha minato il necessario rapporto di fiducia tra il cittadino e chi è chiamato a tutelarlo. La nostra legge dice però che un procedimento disciplinare a carico di un operatore di polizia non si può avviare se esiste a suo carico un procedimento penale e, qualora fosse stato avviato, deve essere immediatamente sospeso in attesa delle definizione del procedimento penale. A qualcuno non piace questa legge? Questo è quello che la norma prevede e impone a ciascuno di noi.
La legge dice, inoltre, che fino alla sentenza passata in giudicato, cioè quella della Cassazione, l'innocenza è sempre presunta. Non ci piace neanche questa legge? Spesso pero' la invochiamo quando qualcuno è "giustiziato" prima che sia esaurito il processo in ogni suo grado e sia pronunciato il giudizio inappellabile di condanna. Attualmente esistono poliziotti imputati ma non condannati in via definitiva. Essi, dunque, devono ritenersi, per legge, non per mia volontà, innocenti fin quando la Cassazione non metterà la parola fine, dopo un numero interminabile di anni, nel corso dei quali la graticola mediatica ha rappresentato comunque un' "anticipazione di pena", inaccettabile per chi dovesse risultare "non colpevole" all'esito del giudizio definitivo.
Hanno "fatto carriera"? Quando la loro anzianità di servizio lo ha imposto, sono stati valutati negli ordinari scrutini di avanzamento, assieme ai colleghi, per la complessiva attivita' svolta nei venti-trent'anni di servizio che ciascuno aveva. Qualcuno ha avuto l'avanzamento della propria qualifica, qualcuno no, secondo le ordinarie procedure. Nessuno e' diventato "questore di Genova", tutti sono stati valutati non quali "condannati" perché, come ho detto, non lo sono.
Accolgo con molto interesse l'invito a discutere le proposte contenute nella Sua lettera al più presto, come le ho anticipato telefonicamente, perché trovo davvero prioritaria l'esigenza di ripristinare il corretto rapporto tra cittadino e poliziotto, laddove questo risultasse incrinato, per qualsiasi ragione. Colgo l'occasione per inviarLe un cordiale saluto." Antonio Manganelli

un invito, per non dimenticare e proporre

Genova 2001 - 2011. Ritorniamo a Genova a 10 anni dal G8 non solo per consolidare la memoria su uno dei peggiori momenti della nostra storia recente, ma per riattualizzare quei contenuti che, prima nel Public forum e poi nelle piazze, centinaia di migliaia di persone avevano scelto di far propri. Idee in  movimento che parlavano di crisi strutturale del sistema neoliberista e di necessità di risposte alternative, una previsione che si è avverata negli ultimi anni lasciandoci un mondo ancor più invivibile di già quanto fosse 10 anni fa.
Siamo a Genova con lo spirito dell'analisi e della proposta. Per dimostrare come sui territori resistenza al modello di sviluppo e transizione ad una società più equa ed ecologica stiano diventando i pilastri delle nuove mobilitazioni sociali. A Genova cercheremo di riallacciare i fili di un movimento eterogeneo, articolato, capace di leggere tra le righe di una realtà ormai insostenibile.
Genova: loro la crisi, noi la speranza
www.genova2011.org

Albero Zoratti 19.07.11

Fora dai ball................ma come?

La barca va….......la crisi è solo psicologica…………stiamo meglio di altri Paesi europei………..non alzeremo le tasse……etc.etc.etc. E adesso invece saremmo sul Titanic, analogia del ministro Tremonti e viene fatta una manovra da 70 miliardi perché siamo lì lì per diventare come la Grecia e si taglia e si tassa, si tassa e si taglia...........e senza inserire neanche uno straccio di progetto di sviluppo per favorire nuova occupazione!

Fora dai ball, direbbe Bossi che oggi come oggi non è comunque più rispettato neanche dai suoi, visto che per Papa, i due leghisti in commissione si sono astenuti dal votare l’arresto, invece di votare per, come invece indicato dal “loro capo”…………Fora dai ball, dicevamo e ci sembra il minimo…………..ma come, questo è il punto, come, dannazione!, come?

Luca Forese 16.07.11

progetto e avvistamenti  cetacei 2011

Comincia a giugno 2011 il monitoraggio sistematico, utilizzando una nave come piattaforma opportunistica di osservazione, di un tratto marino che dalla Sardegna arriva alla Corsica all’interno delle Bocche di Bonifacio. Il transetto si trova nel limite meridionale del Santuario dei mammiferi marini Pelagos.

Il progetto, che al momento vede coinvolti Accademia del Leviatano ed il Bottlenose Dolphin Research Institute (BDRI), è in via sperimentale e proseguirà per tutta l’estate.

Scopi principali della ricerca sono quelli di valutare gli indici di abbondanza dei cetacei nel sistema sardo-corso, di analizzare le interazioni dei cetacei con il traffico marittimo, e di aggiungere informazioni sulle rotte migratorie delle balenottere del mediterraneo ed in particolare intorno alla Sardegna.

 

Il monitoraggio viene realizzato con le stesse metodologie ed in contemporanea con il network nazionale ISPRA di monitoraggio cetacei da transetto fisso.

 

Per informazioni sul progetto e sugli avvistamenti: info@accademiadelleviatano.org

 

Accademia del Leviatano 20.06.2011

Oggi festeggiamo ma da domani………

Affluenza al 57%. I SI oltre il 95%.  Solo poche settimane fa, nessuno avrebbe immaginato un trionfo simile. E invece l’allarme globale dell’apocalisse di Fukushima, il radicamento capillare dei comitati per l’acqua e il vento di cambiamento che ha spazzato via l’egemonia berlusconian-leghista alle ultime amministrative, hanno spinto i quattro quesiti referendari oltre la ghigliottina del quorum.

Adesso è tempo di respirare a pieni polmoni e festeggiare, in compagnia dei tanti e tante che hanno lavorato per questo risultato. Da domani possiamo cominciare a ragionare e agire in un paese diverso da quello degli ultimi anni, un paese che ha scelto – su temi concreti e con strumenti inusuali di comunicazione e relazione – un’altra strada rispetto a tutte quelle percorse dai governi della cosiddetta Seconda Repubblica.

Uno che conosce bene le vicende del premier, Giuliano Ferrara, ha scritto parlato indirettamente della fine di un regime. E ha tirato fuori la fine del fascismo e rievocato l’amnistia di Togliatti ai fascisti all’indomani del crollo del regime per chiedere clemenza. Bisogna stare attenti ai colpi di coda, non abbassare la guardia e andare al cuore delle questioni. Forse la decadenza fisica e politica di Berlusconi seguirà un decorso lento e insopportabile. Forse proveranno a immolare il Capo per illuderci che qualcosa stia cambiando. Avevamo scritto che questi referendum, paradossalmente, servivano per costruire un altro paese e anche scacciare via la sindrome da populismo che rischia di assillare anche l’opposizione al berlusconismo. Non c’è dubbio che questo risultato indichi alle opposizioni una strada chiara e inequivocabile che passa per la costruzione di un’alternativa e non per la riproposizione delle ricette lacrime e sangue di Tremonti e Bonanni magari solo in veste più civile. Ma bisogna anche dire che il dato referendario conferma quello delle amministrative: i partiti del centrosinistra, comunque immaginiate debba essere strutturata quella coalizione, da soli non riuscirebbero mai a fare la differenza. Come questo surplus debba essere messo in moto è tutto da inventare. Servono meccanismi di partecipazione aperti e flessibili, nuove macchine politiche devono essere predisposte per aprire le stanze dei comitati centrali e delle direzioni ai milioni che in questa primavera hanno impresso una volta alla storia del paese. Che nessuno si illuda di ricondurre questi voti e il lavoro e le passioni di tanta gente alla contemplazione passiva delle manovre di palazzo.

In questi anni, la televisione ha sovente fatto la differenza. Ha plasmato forme di vita, ha occupato il campo della liberazione e del piacere per instaurarvi l’edonismo e l’individualismo. Ancora una volta, il governo aveva provato a muovere le sue truppe mediatiche. Non si erano limitati a ignorare la consultazione popolare. Avevano addirittura sabotato la notizia, diffondendo date sbagliate e arrivando a manipolare le previsioni del tempo per mandare la gente al mare. Questa volta non è servito. Forse è la prima volta che ciò avviene. Ancora una volta dobbiamo fare riferimento alla fine della Prima Reòubblica, all’inizio di questa era. La Lega era nata dal nulla, senza l’appoggio di tv e giornali. Ma in quel periodo il rancore e la frustrazione aspettavano che qualcuno proponesse soluzioni facili e Bossi, il bugiardo di provincia che poi diventò il migliore alleato di Silvio, fece il pieno. Adesso è diverso. Grazie al cielo, non si vede all’orizzonte un capo carismatico e non esiste nessuna forza politica che possa rivendicare il monopolio dell’energia sociale che si è scatenata.

La bocciatura delle leggi ingiuste, del nucleare e delle privatizzazioni dei beni comuni, nascono dalla diffusione molecolare di un movimento che ha saputo trovare nuovi strumenti di comunicazione, diversi linguaggi, punti di vista plurali. Siamo contenti di avere, insieme a tanti altri e nel nostro piccolo, fatto il nostro dovere di agenti di connessione, riflessione e comunicazione. Continuiamo insieme verso la prossima sfida. Dal tenace ma precario punto di osservazione della nostra testata precaria brindiamo coi calici pieni. Non di acqua, questa volta…

Gianluca Carmosino  14. 06. 2011

Affluenza ai referendum: 57% !

Perplessi e preoccupati, ma non da oggi,  per il fatto di essere governati da una maggioranza che legifera e poi non ha il coraggio di sostenere, spiegando e facendo sostenere, le ragioni di tali leggi, invitando invece all’astensione,  lasciateci ringraziare prima di tutto i moltissimi che si sono recati a votare, manifestando in tale modo la propria voglia di esserci nella vita democratica del Paese  e di esprimersi e di contare, riguardo ai fatti concreti della vita della nostra Nazione.

Secondariamente, permetteteci anche di esprimere la nostra soddisfazione per il successo avuto dai comitati referendari nel difendere l’ambiente (che il problema scorie neppure era mai stato affrontato) e nel garantire che l’acqua non diventasse un altro lucroso “affare di privati”, di amici ed amici degli amici, come pure per la volontà comune, di elettori di sinistra e destra, nell’affermare che la legge deve essere uguale per tutti e che chi governa, oggi come domani, deve prima dimostrare di essere onesto e dopo eventualmente governare e non viceversa, come il legittimo impedimento avrebbe invece sancìto.

Agireverde 13. 06. 2011

Il quorum è un furto di democrazia

sembrandoci delle affermazioni sensate e che condividiamo, le inseriamo nel forum perchè siano oggetto di ulteriori riflessioni critiche da parte di tutti noi (il testo è tratto dal blog del Movimento 5 stelle).

Il quorum è un furto di democrazia. Un modo costituzionale per fottere il cittadino. Le porte del Palazzo devono rimanere chiuse. E' inammissibile che chi ricopre una carica pubblica inviti la gente a non andare a votare, andrebbe denunciato. In giro ci sono solo manifesti per il SI, quelli del NO sono assenti. Chi vuole il nucleare e impossessarsi dell'acqua pubblica a scopi di lucro non può invitare a votare NO. Se lo facesse si sparerebbe nelle palle. Ci sarebbero infatti maggiori probabilità di ottenere il quorum. Preferisce quindi usare la tattica vigliacca di stare in silenzio, di depistare gli elettori fornendo persino date false attraverso le televisioni di Stato come il Tg1 e il Tg2. Sanno che l'opinione pubblica ha già deciso, che i SI saranno maggioranza con o senza quorum e allora puntano tutto sulla diserzione alle urne. L'Italia è una dittatura con due soli spiragli di democrazia. Due lumini sempre più fiochi di partecipazione: la proposta di legge popolare e il referendum.

Associazione Agireverde 09.06.2011

Finalmente "indignados"  anche noi! vogliamo esprimere la nostra soddisfazione per l’elezione a sindaco di Milano di Pisapia ed ancora di più per quella di De Magistris a Napoli, perché finalmente ci sembra che la gente abbia espresso un segnale chiaro e forte di insofferenza per una politica urlata e becera che non si occupa mai dei problemi (disoccupazione, precarietà, crisi dell'economia, corruzione e collusione tra “pubblico e privato”, per dirne qualcuno), ma solo di se stessa e del proprio potere………..ed un plauso particolare, ci sembra debba doverosamente andare ai cittadini di Napoli, perché, non disertando le urne  per protestare contro la puzza dei sacchi di spazzatura per le strade, sono invece andati a scegliere la soluzione migliore per la loro città, lasciandosi tentare, una volta di più, dalla democrazia……………splendido, assolutamente splendido!

Associazione Agireverde

Livorno 30.05.2011

Che bella vita.............

Le vendite al dettaglio a gennaio hanno mostrato il  profondo disagio vissuto dalle famiglie, costrette a ridurre le proprie spese, persino nel settore alimentare (-0,5%)……………va bene la guerra in Libia ed il problema profughi, ma che forse prima erano in fase attuativa programmi volti a stimolare la ripresa economica, con politiche di sviluppo ed incentivazione per il lavoro e le attività produttive?

Tagli e solo tagli di spesa sui servizi sociali, dalla famiglia ai disabili, dai servizi per l'infanzia alle politiche giovanili………….e quando si è tagliato troppo, come nel caso del f.u.s  (il fondo per lo spettacolo) cui si era pensato di ovviare con l’aumento del costo del biglietto d’ingresso al cinema, che si fa? Si tassa ancora di più, rimettendo le mani nelle tasche della gente!

E non discuto tanto dell’ultimo aumento delle imposte sulla benzina nel caso specifico (benché le imposte sul litro alla pompa costituiscano già il 56% del prezzo finale), quanto sul fatto che si vanno ad aggiungere a quelle già comprese per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935, alla crisi di Suez del 1956, al disastro del Vajont del 1963, all’alluvione di Firenze del 1966, al terremoto del Belice del 1968, al terremoto del Friuli del 1976, al del terremoto dell’Irpinia del 1980 etc.etc.etc.

Ecco, ma a Roma, 630 deputati e 315 senatori + quelli a vita, che ci stanno a fare se non a passare il tempo, improduttivi eppure pagati profumatamente? Che poi a molti di loro neppure basta avere la pancia ben piena che abbisognano pure di extra, lasciandosi corrompere o comprare.Che ci stanno a fare, se per risolvere i problemi si taglia e si tassa e basta, facendo quello che anche 1000 disoccupati sarebbero in grado di fare...............e magari per meno di 1000 euro al mese?

Che bella vita, "i nostri nominati"! Peccato solo che siamo noi a dover lavorare per loro ed i loro lussi e non loro a lavorare perchè tutti stiano meglio, come invece sarebbe sacrosanto che fosse.

Alfio Giovanetti 25.03.2011

Libia: intervenire è difficile ma non impossibile!

La violenza che il regime di Gheddafi sta usando e minaccia di usare per reprimere la rivolta iniziata il 15 febbraio scorso ripropone la spinosa questione dell'intervento internazionale, di cosa può fare la comunità internazionale per scongiurare un nuovo bagno di sangue e per sostenere i diritti e la sicurezza dei libici. Per alcuni la soluzione è una sola, come in ogni altra crisi: l'intervento militare. E' la sola cosa che riescono a concepire, specialmente quando c'è di mezzo, come in questo caso, il petrolio. In realtà, la comunità internazionale non dispone di veri e propri strumenti di intervento. E' una triste, amara e sconfortante realtà.

Per essere efficace, l'intervento dovrebbe essere gestito da una autorità sopranazionale superpartes credibile. Chi interviene non deve avere secondi fini (tipo garantirsi il controllo delle risorse naturali di un paese) ma un solo obiettivo: proteggere la popolazione, difendere i diritti umani, impedire il massacro di civili innocenti. A questo scopo è stata costituita sessantasei anni fa l'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Per intervenire l'Onu dovrebbe poter disporre di adeguati strumenti e risorse. Ma i governi degli stati membri non hanno mai consentito all'Onu di adempiere al proprio mandato e di organizzarsi di conseguenza.

L'intervento della comunità internazionale in Libia è indebolito dalla documentata accusa di usare due pesi e due misure. Il silenzio e la sostanziale inazione della comunità internazionale di fronte a tante tragedie in corso (come quella della Somalia) o grandi violazioni dei diritti umani (come quelle perpetrate da oltre sessant'anni nei confronti del popolo palestinese) rende la comunità internazionale poco credibile e la espone a pesanti accuse. A questo si aggiungono anche le ombre lasciate da altri interventi militari occidentali come in Somalia, Bosnia, Kosovo, Iraq e Afghanistan.

Ciononostante, non è vero che non si può fare nulla. Nonostante la complessità della situazione interna della Libia, la comunità internazionale (Onu, Europa, Lega Araba, Unione Africana,...) deve:

1. agire con determinazione per raggiungere un cessate il fuoco immediato, fermare l'escalation della violenza e impedire un nuovo massacro;
2. inviare immediatamente in Libia gli osservatori internazionali dell'Onu;
3. soccorrere le popolazioni bisognose di assistenza umanitaria;
4. monitorare l'assoluto rispetto da parte degli stati dell'embargo sulle armi deciso con la Risoluzione 1970 (2011) del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Il mondo ha bisogno di un sistema organizzato per gestire le crisi internazionali e prevenire guerre e genocidi. Servono:

(1) un sistema di pre-allarme, di identificazione e monitoraggio dei conflitti più pericolosi prima che possano scoppiare;

(2) uno strumento di mediazione tra le parti;

(3) una forza di polizia internazionale, una forza militare e civile dell'Onu, istituita in modo permanente sulla base della Carta delle Nazioni Unite, pronta ad intervenire quando si deve impedire o fermare lo scoppio della violenza;

(4) i corpi civili di pace;

(5) il Tribunale Penale Internazionale, uno strumento per processare ogni persona accusata di genocidio o di crimini di guerra.

E' indispensabile inoltre che l'Unione Europea sappia parlare con una sola voce sulle questioni di politica internazionale e che s'impegni a costruire una Comunità del Mediterraneo in grado di sostenere pacificamente il processo di transizione alla democrazia e di sviluppo umano dei paesi del nord Africa e del Medio Oriente.

Flavio Lotti 16.03.2011
 

Scrisse Elsa Morante

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva  naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi
atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Elsa Morante
(Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini.)

da una lettura di Maria Luisa Bonanno 12.03.2011

denaro ed "umanità"

Gheddafi, il sanguinario dittatore, massacratore del suo stesso popolo ………………beh! Come si potrebbe essere in disaccordo con questa sintetica fotografia dell’uomo, dopo aver visto le tombe scavate nella sabbia, davanti al mare, per migliaia di morti?

Eppure per decenni, in nome della politica di stato, siamo stati zitti ed abbiamo giustificato tutto del suo regime e taciuto su tutto, pur di continuare a lucrare sul petrolio e sul gas, vendendogli quelle stesse armi che oggi sparano sulla folla a Tripoli, a Bengasi, a Tobruk e in tutta la Libia………………….andava bene Gheddafi prima, ed  andava bene all’Eni ed alla Juventus, all'Impregilo costruzioni ed alla Finmeccanica ed all'Unicredit ed andava bene anche al nostro governo, vista la trionfale accoglienza al dittatore libico del marzo 2010 ed il baciamano di Berlusconi.

Abbiamo barattato petrolio ed energia con armi, assistenza militare e dignità di un popolo, il nostro, ma tuttavia mi domando:- Se i libici non si fossero ribellati al dittatore e questo non li avesse massacrati con i bombardamenti aerei……………….. tutto allora, sarebbe andato avanti esaattamente come prima, con la politica del non vedo non sento non parlo? Ed un atteggiamento simile, anche se giustificato dalla ragion di stato, è ammissibile ed accettabile e lo sarà sempre?

Giovanni Antico 24.02.2011         

aereoporto militare di Pisa: l'HUB nazionale delle forze armate

Con un costo preventivato di  63 milioni di euro, mentre si è tuttavia pensato di ridurre i fondi per Sanità, Istruzione e tutte le altre spese sociali,  l’aeroporto militare di Pisa sta diventando l’Hub ( scalo ) nazionale delle forze armate, in grado di movimentare 30mila militari al mese, perfettamente equipaggiati. Ovviamente questo significa che da esso  transiterà ogni  mese un numero di militari  pari al triplo di quanti l’Italia ha dislocati all’estero ed è quindi ben ipotizzabile che  potrà essere usato anche dalle forze armate statunitensi, presenti sul territorio con Camp Darby.

L’ impatto ambientale dell’aeroporto, che già oggi è ai  limiti  della  sostenibilità è quindi destinato ad aumentare,  come pure allo stesso tempo il pericolo di incidenti, ed in ogni caso rimane la constatazione che si tratterà di una vera e propria cittadella militare  all’interno  della  città stessa: un vasto progetto di militarizzazione del territorio da  cui  potranno  trarre vantaggio alcuni settori economici  ma non l’economia del territorio stesso. Perchè allora ?

Loredana Ciampolini 17.02.2011

Occhio!

Rispetto al 2009, il 2010 si è chiuso con un aggravio del debito pubblico di 80 miliardi di euro ed il deficit dal 115,9% del P.I.L del 2009 è arrivato al 118,6% del 2010 e questo mentre la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è aumentata a dismisura…………………………non sarebbe allora il momento di iniziare a discutere seriamente invece che di bunga bunga, del perché il “governo del fare” abbia prodotto così scarsi risultati (basta che ciascuno frughi nel proprio portafoglio, per appurarlo) e di cosa si possa invece proporre per averne di migliori? Secondo me è inutile continuare a “manifestare contro” da parte di tutti: lo si è fatto, bene! E’ assodato che ad Arcore ed a palazzo Grazioli si festeggiava spesso come pure che chi governa adesso lo fa poco e male......... però andiamo avanti ed  invece di continuare a gridare “al voto, al voto”, magari lasciamo che la legislatura scada naturalmente, permettendo così a chi ha governato fino ad oggi di assumersi integralmente la responsabilità del grave decadimento del Paese e intanto però non dimentichiamo di elaborare e soprattutto rendere noti i programmi alternativi di per un buon governo............. E dico questo perchè nei vari Ballarò ed Anno zero, ma anche sui diversi telegiornali e quotidiani, nazionali e non, non è che escano mai delle proposte concrete che possano portarci fuori dalla minor produttività e quindi dalla disoccupazione e dal debito pubblico: Ruby ed ancora Ruby e non se ne esce! Però, se anche si dovesse andare ad elezioni anticipate (ma chi sfiducia una maggioranza che ha i numeri?), quale sarebbe un'alternativa a PDL e Lega e su quali basi? E occhio che se le eventuali prossime elezioni le dovessero rivincere i soliti di adesso, alla fine i festini magari ce li ritroveremmo anche al Quirinale..........perchè dopo ci sarebbe da eleggere la Presidenza della Repubblica. Occhio, dunque!

Antonio Lucetti 13.02.11

e bastaaaaaaaaa!

E rieccoci a parlare di aria fritta, come se fosse veramente importante per il Paese sapere chi scopa chi e se paga o no per farlo, benchè, a dire il vero, un esempio edificante non sembrerebbe proprio quello di questi giorni, soprattutto se fosse appurato che in tutto “questo orgettio” erano coinvolte anche delle minorenni.

D'Addario, Papi, Bunga Bunga, Villa Certosa, Arcore…….insomma, c'è sempre un motivo per non parlare dei problemi del Paese, dalla disoccupazione alla perdita di compettività del nostro sistema produttivo, dalla deindustrializzazione del territorio alla delocalizzazione delle imprese, dall’aumento dei costi per tariffe e servizi uniti ad una contemporanea diminuzione del potere d’acquisto di salari e pensioni, etc.etc.etc…….. e soprattutto di come uscirne.

Ecco, va bene dare il giusto spazio agli scandali, soprattutto se clamorosi come in questo caso, ma un giornalismo che non vi insistesse ad oltranza, che tanto non se ne esce mai  e si dedicasse piuttosto ad indagare sulle cause delle rivolte di popolo a Tunisi o Tirana o in Egitto e finalmente sui programmi, governativi e di opposizione, che dovrebbero farci uscire da una crisi economica che sembra infinita, non sarebbe auspicabile?

Sicuramente essere edotti di orge con questa o quella, stuzzica la curiosità popolare così come l’uso strumentale di incarichi pubblici per premiare chi si asservisce al potere in vario modo inorridisce e quindi è comunque da conoscere, ma informare su come si possa uscire dalla deriva economica del Paese, interrogando chi deve dare risposte e pretendendole senza sconti, senza accontentarsi di frasi fatte e sempre uguali, perchè no?

Antonio Lucetti 24.01.11

Buon anno nuovo da parte nostra:

Un Paese in cui pochi vivono di privilegi e rendite e molti sopravvivono con disperazione, una terra di caudillos e peones dove il 10% della popolazione detiene il 45% della ricchezza nazionale, dove la disoccupazione ufficiale è all’ 8.7 %, con perdita di 540.000 posti di lavoro solo quest’anno, e dove quella giovanile arriva al 25%.......... è questa l’Italia che vogliamo?

Buon 2011 a tutti dall’associazione Agireverde…………ps: sotto vi regaliamo il testo di una canzone di Leo Valeriano, perchè comunque ci si ricordi che la realtà può essere cambiata soltanto a condizione che non la si accetti come inevitabile:

Padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
padre nostro che sei nel cielo
e anch’io t’ho chiamato
giorni interi a voce tesa
mi ha risposto soltanto il silenzio.
ma non ti chiedo riposo
non ti chiedo ricchezze,
potere o tranquillità:
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
dammi la lotta, dammi l’inquietudine
e la disperata ansietà,
dammi il tormento, dammi la rabbia
di questa dannata realtà.
ma dammeli ora, definitivamente,
perché io non so
se avrò sempre tanto coraggio
per poterti chiedere ciò.
padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
ma dammi la fede, dammi il coraggio,
... la forza di essere ME.

 (Leo Valeriano, Padre nostro)                                                

assoc.Agireverde 22.12.2010

Un esempio migliore per definire il significato di “la casta”?

 il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi
dell'Italia dei Valori
ha proposto l'abolizione del vitalizio che
spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto
affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello
previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per
avere diritto ad una pensione. Indovinate un po' come è andata a finire?:

 Presenti 525
 Votanti 520
 Astenuti 5
 Maggioranza 261

Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498).

Ecco un estratto del
discorso presentato alla Camera :

 Penso che nessun cittadino e
nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l'idea che gli si
chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare
contributi per quarant'anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque
anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e
questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai
accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il
parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di
3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci
siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per
incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000
euro al mese. C'è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo
piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di
reversibilità.
 Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre
rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che
sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione
degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli
cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati
trattenuti all'ente di previdenza, se il deputato svolgeva
precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l'INPS ha creato con
gestione a tassazione separata.
 Ciò permetterebbe ad ognuno di
cumulare quei versamenti con gli altri nell'arco della sua vita e,
secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore,
percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.

Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai
colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una
pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una
semplice delibera dell'Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel
senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al
bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti
italiani circa 150 milioni di euro l'anno.

Per maggiori informazioni
ecco il link del sito di Borghesi, con il discorso integrale:

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314&Itemid=1

Marcello Pifferi 29.10.2010

la discarica al Limoncino

 

Visto che "il problema discarica" interessa l’ambiente, ci siamo preoccupati di mettere a fuoco la questione, almeno per quanto ci è stato possibile, ed a tale scopo: abbiamo visitato la discarica, siamo stati dal geologo del Comune, dott.Gonnelli ed abbiamo sentito la versione di un ambientalista come il prof.Martelli.

E’ ipotizzabile che quando si parla di rifiuti e sono in gioco progetti da milioni di euro, ci siano anche molti interessi e convenienze da valutare, da salvaguardare o rifiutare, soprattutto da parte dell’Amministrazione, tanto per dire che non si tratta semplicemente di trovare una buca per terra in cui posizionare frammenti di mattonelle………….ma questo è un aspetto che non ci interessa indagare, preferendo pensare, fino a prova contraria, che tutto si svolga sempre nel modo più trasparente.

Siamo però interessati a che la salute pubblica venga tutelata e gli aspetti ambientali anche e quindi, ascoltato il geologo e dibattuta pubblicamente la questione con il prof.Martelli, veniamo ad evidenziare quanto ne è emerso, lasciando al vostro pensiero critico un giudizio ed al vostro interessamento personale, l’andare ad approfondire.

 

Ecco le posizioni:

 

Il geologo del Comune, dott.Gonnelli, ci ha rassicurato sul progetto, dicendo che più che di discarica si dovrebbe parlare di un ripristino di cava, previsto dalla legge, che, dopo un'asportazione di materiali, permette di ritornare ai livelli precedenti ed ha aggiunto che i  rifiuti deriverebbero dall'edilizia o da altri settori lavorativi, comunque non pericolosi anche perché non ci sarebbero falde acquifere inquinabili.

 

Il prof.Martelli, noto ambientalista, ha discusso con noi nella serata di giovedì 21, andando anche oltre il contingente, con problematiche ed ipotesi connesse, a medio - lungo periodo. Per  evitare sintesi improprie, vi proponiamo perciò una sua conferenza stampa a proposito della discarica (27.09.10) in cui il suo p.d.v. si evidenzia bene.

 

 

CONFERENZA STAMPA DEL 27 9 2010 - DISCARICA DEL LIMONCINO

Gli scopi dichiarati

Comune e Provincia di Livorno, nella conferenza Stampa del 26 agosto 2010,
hanno presentato la discarica del Limoncino come passo di un "percorso per il
riutilizzo di cave dismesse e/o attive basato sulla piena sostenibilità ambientale per
... restituire agli usi legittimi aree degradate e/o abbandonate" e per la realizzazione
di '''un impianto di smaltimento per rifiuti speciali, inerti, inorganici e non pericolosi
(la cosiddetta discarica green) presso il sito del Monte La Poggia".
A conferma di queste dichiarazioni, la disposizione n. 28 del 2/3/2009 del Comune di
Livorno rilascia "l'autorizzazione paesaggistica ...in quanto l'intervento, allo stato
attuale, mira ad una riqualificazione dei luoghi attualmente destinati ad una cava".

D'altra parte - come recita un documento ufficiale - "la cava rientra in area di
ambito di protezione dei Biotipi e valori naturalistici (Bi.b) regolamentato dall'Art.
17 Aree di interesse naturalistico - ambientale (A4) della Normativa del vigente
P.T.C".

Il Piano Strutturale Comune di-Livorno (approvazione 1997) dichiara, da parte
sua, che "Le aree collinari sono considerate di particolare valore paesaggistico e di
rilievo territoriale, da tutelare e valorizzare nel rispetto dei valori ambientali
storicamente consolidati."

Infine l'Atto Dirigenziale n. 132 del 7 11 2008 della Provincia di Livorno - che
decreta la conclusione positiva della Valutazione d'impatto ambientale - dichiara:

"L'intervento proposto" è "da realizzarsi nell'ambito della fase di ripristino
morfologico dell'area interessata all'attività estrattiva".

I fatti

Sorprendentemente il progetto prevede lo sbancamento di circa 178.000 metri
cubi (il volume di un cubo di 56 metri di lato) di roccia e un gradonamento, attività
antitetiche al "ripristino morfologico" dell'area.

È pure sorprendente che il progetto preveda per quell'area, sottoposta a
Vincolo Idrogeologico
(R.D.L. 3267/23), la soppressione di una vena sorgiva,
l'eliminazione di un laghetto, la canalizzazione di un torrente in un tubo
interrato, ecc.ecc.ecc.

Significativo è poi il parere Arpat che - nel corso della Conferenza di Servizi
finale del 10 marzo 2009 - ribadisce ancora una volta: "non si concorda con la
definizione di discarica di RSNP inerti, inorganici. Si evidenzia che l'intento
dichiarato è incoerente rispetto alla tipologia di discarica che si vuole realizzare"
ed evidenzia: "... la tipologia di discarica (RSNP INORGANICI) destinata comunque
ad accogliere anche rifiuti pericolosi stabili e non reattivi e la particolare criticità di
questa tipologia di rifiuti, principalmente legata alla provenienza (impianti di
trattamento inertizzazione autorizzati anche a miscelazione in deroga al divieto
previsto dall'ari. 187 D.lgs 52106)".

Per brevità sono omessi altri fatti (deroga ai limiti acustici ecc) che
contribuiscono a provare come il progetto sia in realtà causa di gravissimo degrado.

 

Considerazioni conseguenti

- E' assolutamente da censurare il tentativo del Comune e della Provincia di Livorno
di presentare la costituzione di una impattante discarica, come una operazione di
"riqualificazione" ambientale.

E' non accettabile che un'area "di particolare valore paesaggistico" - come gli
stessi documenti ufficiali dichiarano - sia gravemente degradata per conferirvi i
fanghi derivanti dalle attività di bonifica - pur necessario - dei Siti di Interesse
Nazionale presenti nel nostro territorio.

E' pure da censurare che sia stata rilasciata un tal tipo di autorizzazione senza che
sia stato effettuato un approfondito dibattito pubblico nelle sedi Istituzionali e
senza che i cittadini siano stati pienamente coinvolti.

E' da stigmatizzare che importanti controlli sulla tipologia dei rifiuti da conferire
in discarica - comprese le complesse analisi su diossine e furani - siano in realtà
degli "autocontrolli" (così definiti dalla stessa Arpat), in quanto effettuati dalla
stessa ditta proprietaria della discarica. Evidentemente le doverose esigenze sanitarie
sono state poste in secondo piano.

C'è da domandarsi, a questo punto, se Comune e Provincia di Livorno
intendano proseguire sulla linea intrapresa, riempire di discariche per rifiuti
speciali e pericolosi il territorio livornese magari mediante il piano cave dismesse,
e contribuire così al declino ambientale e anche economico di tutta la Provincia.

 

L’Associazione non commenta le due posizioni, come accennato all’inizio, intendendo solo permettere di farsi un’opinione in merito, salvo approfondire ed integrare o c/o il Comune: Settore ambiente e territorio: (secondo piano - tel. 0586 820350); Segreteria Direzione (secondo piano - tel. 0586 820196, fax 0586 820325)

oppure, andando ad ascoltare direttamente cosa ne pensa il Comitato, soprattutto sui codici dei rifiuti da lasciare o togliere, recandosi a discorrere con gli abitanti della zona, in via Limoncino, al sito del Monte La Poggia, ben individuabile seguendo gli automezzi che vanno alla discarica.

Agireverde 23.10.2010

Anche la Gabbanelli forse è meno uguale, come tutti noi

A proposito dell’art.3, ho saputo che Berlusconi ha denunciato Report per il servizio sulle ville ad Antigua. A parte che da telespettatore non mi sembra di aver rilevato alcunché di denunciabile ma, rifacendomi allo scritto di Giovanni, come è che il Premier può portare in tribunale la Gabbanelli e non viceversa e soprattutto, com'è che il Premier il tempo per andare nei tribunali, quando pensa di aver ragione, lo trova (ed è sereno nel farlo) e dei giudici si fida e quando invece è parte in causa nel procedimento (processo Mills o lodo Mondadori), i tribunali tende ad evitarli ed i giudici non vanno più bene?

Luigi Imparato 22.10.2010

la legge è uguale per quasi tutti?

Si parla tanto di debito pubblico e di mancanza di risorse ma adesso, chi pagherà per la modifica alle scritte nelle aule giudiziarie dove si evidenzia: la legge è uguale per tutti?

Certo sarebbe un paradosso se non si facesse nulla e si lasciasse tale affermazione così com’è, perché evidentemente sarebbe un falso, a meno che io non abbia capito male ed il lodo Alfano (oltretutto retroattivo!) non garantisca che se io rubo una mela vengo processato e condannato ipso facto ed invece se una mela la ruba o il Presidente della Repubblica o il Primo Ministro o il presidente della Camera o il presidente del Senato, anche se il furto è avvenuto prima che fossero eletti, invece no.

Vero che si garantirebbe serenità alle funzioni pubbliche importanti, si dice (ma per reati precedenti al fatto di essere eletti, mi sembra francamente aberrante), e però, a parte che non si sa come si faccia ad essere sereni con un procedimento giudiziario a carico, anche se posticipato,  resta il fatto che al cittadino la prescrizioni dei reati non sarebbe accessibile, per la immediatezza del giudizio, ed invece a qualcun altro, più uguale di tutti, invece si, alla faccia dell’art.3 della Costituzione:

Art.3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Giovanni Licciardi 21.10.2008

E noi ci trastulliamo con la casa a Montecarlo e la Marcegaglia che telefona a Confalonieri!

Nel mentre che in T.V , a parte i tg.de La 7 e Rai 3,  la crisi che sta prostrando il Paese sembrerebbe toccarci solo marginalmente, da tanto che le notizie vengono date e sfumate e di passaggio, quando vengono date. Nel mentre che il ritornello governativo è che stiamo reagendo alla crisi meglio degli altri Paesi ( poveri loro, allora!). Nel mentre che mi domando  cosa dovrebbero fare i cassintegrati in scadenza, i disoccupati, i licenziati con famiglia a carico, i precari nei più diversi settori, quelli con i contratti a termine, a progetto, tutti coloro insomma che sono o saranno a breve senza fonte di reddito e senza prospettive, coloro che coraggiosamente giorno dopo giorno sopravvivono, tacendo ancora la loro disperazione …………..navigando sul web, qua e là, ho trovato due righe di informazione sui dati della attuale crisi, se volete farvi un'idea personale:

L'economia italiana crescerà dell'1% nella media del 2010. Mentre continuano a ristagnare i consumi delle famiglie italiane e la disoccupazione "reale" va oltre l'11%. Sono queste le stime contenute nel Bollettino Economico della Banca d'Italia che confermano una quadro di luci e ombre……………………........................continua su:

http://www.repubblica.it/economia/2010/10/15/news/bankitalia_stime-8088117/?ref=HRER1-1

Le famiglie non sembrano disposte a spendere perché sono indebitate e i redditi scendono………………….continua su:

http://www.corriere.it/economia/10_ottobre_15/banca-italia-consumi_1f2965c6-d85e-11df-ad4e-00144f02aabc.shtml

Uno studio del sito lavoce.info svela la disinformazione sull'ultimo biennio economico: dalle tv alle agenzie governative, i dati vengono svuotati di significato. Per non disturbare il manovratore. Ora ci si mettono anche le statistiche: "L'Inps e l'agenzia delle entrate forniscono dati 'narrati' in modo da indurre in errore anche chi è in buona fede", dice l'economista Tito Boeri, "tanto che l'esercizio del controllo democratico dei cittadini è limitato” ………………..continua su:

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001945.html

Come ci si informa sull’economia? …………….continua su:

http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/10/Presentazione_Boeri.pdf

Gianni Atturio 15.10. 2010

Lasciate stare Pio per favore, che non è un ex prete, ma un Prete di strada

Nel 1973 quando lavoravo da Laviosa, gli operai mi chiedevano chi era quello strano lavoratore (con la barba già un po’ bianca), che parlava di solidarietà verso gli ultimi e di lotta di classe, e io spiegavo che era un Prete-operaio.

Per la cronaca Pio non si è mai definito in questo modo, lui sempre fuori da facili etichette, preferiva essere solo fedele alla sua testimonianza cristiana.

Erano anni straordinari, anche per una piccola azienda come quella, purtroppo il messaggio rivelato, da quella presenza importante, che avrebbe potuto indicare la strada per non trovarsi oggi: senza diritti, lavori precari, lotta tra poveri, paura del diverso, è stato recepito dai lavoratori per un breve periodo.

Leggo oggi sul Tirreno che hanno denunciato un non-violento come Pio, reo di aver organizzato regolarmente una manifestazione per dare al quartiere ancora una volta un’occasione d’incontro e per sostenere il circolo Areoc, che è il cuore di quella particolare accoglienza che non discrimina mai.

Leggo di vigili urbani aggrediti, non da Pio, ma da coloro che lo volevano difendere dall’aggressione che stava subendo, a causa di un gesto di protesta e di uno specchietto rotto.

Forse la precarietà del lavoro sta producendo davvero i peggiori guasti, se alcuni vigili non conoscono né la propria città, se anziché fare prevenzione producono repressione inutile, e a volte anche i giornalisti sembrano uscire dalle questure degli anni 50.

Lasciate stare Pio per favore, che non è un ex prete, ma un Prete di strada, che la città riconosce per le sue opera cristiana quotidiana, un’opera cocciuta in difesa degli ultimi.

Occupatevi piuttosto di quanti nel nome della chiesa di cristo, tengono nelle tasche dei pantaloni le caramelline da regalare agli adolescenti.

Lui i giovani e gli adolescenti cerca di tenerli fuori da guai.

Paolo Gangemi - Livorno 18 settembre 2010

La Libia ci mitraglia? facciamo finta di nulla, che se no magari i libici si arrabbiano pure.

Dopo aver accolto con tutti gli onori (in agosto, a Roma) il leader libico Muammar Gheddafi ed avergli dato soldi e svago, neanche fossimo un club vacanze, con pranzi faraonici e centinaia di hostess a sua completa disposizione, che tanto è il contribuente italiano che paga ed alla faccia del debito pubblico, nostro ovviamente e non di chi si divertiva col colonnello………….. neanche  un mese dopo dicevo, la Libia mitraglia un nostro peschereccio.

In acque internazionali (a 30 miglia dalla costa libica), una motovedetta libica, nostro grazioso dono e (udite, udite!) con sei militari della finanza a bordo, intima l’alt senza alcun diritto (erano in acque internazionali) a un motopeschereccio di Mazara del Vallo, identificatosi come italiano e lo mitraglia, ad altezza d’uomo e rischiando una strage.  

E per fortuna che il nostro Premier, solo due settimane, prima aveva esaltato l'amicizia tra Italia e Libia durante la cerimonia per il secondo anniversario del Trattato di Bengasi, affermando che ''tutti dovrebbero rallegrarsene'' e chi critica ''e' prigioniero di schemi superati''.

Ecco, ma un Paese che abbia conservato ancora un minimo di dignità e rispetto per se stesso, può accettare che si spari addosso alla propria gente e con le nostre stesse armi, impunemente? E se ci fosse scappato il morto, che avrebbe detto l’on.Frattini alle famiglie delle vittime, che tra amici ci può stare un qui pro quo, come sparare per uccidere, in acque internazionali e contro navi battenti bandiera italiana? Pescavano illegalmente, ha sostenuto subito l’on.Frattini, dando immediata ragione ai libici, c’è stato un incidente perché forse si è pensato ad un trasporto di clandestini, ha affermato nell’immediatezza l’on.Maroni, anche lui dando ragione pronta ai libici ………..beh, allora tagliamo corto, scusiamoci ufficialmente con la Libia per non esserci fatti massacrare in acque internazionali e riorganizziamo una bella festicciola di riappacificazione, con tante hostess, e tutto finirà a tarallucci e vino, che tanto oramai non siamo più neppure ridicoli, facciamo solo tanta ma tanta tristezza.Luigi Imparato 15.09.2010

Potere e sesso...........e io pago, direbbe Totò!

La finiana Angela Napoli non ha escluso, poi scusandosi per averlo detto, che senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite…………...apriti cielo! Eppure già nel 2008, Paolo Guzzanti, allora deputato  di Forza Italia, parlava di nomine di scambio e di mignottocrazia, sostenendo che in tutto questo ci perdeva  il senso dello Stato, il primato delle regole e la limpidezza della democrazia. Lo scandalo però non dovrebbe essere che “in un sultanato” si facciano favori a chi ci rende favori, anche particolari, ma che, invece di gioielli, vengano regalati, grazie ad una legge elettorale che non gratifica di preferenze, incarichi pubblici. E poi ci si lamenta che l’Italia sia allo sfascio: cricche a tutto spiano; capitali esportati non si sa come che rientrano anonimi e puliti, con una tassazione ridicola; una generazione intera cui sono stati scippati sogni e futuro, con lavori precari e sottopagati, quando si trovano, che sopravvive con la pensione dei nonni e senza prospettive; un mercato del lavoro, sia dipendente che autonomo, sempre più asfittico dove i cassaintegrati diventano  disoccupati ed i disoccupati scivolano alla fine nella disperazione; un Paese che, ad oggi, è senza ministro per lo sviluppo economico da più di quattro mesi  malgrado anche l’interessamento del Presidente della Repubblica, ma che invece che preoccuparsi di questo,  si trastulla “nel Fini si o no”, nel “elezioni si o no e quando”, ma non pensando al bene del Paese, come sarebbe lecito attendersi, quanto piuttosto ai propri interessi di bottega, a parte le inevitabili ma sempre uguali “sparate di propaganda”.

Mah, sembrerebbe quasi di essere “su un set di scherzi a parte”  ed invece è proprio un incubo: ma allora, che senso ha avuto mettere fine alla prima repubblica? Oppure, oppure ………………vuoi vedere che era già tutto previsto?

Luigi Imparato 10.09.2010

Comunicato dell'associazione Agireverde

 Agli associati Agireverde:

CONVOCAZIONE  ASSEMBLEA   ASSOCIAZIONE AgV  NEL  CONTESTO

DELL’INIZIATIVA  DI   SABATO  18  DOMENICA  e 19  SETTEMBRE  2010

A VILLA CRISTINA, NEL COSTITUENDO PARCO DEI MONTI LIVORNESI

In genere le nostre assemblee si svolgono in modo spontaneo lungo il cammino, tra monti, valli e borghi, nella natura e nella bellezza, a gruppi di due o più persone; siamo abituati a confrontarci nella “lentezza” del tempo libero, nella tranquillità di essere fuori dall’esigenza dell’efficienza  e dalla necessità della produzione obbligata di un risultato  tipiche dei nostri tempi.

Stavolta invece,  pur rispettando il contesto naturale , Villa Cristina è isolata nel parco dei Monti Livornesi, abbiamo voluto dichiararla e invitarvi tutti fortemente ad aderire.

Il direttivo ed il presidente hanno bisogno di voi, delle vostre idee, del vostro incoraggiamento, delle vostre eventuali, anche piccole disponibilità.  Partecipate ,  partecipate !!!!

L’ordine del giorno sarà il seguente:

1-     I VALORI FONDANTI E PROSPETTIVE PER IL FUTURO DELL’ ASSOCIAZIONE;

2-     CENSIMENTO DISPONIBILITA’ PER ORGANIZZARE LA NOSTRA OPERATIVITA’;

3-     DECISIONI TECNICO-ORGANIZZATIVE:

3.1 Gruppi tematici a-natura e città, b-cultura e solidarietà;

3.2 Piccola redazione per foglio informativo e sito internet;

3.3 Tesserina iniziative trimestrale sintetica tascabile.

L’iniziativa sarà così articolata:

Ritrovo ore 15,30 alla Guglia, trasferimento in auto al Tiro a segno, sotto al Corbolone , dove si parcheggerà. Itinerario a piedi verso Villa Cristina.

ASSEMBLEA AgV alle ore17,30-19,30 di sabato

Ore 20 Cena vegetariana in allegria, preparata dal gestore e  dopo cena andremo a lezione di orientamento notturno con un esperto.

Pernottamento nella villa e colazione condivisa.

Insomma: una breve interruzione dal quotidiano con possibilità conviviali (la cena è in autogestione), di pernottamento (che però è facoltativo), di apprendere cose nuove (l’orientamento notturno) ma soprattutto di stare insieme per un sereno scambio di idee.

Vi aspettiamo!

Nota: i particolari al link “Le escursioni”

Solo un gioco

La gente non sogna più e del resto, come sognare se il lavoro manca e quel poco che resta è sottopagato perché o così o nulla e c’è chi vende un rene per sopravvivere oppure che si uccide per la disperazione o ancora finisce sul marciapiede con l’intera famiglia perché, perso il lavoro si perde anche la casa e non si mangia più?

A me, tutto quello che è restato nella memoria della attività politica dell’attuale governo (ma non è che l’opposizione, che mi ricordi, abbia detto:- così no, ma…………….) sono state indubbiamente  la social card, spesso anche scarica  e la legge sulle intercettazioni e quella sullo scudo fiscale, quindi gli scandali della Noemi e delle escort a Palazzo Grazioli e quelli che vanno da Scajola a Verdini, da Brancher a Bertolaso  etc.etc.etc.etc. che la lista sarebbe troppo lunga ed in ultimo i giochi esclusivamente di potere, gli intrighi di palazzo insomma, di questi giorni.

E adesso, dopo tutto questo schifoso tourbillon di nulla, si parla di elezioni anticipate………………ma vogliamo scherzare?

Il Paese è “alle corde” e sembrerebbe diventato più un gioco da tavola, sul tipo del risiko o del monopoli, dove  lo scopo è acquisire visibilità e voti ma non per governare bene quanto piuttosto per avere più potere e per un periodo ulteriore.....................per fare cosa però non si sa bene, perchè proposte o controproposte non ce ne sono.

C’è da dire una cosa tuttavia: se il gioco da tavola siamo noi tutti e ci rendiamo conto di questo e basta salire su un autobus o fermarsi un po'al mercato o anche fare due chiacchiere al bar o tra amici per appurarlo, perché permettiamo che il gioco continui e soprattutto a spese solo nostre?

Luigi Russo 19.08.2010

in Italia, è ancora ammesso il dissenso?

Migliaia di terremotati aquilani si sono recati oggi a Roma, per protestare contro l’isolamento in cui sono stati abbandonati appena finite “le luci della ribalta” ed  anche a chiedere, oltre alla ricostruzione,  la sospensione delle tasse da pagare per quest’anno, avendo avuto rase al suolo attività e case.  Prima di raggiungere Montecitorio  sono stati bloccati dalle forze dell'ordine e presi a manganellate! E già sarebbe triste che la protesta di gente disperata finisca tacitata in questo modo, ma quello che però è ancora più triste è che, proprio nello stesso giorno ed in Parlamento e durante una discussione su un ddl,  anche il dipietrista Francesco Barbato sia stato tacitato con violenza, tant’è che è stato portato in ospedale.

Dunque: protestare in piazza, anche se si è giustamente esasperati non è permesso. Essere di avviso contrario su una legge, addirittura in Parlamento, neppure………..ma allora cosa è restato di permesso, dire sempre di si ed accettare in ogni caso tutto e senza discussioni?

Gianni Atturio 07. 07. 2010

etica e senso comune

Non conosco il senatore dell’Utri e della sua vicenda so quello che dicono tv, giornali e web, però a me sembra chiaro come il sole che se qualcuno viene condannato a 7 anni per concorso esterno alla mafia, quantomeno debba essere considerato inadatto a ricoprire cariche pubbliche. Non penso o almeno lo spero, che potrebbe superare un concorso per entrare nell’Arma dei Carabinieri e però rimane in libertà, percepisce lo stipendio e i benefit da parlamentare e legifera pure per conto nostro. Ma che sorta di stregoneria ci ha incantato a tal punto che neppure vedere infranto palesemente il senso comune ci scandalizza più e viene anzi accettato “come fatto normale”, con sofismi di vario tipo? O magari sono forse io che mi sbaglio ed invece è normale che così sia, che dei condannati per reati gravi cioè, legiferino in Parlamento per me………………..non ci capisco più nulla................Aiutooooooooooooooooooo!!!!!  Cusumano A. 01.07.10

Siamo d'accordo con Osvaldo, a riguardo dell'ipocrisia:

Letto il tema proposto da Osvaldo, non possiamo che sentirci ugualmente disgustati dal fatto di essere amministrati da gente che una cosa pensa, un’altra dice ed un’altra ancora fa, alla faccia della trasparenza che occorrerebbe per gestire il bene pubblico ed alla faccia anche di stipendi a peso d’oro, quando i risultati poi sono sotto gli occhi di tutti: una disoccupazione dilagante con famiglie sul lastrico sempre più numerose, giovani senza un futuro ed una tendenza sempre più evidente da parte di ciascuno a conservare un’orticello proprio ma più misero di giorno in giorno, a scapito della progettazione di un domani migliore  per tutti e non solo per sé. Certo l’onestà intellettuale e morale non garantirebbero da sole una soluzione alla crisi, se in Cina gli operai della Honda si conquistano, con lo sciopero, un aumento del salario da 90 a 120 euro al mese, che per noi è sempre straconcorrenziale ………………..ma almeno non ci farebbe sentire presi per i fondelli, quando l’esigenza di una legge sulle intercettazioni  viene fatta passare come una preoccupazione fondamentale del Paese e non di chi ha invece interessi sporchi da difendere.

Agireverde Livorno 19.06.10

A proposito di ipocrisia
La parola ipocrisia deriva dal greco e significa simulazione. L'ypokritès era un attore e l'ipocrisia indicava la recita dei protagonisti dello spettacolo. La dote dell'ipocrisia è innata nei politici che affermano una cosa e si comportano in modo opposto. La cosa stupefacente è che lo fanno sotto i nostri occhi senza subire alcuna conseguenza. Bisogna interrogarsi su questo mistero, su cosa rende possibile l'impunità di chi, ad esempio, percepisce lo stipendio da parlamentare e da amministratore delegato di Expo 2015, come Stanca, o delle pensioni maturate dopo due anni e mezzo di presenza saltuaria in Parlamento e la richiesta di alzare il tetto a 70 anni o delle 600.000 macchine blu quando negli altri Paesi gli amministratori si spostano con i mezzi pubblici. La risposta è che forse l'italiano ama gli ipocriti, li considera con rispetto. Non è semplice del resto imporre agli altri un comportamento virtuoso, fare il contrario ed essere anche remunerati per farlo. E' un esercizio di magia. Tutti vorrebbero sapere come si fa. E' ammirabile la faccia di culo (di ipocrita) di chi dice di voler abolire le province e partecipa alle elezioni provinciali o la leggerezza d'animo di chi chiede sacrifici mentre i partiti si mettono in cassa un miliardo di euro di finanziamenti elettorali (chiamati ipocritamente "rimborsi") nonostante un referendum li abbia bocciati. I politici sono attori che interpretano una parte e i cittadini li prendono sul serio. Le carceri sono piene di persone che hanno fatto uso di marijuana per una legge voluta dal Parlamento in cui prosperano i cocainomani. Chi paga le tasse riceve la visita della Finanza, chi le evade è condonato con un'elemosina del 5% detta ipocritamente "Scudo Fiscale". L'ipocrisia è stile, linguaggio, terminologia. Le parole dell'ipocrita sono ampollose, ma giuste, retoriche, ma severe. L'ipocrita trova sempre le parole per dirlo, per celebrare l'Unità d'Italia o la coesione sociale. Lo stesso Vocabolario della Lingua Italiana va reinterpretato come un Dizionario dei Contrari. Il potere dell'ipocrita nasce da una ipnosi collettiva, da un ammaliamento, da un abdicazione della ragione. Eppure questo potere esiste e opera tra noi, grazie a noi, su di noi. Si combatte (ipocritamente) la mafia e si espone il pentito di mafia Spatuzza alla vendetta mafiosa. Si giura sulla Costituzione e la si vuole cambiare. "Ama e fa ciò che vuoi", disse San'Agostino. "Diventa ipocrita e fa ciò che vuoi" è la versione per gli italiani. Non per tutti, solo per coloro che se lo possono permettere. Il mistero comunque permane: "Perché se lo possono permettere?".

letto per voi e proposto (dal blog di Grillo ......................antipolitica?)

Osvaldo Ruotolo 19.06.10

A proposito del Parco dei monti Livornesi

nell’ambito di un progetto presentato alla Provincia, vòlto a far conoscere il Parco ai livornesi sia con appuntamenti videofotografici che escursionistici, ci siamo trovati ad avere molte perplessità sul Parco stesso, proprio in quanto, percorrendolo e cominciando a conoscerlo un po’ meglio, ci siamo chiesti: - esiste un Piano del Parco ed esiste ufficialmente un Parco…….ma il Parco esiste realmente, oltre che sulla carta?

Ecco, questa domanda ci è venuta spontanea perché nel corso degli anni la differenza tra il prima del Piano ed il dopo, francamente non si vede: non esiste una rete di sentieri numerati che si possa seguire, non esiste una cartografia 1:10.000, la ippovia indica che si è sul sentiero 00 ma non dice mai dove siamo esattamente nè dove si va, non esistono cartelli ad indicare che si è in un Parco e ovviamente il Parco non viene delimitato in alcun modo; alcune emergenze di interesse pubblico poi, tipo i mulini a vento della Valle Benedetta, sono visibili solo da lontano e sono anche recintati e quindi non fruibili, l’acquedotto comincia poi ad essere invaso dalla vegetazione, non è messo in sicurezza, ci sono tronchi sulle arcate ed in alcuni periodi dell’anno  è anche zona di bandita di caccia al cinghiale e quindi pericoloso …………in sintesi, chi si dovesse avventurare nella zona del Parco, senza una bussola e senza avere precedentemente un’idea di dove siano esattamente la Valle Benedetta, Colognole e tutti gli altri paesi intorno, rischierebbe  di perdersi nella macchia.

Come poter immaginare allora, se manca anche il minimo indispensabile, che ci sia un Parco e che oltretutto possa avere un futuro per il territorio dei comprensori interessati, oltre che ambientale anche economico?

Detto questo, un’ultima osservazione ci sembra doverosa anche riguardo alla individuazione di chi dovrebbe essere responsabile del Parco stesso e che non siamo stati in grado di individuare con certezza, per quanto siano stati cercati………….ma allora, non trovandosi interlocutori, a che serve avere idee, progetti ed interessarsi al Parco se poi non si sa a chi potersi rivolgere?

Ps: anche nel recente protocollo d’intesa per l’acquedotto Leopoldino, firmato da Cosimi, ad esempio, si fa un riferimento al Sovrintendente ai Beni Ambientali, Architettonici Artistici e Storici di Pisa, al Presidente della Provincia di Livorno, al sindaco del comune di Collesalvetti, …………………..e l’ente Parco?

Assoc.Agire Verde 09.06.2010

Senza pudore, anche nel prenderci per i fondelli!

Oggi ho sentito che Calderoli ha proposto una riduzione dello stipendio di ministri e parlamentari del 5%, come esempio dall’alto per i sacrifici  che gli italiani dovranno sopportare con la nuova manovra correttiva di bilancio, a gravare su pensioni, contratti e liquidazioni.

Ecco, a riflettere su questo nobile gesto quasi quasi mi veniva da piangere per la commozione, nello stesso tempo però, mi domandavo: ma come, fino a ieri l’Italia, secondo la TV ed a sentire i proclami del governo, non era in crisi, non aveva imprenditori ed operai che si suicidavano perché il lavoro mancava e manca, non aveva stipendi tra i più bassi in Europa con una tassazione tra le più alte ed addirittura si incitava all’ottimismo ed al consumo e chi parlava di crisi era un disfattista e la crisi era solo psicologica ……………….che dire, che è inutile commentare perchè l’evidenza già si commenterebbe da sola? Il brutto è che, con questa filosofia, oggi non si commenta e domani neppure ci si accorge più di quello che accade, accade e basta ed è sempre la gente che lotta duramente per sopravvivere e non ha milioni da accantonare, spesso neppure onestamente accumulati, a rimetterci. Antonino Cardamone 15.05.2010

ma, fiducia in cosa?

Dopo le regionali, con la calma elettorale che durerà  per un triennio, finalmente il governo,  “il governo del fare”, potrà governare, non dimentichiamoci comunque che esiste una maggioranza che può legiferare d’urgenza grazie a ddl, fregandosene di ogni opposizione contraria.

La prima legge approvata:

7 aprile - stop di 18 mesi ai processi che riguardano ministri e presidente del Consiglio per esigenze di governo, uno scudo cioè che permette al presidente del Consiglio ed ai ministri di sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria, privilegiando gli impegni governativi "autocertificati".

Intanto il reddito delle famiglie è diminuito del 2,8% rispetto al 2008 e la disoccupazione aumenta, secondo dati cgil all’11,5%. Eppure sembrerebbe una ricetta semplice, per rimettere in moto l’economia, quella di stimolare la creazione di posti di lavoro in ogni settore, garantendo così reddito e prelievi fiscali e contributivi, per risollevare insieme famiglie e debito pubblico e I.N.P.S.

La Confindustria, che di lavoro e produttività dovrebbe intendersene, afferma che il Paese è fermo da anni e anzi è arretrato di molto in ricchezza prodotta, con la previsione inoltre di restare sotto e di parecchio alla crescita economica degli altri paesi U.E e sostiene che la priorità non sono le riforme istituzionali, ma quelle economiche, in linea con quanto detto prima: + lavoro, + reddito, + inps e + soldi per l’erario e quindi per lo Stato (un po’ come dire che l’acqua bagna).

Di cosa intende occuparsi invece la nostra intellighenzia politica? Di presidenzialismo, dell’elezione diretta dai cittadini del capo dello Stato che diventa anche anche capo del governo.

Beh! Mi sembra chiaro che gestire l’Italia diventa a questo punto una specie di opzional perché è il potere assoluto la posta in gioco e mi sembra anche chiaro che chi vive sulla propria pelle il dramma della recessione, come quella madre che si è vista rifiutare la mensa a scuola alla figlia piccola perché proprio non poteva trovare i 100 euro indispensabili ogni mese, non abbia molta fiducia che qualcuno si occuperà mai dei propri drammi, personali e comuni a milioni di altri…………………ma gli altri, quelli che dicevano: è bravo per se stesso lo sarà anche per noi, questi, come mai la fiducia non la perdono?

Luca Antico, 10.04.2010

e adesso, pensiamo un po' ai problemi della gente o al presidenzialismo?

Se si governa bene la gente ti rielegge, basti vedere la Puglia e la lista di Vendola. Se si governa male invece, vedere la Campania dell’ex Bassolino, o Lecco, dove non è stato eletto nientemeno che il ministro leghista Castelli, la gente non ti vota: questo mi hanno detto le regionali 2010. Un’altra considerazione che mi è venuto di fare è poi che la politica, quando è a contatto con la gente e ben radicata nel territorio, come la Lega al nord, ha ascolto e sèguito, se il messaggio è chiaro e condiviso……….vi ricordate cosa accadeva per il P.C.I , ai tempi di Berlinguer e delle feste dell’Unità? Vero anche che a quei tempi la falce e martello ed i suoi uomini erano una garanzia di onestà e credibilità e soprattutto era anche vero che la gente poteva contare su di loro per risolvere i problemi………..altro che inciuci e governi ombra!

Ma allora, perché i programmi alternativi a quelli che stanno portando allo sfascio il Paese non vengono urlati in modo chiaro e forte, perché si capisca in modo altrettanto chiaro e forte quale è l’alternativa possibile? Già, ma questa alternativa esiste veramente, oppure, come dicono i nuovi movimenti a 5 stelle, il PD è più o meno un PD meno L, con qualche voto in meno ma la stessa identica aspirazione al potere ed alle poltrone?  

Comunque sia, speriamo che adesso finalmente ci si dedichi anche un po' alla reindustrializzazione di un Paese che delocalizza, all'occupazione che ci vede con un 30% di giovani senza lavoro,alla ricerca, allo stato sociale........etc.etc.etc, che si pensi a governare insomma che il presidenzialismo, come i legittimi impedimenti, non aiutano a mettere insieme il pranzo con la cena........... ma spes ultima dea, temo!

Gianni Atturio 30.03.2010  

mi devo preoccupare?

Il pallone è mio e le regole le stabilisco io!

Peccato che per pallone si debba intendere La Repubblica Italiana ………………..non so a voi ma a me comincia ad accapponarmisi la pelle per come viene utilizzato il Parlamento di questi tempi e se visceralmente si poteva anche comprendere il discorso che veniva fatto da taluni, prima delle ultime elezioni politiche …………..ma insomma, dicevano, saprà ben gestire anche gli interessi del Paese, chi lo gestisce come un’azienda, come una propria azienda………………..Beh!, adesso si dovrebbe ben evidenziare che non sta andando proprio così: si va verso i 2.500.000 di disoccupati, la ricchezza del Paese è diminuita del 7% in due anni ed il rapporto debito pubblico/pil dal 105% del 2008 sta andando verso il 117% (la Grecia è al 129%). In altre parole, a me sembra chiaro: il mio è mio ed il tuo, che però amministro io, se tutto va bene è mio e se va male resta invece tuo, che tanto il pallone è mio e le regole le stabilisco io.

Mi dà un po’ da pensare piuttosto che il conflitto di interessi e le regole elettorali, potevano essere cambiate quando al governo c’erano altri e nessuno se ne occupò.

Mi devo preoccupare?

Rossano Ambrosetti 08.03.2010

scandali e solo scandali.............e del Paese, chi se ne frega?

Senatori della repubblica eletti con l’aiuto della n’drangheta ed appalti pubblici miliardari pilotati ad amici ed amici degli amici (che sarebbero solo “affari sporchi” quando non gravassero sul debito pubblico); uno scudo fiscale che permette il rientro di capitali dall’estero ed in modo anonimo (non si sa chi li ha esportati nè chi li riporta indietro “per ripulirli” , con una tassazione al 5%  che già solo questo dovrebbe scandalizzare essendo una pensione minima tassata al 23% ; un Presidente del Consiglio che definisce talebana la magistratura, che pure, se anche quando sbaglia non paga, rimane comunque l’entità che garantisce il rispetto delle leggi; un Parlamento che si occupa solo di processi brevi, di legittimi impedimenti e di mortificare le intercettazioni, quando sono state proprio queste ad evidenziare gli ultimi scandali; una corruzione dilagante, secondo la Corte dei Conti e non ad impressione; un disinteresse totale per i problemi della gente: occupazione, stato sociale, produzione industriale, pensioni; partiti di maggioranza, che dovrebbero guidarci fuori dal baratro e che invece sono talmente pasticcioni che neppure sanno presentare le proprie liste elettorali in modo corretto e devono, slealmente, ricorrere a ddl ad hoc, forti di un potere legale ma assoluto, per ovviare alla propria incapacità.……………ma che schifo di Paese è mai diventato il nostro e come si è potuti arrivare a tanto degrado economico, politico ed etico ed in un così breve volgere di tempo?

Donatella Contini 06.03.2010

Forse tutto va bene e quindi, che si va a cercare?  

A me dispiace che ci sia stato l’episodio Tartaglia/Berlusconi, non essendo auspicabile per nessuno essere feriti in quel modo ma anche perché, come diceva Silver, in questo modo non si fa altro e dopo mesi e mesi di informazione mirata, che parlare e riparlare ancora e soltanto del premier, delle sue scappatelle, dei suoi processi, di tutti coloro che in un modo o nell’altro gli sono contro e adesso, anche del fatto che è stato vittima di una campagna d’odio fomentata da Repubblica, l’Espresso, Santoro, Travaglio !!! Ma, a parte che informare, con possibilità di contraddittorio, non equivale a diffondere odio, veramente l’Italia ha bisogno di questa ossessiva ed incombente presenza mediatica ed ha solo questo tema da avere in testa ogni giorno?

E per Italia intendo soprattutto quella dei disoccupati, quella dei lavoratori in cassa integrazione e quella degli addetti nelle piccole imprese che chiudono e che quindi non sapranno, da un giorno all’altro, come pagare le bollette, la spesa alimentare, i libri per la scuola dei figli……………..ecco, a questa Italia, che tra l’altro ha anche un debito pubblico immenso, interessa di più sapere quale cravatta indosserà oggi il nostro primo  ministro e domani o dopodomani, oppure avrà anche voglia di essere edotta su cosa si stia facendo per risolvere i problemi del Paese?

La risposta mi sembra ovvia, ma allora perché non si discute altro che di Berlusconi qui e Berlusconi là?  Gianni Atturio 16.12.2009 

Si sbaglia?

Berlusconi e Noemi, Berlusconi e le escort, Berlusconi e Mills, Berlusconi e il lodo Alfano e il processo breve, Berlusconi e De Benedetti, Berlusconi e Spatuzza e la mafia………………….e bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

I giovani non trovano fonti di reddito, non creano famiglie e non hanno figli, i disoccupati aumentano e sono sempre di più, i precari e quelli che temono concretamente di perdere il lavoro  non hanno indicazioni di alcun tipo su dove andare a sbattere la testa quando dovranno rimettersi su un mercato che non li vuole, il commercio è in crisi (notoriamente il disoccupato non acquista), le fabbriche sono in crisi (se non c’è domanda l’offerta è inutile), il turismo è anch’esso in difficoltà etc.etc.etc……………Perchè di questo non se ne parla, alimentando veramente e finalmente l’ottimismo, mostrando chiaramente le soluzioni e facendo vedere i politici, non impegnati nei talk show in TV ma nelle piazze ad ascoltare i problemi della gente e nelle sedi appropriate, a risolverli?

Secondo me il no Berlusconi day non significa molto perché la gente, quella che paga le bollette, quella che va al mercato, quella che lavora ed anche quella che purtroppo non lavora e soffre ogni giorno, sa già bene come stanno le cose, proprio perché tocca con mano il progressivo degrado del Paese, sia morale che economico.

Il problema non è Berlusconi si o no e neanche i suoi processi, l’antiberlusconismo poi è di antica data e non migliora nulla, il problema è piuttosto l’immobilismo assoluto nel fronteggiare la crisi (social card e scudo fiscale esclusi, ovviamente!), ma purtroppo, ciò che a me sembra grave e mi rende oltremodo pessimista è che se anche eventualmente ci fosse un governo diverso ed alternativo a quello attuale, che farebbe questo nuovo governo? Abbiamo ascoltato idee forti da praticare, in questi ultimi tempi? La maggioranza parlamentare, si dirà, impedisce una normale dialettica politica ……………ed allora, ben sapendolo anche prima, perché non la si è cambiata quando questo era possibile? Che forse perché faceva comodo a tutti poter destinare le poltrone a chi piaceva al vertice, piuttosto che alla gente (le preferenze)?

Ed a proposito di Berlusconi, essendo chiaro che esistono da sempre conflitti di interesse tra il pubblico ed il suo privato, questo era chiaro anche prima che vincesse le elezioni, ma allora, perché non si è fatto nulla per porvi rimedio? Che forse perché farsi nemici importanti non è prudente, non si sa mai?

Ecco perché, Berlusconi o no, secondo me, senza gente nuova che non abbia “il potere” come priorità assoluta ed abbia invece il bene comune come fine, sarà difficile che si veda mai qualcosa di nuovo sotto il sole, ma posso anche sbagliarmi. Mi sbaglio?

Anna Vigevano 07.12.2009

un'iniziativa da riproporre

Sabato 14 novembre abbiamo visitato il frantoio "Il Casone", a Vada.

Le olive vengono frante sia secondo l'antico sistema tradizionale a macine di pietra, sia con sistemi  più moderni ma comunque solo a freddo e, guidati da uno dei proprietari, esperto conoscitore e appassionato estimatore di olio, abbiamo assistito alle varie fasi della frangitura, fino alla fine  quando abbiamo visto un filo d'olio verde dorato scendere lentamente nei recipienti, riempiendo l'aria di un odore fragrante.

Quest'olio non viene filtrato meccanicamente, ma viene lasciato riposare naturalmente e tolto periodicamente dal sedimento depositato, per non togliere nulla all' integrità del prodotto.

Abbiamo infine assaggiato un'ottima "fettunta", con l'olio nuovo appena franto, offerto dai proprietari come assaggio e anche un ottimo castagnaccio, innaffiato da limoncello……………un’esperienza bella, interessante e senz’altro da ripetere, anche in altri settori del biologico. Maria Luisa 16.11.2009

Colletta alimentare il 28 novembre: perché no? (dettagli particolareggiati al link infosoci spazio aperto)

 

Approfitto di  questo spazio  per   condividere con voi la mia esperienza della colletta alimentare.

Ho sempre o quasi sempre partecipato a questa iniziativa donando, come  molti di voi, dei generi alimentari.

Nel   2007  mi è stato chiesto di mettere a disposizione  3 ore del mio tempo libero per partecipare alla colletta ed ho pensato…. PERCHE’ NO  ?

 

L’anno scorso quando mi hanno proposto di fare la coordinatrice per la COOP in via A. Frank non ho esitato nemmeno un momento. Ho detto subito di SI..

 

E’ stato  bello vedere la partecipazione di   persone di tutte le età, religione e nazionalità, ed è stato anche bello sentir dire ai volontari ” CI VEDIAMO IL PROSSIMO ANNO.”

 

E’ stato emozionante anche vedere il magazzino di stoccaggio degli alimenti vuoto il giorno prima della  colletta e trovarlo il giorno dopo pieno di scatole e pensare alle persone che hanno donato e alle persone che riceveranno.

 

Sono arrivata alla fine di questa giornata stanchissima, ma con una carica, una gioia dentro che mi ha fatto dimenticare tutta la fatica.

Cosi anche quest’anno sono qui a dare una mano alla colletta e questa volta  sono coordinatrice della COOP di via Settembrini, dovendo dire che all’inizio mi sono un po’ spaventata pensando alle dimensioni di questo supermercato, ma poi…………….. ho accettato e sono contentissima di averlo fatto.

 

Se qualcuno  fosse interessato a partecipare a questo gesto può contattarmi al 347 4061155 o inviare un e-mail: antopia2007@tiscali.it, indicando come oggetto “partecipazione colletta” nome cognome recapito telefonico  Le fasce orarie sono le seguenti 8-11 11-14 14-17 17-20 .

 

Io sarò presente alla Coop via Settembrini tutto il giorno.

                                                                              Maria Pia

 

      Per chi volesse sapere di più su questa giornata può consultare il sito       www.bancoalimentare.org/colletta/

  Maria Pia Nacci 06.11.2009

per costruire un processo partecipativo dal basso

La globalizzazione impoverisce la classe lavoratrice mondiale e la costringe ad indebitarsi, ma questo porta al crollo l’intera economia. Le crisi ambientale e climatica impediscono di tornare alla crescita giacchè i nostri consumi hanno superato la capacità della terra di generare risorse. Dal punto di vista sociale poi, sappiamo che il 20% della popolazione mondiale possiede l’86% della ricchezza, mentre il 40% ha solo il3% . Bisogna quindi passare ad un sistema equo, sostenibile solidale e sobrio perché tutti possano vivere . Occorre quindi garantire le condizioni che attengono al piano dei diritti, alla qualità della vita e dell’ambiente, ciò che si definisce benvivere. Le vie della sobrietà si possono riassumere in alcuni consigli fra cui . evitare l’inutile e l’usa e getta, riusare, condividere beni durevoli, riparare, riciclare ,investire in energie rinnovabili, far attenzione agli imballaggi ,consumare locale e biologico.

Per  coniugare sostenibilità, piena occupazione e diritti per tutti occorrono tre capovolgimenti : politici culturali e organizzativi .Dobbiamo ridefinire i percorsi preferenziali dell’economia non considerandola solo come mercato ma articolata in un’economia del fai da te,  in quella della solidarietà collettiva e in quella dello scambio mercantile.

L’economia del fai da te ci fa recuperare sicurezza e libertà e si può entrare in un rapporto di scambio tra pari . Non solo scambi di oggetti sulla base del baratto ,ma anche scambio di servizi sulla formula delle banche del tempo che sostituisce lo scambio delle attività allo  scambio del denaro.

Per le grandi scale servono però forme più organizzate che possano rispondere ai bisogni ed ai desideri .I bisogni o diritti fondamentali non appartengono al mercato ma alla comunità organizzata che, oggi, vi fa fronte con il meccanismo fiscale. Questo significa far dipendere le risorse dal buon andamento dell’economia. Ora che questa non può più crescere , bisogna far funzionare l’economia pubblica non con la tassazione del reddito ,ma con la tassazione del tempo per cui tutti veniamo a passare parte del nostro tempo in un servizio pubblico. Avremo così beni e servizi gratuiti in cambio di lavoro gratuito. Si potrebbe anche far funzionare la macchina pubblica attraverso il lavoro dei cittadini. In concreto, ogni adulto potrebbe mettere a disposizione della comunità qualche giorno al mese; avrebbe in cambio garantito il diritto di accedere gratis ai servizi pubblici. Si riattiverebbe  così , la coesione sociale e la forza della comunità . Per garantire al pubblico piena autonomia, dobbiamo assicurargli  un retroterra produttivo in modo da non costringerlo a comprare sul mercato tutto ciò che serve.

Il mercato infine,si occuperebbe dei desideri sottostando alle regole che tutelano l’interesse collettivo. Il benvivere esige una  miscela corretta di fai da te, di economia pubblica e di mercato. Ogni individuo viene inserito nei tre comparti e la flessibilità deve essere al servizio dei lavoratori perché possano scegliere in base alle proprie esigenze di reddito.I cambiamenti del sistema  richiedono tempi lunghi. Occorre indicare alle persone l’obiettivo verso cui andare,un lavoro da svolgere in maniera collettiva e tornando alla politica vera.Cambiare è possibile ,facciamolo con coerenza e il sostegno della gente. Opponiamoci all’avanzata di scelte distruttive, presidiamo il territorio con gruppi di cittadini,trasformiamo il sistema in un’ottica di sostenibilità. Con la crisi bisogna aggrapparci a due ancore: la solidarietà collettiva e la creazione di posti di lavoro  nell’economia sostenibile come la riconversione dell’industria meccanica per produrre mezzi di trasporto collettivi, il potenziamento e rifacimento della rete idrica, il rafforzamento di molte infrastrutture e servizi di pubblica utilità.Produrre poi per i bisogni del sud del mondo contribuirebbe al loro sviluppo e sosterrebbe la nostra economia, mentre la riduzione dell’orario di lavoro ci permetterebbe di avere la piena occupazione e dividere la ricchezza più equamente fra salari e profitti. Per realizzare tutto questo, le associazioni, i gruppi, i movimenti sociali oggi numerosi ma separati, dovranno relazionarsi tra loro organizzando strutture di collegamento al livello nazionale ed anche internazionale.Dobbiamo costruire un grande movimento all’interno del quale ogni gruppo mantiene la sua identità e specificità d’azione, ma contemporaneamente porta avanti un comune progetto politico. Mandate un messaggio di adesione per costruire un processo partecipativo dal basso.

Indirizzo.

Centro nuovo modello di sviluppo, via della Barra 32 , 56019  Vecchiano  ( Pi ).

Email: coord@cnms.it

Antonio Careddu 30.10.2009

Napoli, 2 luglio 2009

PACCHETTO SICUREZZA:
ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI

Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro degli interni Maroni.
Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così
razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora ripetiamo sugli
immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo, che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione.
Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni 23°
nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di
soggiorno (i nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari
e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non
rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe.
Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano:
passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini.
Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione.
"Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro
il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi
razziali".
Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo.
Per ben due volte la costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della
fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della
disobbedienza civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles(California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale. Nell'omelia del
Mercoledì delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e
a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.
Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20).

Alex Zanotelli

Siamo messi proprio male!

E chi mette in dubbio che non si possano vendere articoli con il marchio falsificato……….anche se bisognerebbe essere ciechi per non vedere la differenza tra un Prada autentico ed uno falso, acquistati da un ambulante e quindi, come viene sequestrata la droga al narcotrafficante……….è giustissimo sequestrare “il corpo del reato” all’extracomunitario.

Che poi, chi se frega se, privo della sua possibilità di guadagnarsi la giornata, l’extracomunitario senza borsone o deve mendicare o deve rubare…………non doveva proprio venire in Italia ad inseguire una speranza di vita migliore, come fecero agli inizi del secolo gli italiani in America.

Povero Paese nostro che si deve preoccupare di chi delinque (si fa per dire) per non appartenere al miliardo di persone che nel mondo muoiono di fame, vuol dire che siamo proprio messi male!

Ps: vi mando l’articolo da cui ho tratto la notizia. Silver 20.06.09

 

La legge sulle intercettazioni è fatta, adesso si può pensare al Paese?

Nel Paese del “si salvi chi può”, dove i problemi di alcova del Premier sono più importanti della disperazione dei molti che a salvarsi hanno difficoltà, dopo le elezioni europee, si va avanti: con la sinistra radicale che invece di unirsi si divide e sarebbe stato un partito da 7/8%, con il PDL che malgrado faccia poco, si veda la social card come esempio, continua a ricevere più consensi del PD e con la Lega che avanza (un consigliere in Provincia, a Livorno!), facendo quello che, secondo me, la politica dovrebbe fare e cioè parlare con la gente e diventare un punto di riferimento, grazie anche ad una diffusione capillare sul territorio, per coloro che pagano le bollette di luce e gas e fanno la spesa tutti i giorni o anche che perdono il lavoro, per tutti quelli che hanno problemi reali ed esigono soluzioni concrete ed a breve. Sarà un caso che al nord chi è senza lavoro vota Lega?

A dire il vero anche Di Pietro parla con la gente e difatti anche l’Italia dei Valori aumenta consensi, come pure le liste Civiche, dove si presentano; ecco, ascoltare i problemi della gente, viverli e proporre fermamente soluzioni non demagogiche, forse questo servirebbe ad un partito di opposizione che aspiri a governare il Paese. Non penso che questo il PD lo abbia fatto e difatti ha perso consensi.

L’affare Mills, l’affare Noemi, il lodo Alfano, la legge sulle intercettazioni, il conflitto di interessi……………… ma andiamo avanti! Perché invece che all’antiberlusconismo di maniera non ci si dedica a sottolineare, continuamente, ossessivamente, che chi perde un lavoro o un lavoro non l’ha o lo ha solo temporaneamente, non può contare su una Stato che lo sostenga e lo aiuti fino al superamento del momento di crisi?

Perché non evidenziare cosa non viene fatto adesso, cosa non è stato fatto prima (che la problematica è preesistente al PDL) e cosa invece si dovrebbe invece fare  …………… e senza mollare di un passo?

In Italia chi perde il lavoro diventa niente, senza uno stipendio si diventa niente e penso ai disoccupati, ai cassaintegrati che comunque qualcosa hanno, almeno fino al termine dell’integrazione, ai precari, ai milioni di persone che hanno poco o nulla e che finito il lavoro a termine hanno solo le bollette da pagare e la disperazione di chi deve inventarsi la vita con uno Stato che non c’è per darti una mano, perché ”sono solo cazzi tuoi” e, al limite, se hai proprio fame e neanche i genitori pensionati ad aiutarti, c’è la caritas……………

Ma perché in Olanda o Inghilterra un sussidio lo hai, quando perdi il lavoro, e qui da noi no, perché là esistono alternative possibili alla disperazione e ti vengono proposte e qui no e sei abbandonato a te stesso?

Non bisognerebbe almeno capire perché tutti e tre siamo in Europa eppure là lo Stato ti aiuta e qui da noi se ne frega, salvo demagogici e televisivi annunci di sussidio che sono in realtà offensivi per la dignità umana?  Ma che una società civile e responsabile non crea un fondo per le famiglie senza reddito, non gli congela il pagamento delle bollette oppure ne permette il pagamento con prestiti d’onore, aiutandole però nel trovare una nuova fonte di reddito con cui fare fronte all’impegno? 

Si dirà che occorrono soldi e che lo Stato non li ha………………..ma allora, invece di raccontare della sacralità della vita, come nel caso di Eluana Englaro, si distribuisca cinicamente cianuro e si abbia almeno il coraggio della verità! Che poi, soldi per migliorare la qualità della vita non ci sono ma i miliardi di euro per il ponte di Messina, quelli invece ci sarebbero?

Ps: mi leggevo un documento a firma Unione Inquilini sul caro affitti e sulla sproporzione tra canone e retribuzione / pensione e sugli sfratti…………..con tutta una serie di proposte per risolvere il problema.Ecco, non dovrebbero essere soprattutto di questo tipo, terribilmente e drammaticamente reale le questioni dibattute quotidianamente dai partiti, di destra o sinistra?

Silver 13.06.09

                           Lettera aperta ai candidati alla carica di sindaco,

                                          elezioni amministrative 2009

La nostra associazione, nell’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, desideran -do offrire ai propri associati una visione non pregiudiziale dei candidati alla carica di sindaco di Livorno per il 2009 e permettere quindi una scelta di voto massimamente ponderata, in base essenzialmente ai programmi, si permette di sottoporle alcune proprie riflessioni sulle quali ameremmo avere una risposta ed anche, in modo preminente, su come lei orienterebbe l’amministrazione della città qualora fosse eletto e verso quali prospettiva di sviluppo.     

In altre parole, cosa intenderebbe fare per traghettare (o almeno provarci) la città di Livorno fuori da una crisi che sembrerebbe averla degradata in modo sensibile sotto molteplici aspetti ed a  tutti i livelli?

A nostro avviso, alcuni punti importanti da porre al centro dell’attenzione della prossima amministrazione e sui quali invitiamo ovviamente gli associati a porre attenzione, riguarderebbero la valorizzazione generale della nostra città, con priorità particolare ai valori della vivibilità urbana e dell’accoglienza dell’ambiente, sia naturale circostante che urbano in senso stretto, come pure a quelli della sua vivacità, sia dal punto di vista economico che culturale e turistico.

Nello specifico, le nostre riflessioni riguardano i seguenti punti :

1Il centro storico di Livorno, che ci sembra soffrire del problema dell’inquinamento in senso lato e nelle sue varie specifiche forme, a partire soprattutto da quello dei rifiuti ma arrivando, conseguentemente, ad una decadenza evidente delle attività economiche.

Alcune zone, ad esempio, anche pregiate (via Grande ex-via Ferdinanda, l’area del Mercato, il quartiere Venezia e tutte le aree collegate), mostrano i segni del degrado in termini di mancata manutenzione e riqualificazione, un’assenza di parcheggi e di viabilità ciclabile, una mobilità urbana faticosissima, anche a causa di un piano del traffico oramai obsoleto, come anche vanno evidenziando la chiusura sempre più massiccia di attività sia economiche che culturali, ben oltre, ci sembra, il grave momento di crisi anche nazionale.

Lo stesso centro inoltre, rischia di andare incontro ad una serie di interventi deturpanti, come potrebbe essere, sempre come esempio, il progetto immobiliare in Piazza del Logo Pio,  occasione che invece di essere sfruttata come operazione di riqualificazione urbana, a nostro avviso, appesantirebbe soltanto il quadro edilizio generale di una città che è invece di case dovrebbe non averne bisogno, stante il costante calo demografico.

E, a dire il vero, questa situazione non ci sembra frutto del caso quanto piuttosto di una incapacità di programmazione: si è lanciata una grande politica di espansione urbana con le operazioni di “Porta a Terra” , “Porta a Mare”  e “Nuovo Centro”, tutte finalizzate a creare una città “policentrica”, ma tali espansioni urbanistiche , secondo noi, avrebbero potuto avere un senso se le Amministrazioni avessero avuto le risorse per poterle sostenere, senza asservimenti speculativi, in funzione di una riorganizzazione urbana e dell’interesse cittadino, in realtà invece hanno finito solo per delineare una città “acefala”, una città senza un vero centro e senza una politica di infrastrutture funzionali, senza qualità o arredo urbano adeguato, sia per carenza di investimenti che per scarsezza di risorse, drenate in altre direzioni.

2 La raccolta dei rifiuti poi, non contribuisce certo a migliorare l’aspetto della città, con cassonetti veramente antiestetici, ingombranti ed anche antigienici. Perché invece di limitarsi ad applicare le comuni indicazioni normative, non vengono ricercati o  ancora meglio estendesi dei processi innovativi, sul tipo della raccolta porta a porta, già sperimentati a Milano, Venezia, Bolzano, Lucca , Salerno e avviata in alcune zone anche  a Livorno?

3        Per quanto riguarda il discorso energetico invece, che per noi riveste sempre primaria importanza, siamo dubbiosi che si proceda nella direzione di una produzione sostenibile di energia: il progetto del rigassificatore va avanti, essendo tuttavia il gas, come il petrolio, in via di esaurimento e lasciandoci comunque sempre dipendenti da altri………….. e l’impulso ai programmi di sviluppo per fonti alternative di energia, malgrado esistano a Livorno  le condizioni geografico ambientali per poter avviare la produzione di energia dal vento? Perché ad esempio abbandonare o anzi mai attivare il progetto Alterna che nel  2007 fu presentato, con lo scopo di studiare  l'introduzione di impianti in area portuale per produrre energie secondo metodologie alternative? E neppure al risparmio energetico viene data attenzione, ed eccone due esempi: nelle scuole e negli uffici pubblici, ad aprile, si soffre il caldo e basterebbe un uso appropriato dei termostati per ridurre gli sprechi; il nuovo Regolamento edilizio cittadino, approvato di recente, pur in presenza di una nuova visione di valorizzazione degli aspetti della bio-architettura e delle energie rinnovabili, ha introdotto dei meccanismi premianti per i cittadini che investono in energie rinnovabili, senza però ottenere un risparmio significativo sugli oneri di urbanizzazione secondaria.

4        A proposito del Parco dei monti livornesi, inoltre,  preso atto che la Giunta attuale ha approvato un piano di riforestazione delle colline e delle ex cave, ci piacerebbe che, finalmente, il Parco fosse messo in condizione di svolgere attivamente la sua funzione in campo culturale, didattico, scientifico e turistico. In pratica, perchè non vengono attivati ed arredati i percorsi e non si  progettano e realizzano  le porte del parco, affinchè possano diventare punti di accoglienza e di formazione ambientale e didattica come sedi  di sperimentazioni pilota di bioarchitettura ed energie rinnovabili….. insomma, in altre parole, ci chiediamo perchè non possa diventare un elemento propulsore per la città e la sua economia, creando con essa un rapporto vitale e dinamico.

5        In ultimo, ritenendo necessario promuovere il dialogo interculturale ed incoraggiare i cittadini ad essere consapevoli del proprio patrimonio culturale ma anche rispettosi di quello altrui, a questo proposito, ameremmo anche sapere  in che modo i futuri candidati intendano agire per garantire il diritto alla non  discriminazione, incrementando nella nostra città le occasioni di dialogo nei confronti delle comunità straniere, favorendone  l’accoglienza e l’integrazione. 

Naturalmente i punti toccati, benché per noi importanti in quanto associazione che si preoccupa dell’ambiente, lo sono comunque in relazione ad una città che esca dal  progressivo decadimento in cui sembra coinvolta, sporca, brutta, con un turismo inesistente e comunque trascurato, con un commercio tradizionale in via di estinzione, con un’industria oramai carente ed un porto che non tira……………anche se inspiegabilmente, almeno per una popolazione in costante decrescita, ricca di una vocazione edilizia sempre maggiore.

Ecco, in estrema sintesi e come evidenziato all’inizio, per concludere, vorremmo che in modo chiaro e semplice ci spiegasse quale indirizzo di sviluppo futuro lei intenda dare alla città, proprio perchè un futuro la città lo abbia,

Un ringraziamento anticipato per la sua gradita risposta,

Cordiali saluti,

Agireverde 02.05.2009   (nota: le risposte, indicative anche dei diversi programmi, verranno inserite in una pagina dedicata nella nostra home page, appena pervenute.

il 27, puntuale giorno di paga

Letta la precedente riflessione, vorrei solo aggiungere, trovandomi d’accordo per il resto, che Livorno ha perduto 13.000 abitanti negli ultimi anni e quindi, a rigor di logica, non necessiterebbe di nuove abitazioni, eppure  sia alla Porta a Mare che nel prossimo Nuovo Centro (il quartiere San Martino, come sarà chiamato, nei pressi della Variante) ne sono previste moltissime……… ma per chi, se sono già moltissime anche le case sfitte? Capirei se Livorno fosse una realtà in pieno sviluppo dove espandersi diventasse consequenziale, è però la nostra città in fase evolutiva?

Ed allora mi chiedo perché si continui a progettare la costruzione di nuovi quartieri residenziali, come anche perché si pensi a nuove ed altre emergenze commerciali che inevitabilmente ne desertificheranno altre, essendo la popolazione in decremento numerico e con capacità di spesa all’osso.  

Ma allora, quale sia il piano di sviluppo della attuale amministrazione, proprio non mi è chiaro:

Industria sempre meno, turismo idem, porto che non tira, commercio tradizionale in via di estinzione……………a meno che…….a meno che un piano non esista proprio, che tanto, anche se tutto va in malora, il 27 è comunque e regolarmente giorno di paga.

Giovanni Licciardi 10.04.2009

Tra breve ci saranno le elezioni comunali, che fare?

A dirla tutta sono fortemente in imbarazzo, non avendo proprio capito in quale direzione si sia inteso portare la città, avendo notato però una costante: l’ immobilismo in tutti i settori della vita culturale, economica e turistica, quando non invece un deciso regresso.

Si è andati costruendo la Porta a Mare  perché la città si dotasse finalmente di un porto turistico e ne potesse trarre giovamento il turismo nautico, grazie anche a tutta una serie di attività commerciali ed artigianali connesse in modo specifico alla nautica e per adesso invece quello che mi si è evidenziato è la cementificazione di una importante zona cittadina a scopo prevalentemente commerciale e residenziale: un nuovo quartiere di cui mi domando l’utilità, visto anche che questo porterà inevitabilmente alla chiusura di un altro quartiere, Borgo, con relativa perdita di molti posti di lavoro.

I vantaggi di tutta questa operazione che mi è sembrata molto speculativa, quali saranno e come se ne potrà avvantaggiare la città? Non sarebbe comunque stato meglio “progettare il nuovo,  salvaguardando e riqualificando il vecchio” ? L’intera area se ne sarebbe  avvantaggiata e avrebbe decisamente migliorato “l’immagine Livorno in toto”, credo.

E le aree di potenziale interesse storico/culturale come il Corallo, per dirne una, che si sono lasciate andare in rovina ed altre che da anni avrebbero dovuto essere fruibili come l’Acquario, ancora oggetto di lavori, di decennali lavori?

Se poi passeggiassimo per il centro, noteremmo prima di tutto che avremmo difficoltà ad arrivarci, con divieti di percorrenza in ogni dove, non giustificabili da un centro veramente storico e quindi turisticamente fruibile e non avremmo tuttavia una adeguata rete di trasporto pubblico, in alternativa. Una volta arrivati poi, non troveremmo aree di parcheggio, ma sicuramente ci aspetterebbe un ambiente non riqualificato nè gradevole, stante la sporcizia e la mancanza di arredi e di verde……e poi ci si domanda perché il turismo a Livorno latita!

Zone importanti per fare di Livorno una città turistica vengono dunque trascurate e comunque non valorizzate (il Pentagono del Buontalenti, mercato compreso, la chiesa degli Olandesi, il Corallo, la Dogana d’acqua, la Fortezza vecchia e quella nuova, il Parco delle Colline ed i fossi stessi ai quali certo non basta, per diventare importanti, il percorsino fattibile in battello ed anche caro, oltretutto, quando poi non ci vorrebbe un genio per fare dei fossi una via d’acqua percorribile da un servizio di battelli come a Venezia oppure per creare piste ciclabili percorribili, in mezzo al verde o anche per dotare la città di tramvie, come a Milano o Firenze, In altre parole la mia critica è che si costruiscono nuovi quartieri e non si riesce a fare in tempi brevi un ripensamento globale sia per la mobilità urbana che per il trasporto pubblico e privato.

Lasciando perdere che ogni anno non vengono fatte le manutenzioni ai tombini, con conseguenti allagamenti e lasciando anche stare la politica di questa e della precedente amministrazione che ha portato a costruire la Porta a Terra (che la COOP, c’entri qualcosa?), centro commerciale  mai diventato un polo d’attrazione per la provincia e causa invece di una moria generalizzata di piccoli esercizi nei quartieri nord e della chiusura dei cinema cittadini - l’Odeon, il Metropolitan, il Grande e la Gran Guardia - con ulteriore degrado occupazionale e culturale per l’intera città, questa è la critica che personalmente muovo alla attuale amministrazione: pensare all’uovo oggi fregandosene di ciò che accadrà domani. Capisco che non sia facile gestire una città ma dopotutto gli stipendi di chi ci governa sono pagati da noi ed è lecito aspettarsi dei buoni risultati……..ci sono stati dei buoni risultati negli ultimi cinque anni, secondo voi? Ed allora, pensiamoci bene prima di mettere la scheda nell’urna ma documentiamoci anche sui programmi dei diversi candidati………….la città sembra agonizzare, continuare a lasciar fare?

Flavia d'Amico19.03.09

Una buona amministrazione è lungimirante

A me se una città è governata da destra o sinistra importa poco, quello che mi interessa però è che lo sia bene, nell’interesse della cittadinanza intendo.

Adesso però mi domando se il fatto che la Azimuth Benetti, l’azienda che rilevò il Cantiere Orlando, abbia venduto il restante 20% della sua quota di partecipazione al progetto Porta a mare alle cooperative rosse, sia stato un esempio di buona amministrazione del territorio.

Che il Cantiere navale L.Orlando fosse oramai decotto e bisognoso di essere rilevato per una adeguata trasformazione al passo con i tempi andava bene, anche per – si diceva- salvaguardare l’occupazione, che però con questo si intendesse dare il via all’edificazione di un intero nuovo quartiere “La Porta a mare”, con relativo ipermercato, negozi e soprattutto tante abitazioni più un albergo di lusso, meno.

Il territorio è dei livornesi e viene amministrato e non posseduto da chi governa…….dare la possibilità a Vitelli di comprare e rivendere superfici diventate edificabili e quindi appetibili a cooperative di parte, non mi sembra possa portare benefici ai livornesi, fino a prova contraria che tuttavia non viene mai fornita.

Un porto turistico e tutta una serie di infrastrutture, artigianali e commerciali, avrebbero fatto bene alla città ma un nuovo quartiere, con il sacrificio di un altro quartiere (Borgo), alla fin fine, quali vantaggi avrà portato ? Ecco, una buona amministrazione, secondo me, dovrebbe sempre poter dimostrare ed inconfutabilmente che l’operazione era da farsi ed è stata positiva. Ma invece, vuoi vedere che tutto finirà nel dimenticatoio, con la filosofia del chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato……………..salvo che a prendere non è mai il cittadino. Giovanni Pirovano 13.03.09

Ottimismo ?

Il nostro Premier ha ragione quando dice che per superare la crisi occorre ottimismo e che il catastrofismo della sinistra è deleterio ed ha anche ragione quando dice che bisogna consumare e consumare e consumare, per rimettere in moto l’economia………………………però per acquistare la tessera e vedere mediaset  mi hanno chiesto 30 euro e, benché mi fossi armato di tanto ottimismo o avevo i 30 euro o non vedevo mediaset…………..ma allora, a che mi serve l’ottimismo se non posso comprarci nulla?

Angela Celati 22.02.09

E il turismo sostenibile, lo facciamo o no?

Nell’escursione sulle Colline livornesi dell’11 gennaio, ho potuto notare come questo nostro patrimonio naturale, il Parco delle colline, benché abbia oramai un ente di gestione ufficiale e riconosciuto, nella Provincia, sia praticamente ancora allo stesso punto di prima, di quando l’ente non c’era cioè, e me ne domando il perché.

Ovviamente, visto che a Livorno il porto non tira più, l’industria è scomparsa ed il commercio quasi,  mi sarei aspettato che almeno il turismo fosse coltivato ed incentivato alla crescita, almeno ove possibile, e che quindi ci fossero già non solo progetti di sviluppo visibili, tipo un ingresso al Parco, ma almeno una segnaletica……………………….ed invece, chi vuole addentrarsi nel Parco troverebbe adesso solo il modo di perdersi: non carte dei sentieri rinvenibili da qualche parte, non cartelli esplicativi su antichi resti come le ghiacciaie, ma neppure qualche segno di vernice che indichi chiaramente una direzione, abbandonando le carrareccie. Vero che tre assicelle di legno indicano, prima di villa Cristina, Sambuca e valle Benedetta ………..ma poi o hai la bussola o non sai dove andare ed allora, a che serve avere un Ente di gestione e lo stesso Parco, ce lo tenevamo nudo e crudo e risparmiavamo denaro pubblico, per commissioni e tavole rotonde e gettoni di presenza e tantissima carta, no?

Per fortuna almeno la Villa Cristina è stata finalmente ristrutturata, gratuitamente, grazie all’opera del gruppo scout dell’AGESCI che attualmente ne ha la gestione e che, ci hanno detto, la prenotano a richiesta anche per  dei soggiorni, ma è chiaro che per utilizzare ottimalmente un Parco necessitano ostelli (tipo villa Morazzana) e questo è solo uno ed abbondantemente in divenire e comunque ignoto, se non agli scouts.

I cartelli dell’ippovia, benché non ci siano indicazioni di inizio/fine percorso, però ci sono e sono nuovi ed I boschi sono molto ben puliti, immagino grazie al lavoro della forestale che i boschi però li puliva anche prima e allora, perché tutto questo non fare?

Antonino Costa 04.02.09

Misteri italiani

Se le informazioni dei quotidiani non sono false e tendenziose, come taluno (uno, a dire il vero) sostiene………………ma perché poi dovrebbero mentire  su  cifre facilmente riscontrabili e smentibili…………Air France avrebbe comprato Alitalia,  con i debiti, per 2 miliardi di euro, tirandone poi fuori altri 2, ed i licenziamenti sarebbero stati 2.000 su 15.000.

Si disse che sarebbe stata una svendita e che i licenziamenti erano troppi ed inaccettabili e non se ne fece nulla.

Adesso Air France ha comprato il 25% di Alitalia/CAI per 322 milioni (322 x 4 = 1.288) ed i debiti li pagano integralmente i contribuenti italiani.

CAI ha sborsato 400 milioni, di cui pochi subito, e di licenziamenti ce ne sono stati 7.000 (non sono da dimenticare i dipendenti Air one) ed ovviamente si devono anche menzionare i 7 anni di cassa integrazione per i sussidi ai licenziati (beati loro), che però agli italiani in toto costeranno parecchio.

Tra 4 anni inoltre, quando i soci CAI potranno rivendere le quote, pagate poco e rivendibili a molto, Air France si potrà prendere tutto e senza alcun debito pregresso.

Ma allora, se anche un alunno delle elementari capirebbe che i conti non tornano, cosa non ci è stato detto e perché l’aumento del debito pubblico, sempre tirato in ballo quando c’è da sostenere lo stato sociale, in questo caso non ha avuto nessuna importanza?

Valentina Corrieri 15.01.2009

Parco da valorizzare

Ho partecipato alla vostra escursione sulle Colline di domenica 11 e mi complimento con voi per averla effettuata: è una zona che non conoscevo e mi è piaciuta molto, sia per le panoramiche marine che ogni tanto spuntano dal verde, sia per i boschi che non sono inquinati da discariche di vario tipo, sia per gli sterrati percorribili senza fatica ma anche per qualcosa in più, che ho trovato e non sapevo esistesse: le ghiacciaie ed il mulino ad acqua, dove si macinava il talco.

Mi domando però, se non aveste fornito il materiale didattico esplicativo, in quale modo uno che viene da Lucca come me, avrebbe mai potuto trovare queste emergenze storiche: passi per la Sambuca che in qualche modo si trova, ma per le ghiacciaie?

Non abbiamo visto un cartello esplicativo che è uno, non ci sono sentieri tracciati e quindi percorribili con la sicurezza di sapere dove si è e dove si va ed anche le carte non sono riuscito a trovarle. Avete un Parco splendido, anche se ne abbiamo visto solo una parte (le cascatelle dell’Infernaccio anch’esse valgono la pena), perché mai non viene valorizzato come meriterebbe e fatto conoscere anche fuori Provincia?

15.01.09 Antonino Cardamone

Un Augurio per il Natale:

Ben sappiamo che Babbo Natale è impegnatissimo a rimettere in moto l’economia nazionale, distribuendo i bonus da 1.30 euro al giorno a persone che, almeno in un Paese che si pensa ricco e civile, dovrebbero avere una dignitosa sopravvivenza, garantita da un diritto acquisito e non da una elemosina una tantum………..ma poi, che garantisci con un euro e trenta?

E ben sappiamo anche che lavoro e assistenza sanitaria e pensionistica e diritto alla casa etc.etc.etc. non sono cose da chiedere a Babbo Natale perché sarebbero di stretta competenza di un Governo che si occupasse “anche” degli interessi dei cittadini ( che altrimenti le tasse si pagano per cosa?) e di un’Opposizione che  non fosse solo demagogica ma anche critica e costruttiva.

Un Augurio però ed una richiesta, ci sentiamo comunque di farla, per tutti noi, prendendo spunto da una canzone che è anche una poesia di un autore non commerciale (Leo Valeriano):

Padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
padre nostro che sei nel cielo
e anch’io t’ho chiamato
giorni interi a voce tesa
mi ha risposto soltanto il silenzio.
ma non ti chiedo riposo
non ti chiedo ricchezze,
potere o tranquillità:
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
dammi la lotta, dammi l’inquietudine
e la disperata ansietà,
dammi il tormento, dammi la rabbia
di questa dannata realtà.
ma dammeli ora, definitivamente,
perché io non so
se avrò sempre tanto coraggio
per poterti chiedere ciò.
padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
ma dammi la fede, dammi il coraggio,
... la forza di essere me.

Ciascuno poi la interpreti come meglio crede, però, se non si ricomincia a pensare che un mondo più giusto è possibile e che la realtà si può cambiare, solo che ci si impegni a farlo e tutti insieme…………….Beh! Buon Natale. 

Agireverde Livorno 24.12.2008

ottimismo e che altro?

La parte dell’ici che Prodi non aveva tolto, la detassazione degli straordinari (quando il problema è lavorare e non lavorare di più!), la social card (un euro e trenta al giorno a chi muore di fame!) e la vendita della parte buona dell’alitalia (lasciando agli italiani il debito pregresso!)……..questo, quello che è stato fatto dal nostro Governo fino ad oggi + i tagli nella scuola e l’aumento dell’iva a sky e “il polverone sulla giustizia”………..o mi è sfuggito qualcosa?

Però c’è da dire che Prodi non aveva fatto molto prima, tant’è che la gente ha preferito non votarlo………..ma allora, con un’opposizione timidissima e balbettante che sembra mendicare più che rivendicare provvedimenti a sostegno dell’occupazione, degli investimenti e sul welfare, quando la marea della disoccupazione sta montando sempre più alta, come dietro una diga che comincia a cedere……………………forse non ci resta veramente altro che l’ottimismo?

Ma sul Titanic  gli ottimisti potevano essere solo i passeggeri di prima classe, quelli che la scialuppa l’avevano garantita………………e noi? Perché per noi scialuppe non se ne vedono e a nessuno sembra dare almeno fastidio?

L.S.  12.12.2008

Esiste ancora un'opposizione?

Berlusconi dà del bello ed abbronzato ad Obama e, conosciuto lo stile del Cavaliere, traspare chiaramente il tentativo di essere spiritosi ……e la cosiddetta opposizione, si scandalizza!

Un gruppo nutrito di individui va ad intimidire la redazione di Chi l’ha visto per le riprese a piazza Navona, che ci mancava solo avessero portato dell’olio di ricino…………. e la cosiddetta opposizione……….lascia che tutto cada nel silenzio più assoluto!

Ecco, ed è qui la mia preoccupazione……..ma la cosiddetta sinistra, anche radicale, al di là delle solite ed anche giuste ma sterili proteste di piazza e delle richieste ovvie di interventi governativi su occupazione, salari e pensioni, non può oppure………… non vuole esserci?

Certo però, che tristezza vedere la democrazia parlamentare svilita dai decreti legge e non poterci fare nulla............anche se poi, a ben vedere, qualcuno le elezioni le ha vinte e qualcun altro le ha perdute e con quali regole si sarebbe andati avanti lo si sapeva anche prima e non vi si è posto rimedio......o no?

Gianni Atturio 07.11.2008   

Pensieri, visitando il salone del gusto di Torino

Il salone del gusto di Torino è impressionante, con centinaia di espositori Italiani e stranieri che presentano i prodotti migliori delle loro terre, coltivati o lavorati in un'ottica di sostenibilità ambientale: - Buono pulito e giusto come direbbe Carlo Petrini, ideatore e promotore da alcuni anni dell'iniziativa.

Nel 2008 la mostra è arrivata alla terza edizione e si è tenuta dal 23 al 26 ottobre, alcune specialità presenti lasciando veramente stupiti: succo di melograno, birra con le more e alle castagne, birre rifermentate in bottiglia,parmigiano stagionato oltre sette anni.………e dappertutto avvisi scritti in italiano ed inglese che invitano a riciclare e risparmiare.

Scritte sui lati di grandi quadrati ricordano poi che l'acqua del rubinetto è minerale e che per arrivare sulle tavole deve rispettare duecento parametri di qualità, per cui risulta più controllata di quella in bottiglia ed usando una busta di plastica in meno al giorno, gl'italiani potrebbero risparmiare duecentomila tonn.annue di petrolio.

Conviene poi usare il congelatore meno possibile e perchè si consuma energia e perché si perde la qualità del cibo poiché l'aumento volumetrico dell'acqua congelata danneggia le strutture proteiche degli alimenti a danno del gusto e delle proprietà nutrizionali.

Lo sapevate poi, che per produrre una tonnellata di carne bovina si impiegano ventuno mila metri cubi di acqua e che se si raccogliesse il gas prodotto dalle feci di una sola mucca si potrebbe illuminare una stanza per ventiquattro ore? Per non parlare inoltre di sprechi ancora più impressionanti: un supermercato, ad esempio, butta via centosettanta mila chilogrammi di cibi ancora in ottimo stato  in un anno…….. le due facce dell'economia e del modo di vivere insomma: quello devastante del sistema economico attuale e quello sostenibile buono e giusto della nuova economia che speriamo si affermi presto nel mondo.

Antonio Careddu 28.10.2008

Perplesso

Sono perplesso, perplesso e stupito anche, per come gli italiani si siano rassegnati a che le cose vadano come vadano. Non che mi venga da criticare l’azzeramento dell’ICI (benché Bersani, beato lui, ne farebbe a meno) o anche la detassazione degli straordinari fino a tutto dicembre 2008 (meglio di nulla, ben consapevole però che è l’occupazione che crea la ricchezza pubblica) ma, a parte la presa di posizione, ottima, secondo me, sull’assenteismo nel settore pubblico del ministro Brunetta o la svendita dell’Alitalia (che comunque svenduta ancora non è, visto che costa tutt’ora ai contribuenti 2.3 milioni di euro al giorno) invece di darla in toto ad Air France, oppure il sostegno garantito ad un sistema bancario che ti da 0.5% di interesse sui depositi, se va bene, e pretende il 14% quando te li presta, con fideiussioni che sono almeno il triplo della cifra prestata……. che si sta facendo per sostenere l’ economia nazionale e per sostenere l’ occupazione? “Si taglia” in settori come l’istruzione, definendo uno stipendificio la scuola pubblica………..però nel contempo si parla di sostegno pubblico all’industria dell’auto ed all’industria in genere, fregandosene della contraddizione evidente di un atteggiamento di rigore, con qualcuno si e con qualcun altro no…….e chissà mai perché tra questi qualcuno si non rientrano mai le Province, una delle due Camere, i comuni sotto i 5.000 abitanti………………..a meno che la Politica, uno stipendificio non sia. Ma allora, se uno stipendificio non è e  se si tratta invece di una fucina di gente indispensabile (con i soliti distinguo, s'intende), non mi spiego perchè le cose in Italia non vadano mai meglio, almeno in proporzione al numero dei professionisti della politica che abbiamo, di gente insomma che, almeno in base alle retribuzioni percepite, sembrerebbe così tanto qualitativa e “non tagliabile”……. Mah!, uno dei tanti misteri italiani……..come un mistero mi è sembrata “la questione Mastella” che fa cadere un Governo per le indagini giudiziarie sulla moglie e poi, di come siano andate le cose, non se ne è più saputo nulla……….tutta una buffonata, allora? Gia, però il Governo è caduto proprio su questo, ed a noi italiani non è costato neanche poco! E la benzina? Arriva a 150 dollari il barile di greggio e poi scende a 70 e chi ha avuto ha avuto…fino al prossimo rincaro speculativo quando l’Italia ancora non avrà ancora messo a punto misure difensive da opporre, senza che ci sia stato un serio incremento delle energie alternative per evitare una dipendenza dal petrolio, rimasta la medesima di prima………..ma i Governi che ci stanno a fare allora, mi domando, a curare gli interessi di banchieri e petrolieri ed industriali che vengono aiutati senza neppure dare garanzie che questi aiuti vengano anche ridistribuiti con un corrispondente aumento dell’occupazione, corrispondente almeno agli aiuti pubblici ricevuti? Scusate le mie osservazioni che vi potranno sembrare ovvie ma almeno la mia sfiduciata perplessità sentivo il bisogno di esprimerla perché, se smettiamo di essere critici e senza una memoria storica, oltretutto con elezioni senza preferenze, il rischio è di  finire per avere un principe,  pochi vassalli e/o signorotti, servili ma straricchi (di destra o di sinistra che tanto cambia poco) con uno sterminato numero di sudditi, sempre più poveri ed insignificanti, che tanto la democrazia, di fatto, sarà diventata solo una parola, utilizzata per permettere e giustificare i soliti giochi di potere ma in realtà un semplice optional.

Giovanni Licciardi 18.10.2008

ricorso al T.A.R accolto!

Siccome la nostra presa di posizione no gas off shore è dovuta al fatto che il mare in cui si pensa di costruire l’impianto non è zona industriale, essendo di contiguità al così detto santuario dei cetacei e quindi area marina protetta (come dire che impiantare un rigassificatore lì, per esemplificare, sarebbe come far passare una linea ferroviaria proprio accanto al Colosseo), riteniamo giusto informare che il nostro ricorso al T.A.R, presentato insieme ai comitati di Pisa e Livorno, è stato accolto.

Agireverde Livorno  30.07.08

Il testo della notizia ANSA:

ENERGIA: TAR BOCCIA RIGASSIFICATORE LIVORNO-PISA
(ANSA) -
FIRENZE, 30 LUG - ''Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso di
Greenpeace e quello del Comitato di Pisa e Livorno insieme a
Medicina Democratica e Forum Ambientalista contro il rigassificatore offshore
al largo della costa tra Livorno e Pisa. Di conseguenza l'autorizzazione a
suo tempo concessa alla prima area marina industriale in un'area
marina protetta e' stata annullata''. Ne da' notizia Greenpeace in un
comunicato. ''Il ricorso - spiega l'associazione ambientalista - era
stato presentato nell'ottobre 2007 quando Greenpeace prima aveva
sollevato dubbi sulla legittimita' dell'operazione e in seguito
aveva scoperto le prove di un clamoroso falso in atto pubblico: il decreto
di valutazione di impatto ambientale che autorizzava l'impianto mentiva
nell'affermare che il comitato di pilotaggio del santuario dei
cetacei aveva espresso un parere positivo sulla compatibilita' tra
rigassificatore e lo stesso santuario''. ''Non conosciamo ancora le
motivazioni del Tar ma ne siamo sicuri: quel rigassificatore era e
resta illegale - dichiara Alessandro Gianni', responsabile della campagna
Mare di Greenpeace - il mare non puo' essere dichiarato zona industriale,
tanto piu' un'area dichiarata protetta come il santuario dei
cetacei, e i rigassificatori sono, per la direttiva Seveso, siti industriali
pericolosi''. (ANSA). YG2-CH  

denunciare i problemi, antipolitica?

Volevo ringraziarvi per avere pubblicato la mia foto nel sito e  già che ci sono e visto che vi interessate,  oltre che di escursionismo, anche di quotidianità, vorrei farvi leggere una e mail, tratta dal blog di Grillo.

Si dice che Grillo col blog ci guadagna e si dice anche che la sua è antipolitica, però, secondo me,   evidenziare i problemi è politica e non antipolitica e dovrebbe piuttosto importare se quello che viene detto è attendibile oppure se sono solo chiacchiere e calunnie ………..ecco qua, dunque, un esempio: le righe che vi porto in lettura………….. vi sembrano chiacchiere da cabaret?

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Gli alimentari aumentano di quasi il 20%, lo dicono gli italiani che fanno la spesa. Bisogna credergli.

La produzione industriale sta crollando. Lo dicono gli industriali. Bisogna credergli.
Morfeo Napolitano firmerà il lodo SchifoAlfano, lo scudo spaziale per la banda dei quattro. Lo psiconano sarà finalmente al sicuro dalla galera e Napolitano, Fini e Schifani potranno, se vorranno, delinquere senza rischi. La banda dei quattro non sa quanto costa il pane e, forse, nemmeno lo champagne. E' immune dal caro vita. Lì fuori. Lontano dai palazzi, la gente è sempre più povera, ma da oggi più consapevole che loro sono loro e noi non siamo un cazzo.
Mi scrive Nadia, una donna italiana che combatte ogni giorno per sè e per la sua famiglia.
Forza Nadia, vincerai tu, vinceremo noi. "Caro Beppe,
buon giorno mi chiamo Nadia ho trent'anni, lavoro in un supermercato come cassiera, dodici ore al giorno. Sono diventata mamma da poco, mio figlio ha nove mesi. Sono in aspettativa, da uno stipendio di mille euro, ora ne prendo il trenta per cento, circa trecentocinquanta euro.
Sono sposata mio marito lavora come guardia giurata e grazie a qualche ora di straordinario riesce a guadagnare milleduecento euro. Abitiamo in affitto paghiamo ottocento euro, abbiamo provato a trovare un affitto più basso, ma di meno non c'era nulla. Abbiamo dovuto chiedere un prestito personale per affrontare le prime spese che hanno i giovani che vanno a costruirsi una famiglia. La rata complessiva è di cinquecento settantatreeuro ho uno scoperto in banca di duemila euro.
Ho fatto domanda all'asilo comunale perché il privato è troppo costoso, ma come reddito e come coppia che lavora mio figlio è stato scartato perché ha venticinque punti e duecentociquantacinque bambini davanti, la rata dell'asilo privato, mi sono informata che è aperto sino alle diciassette e trenta, è di cinquecento euro mensili, non me lo posso permettere.

Mia suocera non sta bene, i miei genitori non mi possono aiutare perché mia madre è non vedente mio padre ha un pacemaker, quindi detto ciò mio padre deve badare alla sua salute e quella di mia madre.
Tra poco il periodo di aspettativa sarà finito ho provato a cerare un lavoro part-time, ma la prima cosa che mi chiedono ha figli? Rispondo di sì, mi dicono le faremo sapere o mi sbattono la porta in faccia.Tra poco l'aspettativa finirà ed io dovrò licenziarmi ammesso che riuscirò a prendere la disoccupazione, come pagherò le spese, la legge "Biagi", per cui lui ha donato la vita a che serve? Se non è applicata, possibile che nel 2008 si debba lavorare dodici ore, perché se ho un figlio debba essere trattata cosi e non ho la possibilità di cambiare di migliorare la mia posizione sono una donna oltre che mamma ho diritto a lavorare come dice la Costituzione italiana, L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.
La famiglia e un'istituzione importante per lo Stato italiano c'è stato il Family-day perché devo stare male nel paese dove sono nata, sto entrando in depressione non ho più voglia di uscire mi sento una fallita che futuro darò a mio figlio se tra un po' non avrò più i soldi per comprare il latte. Possibile che nessuno possa ascoltarmi, cos'è la mia situazione cosi non fa notizia, ma se la disperazione per essere ignorata mi porta a un gesto estremo allora sì.Per essere ascoltata devo arrivare a questo!
Devo urlare il mio dolore, ma mi serve qualcuno che mi dà voce. AIUTO SONO DISPERATA! Potrò sembrare una piagnucolona, ma non mi sarei abbassata a tanto se non ero veramente disperata. So che non sono la sola ad essere in difficoltà, ma questo non è un buon motivo per non chiedere aiuto anzi come lo faccio io lo possono fare anche gli altri se c'è qualche d'uno che ha i bambini mi può capire per un figlio si lotta sino alla morte."
Nadia

Ps: A margine, vorrei aggiungere che quelle sopra espresse sono difficoltà comuni e forse anche meno gravi di quelli di tantissimi altri cittadini, la domanda che allora mi viene spontanea è:- non sarebbe stato meglio dare priorità alla ricerca di soluzioni ai problemi della gente, piuttosto che pensare a legiferare ( e con quale rapidità!) sull’impunità delle quattro massime cariche istituzionali dello Stato e sulla riforma della giustizia? Cusumano A. 15.07.08

ma i giornali, informano o disinformano?

L’Italia, per quanto riguarda l’energia, dipende da fonti estere per l’85%; il nostro trasporto merci avviene prevalentemente su gomma, la speculazione sui future del petrolio ha raddoppiato in un anno il costo del barile e conseguentemente aumentato il costo di luce e gas, del gasolio e quindi dei trasporti; gli stipendi sono a livello di 15 anni orsono (parola di Draghi), i consumi sono fermi, le fabbriche non producono e quindi licenziano, la disoccupazione è alta ed i nuovi contratti di lavoro sono prevalentemente a termine, l’inflazione è altissima e si vorrebbe agganciare i rinnovi contrattuali a quella programmata (1.7%!?), non prevedendo, almeno, degli sgravi fiscali sulla busta paga a compensare il minor reddito reale percepito, peraltro già inferiore del 20% alla media europea…………….e si potrebbe continuare a lungo, nell’enumerare i problemi attuali dell’azienda Italia, problemi che del resto sono evidentissimi a chiunque.

E noi, che avremmo massimo interesse non tanto nel sentire che in Italia le cose non vanno, quanto nel capire cosa si stia facendo per andare meglio, di cosa siamo abbondantemente informati? 

Che la Sabina Guzzanti ha illazionato su una ministra ed il premier (ma le intercettazioni a prova, esistono o no?) e che Grillo sostiene non essere conveniente né che il Presidente si intrattenga con indagati eccellenti, né che firmi una legge per cui diviene “legalmente intoccabile”, insieme ad altri 3 (ma fare una legge per bloccare 100.000 processi onde evitarne uno e poi votare per l’impunità di quattro persone e quindi rivedere la legge di prima, dopo che quel particolare processo è stato evitato, è giusto oppure no?…………ecco, ma siamo veramente diventati così idioti, scandalo dopo scandalo, che il pettegolezzo ci interessa veramente di più che non il conoscere il motivo per cui anche solo pagare le bollette stia diventando difficile? Oppure è l’informazione che, manipolata e spesso prezzolata, ci manipola come vuole perché tanto la controinformazione non esiste e quando esistesse sarebbe oscurata e quindi, al popolo bue, si può dire tutto? Ps: ovviamente per tutto, si intenda  ciò che si pensa distragga e nasconda e soprattutto non impegni nella ricerca della verità, andando a fondo nelle questioni . Silver 10.07.08

Poveri e spreconi oppure………malgovernati da sempre?

Difficile se non impossibile che le strategie energetiche di una nazione collimino con gli interessi di privati o di gruppi multinazionali, starebbe però agli amministratori pubblici di intervenire affinché un pessimo impiego delle energie non condizioni pesantemente l’economia del sistema Paese.

Gli amministratori, supportati da tecnici e studi di settore, dovrebbero quindi applicare strumenti di governo del territorio (piani, incentivi, accordi di programma, etc)  tali da contrastare gli squilibri, reindirizzando le scelte degli operatori, delle stesse amministrazioni  e dei semplici cittadini, ed un esempio potrebbe essere questo: preso atto che la UE ha posto come obiettivo al 2010 una densità di 264 mq per i pannelli solari termici ogni 1000 abitanti (mentre in Italia oggi non raggiungiamo neppure il valore di 100), sarebbe possibile mettere al bando per decreto la vendita di scaldabagni elettrici, lanciando una rottamazione a favore di questa diversa tecnologia……... o no?

Gli effetti non sarebbero ovviamente immediati, ma, in capo ad un decennio (il tempo di “moria” degli apparecchi elettrici installati), si avrebbe una forte riduzione del consumo elettrico per questa inefficiente conversione in calore, con relativo azzeramento delle emissioni di gas in atmosfera. Sarebbe ancora ben poco a fronte di un decreto su tutte le nuove centrali termoelettriche, comprese le biomassa e i cosiddetti “termovalorizzatori”, che rendesse obbligatorio l’impiego del calore refluo o per teleriscaldamento o per attività produttive, ma anche qui gli effetti ci sarebbero  negli anni a venire, attraverso la ristrutturazioone del parco centrali esistente o la dismissione di quelle obsolete……..sarebbe poco, ma già sarebbe un passo avanti.

E ancora di più, di passi avanti, ne faremmo con la conversione di una gran parte del trasporto su gomma verso quello su rotaia, il che comporterebbe si un aumento di consumo elettrico, ma l’efficienza della ferrovia essendo sensibilmente superiore a quello di un TIR (un motore elettrico ha un rendimento oltre il 90%, mentre un motore diesel attuale si aggira sul 30-35%),  forti sarebbero i risparmi generali, oltre che i vantaggi ambientali per il minore inquinamento e rumore.

Ed allora, perché  malgrado in brevissimo tempo  il barile di petrolio abbia raddoppiato il proprio costo, noi continuiamo a sprecare energia e a non impegnarci fortemente per renderci massimamente autonomi, finalmente attivandoci ricerca dell’impiego e sviluppo di fonti alternative” o perlomeno risparmiando, quando sia possibile ed intelligente farlo, tramite un piano programmatico di leggi ad hoc? A me , sinceramente fa tristezza……..un po’ come quando penso al problema spazzatura al sud, dove per anni “qualcuno”  ha mangiato sull’emergenza o quando si insiste per mesi sulle impronte digitali ai rom o sulle intercettazioni in cui si raccomandano stelle e stelline alla R.A.I , quando invece i problemi del Paese sono altri e gravi e quotidiani ed interessano non due o tre straricchi ma milioni e milioni di persone che vorrebbero informazione e possibilmente soluzioni….vengano esse da destra o da sinistra.

Osvaldo Ruotolo 05.07.08

Rigassificatore offshore? No, grazie, è un rischio in più per la nostra città. 

Da un estratto dell'Ing. Mauro Papale, pervenutoci il 04 Apr.2008. L'ing.Papale è un collaboratore scientifico dell'Associazione ed altresì lo è del sito su Livorno "Livornotop", cui vi rimandiamo per ulteriori informazioni sui suoi interventi.................cliccare qui. 

Il gas naturale esce dai pozzi allo stato gassoso e, mediante gasdotti, può essere trasportato alle centrali termoelettriche alimentate a gas, alle industrie, alle case ecc. Un’altra possibilità, che è conveniente per il trasporto in mare e su grandi distanze, come parecchie migliaia di chilometri, consiste nel far passare allo stato liquido il gas, in prossimità dei giacimenti, raffreddandolo in appositi impianti detti liquefatori (nel mondo ce ne sono circa cinquanta). Il gas che esce dai liquefatori ha un volume diminuito di 600 volte rispetto al volume che esso aveva quando si trovava allo stato gassoso. E’ questo processo di liquefazione che rende possibile e conveniente il trasporto via nave.

 Il gas naturale liquefatto, che, per brevità, indicheremo con l’acronimo (cioè la sigla) G.N.L., alla  temperatura di -162°C può essere infatti caricato su navi metaniere e trasportato via mare. E’ importante precisare che queste navi mantengono il G.N.L. alla temperatura di -162°C. Questa temperatura mantiene il G.N.L. allo stato liquido. Se questa temperatura salisse,  potrebbe aumentare la pressione del G.N.L. nei serbatoi in cui è caricato fino a farli esplodere.

 Se, una volta raggiunta la destinazione, si vuole far tornare il G.N.L. allo stato gassoso, per esempio, per introdurlo in un gasdotto, occorre un impianto speciale che si chiama rigassificatore (nel mondo ce ne sono circa sessanta).

Tutti i rigassificatori sinora costruiti sono ubicati sulla terraferma. I rischi che presentano questi rigassificatori  hanno una certa entità. Ma, tra Livorno e Pisa, a 12 miglia dalla costa, circa 18 Km, la Società O.L.T. (Offshore LNG Toscana), col benestare dei politici e senza che sia stato indetto il referendum previsto dalla Direttiva Seveso 2, previsto in caso di costruzione d’insediamenti a rischio elevato (raffinerie ecc.), vuole costruire, per la prima volta al mondo, un rigassificatore ubicato in mare e su nave. Questo rigassificatore, proprio perché ubicato in mare e su nave, è estremamente più pericoloso di quelli ubicati a terra. Vedremo il perché nel corso dell’articolo.

 Va comunque premesso che il gas fornito dal rigassificatore è eccedente il fabbisogno territoriale mentre, in caso di possibile sottoproduzione, determinata dalle difficoltà di approvvigionamento, il gestore del rigassificatore verrebbe sostenuto da cospicui contributi dello Stato. Altra precisazione da fare è che al più una sola piccolissima parte del gas alimenterebbe le utenze locali, la maggior parte verrebbe infatti commercializzata all’estero.

Il rigassificatore sarebbe costituito da una grande nave metaniera modificata e ormeggiata in modo permanente. Secondo il progetto le sue dimensioni sono 288x48x40 metri. E’ cioè alta 12 piani e lunga come tre campi di calcio. Il volume complessivo dei serbatoi è 137.500 metri cubi mentre il fabbisogno di acqua per riscaldare il G.N.L. e farlo passare allo stato gassoso è di circa 500.000.000 (cinquecento milioni) di litri d’acqua al giorno. Il rigassificatore riceverebbe il carico dalle navi metaniere che trasportano il G.N.L. che, una volta passato allo stato gassoso, arriverebbe poi a terra con un normale gasdotto sottomarino.

I passaggi di stato subiti dal gas  e gli impianti di trasformazione sinora descritti possono sembrare complessi. Proviamo a sintetizzarli:

1)  La liquefazione: il gas naturale viene purificato e liquefatto fino a -162°C.

2)  Il trasporto: il G.N.L. viene caricato su navi appositamente costruite.

3)  Lo stoccaggio: la nave scarica il G.N.L. in grossi serbatoi.

4)  La rigassificazione: il G.N.L. stoccato viene riscaldato, riportato allo stato gassoso ed immesso nella rete di distribuzione.

Poiché i rigassificatori sinora costruiti sono ubicati vicino ai porti, per il riscaldamento necessario per far passare il G.N.L. dallo stato liquido a quello gassoso si usa in genere l’acqua di mare che cede calore al G.N.L. (la cui temperatura è -162°). L’acqua di mare torna al mare raffreddata di diversi gradi.

Ai danni e ad i rischi che causerebbe la costruzione del rigassificatore si è anche interessata Greenpeace. La grande associazione ha avviato una campagna nazionale contro la costruzione del terminal ed ha steso un rapporto reperibile all’indirizzo www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/gas-pisa.

Greenpeace si oppone alla costruzione del rigassificatore perché:

·        l’area in cui verrebbe costruito è stata dedicata, con accordo internazionale, alla tutela dell’ambiente in generale e dei cetacei in particolare:

·        esso costituirebbe un impianto ubicato in mare, per il cui tipo non esiste una normativa tecnica completa e quindi risulterebbe molto pericoloso perché sarebbe una specie d’impianto sperimentale; un prototipo, insomma;

·        il progetto, per quanto emerge da una valutazione non completa dell’impatto ambientale, sembra violare la convenzione di Barcellona ed i suoi protocolli.

I rischi causati dalla costruzione non sono stati correttamente presi in esame nella V.I.A., Valutazione di Impatto Ambientale, che ha portato all’autorizzazione per la costruzione del rigassificatore. Tali rischi sono:

·        mobilitazione di sedimeni, in particolare di quelli contaminati, provenienti dal porto e sversati nel sito della costruzione dell’impianto;

·        mancanza di garanzia del buon esito del trapianto di Posidonia Oceanica allo scopo di non far morire quella tolta;

·        non dichiarata presenza nella V.I.A del cloro sversato in mare dall’impianto;

·        inaccettabile emissione di 2,2 metri cubi al secondo di acqua fredda, a brevissima distanza dal rigassificatore;

·        nessuna analisi sulla rumorosità dell’impianto e sul suo impatto sulle popolazioni di pesci e cetacei residenti e migratori.

Ci sono delle alternative alla costruzione del rigassificatore, ma anche di altri impianti petrolchimici, causa d’inquinamento e dell’ effetto serra. Escludendo le centrali nucleari, della cui costruzione si sono pentiti gli americani quando hanno cominciato a smantellare quelle costruite nel 1960 (notizia diffusa  alcuni mesi fa da Radio Radicale, 104,9 MHz), esse  sono la riduzione dei consumi energetici e l’uso di fonti rinnovabili (eolica, fotovoltaica, ecc.).

Da un lato le fonti fossili portano alla catastrofe ambientale e sanitaria (a San Paolo del Brasile gli ospedali sono pieni di bambini con asma bronchiale dovuto all’inquinamento prodotto dagli scarichi delle auto), dall’altro sono causa di guerre ed estrema povertà dei paesi fornitori.

Inoltre non si sa quanti rigassificatori verranno effettivamente realizzati nel nostro paese perché la loro costruzione non rientra in un piano energetico nazionale, ma è frutto dell’iniziativa di gruppi industriali privati che mirano solo al proprio profitto.

Per quanto riguarda poi la cosiddetta “guerra del gas” dell’ inverno 2006-2007 si può affermare con certezza che questa è stata strumentalizzata per creare il timore di un inverno al freddo e quindi per spingere verso la costruzione dei rigassificatori. Non a caso l’amministratore dell’ENI, Paolo Scaroni, ha avuto più spazio nei giornali e in TV rispetto ai rappresentanti del governo.

E’ stato raccontato che il rigassificatore avrebbe permesso di diversificare i paesi fornitori dicendo che avremmo acquistato gas da Algeria e Nigeria, ma non ci sarà diversificazione perché da Nigeria e Algeria stiamo già acquistando.

Inoltre una “nuova guerra” del gas tra Russia e Ucraina è scongiurata (da un articolo di Repubblica del 24 ottobre 2006). Questi due stati hanno raggiunto un’intesa sul prezzo delle forniture nel 2007.

E’ poi nota a tutti la politica dell’utile delle multinazionali. L’E.N.I., Ente Nazionale Idrocarburi,. che ha devastato il delta del fiume Niger in Nigeria prelevando petrolio e gas naturale per decenni. La Nigeria, in particolare, è l’ottavo produttore mondiale di petrolio, eppure è costretto ad importare la sua benzina e ci sono oltre venti milioni di nigeriani che vivono con un dollaro al giorno.

Nel 2003 è stato costituito il “Comitato contro il rigassificatore offshore Livorno-Pisa”, il cui sito Internet è www.offshorenograzie.it. Il  Comitato, oltre ad aver preso diverse iniziative contro la costruzione del rigassificatore, tra cui una marcia alla quale hanno partecipato oltre 3.000 persone, mette in dubbio una corretta valutazione del rischio.

 Secondo quanto insegna la Teoria dell’analisi del rischio, quest’ultimo deve essere calcolato su base statistica mediante la formula R = f x M, dove f è la frequenza dell’evento non desiderato ed M è la magnitudo del danno. Proviamo a spiegare meglio come si usa questa formula.

 E’ abbastanza ovvio pensare che per fare un calcolo su base statistica occorre una certa quantità di dati. Più ampia è la quantità di dati, più precisa è la statistica. Occorre quindi prendere in esame un certo numero d’impianti esistenti, uguali a quello di cui si vuole calcolare il rischio. E’ poi necessario conoscere il numero degli incidenti avvenuti in un tempo sufficientemente lungo (frequenza f) e l’entità media dei danni causati dai vari incidenti (Magnitudo). Facendo il prodotto tra la frequenza e la magnitudo, come prevede la formula sopra riportata, si ottiene il rischio.  Questo approccio è però impossibile per calcolare il rischio causato dal rigassificatore perché è il primo che viene costruito in mare. Non esiste alcun impianto come questo, per cui non è possibile fare alcuna statistica.

 Si può comunque rilevare che, nel corso degli anni, si sono verificati incidenti in diversi impianti petrolchimici simili al rigassificatore, ma costruiti a terra. E’ proprio l’analisi del rischio che ci insegna che “rischio zero non esiste”. In questi impianti si sono verificate esplosioni e incendi, seguiti da decessi, feriti e danni. Il problema è che un impianto petrolchimico, contenente gas liquido a bassa temperatura, ubicato in mare è estremamente pericoloso. Vediamo meglio perché.

 Il gas liquido contenuto nel rigassificatore, se sversato in mare, torna allo stato gassoso molto rapidamente. L’acqua di mare si trova infatti ad una temperatura molto più elevata di quella del G.N.L. e, possedendo l’acqua una elevatissima capacità termica (cioè una grande capacità di assorbire o di fornire grandi quantità di calore) ed essendo la sua quantità finita, ma praticamente infinita, questa fornirebbe al G.N.L. una quantità di calore  enorme in un tempo molto breve. Il G.N.L. aumenterebbe la sua temperatura a causa del calore fornitogli dall’acqua di mare e ne potrebbe seguire una rapidissima e violenta espansione, si potrebbero cioè verificare delle esplosioni senza fiamma.

Una volta passato allo stato aeriforme, il G.N.L. dà origine a miscele infiammabili che si muovono a pelo d’acqua, a causa della temperatura ancora bassa, seguendo il vento. Non appena questa nube di gas incontrerà una fiamma libera o una scintilla, si pensi, per esempio, alla scintilla prodotta da qualsiasi normale interruttore che viene aperto, s’incendierà in modo repentino. Si potrà verificare anche una detonazione la cui intensità sarà dipendente dalla quantità di gas coinvolto. Secondo un documento del Pentagono, si può arrivare all’intensità di 50 bombe atomiche; radiazioni escluse, con tutte le conseguenze del caso.

I rigassificatori costruiti a terra sono meno pericolosi. Infatti né il terreno, né l’aria hanno la capacità termica dell’acqua. Per questo motivo il G.N.L, una volta sversato sul terreno, passerebbe molto lentamente allo stato gassoso con basse probabilità di accadimento e magnitudo di esplosioni senza fiamma e con fiamma.

Poiché il rigassificatore conterrebbe 137.500 metri cubi di G.N.L., si dovrebbe pensare a una seria valutazione del rischio. Invece, secondo quanto riporta il periodico livornese “Il concittadino”, nel 2001, un’apposita Commissione tecnico-scientifica, nominata dal Ministero dell’Ambiente, ha notato che i venti e il moto ondoso, nel sito dove dovrebbe essere costruito il rigassificatore, possono raggiungere una forza tale da non poter garantire un sufficiente numero di giorni/anno con condizioni di operabilità in sicurezza.

Dopo la presentazione del progetto, l’ARPAT Regionale, Area prevenzione rischi industriali, esprime il proprio parere in un documento del 25 marzo 2003 che, tra l’altro, afferma: “gli scenari incidentali ipotizzati, vengono descritti in maniera sintetica senza ulteriori sviluppi in termini di stima delle probabilità e di accadimento (le summenzionate frequenze) e delle relative conseguenze (le summenzionate magnitudo). Non viene peraltro trattata la problematica inerente il rischio connesso con i possibili impatti con imbarcazioni in navigazione nell’area.

Il 9 luglio 2004, la Regione ha messo a punto la VAS, valutazione integrata che conclude che “molti aspetti, legati soprattutto alla localizzazione, contrastano con gli obiettivi di sviluppo locale del territorio, gli obiettivi di tutela ambientale ed i problemi connessi alla sicurezza della popolazione.

Nel febbraio 2006 fu rilasciata l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto. Furono allora raccolte 7000 firme per richiedere un’indagine sulla sicurezza che la Giunta regionale trascorsa affidò ad una commissione internazionale di esperti. Tale commissione è formata da tre esperti di nazionalità diversa. La Regione assicurò che in caso di giudizio negativo l’impianto non sarebbe stato fatto, ma era evidente che questa indagine doveva essere fatta prima del rilascio dell’autorizzazione a costruire. L’autorizzazione a costruire  non è stata comunque bloccata anche se la Commissione non si è ancora pronunciata sulla pericolosità del rigassificatore offshore. Il 4 novembre 2006, tra l’altro su Il Tirreno, un consigliere regionale afferma: “I nomi degli esperti? Se corrispondessero al vero, non sono del tutto convincenti”.

Ing. Mauro Papale, Livorno, 04 Apr.2008                                                                             

E rieccoci con la crisi..........che tanto si paga noi!

E rieccoci alla crisi di governo e di nuovo al voto!

Per due anni ci hanno letteralmente dissanguato, facendoci intendere che era per il bene di tutti che il debito pubblico calasse, tant’è che il surplus fiscale, “il tesoretto”, invece di distribuirlo a chi viveva una quotidianità sofferta, per precarietà o franca miseria, se lo sono tenuto ben stretto, perché gli equilibri del debito pubblico non lo permettevano ……si diceva.

E il debito pubblico è calato, grazie ad una popolazione che si è immiserita anche per questo, facendo sacrifici inimmaginabili.

Adesso però, con le elezioni, se ne andranno almeno 500 milioni di euro…………ma allora, per riassegnare le nuove poltrone, i moniti U.E. non contano più e si può spendere a volontà? Quando si tratta di dare il tesoretto (metaforicamente parlando, s’intende) a coloro che ne hanno bisogno, non è possibile perché i soldi non bastano ed invece, per stabilire chi gestirà il potere e potrà arricchirsi ulteriormente alle nostre spalle, si?

Qualunquismo, direte, eppure, con i dovuti distinguo, date mai un colpo d’occhio alla T.V?

Alla recessione mondiale e quindi italiana, nei telegiornali, vengono dedicati dieci secondi, ai nuovi schieramenti…….Berlusconi che si prende Fini, Casini che o è d’accordo o è fuori……….  L’Arcobaleno che va da solo, Mastella che prende tempo e poi va con Forza italia, se gli danno deputati e senatori…..si largheggia per decine di minuti!

Mi domando allora a chi importi veramente dei problemi del Paese (lavoro, salute, ambiente, pensioni e anche debito pubblico) poiché, anche nei talk show, non si sente mai argomentare di programmi, di contrapposizioni su questioni, di proposte per la soluzione dei problemi, ma si sente soltanto il solito blaterariccio su coalizioni, percentuali di voto, alleanze e strategie, come accennavo prima, finalizzate ad un consenso popolare, per  una vittoria elettorale ma non per migliorare le cose, bensì fine a se stessa o meglio finalizzata all’acquisizione del potere………..per fare che però, questo non lo si sente mai, potete spiegarmi il perché?

Mi piacerebbe avere una risposta, anche se poi la domanda vera sarebbe sul  perché noi italiani abbiamo permesso che questo potesse accadere e sul perché si continui ancora ad accettare che questo accada. Gianni Atturio 06.02.2008

Ieri 24 gennaio………….Governo sfiduciato!

Perché Mastella e Dini, eletti nelle liste dello stesso Governo da cui si sono sfilati, ne avevano avuto abbastanza del fatto che non venivano tagliate le tasse su pensioni e salari, permettendo a gente che non ce la fa a tirare avanti, di avere un po’ di tregua? Perché la spesa pubblica non viene mai ridotta, aggravando così il debito del Paese? Perché gli affitti sono alti, gli stipendi bassi, i consumi fermi e la maggior parte dei lavori sono precari e quindi i giovani non riescono a metter su famiglia? Perché erano stanchi di avere in Parlamento gente giudicata e condannata con cui doversi confrontare, per esprimersi a favore del Bene Comune? Perché ne avevano abbastanza della lottizzazione dei posti di potere in ogni settore della vita pubblica oppure perché desideravano che qualcuno si dichiarasse responsabile della spazzatura che affoga la Campania e ci sta assassinando il turismo? Perché la nostra economia va verso prezzi tedeschi e salari da terzo mondo, malgrado il numero dei nostri parlamentari sia enorme ed i loro emolumenti altrettanto (almeno in qualcosa, in Europa, siamo ai primissimi posti!)? Mah, se così è a me non è parso, sembrandomi invece che c’entrino soltanto interessi di parte, dal referendum che avrebbe spazzato via i loro partiti al fatto che il trasformismo legale (non morale) permette ad uno di essere oggi a sinistra e domani a destra, traendo vantaggi prima di quà e dopo di là, con noncuranza, fregandosene non dico della propria credibilità elettorale (quando si viene eletti lo si è in base anche agli accordi sui programmi, o no?), quanto dei propri stessi elettori.

Ma del resto, cosa aspettarsi da gente che siede in Parlamento a rappresentarci e che quando altri sono di avviso diverso, si lascia andare, in diretta nazionale ed in visione mondiale, scomposti in volto come beceri ultras da stadio (sto parlando di Barbato dell’UDEUR, nei confronti di Cusumano), ad aggressivi vilipendi come :-pezzo di merda…..cornuto e frocio….e con minacce e sputi?

Detto questo ed espressa tutta la mia nausea per una classe politica indegna (non tutti, certamente) che tiene a se stessa e non alle sorti del Paese, che si fa?

Intanto si vanno a spendere 500 milioni di euro per l’apparato elettivo, altri milioni e milioni se ne andranno a corrispondere il finanziamento pubblico ai partiti per le spese elettorali delle precedenti elezioni e per quelle nuove, poi saranno rinnovati gli organigrammi parlamentari, e via altri milioni di euro....e tutto questo con buona pace per il debito pubblico e con vero terrore della gente che si guadagna duramente il pane quotidiano (anche se in modo precario) ed alla quale verrà chiesto altro sangue, che tanto loro chi entrerà nel nuovo Carrozzone" si arricchirà...... e degli altri chi se ne frega se anche saranno obbligati ad ulteriori sacrifici…………tutto questo è, benchè triste, è scontato….ma poi?

Si tornerà al voto con questa legge elettorale, al rischio di una rinnovata ingovernabilità, di qualunque parte sia, che tanto dove si casca è uguale?

Beh, mi piacerebbe che almeno che non si parlasse più male della cosiddetta antipolitica, magari non ancora in grado di governare il Paese, però col coraggio e la maestria di scovare il marcio dove è, denunciandolo all’opinione pubblica, se non altro non ulteriormente disinformandola su ciò che accade veramente in Italia. 

L.S. 25.01.08

Rendersi conto della realtà, è antipolitica?

Ci si sposa sempre meno e non certo perché i bamboccioni desiderino stare attaccati alle gonne di mamma fino a tarda età , il bilancio familiare ( quando c’è!) se ne va in bollette per il 31%, la gente invecchia e va in pensione e grava sul debito pubblico (riprendendosi giustamente quanto ha già dato), allontanandosi però dal sistema produttivo e quindi senza più contribuire alla crescita del Paese………………affitti alle stelle, con case sfitte in misura esorbitante (che tanto il mattone non si svaluta!), tariffe (vedasi luce, gas, benzina, trasporti) in aumento e stipendi erosi nel potere d’acquisto, consumi fermi o piuttosto in netto regresso e quindi recessione conclamata, aumento di truffe e suicidi, a testimonianza di un malessere diffuso……………tanto per citare solo di alcuni dei problemi del nostro BelPaese.

Che si aspetterebbe dalla politica, al governo o no, un cittadino/elettore che fa sacrifici continui e spesso inimmaginabili per andare avanti, se non che ci si affannasse per discutere dei problemi, presentando ipotesi di soluzione, elaborando strategie per superare la crisi , per contenere l’inflazione, per aumentare l’occupazione non precaria, per dare impulso all’export ed ai consumi interni etc.etc.etc……..ed invece?

Invece i DS diventano partito democratico, Forza Italia si adegua e cambia nome, nasce l’arcobaleno…………...e così via e quindi, come non ci fosse altro di cui preoccuparsi (ma forse, dal punto di vista di coloro che abbiamo -senza preferenza!- eletto, è vero) ci si affanna a calcolare percentuali ed alleanze ed a battibeccare su un nuovo sistema elettorale (ancora senza preferenze) e si lotta e si minacciano ritorsioni se…………..per noi, per il benessere del Paese, perché ci sia un futuro migliore per tutti? Beh, è sufficiente scambiarsi punti di vista sugli autobus, nelle piazze o nei mercati, per percepire la nausea profonda e bipartisan della gente………..Che schifo!

Una via d’uscita? Forse ricominciare tutti insieme a riflettere, ad indignarci, a pretendere onestà e rigore morale e risultati concreti, invece di chiacchiere da chi ci governa, a sinistra come destra, il punto però è ………….siamo noi ancora capaci di un pensiero critico, indipendente dal tornaconto personale? A ciascuno di noi la risposta.

Silver 13.12.07

e se si cominciasse a denunciare apertamente ogni ipocrisia, in ogni settore e ad ogni livello?

Dal blog di Beppe Grillo ho ricavato le riflessioni che seguono ed essendomi parse ironiche e nello stesso tempo brutalmente realistriche, volendo condividerle con voi, ve le giro………..anche e soprattutto perché , con molta probabilità, nel 2030, a voler esportare democrazia nel Golfo Persico, oltre agli Stati Uniti, ci saranno anche Russia e Cina……….con il resto del mondo, in mezzo!

Luca Marziali 06.12. 07

11 settembre 2001. Da allora siamo una nazione a rischio attentati islamici. Sono passati più di sei anni e a memoria non si è avuto un solo morto o ferito a causa della Jihad in Italia. Quasi un record. Non si è visto un solo invasato con il turbante o un fanatico con la barba coinvolto in una rapina, in un fatto di sangue, in un assalto in villa.
Qualcuno crede che ciò sia possibile perchè l’Italia chiude un occhio, o forse tutti e due, e lascia fare. E permette che vengano costituite basi logistiche che possono servire per attentati in Europa. In questo ci può essere del vero, da noi si può fare quello che si vuole, siamo probabilmente il miglior crocevia dei servizi segreti del mondo. Abu Omar lo hanno rapito ventisei agenti della Cia a Milano. Ma un terrorista che vuol farsi esplodere a Londra o a Madrid può disporre facilmente di supporti locali. Non ha bisogno di Roma o di Milano. Dal 2001 ci sono stati circa 8000 persone assassinate sul lavoro, centinaia di morti per mano della criminalità organizzata, migliaia di stupri. Intere aree di Campania, Calabria e Sicilia sono extra territoriali, a lupara libera. Il risultato è che abbiamo inviato le nostre truppe in Iraq e in Afghanistan e tolti i fondi alla Polizia di Stato. Tutta colpa della Jihad.
A cosa serve la paura del musulmano? Delle moschee? Chi prega di solito non delinque. Per trovare qualche risposta ho letto il recente rapporto della International Energy Agency sul futuro dell’energia mondiale. Il suo contenuto è riassunto in una cartina riportata dal Financial Times dal titolo: “L’importanza crescente dl petrolio del Medio Oriente”.
Nel 1980 l’estrazione di petrolio era di 35,5 milioni di barili per giorno dagli Stati non Opec, ad esempio Stati Uniti e Russia, e di 28,1 mil/barili dalla zona Opec. La previsione per il 2030 è rovesciata, la produzione di petrolio sarà di 60,3 milioni di barili al giorno nella zona Opec e di 53,2 mil/barili nel resto del mondo. Chi controlla il Golfo Persico, dove sarà estratto il 30% dell’intero fabbisogno mondiale, controlla l’energia e chi controlla l’energia controlla il pianeta. La richiesta crescente di energia (la sola Cina passerà dagli attuali 7 milioni di barili al giorno a 16, 5 milioni nel 2030) coinciderà con la concentrazione dell'estrazione petrolio nel Golfo Persico, dove si affacciano Iran, Iraq, Arabia Saudita, Emirati. Tutti Stati musulmani. Più produci petrolio più sei terrorista.

I fatti di Roma, dopo la disinformazione sugli eventi di Arezzo.

Un’orda di delinquenti organizzati mettono a ferro e fuoco un quartiere di Roma, assaltano il centro C.o.n.i e quattro caserme, con devastazioni allucinanti e la polizia se ne sta rinchiusa……per evitare mattanze (ministro Amato)!?

E se dalla finestra un cittadino vede che qualcuno di questi mentecatti/bastardi gli sta incendiando l’auto, faticosamente pagata a rate, e non può contare sull’intervento delle forze dell’ordine, che deve fare, evitare anche lui una mattanza o scendere in strada e farsi giustizia da solo?

Ecco, a me sembra che un tale atteggiamento da parte delle forze dell’ordine sia stato assolutamente ingiustificabile…….se la polizia non interviene in casi simili, che ci sta a fare?

Altra questione che nell’occasione mi ha proprio lasciato perplesso, è il tipo di informazione che i mass media ci propinano: ci alluvionato con pagine e pagine di giornale e ore e ore di televisione sui dettagli di fatti di sangue come quelli di Garlasco e Perugia o su gossip di vario tipo (a proposito, in questi casi non ci sono mai scandali per la fuga di notizie riservate, come accaduto nel caso di Mastella e dell’inchiesta way not?) e sorvolano su fatti gravi come quelli che Amato ha assimilato al terrorismo, trattando la questione alla stregua di un fatto di cronaca, quasi di routine, con analisi pseudosociologiche  e visione parziale del fenomeno………..la violenza da stadio.

Vero che Mentana e Vespa ci hanno costruito su una serata ma, si è cercato di scandagliare le vita privata degli arrestati alla ricerca dei collegamenti, per ipotizzare i mandanti ed indagare su cosa può esserci a monte?

Eppure sui personaggi dei fatti di sangue di Garlasco e Perugia si è scavato a fondo e si sono sbattuti i mostri in prima pagina, anche se poi non c’entravano nulla, ed invece, come per i black bloc a Genova, per “i terroristi” (definizione di Amato) …si è bellamente sorvolato, salvo comunicare arresti in seguito ma per casi singoli, per la teppaglia, per “la truppa” insomma.

E che, è normale che aggregazioni spontanee di persone, siano talmente organizzate da armarsi ed andare, in gruppo ed a centinaia, a caccia dei poliziotti nelle loro caserme? Qualche balordo è sempre possibile che ci sia ma centinaia di balordi, coalizzati insieme contro le istituzioni, non sembrerebbero piuttosto un esercito programmato a comando,  quasi si provasse ad esprimere altro che non sola rabbia incontrollata di teppisti da stadio?

E ad avvalorare questa tesi c’è stata anche un’intervista del Presidente Napolitano che, rispondendo ad un giornalista tedesco, affermava che i tumulti non sarebbero frutto di malcontento sociale (!?) ma di violenza sovversiva e di un attacco alle istituzioni……..ed allora, non sarebbe stato e sarebbe tutt’ora il caso di approfondire?

Già, ma forse alla gente interessa più conoscere il fidanzato dell’ultima velina e sapere cosa si fa sull’isola dei famosi e chi organizza i tam tam (dei tifosi!?) è ben coperto e ai giornalisti interessano altre cose che non informare (vedasi il presunto patto Rai – Mediaset nel 2005, per pilotare i TG ).Comunque, se non altro, almeno ci si distrae dal fatto che il Paese sta andando in malora……ed allora, grazie “informazione” che ci tranquillizzi sempre, anestetizzando il nostro senso critico, anche se per questo si deve rinunciare a quella democratica oggettività che ci spetterebbe di diritto, dovendo pagare un canone, oltretutto ineludibile, per un servizio pubblico finalizzato invece, spesso e volentieri, ad interessi molto privati.

Antonino Cardamone 26.11.07

Che fare?

Perché l’iniziativa di domenica 18.11 è stata rimandata?

Così ci dicono……….due situazioni che sono capitate e che hanno portato ad atteggiamenti differenti, quale quello più giusto?

A giugno, dovendo andare a Barbazzano, in Liguria, gita effettuata comunque, la settimana era stata con un tempo incerto e previsione di variabilità……..in breve, 5 prenotazioni: due sono arrivati alla Guglia e non sono poi venuti via e altri due, arrivati invece ad Ameglia,  se ne sono tornati subito indietro………….in conclusione: il fare per fare, ha prodotto un’escursione di 3 persone!

Questa volta, domenica 18, invece, le previsioni erano di temperature basse e vento di grecale …………prenotazioni il venerdi, 5: Antonio e Maria Luisa, Anna e Margherita, Raimondo…….che fare (tenendo anche conto che avrebbe fatto sicuramente freddo e che sarebbe stata la quarta visita al percorso, da parte di chi l’aveva organizzata)? Si aspetta il sabato mattina e Leo e Carla si aggiungerebbero ma……. affatto sicuri di venire, però forse……se la mattina sono all’appuntamento, vengono……!!

A questo punto, anche perché Raimondo non sarebbe venuto e memore della precedente esperienza, Luciano smonta l’escursione.

La sera del sabato poi, telefonano Paolo Beni, Sabra, Giovanna e una nuova………..ma oramai l’iniziativa non c’è più, salvo riavvertire gli altri all’ultimo minuto, che forse si erano sistemati altrimenti e quindi rischiare comunque di andare soltanto in sei.

Ricordando che chi organizza non ha nessun guadagno, se non il confortarsi, in questi casi, con una autopacca di solidarietà sulla spalla……. che fare, in casi simili?

Se qualcuno ha un’idea in proposito, ci scriva………..la nostra attuale considerazione prevalente è che si debba comunicare assolutamente la presenza entro il venerdi, non obbligando così chi organizza a fare i salti mortali per esserci, rischiando di andare a prendersi pioggia o vento freddo per nulla e magari in quasi solitudine……….ripetiamo, diteci la vostra che poi verrà discussa ed inserita nel  regolamento escursioni.

Agireverde 19.11.07

Un ministro…..….può!

Il ministro di Giustizia viene indagato in un’inchiesta su tangenti e comitato d’affari, un pastrocchio in cui sono coinvolti politici ed amministratori pubblici, con al centro l’utilizzo distorto di fondi pubblici e la presenza di logge massoniche, come collante del potere.

Logica vorrebbe che ci fosse il massimo interesse ad avere rapidità di accertamenti ed assoluta chiarezza, ed invece? Viene richiesto il trasferimento del magistrato inquirente e successivamente gli viene avocata l’inchiesta!

Un siparietto di scherzi a parte? Purtroppo no,  solo una triste realtà  su cui tutti dovremmo riflettere: la giustizia è uguale solo per i disgraziati. Il mio sconcerto tuttavia non è tanto per questo, essendo noto che in Italia ci sono “intoccabili “ ed altri che, non avendo santi in paradiso, vengono "stratoccati", quanto perchè ci si continui a scandalizzare per il bullismo nelle scuole…….….ma l' arroganza del potere e quindi della forza, anche se legalizzata, non è forse equiparabile ?

Si potrà dire che tecnicamente non ci piove, se tutto questo accade, però, come è che le fughe di notizie sollevano polveroni  solo quando riguardano “i grandi papaveri della politica” e non in casi tipo Cogne, Garlasco, Rignano etc.etc.etc. ?

Rosanna Comelato 22.10.07

Commercio e Porta a Mare

La chiusura degli esercizi commerciali in Borgo, via Verdi e corso Mazzini, a seguito dei lavori alla Porta a Mare ed alla conseguente difficoltà di accesso alla zona, unita alla mancanza assoluta di parcheggi auto, mi porta a fare alcune riflessioni sul come viene gestita la città e sul come invece mi piacerebbe che fosse.

Il Cantiere navale Luigi Orlando era decotto, giusto quindi e positivo l’aver trovato una valida alternativa alla disoccupazione dei suoi lavoratori (ma poi, quanti di essi sono stati ricollocati?) nella attività di costruzione di maxi-yacht. Positiva mi è parsa anche la costruzione di un nuovo quartiere (speculazioni immobiliari a parte), soprattutto se, come previsto, ci saranno un porto turistico e delle attività di servizio alla nautica, ma…………..sarebbe stato proprio impossibile tener conto anche e contemporaneamente delle esigenze dei lavoratori che hanno un’ attività nella zona limitrofa a quella dei lavori in corso? Sarebbe stato difficile  prevedere un parcheggio per residenti in piazza Orlando ed un ampliamento di quello in piazza Mazzini e…..non in tempi biblici?

Sarebbe stato impossibile progettare una viabilità che permettesse al vecchio borgo di sopravvivere, vicino al nuovo?

Oltretutto sarebbe anche stato un bell’esempio di intelligente gestione del territorio: pensare al nuovo, migliorare l’esistente e favorire nel contempo nuova occupazione, salvaguardando però quella poca già in essere……….ed invece?

Invece la solita storia, secondo me.

A Livorno essere lungimiranti, tenendo conto delle necessità di tutti i cittadini indistintamente, non interessa………..quello che conta è “Fare ciccia subito che poi, chi verrà si prenderà le rogne lasciate in sospeso e comunque, chi se ne frega che tanto al potere ci saremo ancora noi”…….e così ……..…”si è fatto ciccia” sulla pelle di un intero quartiere, generando altri disoccupati che non si saprà mai se saranno stati compensati dalla nuova occupazione a Porta a mare (esattamente come per quelli ex Cantiere).

Era proprio inevitabile e soprattutto, ne valeva la pena?

Luisa Miriam Trovato  18.10.07

… a spese nostre!

Che in Italia ci siano ministri che lo sono stati con Berlusconi e anche con Prodi, passi (al limite il problema è dei loro elettori), che ci siano parlamentari, paladini dei valori familiari , impegnati, nel tempo libero in festini a luce rossa ed a base di cocaina, passi (al limite il problema è della moglie e della giustizia), che ci siano 32 consiglieri su 60, condannati od inquisiti, nel Consiglio di una 

regione ad altissima emergenza mafiosa, passi (al limite “è cosa loro”)………una cosa però dovrebbe non essere permesso lasciar correre: 7.5 milioni di italiani fanno i salti mortali per arrivare a mettere insieme il pranzo con la cena ed è questo (dati istat, non opinione) un fatto stabile da quattro anni, con un P.I.L nazionale, stimato in calo sulle previsioni per quest’anno ed anche per il prossimo anno. Ecco, questo dovrebbe non essere accettato: che coloro i quali si affannano a giocare ai secessionisti (prendendo però la paga da Roma) oppure coloro che vogliono elezioni a primavera (ma che mai propongono alternative concrete ai mali del Paese)  o anche quelli che costituiscono nuovi partiti, come fosse tutto una questione di nuove sigle ed anche tutti gli altri, con poche eccezioni…………che tutti costoro, dicevo, continuino pure a vivere nel lusso e fuori da una realtà ben diversa da quella di tutti, ma che almeno che si rendano utili e si guadagnandosi le loro briòches, non impoverendo ulteriormente gli italiani: siamo stanchi di mantenere gente che campa alle nostre spalle e con i nostri sacrifici! 

Giovanni Repetto 06.10.07

“I bamboccioni”

Il ministro dell’economia Padoa Schioppa, in commissione al Senato e discutendo i punti fondamentali della manovra finanziaria 2008, ha definito i 30enni che stazionano

nella casa dei genitori, non rendendosi mai autonomi “bamboccioni”.

Ora la mia riflessione è questa:- in che mondo vive questa gente, se non si rende conto che pagare un affitto necessita di un reddito e che questo reddito, quando difficoltosamente trovato, spesso non è garantito se non da contratti sottopagati e perennemente a termine e magari chissà dove? E se questi nostri governanti non vedono o non vogliono vedere la realtà, come faranno mai ad elaborare delle leggi che possano migliorarla, rendendola almeno vivibile?

Letizia V. 05.10.07

Politica e bene comune

Cari amici, seguo con interesse la questione della piattaforma gas offshore, fino dall’inizio e francamente sono rimasto stupita dalle affermazioni del Tirreno di oggi: Monte, Intesa e Unicredit finanziano l’impianto.

Leggo poi oltre, che Saipem è incaricata di costruire e che Olt avrebbe stimato in 500 milioni il preventivo di spesa, che per Saipem sarebbe invece di 800, potendosi trovare un accordo per 600.

Ed ancora: all’inizio di novembre 2007, Endesa cederà il 30.5% alla compagnia tedesca Eon…….!!!

Ecco, inutile entrare nel merito di sigle e cifre, anche perché per farlo occorrerebbe essere  più che esperti ed in possesso di dati presumibilmente riservati, quello che però risulta evidente è che il cittadino (vedasi i comitati no gas, per tutti) non ha mai potuto confrontarsi con nessuno di coloro che hanno deciso la trasformazione del suo territorio. Non ha importanza che nutra dubbi sulla sicurezza dell’impianto, che ne abbia sulla necessità dello stesso e sulle eventuali ricadute positive in termini economici per il proprio territorio e  non importa neppure che possa sospettare di essere solo un suddito, uno che può votare come vuole ma rimane comunque un suddito dei principi che ha eletto e che però contribuisce a mantenere, sempre che le imposte, dirette ed indirette, non siano solo opinioni..

La scoperta dell’acqua calda, potreste dirmi…………ma allora, vi domanderei:- non ci vedete nessi tra questo modo di fare politica e delle vecchie affermazioni di Beppe Grillo, quando  diceva  che i politici prendono solo ordini dall’economia, dalla finanza, dalle banche centrali, a destra come a sinistra , i buoni come i cattivi …?

E intanto il Paese reale va a rotoli!

Antonella Viani 28.09.07

Bla Bla Bla

Secondo d’Alema, il Grillo pensiero sull’antipartitismo porterebbe al potere delle televisioni ……….e di chi le ha. Mah!? Il fatto è che, secondo me, quando monta una protesta contro una casta  di qualsiasi tipo, una protesta seria, legittimata da richieste serie ed accompagnata da dati e nomi riscontrabili, dei motivi abbastanza importanti ci sono ed invece dei soliti bla bla bla,  coloro che si sentono chiamati in causa, solitamente stragarantiti benissimo, bisognerebbe che andassero in mezzo alla gente ad ascoltarla, facendosi raccontare perché, invece di recarsi nelle sedi di un partito politico, a confrontarsi sui propri problemi, vanno nelle piazze ad applaudire Beppe Grillo.Però un dubbio mi assale: potrà mai capire chi ha fame, colui che si strasazia ogni giorno, passa il tempo a litigare per le ciliegine da mettere sulle torte e considera tutto questo, come dovuto e certo, quasi fosse per diritto divino?

Alex T. 27.09.07

I lavavetri, la Norvegia e Grillo

La “questione lavavetri” sembra già accantonata ed è un peccato, perchè avrebbe meritato un ampio approfondimento e di tematiche e di soluzioni.

Ad esempio: com’è che in Norvegia, per le strade, non si vedono né lavavetri né mendicanti?

E com’è che il problema non viene risolto laggiù con un’ipotizzata repressione populistica,  come da noi, sebbene gli immigrati, in proporzione,  siano almeno tre volte quelli italiani, essendo invece le forze di polizia,  sempre in proporzione, solo un terzo delle nostre?

Vuoi vedere che la sanità pubblica, i trasporti e l’istruzione sono ottimi ed il tasso di povertà è minimo? E difatti un welfare spettacolare rende difficile che la gente pensi di arrangiarsi per sopravvivere, rendendo inutile il sacrosanto dovere (da noi spesso disatteso) di ricercare e stroncare i racket dei semafori, come quelli di chi gestisce il traffico della merce data ai venditori ambulanti di colore, lucrando su falsi ed evasione fiscale e sulla loro pelle, come pure i caporalati dei raccoglitori di pomodori, etc,etc,etc,etc.

A cosa tendo, con questi discorsi?

Al fatto che “la politica” non vada mai ad interessarsi del perché alcune cose vadano meglio da altre parti e del cosa si possa fare per importare gli esempi migliori, forse, ed anche al fatto che se Grillo ha suscitato tanto fastidio, è difficile che sia uscito proprio dal seminato.

Dopotutto, chi è meglio: Bossi che dice Roma ladrona e da Roma percepisce lo stipendio o Grillo che non vuole (insieme alla gente, non dimentichiamolo) condannati per gravi reati in Parlamento e pretende il ripristino delle preferenze alle elezioni, sempre documentando le proprie affermazioni con nomi e fatti?

E poi, se Grillo  fu allontanato dalla T.V per aver detto come stavano le cose ai tempi di Craxi, come poi, ai tempi di Berlusconi, toccò a Biagi e Santoro, dimostrando che l’arroganza del potere non ha collocazione politica, tanto per dire…………….ci sarà pure stato un motivo, o no?

Antonella M. 20.09.07

Niente di personale

BOLOGNA 2 agosto 1980: 80 morti e 200 feriti.

Condannati con sentenza definitiva, per la strage, Fioravanti e Mambro godono di un regime di semilibertà e vanno in giro a tenere conferenze e a propagandare libri……….niente di personale, però, se alla stazione di Bologna, quel giorno, ci fossimo stati noi o qualche nostro familiare……….diremmo oggi che  giustizia è stata fatta? Ed anche mi piacerebbe sapere com’è possibile che vengano condannati gli esecutori di una strage, senza che nulla si sappia dei mandanti………………qualcuno ha una risposta?

Luca Antico, 2 agosto 07

logica di sviluppo o improvvisazione, come sempre? 

Le scelte che proprio non capisco:

mesi e mesi di lavori in via Magenta, con assurdi disagi dovuti ad asfaltature e ristrutturazioni……..ma perché?

Allargare i marciapiedi in una zona dove il traffico automobilistico era vietato, a che è stato utile se non ad affossare ancora di più le attività commerciali della via, già prima abbondantemente in agonia, vista anche la mancanza di una fermata per il bus e la conseguente difficoltà ad arrivarci?

I misteri del fare, tanto per far vedere che si fa, passando sulla pelle di altri…..secondo la logica del tanto a noi che ce ne frega se poi si fanno danni irreparabili all’economia della città, che tanto, che si sbagli o no, lo stipendio ce lo mettiamo in tasca ugualmente.

E la chiusura del traffico, il sabato sul viale Italia?

Effettivamente avere un lungomare “alla viareggina” sarebbe bellissimo, ma anche lì esistono comunque corsie di scorrimento……………qui, come si fa ad andare e venire in viale Italia, con le corse notturne dei bus………..che non ci sono?

O magari ci si arriva in auto ma poi, per lasciarla dove? Negli negli spazi tipo quelli ottimi ai tre ponti, messi magari in zona ex cantiere Orlando………anche quelli però  inesistenti, in quanto tutto lo spazio disponibile è stato gentilmente offerto alla Azimut/Benetti con il pacchetto Porta a Mare, mentre per la città, nulla è stato tenuto? 

Loretta Trovato . 19.07.07

Chi non fa non sbaglia……….ma alla fine, non ci rimettiamo tutti?

Sembrerebbe che la gestione del Cinema di Ardenza venga affidata ad un prestigioso soggetto culturale pisano…?!

Ma come, senza voler peccare di campanilismo, non esistevano in città esperienze e attività tali che avrebbero potuto occuparsene? Si sta tanto a discutere sul fatto che la realtà culturale livornese non riesca a decollare e poi, quando se ne presenta l’occasione, non si fa in modo di innescare progetti che possano essere catalizzatori proprio di questo sviluppo culturale?

In tal modo si permetterebbe alla città di prendere coscienza piena delle proprie possibilità ed si potrebbe innescare un processo per portarla a diventare polo di aggregazione culturale…. non solo sede di megasale cinematografiche al centro commerciale, oltretutto a detrimento di quelle in centro.

Ma forse rientra tutto in un piano strategico: non assumersi la responsabilità di una programmazione e progettazione partecipata e condivisa sulla cultura, per una valorizzazione delle risorse finanziarie investite nel settore e del patrimonio di strutture e di esperienze presenti in città, permette di non sbagliare e si sa………….chi non fa non può sbagliare e non scontenta nessuno (o almeno, si pensa).

E Livorno continua la sua lenta agonia, culturale come commerciale ed industriale………….per non dire di quella turistica, di cui non si può dire che agonizzi….. perché mai è nata!

E almeno questo avrebbe dovuto essere imperativo, per una città di mare: essere una ottima realtà turistica………ma Livorno, è una realtà turistica? E se non lo è, essendo più che altro punto di transito per altre località, a chi spetterebbe il compito di pensarci………al cittadino, che in ogni caso delega e paga un'Amministrazione, proprio perchè se ne occupi?

Giusti A. 12.07.07

Acqua, bene pubblico!

Ho saputo che sono state consegnate le firme relative alla proposta di legge d'iniziativa
popolare per l'Acqua come bene pubblico e che le firme d'appoggio sono state ben 406.626 ……………..a parte che una è la mia, volevo complimentarmi con voi per avere contribuito a questo successo, con le vostre iniziative sull’acqua, particolarmente con quella di Colognole.

Un saluto, Antonio.

12.07.07

ed i black bloc?

Allora è stato ufficialmente ammesso che alla Diaz fu una mattanza………come correttamente attestavano da subito, da sei anni a questa parte cioè, testimonianze, referti medici e riprese video.

Lasciando cadere la questione sulla catena di comando, perché i reparti non agiscono sicuramente di propria iniziativa e neppure andando a sindacare sulle cariche ai cortei dei manifestanti, lungo un percorso legalmente e precedentemente concordato (non essendo poi i “mani bianche Lilliputh” feroci rivoltosi, assetati di sangue), una domanda sorge spontanea ……..e di coloro che con spranghe e catene misero a ferro e fuoco Genova ed anche assaltarono il carcere di Marassi, di tutti coloro cioè che sono stati immortalati “in diretta”, mentre commettevano reati, anche dalle reti televisive nazionali (oltre che da telecamere di protezione a banche e attività commerciali, più i video amatoriali e delleTv private), dei black bloc insomma, che ne è stato?

Avete notizia di qualcuno di questi che sia stato, arrestato, processato e condannato?

Ecco, questo amareggia e fa riflettere:- a Genova ci si è dati tanto da fare per impedire la libera facoltà di espressione, costituzionalmente garantita, e nulla si è fatto per assicurare alla giustizia i delinquenti, vestiti di nero, quelli si, armati e pericolosi! Perché?

Lc 22.06.07

Chi vive nella realtà e chi no

Nella trasmissione Ballarò di ieri sera, ho ascoltato il sig.D’Alema controbattere alle obiezioni del Presidente della Confesercenti, a proposito dei nuovi studi di settore………..si è quasi scandalizzato, quando li giustificava, sostenendo l’impossibilità (in base ai vecchi studi) che un meccanico potesse dichiarare un reddito di 900 euro mensili!

Ora, premesso che se il reddito da lavoro autonomo fosse come quello dei parlamentari, abbondante e sicuro e indipendente da ogni variabile di mercato (costi, variare della clientela, variare della posizione del fondo, etc.etc.etc…..ma questo è noto anche ai ragazzi delle scuole medie) e pagato regolarmente da altri, tasse e contributi compresi, indipendentemente dai risultati ottenuti, potrebbe forse avere ragione di stupirsi ma………….la realtà è ben diversa ed è proprio questo che scandalizza me: possibile che un ministro della Repubblica viva in un  mondo irreale, così diverso da quello di tutti i giorni, così diverso dal mio, dal nostro, da quello di tutti coloro che conoscono la dura fatica quotidiana del sopravvivere?

Ed il suo nicchiare all’osservazione che più del 50% delle società di capitale dichiarano reddito zero o sottozero? Ma come, si parla tanto di lotta all’evasione, si perseguitano i venditori di 5 e 5, additandoli come untori di manzoniana memoria, e non si affronta seriamente il problema dove in gioco ci sono milioni e milioni di euro? Ecco, anche questo scandalizza me e la mia speranza è che in qualche modo (ma sarebbe meglio dire per qualche miracolo), si riesca a far capire a chi viene eletto che il Paese reale ha bisogno di gente vera, che conosca i problemi reali vivendoli sulla propria pelle, proprio perché vive nel Paese reale e non su una qualche nuvola dorata, lontano da tutto e da tutti, come a me è sembrato ieri sera, per  D’Alema a Ballarò.

Riccardo Tempestini 20.06.07

Dove si vuole che vada, Livorno?

L’economia della città è in estremo affanno e , continuando su questa china, la crisi, da profonda rischia di diventare strutturale e quindi  cronica ed irreversibile, per intendersi.

Una città in declino insomma, brutta (a parte il lungomare, anche com’è), sporca e rotta, intasata di auto, con gli esercizi commerciali che, sempre più numerosi, chiudono e che finisce per campare solo sui redditi da pensione o pubblici, con una popolazione che invecchia, industrie che mancano, posti di lavoro che latitano ……………o mi sbaglio?

E le scelte dell’amministrazione per ovviare a tutto questo degrado?

Ed a chi spetta se non alla politica e quindi alle amministrazioni locali la programmazione necessaria per uscire dal tunnel?

E se le cose non vanno, chi sarà ritenuto responsabile per aver fatto tanto poco?

E, a parte la questione Porta a mare, che per adesso sembrerebbe più che altro una comprasvendita di territorio  e l’aver piantato le palme sul lungomare, messo sabbia ai 3 Ponti e l’ipotesi di gas off shore (che alla città non renderà nulla), cosa è stato fatto negli ultimi anni, quando anche un semplice nuovo piano del traffico ed un semplice buon recupero urbanistico, che miglioramenti li avrebbero portati e senza richiedere grandi sforzi, né economici né immaginativi,  sembrano essersi rivelati imprese impossibili?

Ed allora, ritorna la questione di fondo: Livorno, dove si vuole che vada?

Verso uno sviluppo industriale? Ma le infrastrutture e le condizioni per uno sviluppo, a quando?

Verso una università sul territorio “alla pisana”, verso una sviluppo culturale, cioè? Ma allora perché permettere la chiusura dei cinema in città e perché non si pensa a festival culturali, teatri, scuole d’arte e perché non si lavora alacremente per portare a Livorno l’Università?

Verso uno sviluppo turistico?Ma allora, perché “una Livorno da vivere” non interessa e di motivi perchè il turista venga da noi, non se ne creano? Il porto turistico, ad esempio, quando ci sarà la Porta a mare, avrebbe dovuto essere concepito prevalentemente come punto base per la nautica da diporto, con artigianato specifico, cantieristica specializzata……..e invece: altro cemento e altro centro commerciale.

Il mio timore allora è che non si voglia proprio andare da nessuna parte, anche se il motivo, non essendo di giovamento alla città, proprio mi sfugge. 

R.A. 05.06.07

Avere lo spirito giusto

Eravamo contati alla escursione in Liguria, saranno stati i tuoni della notte, sarà stata la minaccia di pioggia la mattina, fatto è che le defezioni dell’ultimo minuto sono state molte ed i pochi rimasti, guardatisi negli occhi, si sono detti:- si ritorna a dormire?

Ma niente affatto!

E siamo partiti, con l’acqua che spesso, lungo buona parte della strada in auto, si faceva viva ed un cielo grigio all’orizzonte che di buono prometteva poco, infine siamo arrivati ed anche qui………colazione al baretto di Ameglia, con la gente che, fuori, passava con l’ombrello.

Poi, finalmente, siamo andati, accompagnati dall’odore dell’erba bagnata lungo il sentiero,   mentre la vista spaziava sul Magra e sui paesini sottostanti prima e, dopo lo scollinamento, sulle isole Palmaria e Tino e Tinetto, scendendo a Tellaro, poco da dire: è stato bello.

Bello anche perché il sole ci ha premiato e, malgrado sembrasse di no, le previsioni della vigilia erano esatte con pressione in aumento, squarci di sereno e temperatura gradevole.

Interessanti anche le varianti di giornata, per evitare i sentieri più a rischio pozze e la visita a Lerici, che non era prevista .

Ecco, volevo soltanto dire che se i rapporti tra le persone sono buoni e lo spirito è di genuina amicizia, ci si diverte lo stesso, che piova o ci sia il sole e che quindi, se ci si pone con lo spirito giusto, giornate così vale sempre la pena di viverle.

Raimondo 04.06.07

il migliore dei mondi possibili?

Passa a Tim, no a Vodafone, no a Wind! Vieni con noi e spenderai meno……… però spendi meno se consumi di più e quindi, facendo 2 + 2, vai sicuramente a spendere di più .

Il contromessaggio logico sarebbe: spendere meno? Telefono meno!

Se però ci martellano incessantemente, “facendo a gara a regalarci di più”, evidentemente il ghiozzo vuol dire che abbocca facilmente……..e se ancora, sulla fornitura Enel  viene pagata l’iva anche sull’imposta erariale e sull’addizionale enti locali e lo stesso accade per la fornitura gas, dove invece si paga su imposta erariale ed addizionale regionale, cioè si pagano tasse sulle tasse e  se, con un’inflazione all’1,9%, il bollo auto aumenta del 20% ed i biglietti ferroviari del 15 e ancora, se un Consorzio di bonifica, di cui qualche anno prima non si sentiva la mancanza, funziona con 23 consiglieri e 16 dipendenti………non ci lamentiamo perché la vita è dura……..…..abbiamo semplicemente permesso che diventasse così e quindi “abbiamo il nostro”.

Lc. (26.05.07)

ma qualcuno le darà mai le risposte?

Navigavo nel sito e curiosando tra le vostre prese di posizione a proposito di alcune grandi questioni del territorio, tipo il rigassificatore o la sistemazione dei nuovi quartieri a mare, vi notavo scettici sui lavori nell’area dell’ex cantiere Orlando.

I soliti contrari per partito preso, “sinistrorsi e sfavorevoli ad ogni innovazione”, mi sono detto e lì per lì mi sono limitato soltanto a prendere nota di alcuni percorsi escursionistici (ottima la pagina dedicata, comunque), lasciando il sito.

Alcuni giorni dopo però,  ho notato sul Tirreno del 18.05 un articolo su un’interpellanza di A.N al Sindaco.

Ma, mi sono detto, se Tamburini (dal Tirreno del 18.05), capogruppo di Alleanza nazionale in Comune, fa sostanzialmente le vostre stesse osservazioni, probabilmente le cose stanno proprio così, che altrimenti non si spiegherebbe la mancanza di una risposta di smentita o almeno chiarificatrice al riguardo.

Dice Tamburini che l’acquisto da parte di Azimut Benetti dell’area ex cantiere Orlando è costata 50 milioni ma, già la cessione del comparto abitativo ad un gruppo immobiliare viene trattata per 60 ed anche la zona centro commerciale/albergo è in ballo per 80………….dunque: meno 50 + 140 = 90 milioni di utile, praticamente solo per aver anticipato soldi e aver mosso avvocati per i contratti.

Si diceva che  la città avrebbe tratto vantaggi dall’operazione Porta a Mare, soprattutto dalla produzione di maxi yacht e dal turismo, etc.etc.etc.etc……….ma, in ultima analisi, così come si può quantificare semplicemente quanto ci avrà guadagnato la Azimut (così almeno sembra sia stato fatto), perchè non fare altrettanto, quantificando anche quello che potrà guadagnarci la città, affermando nello stesso tempo e dati alla mano, verificabili alla fine e con assunzione di responsabilità, che il governo della città non è interessato solo al “mordi e fuggi” di imprenditori privati che possono permettersi di speculare?

In altre parole: la città sta attraversando una grave crisi economica, ma allora,  invece di dare spazio a una nuova edilizia abitativa, non sarebbe stato meglio un piano di sviluppo articolato, che guardasse più alla creazione di nuovi posti di lavoro nell’industria, magari nell’ottica di una nuova cantieristica navale, con annesse riparazioni, atta ad invogliare armatori a scegliere ad utilizzare il nostro porto,  che non piuttosto a monetizzare gli oneri di urbanizzazione?

Detto questo e non aspettandomi risposte, che dovrebbero essere altri a dare (anche se poi non vengono mai date), mi scuso per avervi inquadrato a priori in quanto logica e buon senso non dovrebbero essere mai una questione di parte ma solo di sano e civile spirito critico, non incline a lasciarsi strumentalizzare.

Riccardo Antonini  (25.05.07)

Dieci anni: un anniversario che guarda al futuro e una sintesi del nostro percorso associativo.

Sono 10 anni che a Livorno opera l’associazione Agire Verde, occupandosi  di  tematiche ed aspetti della vita quotidiana che riguardano il tempo libero e l’impegno di volontariato civile e politico,  sull’ambiente e  sulla pace.

Tali due poli della vita,  spesso vissuti in modo separato dalle persone ( “ tempo libero ed impegno” che riecheggia quello più antico di  “personale e politico”) sono proposti dalla nostra associazione in termini innovativi, armonici ed unitari  per sua ispirazione originaria.

In questi anni abbiamo proposto iniziative riguardanti percorsi naturalistici in ambito costiero, montano o collinare, visite a beni artistici e ambientali da salvaguardare,  escursioni in  contesti di particolare interesse paesaggistico e storico, come adesioni a marce per la pace e a manifestazioni su lotte specifiche.

Abbiamo organizzato feste conviviali ed associative, oppure allestito mostre a carattere naturalistico e culturale soli o con partner e promosso incontri con esperienze esistenziali aventi particolare valore e spessore.

Tali iniziative hanno spesso raccolto ampia adesione, facendo crescere l’associazione e diventare un punto di riferimento in ambito cittadino e provinciale sia per  la propria attività che per il sito web nel quale è sedimentata la storia di questi anni, le produzioni dei soci in termini esperienze, di fotografie, poesie, di contributi a tematiche di impegno civile e i link di nostro interesse. 

Tutto questo fa parte della storia, ma in questo articolo vogliamo evidenziare i perché che rafforzano l’attualità della proposta associativa e culturale di Agire Verde ed i suoi connotati specifici che guardano al futuro.

Nella contemporaneità vi sono dei tratti comuni che tutti stiamo vivendo e spesso subendo nella nostra quotidianità:

Sentiamo forte la gerarchizzazione dei tempi di vita nei quali l’economia domina e diventa marginale il tempo vitale dedicato alla cura di noi stessi, alle relazioni affettive ed al piacere.

In tale situazione, non generalizzabile per tutti, diventa facile nel poco tempo che rimane abbandonarsi a ciò che “il mercato” propone anche per il tempo libero, perdendo ulteriore terreno in termini di libertà di scelta e creatività.

Le proposte alle persone vengono offerte già in modo preconfezionato attraverso i media che offrono reality a volontà o altri programmi di evasione oppure tramite i grandi riti collettivi dello sport e del consumo ( tutti andiamo all’ipercoop !  spesso per acquistare a volte per passare del tempo) o anche attraverso esperienze di viaggio chiavi in mano.

Sentiamo forte lo scarso investimento di creatività che abbiamo nel progettare questo tempo di vita nel quale spesso le scelte diventano abitudinarie e ripetitive; per non parlare delle grandi questioni politiche,economiche e sociali che sentiamo estranee e lontane e al massimo ne sentiamo parlare in TV e ne siamo spettatori.

La nostra associazione propone invece, di riappropriarsi di questo spazio del tempo “libero” per farlo diventare veramente liberato da schemi e ordini esterni, originale ed auto-diretto.

Infatti la proposta che andiamo sempre di più offrendo ai soci e a tutti quelli che si avvicinano è quella di progettare insieme spazi di libertà che si concretizzano in esperienze nelle quali si possa coniugare:

Queste cose sono difficili da mettere insieme perché spesso si vivono in modo isolato l’una dall’altra e spesso una componente tende a sovrapporsi e fagocitare le altre (se ti impegni politicamente hai dei ritmi che non lasciano spazio al tempo libero, perché vieni assorbito). Spesso dove si trova il divertimento non è facile trovare la riflessione, oppure dove c’è lo studio delle problematiche è difficile trovare l’avventura e l’interscambio relazionale.

Abbiamo l’ambizione di proporre Agire Verde anche per il futuro proprio perché la consideriamo un laboratorio dove si tenta di unire una forte adesione alle battaglie ambientali per il futuro del pianeta, alla bellezza e libertà dell’esperienza di ricreazione condivisa.

Questo, in linea di massima, il nostro pensiero, che comunque può sicuramente essere messo in discussione dagli associati in occasione della cena sociale del 30.06, e che anzi sarebbe bene lo fosse, in modo da permettere a chiunque lo voglia, di portare il proprio personale contributo di idee ed esperienze……………favorendo così un progressivo e continuo rinnovamento dell’Associazione, indispensabile per un ulteriore sviluppo.

IL DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE 13.04.2007

Perché NO al Terminal di Rigassificazione Offshore di Livorno-Pisa

IL gas naturale viene normalmente trasportato allo stato gassoso via pipeline (gasdotto), oppure allo stato liquido a -162°C, su navi cisterna appositamente allestite. II tipo dì terminai di rigassificazione offshore dì Livorno-Pisa sarebbe costituito, per la prima volta al mondo, da una grossa nave metaniera modificata e ancorata a una certa distanza dalla costa, in grado di ricevere il carico di una intera nave metaniera e di rigassificarlo, cioè di riportarlo allo stato gassoso, adatto al trasporto via gasdotto. La fase di avvicinamento di una nave metaniera al terminal galleggiante di rigassificazione, avviene con l' ausilio di rimorchiatori e la rigassificazione avviene tramite il riscaldamento del gas liquido con l'assorbimento di calore dall' acqua di mare, che viene così raffreddata. TI terminal è poi connesso a terra da un gasdotto sottomarino, collegato alla rete di distribuzione del gas naturale.

Le caratteristiche del terminal che dovrebbe essere messo in funzione allargo di Livorno sono le seguenti:

Dimensioni: 288 metri x 48 metri x 40 metri di altezza

Distanza dalla costa: 12 miglia

Volume complessivo serbatoi: 137.500 m3

Fabbisogno di acqua per la rigassificazione: circa 600.000.000

(seicento milioni) di litri d'acqua di mare al giorno

Chi ne avrebbe bisogno?

Di sicuro NON ne avrebbero bisogno i toscani e tutti gli italiani. L'emergenza gas che ci ha fatti tremare tutti lo scorso inverno ha infatti dei retroscena che vanno svelati. Ad esempio negli stessi giorni in cui ci veniva chiesto di abbassare il riscaldamento nelle nostre case, l'Eni vendeva in Francia e in Germania parte del gas che importava in Italia. Il nostro paese non soffre dunque di carenze infrastrutturali, ma piuttosto sono alcuni gruppi economici che hanno bisogno di nuove infrastrutture per aumentare il volume dei loro commerci.

La gestione delle risorse energetiche strategiche non è quindi più in mano alla collettività ed i singoli stati fanno così fatica ad incentivare le fonti rinnovabili che intaccano quote di mercato di aziende private come l'Eni e, nella confusione mediatica, quasi nessuno osserva che con poco sforzo si possono contenere i consumi di energia e che l'attuale corsa all'accaparramento non è la politica più lungimirante per la sicurezza energetica e non risolve affatto il problema della nostra dipendenza strategica da altri paesi.

A chi farebbe comodo?

All 'Eni in primo luogo e a tutte le altre compagnie che sono coinvolte economicamente nei vari livelli dell' affare. Non si tratterà infatti di una infrastruttura pubblica asservita agli interessi di tutti. Sarà invece un terminal gestito da un'azienda con le logiche del profitto proprie di un' azienda, che però godrà di finanziamenti pubblici. NON servirà a garantirci inverni caldi, quanto piuttosto a permettere all'Eni e altri gruppi di far passare più gas attraverso l'Italia per venderlo sui mercati europei, basti pensare che i due impianti di rigassificazione di Livorno e Rosignano, se venissero costruiti entrambi, coprirebbero da soli il quasi il 20% del fabbisogno italiano di gas . Giacomo. 14.03.07

A margine della “passeggiata di salute” dell’11 marzo, quando il trekking diventa avventura.

Una precisazione sui fatti mi sembrava opportuna, essendo stata la giornata un ottimo esempio di come non si va in montagna e due righe in proposito, possono quindi tornare utili. 

Per prima cosa, diciamo che la neve ghiacciata non era prevista e quindi, se ci si avventura in gita con il tempo libero ai piedi e perdipiù dalla suola perfettamente liscia, è solo perché, conoscendo a memoria percorso e tempi di percorrenza non ci sembrano dettagli importanti. 

Errore: in montagna ci si va sempre con gli scarponcini, soprattutto in inverno, perchè la neve è sempre possibile trovarla, nei versanti a nord.

Altro errore: non portare una pila ma……………non ci fosse stata la neve ghiacciata e i tempi fossero stati quelli giusti………………prudenza vuole invece  che le si pensino tutte.

Terzo errore: avere il cellulare scarico………..un telefono è invece sempre utilissimo.

Detto questo, la precisazione riguarda il fatto che, quando non si hanno responsabilità di conduzione del gruppo, personalmente me la prendo comoda perchè a casa ci torno comunque, perché ho i miei ritmi  e, nel caso specifico, perché quando rimangono poche alternative all’andare avanti a passettini, o allo scivolare in continuazione……..vado avanti a passettini. Bene inteso rischi non ce n’erano perché, a venti minuti dallo stradone e senza strapiombi intorno, l’unica mia preoccupazione era di perdermi la domenica sportiva, essendomi anche perso la cronaca della partita di Empoli.

Oltretutto, quando è arrivato Davide, che ringrazio per l’aiuto comunque gradito, non ha fatto altro che sostituirsi ad Adriana, nel farmi da freno……...esattamente come si insegna nelle scuoline di sci.

Una nota a parte invece, mi sembra la meriti un’osservazione: quando siamo in escursione è il referente per l’iniziativa che decide se è il caso di preoccuparsi e quanto e stabilisce se è il caso di intervenire e come, anche con il consiglio altrui certo e questo per il semplice motivo che conosce bene la zona attraversata ed i suoi eventuali pericoli, altrimenti si rischia solo di fare confusione. 

Beh, nel programma estivo di neve ghiacciata non ce n’è più e quindi………..ci penseremo il prossimo inverno. Luc. 14.03.07

Ma neanche nelle votazioni di condominio!

Problema sicurezza negli stadi: in quattro e quattr’otto vengono annullate le deroghe ai lavori di messa a norma e, fregandosene dei diritti degli abbonati e delle difficoltà oggettive delle società che non sono proprietarie degli impianti ma affittuarie, gli stadi vengono chiusi.

Si può dire di tutto, ma una cosa è certa e cioè che quando ci si mette d’impegno con fermezza  i problemi si risolvono e difatti, pure con tutti i problemi del caso, l’industria calcio si è rimessa in moto e gli stadi si stanno mettendo in regola.

Non sarebbe stata auspicabile allora un’analoga fermezza nel risolvere i problemi dell’economia  di un Paese che sta andando in malora?

E invece la fermezza la si è dimostrata nel voler minare la stabilità del governo, facendo nascere una crisi per non saper fare 2 + 2! E che, si mette ai voti una mozione che manda a rischio il governo, senza essere sicuri del voto di Andreotti (!?!), del rientro di Pininfarina  e senza aver avuto certezze sulla non defezione di qualcuno della coalizione? Ma neanche in una votazione di condominio ci si può comportare in modo talmente sprovveduto, come nel caso della mozione bocciata al Senato!

Certamente non è che con questo ci si debba proclamare a favore della politica che sostiene le guerre preventive, ma, a parte che l’Italia, come appoggio militare, conta come il due di briscola, a parte che anche gli inglesi stanno disimpegnandosi, a parte che se ne poteva parlare prima delle ultime elezioni, a parte tutto………..non vorrei che ci si dimenticasse (ma penso che chi fa la coda alle poste o la spesa ogni giorno, è difficile si dimentichi) che l’inflazione a gennaio è dell’1.7%, quando il costo del biglietto ferroviario, da ottobre 06 a ottobre 07, sarà aumentato del 20% che l’indebitamento bancario delle famiglie è salito del 10.85% nel 2006, mentre quelli che il conto in banca non ce l’hanno,  invece di fare debiti non acquistano proprio o peggio, s’indebitano per mangiare, che le liberalizzazioni hanno portato ad un aumento dei tassisti ma non del loro lavoro e che Il lavoro manca o è precario e mal retribuito e che quello che prima si chiamava sfruttamento adesso è detto “ flessibilità part time”……. ma sempre sfruttamento indegno rimane. Lc.

La soluzione al dissenso: dialogo e confronto? No, repressione!

Riassunto della serata: l'incontro fra gli
amministratori della nostra citta' e il Ministro
Bersani, visto dal presidio di protesta.

Lunedi' 12/2 c'e' stato l'incontro fra gli
amministratori della nostra citta' e il Ministro
Bersani, durante il quale abbiamo organizzato un
presidio di protesta.
E' singolare che questo Ministro, smentito dal
suo stesso decreto del 30.01 che sanziona la fine
dell'emergenza gas e sospende la quota massima di
importazioni sulla rete dei gasdotti, venga a
Livorno a dettare la linea ad una città intera,
mentre sono in corso perquisizioni e acquisizioni
di atti presso gli uffici del suo Ministero in
relazione al caso del rigassificatore di Brindisi.
Il presidio di lunedi' sera era un modo per far
sentire la nostra voce, troppe volte inascoltata
dai nostri amministratori, nonostante i loro
proclami, sempre puntualmente disattesi, sulla
democrazia e la partecipazione.
Abbiamo voluto ribadire ancora una volta, anche
di fronte ad un Ministro che sembra dare per
scontato il consenso delle popolazioni locali ai
rigassificatori dove ci sono amministrazioni di
centro sinistra, che c'è un movimento fatto di
cittadine e di cittadini che chiede di essere
informato, che si oppone a scelte sciagurate e si
batte per preservare il proprio territorio dalle
installazioni nocive, che chiede di rendere
partecipe la popolazione delle scelte di forte
impatto ambientale.
La nostra presenza ha dimostrato ancora una volta
che il Sindaco, la Giunta e chi ha deliberato e
accettato l'offshore sta operando senza il nostro
consenso.
Abbiamo accolto il Ministro con coriandoli,
cartelli e fischietti, ma abbiamo trovato un
insolito imponente schieramento di forza pubblica
in assetto antisommossa. L'Amministrazione ha
cosi' artatamente instaurato un clima di forte
tensione. Ci è stato impedito l'accesso alla sala
dove si svolgeva la conferenza, siamo stati
strattonati, spinti via, il nostro "territorio" è
stato delimitato da transenne invalicabili,
mentre i signori di palazzo ed un pubblico scelto
potevano assistere ad un evento autoreferenziale,
al quale mancava il sale della democrazia: il
dialogo e il confronto.
Quando ormai la conferenza aveva avuto inizio
molte ragazze e ragazzi si sono seduti in terra,
inscenando un pacifico sit in di protesta, ma nel
clima di tensione generatosi e che poteva essere
evitato, le forze dell'ordine hanno deciso di
sgombrare. Conseguentemente una parte dei
dimostranti sono stati spinti, colpiti,
strattonati, presi a calci. Una scena a cui a
Livorno non siamo abituati e a cui non vorremmo
abituarci. Questa è stata la tristissima risposta
alla richiesta di confronto democratico.
Crediamo che si sia superato un limite che un
governo rispettoso dei cittadini e dei loro
diritti non dovrebbe mai valicare: non si puo'
opporre violenza alla richiesta di democrazia e
di partecipazione.
Quello che è successo lunedi' sera ci sembra una
dimostrazione della difficoltà dei nostri
amministratori di gestire scelte che sanno
indifendibili. Ci auguriamo che non sia un punto
di non ritorno, ci auguriamo che il dialogo sia
ancora possibile. Chiediamo al Sindaco di
assumersi la responsabilità di quanto è accaduto
e di rendere conto alla città della scelta di
negare spazi di agibilità democratica al
Comitato, fino ad arrivare a colpire fisicamente
alcuni dei partecipanti alla manifestazione.

Mario Martelli (comitato no gas off shore) 15.02.07

sul Dal Molin di Vicenza e altro

A me sembra che per le opere di grande impatto ambientale, siano Rigassificatori o treni ad alta velocità o la base di Vicenza, i cittadini non possano fare altro che prendere atto di decisioni prese da altri sulle loro teste, senza possibilità alcuna di poter mettere qualcosa in discussione o meglio, si protesta, ma…...si fa così e basta! Perché questo, mi domando.Che poi, non è che siano neppure opere strettamente necessarie, pure costando fior di soldi alla comunità, per il gas ad esempio, essendo anch’esso legato alle sorti del petrolio, non sarebbe stato meglio investire risorse in ricerca di energie alternative? Per la T.A.V, non sarebbe stato meglio migliorare le strutture esistenti, piuttosto che scavare monti per arrivare (ritardi permettendo) due minuti prima ? E per la base di Vicenza, perché un ampliamento e con quale scopo? E se da essa partiranno poi missioni militari, potremo noi, dopo, non sentirci responsabili, con la scusa che sono basi U.S.A e che quindi non ci possiamo fare nulla, avvallandone però tacitamente le azioni, avendo ceduto il territorio  per impegni sottoscritti?  Beh, sia come sia, penso che, in questo caso, come cittadini, avremmo almeno il diritto, se non di opporci, di discuterne, di conoscere questi impegni, di sapere chi li ha sottoscritti e su quali fondamenta,  essendo Vicenza oltretutto non una base N.A.T.O ma esclusivamente americana (e quindi, anche negando il territorio, non avremmo messo in discussione  “l’alleanza atlantica” )……come per il gas, avremmo avuto il diritto, mi sembra, di conoscere fino dall’inizio di cosa si trattava e quali i pro ed i contro e per la T.A.V, lo stesso. Insomma, possibile che in un Paese moderno e costituzionalmente orientato e democratico, non si possa mai discutere in modo franco, aperto e senza strumentalizzazioni di parte, su questioni importanti, dovendo sempre sottostare a decisioni di altri, prese senza neppure consultarci, anche quando è prevalentemente di “casa nostra”, che si sta decidendo? S.D. 10.02.07

Sulla guerriglia di Catania

Secondo me è giusta la politica di fermezza, a proposito della messa a norma degli stadi, non essendo concepibile che una società che fattura milioni di euro tra diritti televisivi e presenze e compra e vende giocatori per milioni di euro ed anche paga stipendi, sempre di milioni di euro, si faccia poi scrupolo di investire una parte di tutto questo fiume di denaro per garantire la sicurezza degli spettatori e  l’ordine pubblico.

Vero comunque  che la messa a norma degli impianti spettava a chi è proprietario delle strutture (i Comuni) e non a chi le aveva affittate e che se andavano bene all’inizio dei campionati (grazie alle deroghe) ….insomma, si cerca sempre di non scontentare nessuno……………..il punto però, secondo me, è un altro: perché tutta questa violenza repressa che cerca solo un banale pretesto per scatenarsi, illogica, barbara e stupida?

Forse la precarietà di vita a tutti i livelli…..istruzione, lavoro, sanità, pensioni, alloggi….con un futuro difficilmente programmabile e comunque, anche nei casi fortunati, massimamente incerto? Forse che l’essere umano e la sua sostenibilità non sono al centro di tutto, ma invece lo è il mercato o ancora meglio “il conto in banca di pochi”? Forse perchè è imperante la logica di un mondo in mano alle multinazionali, in grado di influenzare la politica, di far cadere governi democraticamente eletti, mentre la fame fa strage ed i diseredati continuano ad aumentare in ogni parte del mondo? Forse perché la logica del neoliberismo sta soffocando i valori della Rivoluzione Francese (liberté, fraternité, egalité ), che sono quotidianamente negati pure essendo ben vivi e presenti nei cuori e nella speranza e nella coscienza della gente? Ecco, magari di risposte ce ne saranno anche altre e probabilmente intorno al Massimino di Catania, pochi le avranno cercate, mentre infuriava la guerriglia, però ……..Lc. 05.02.07

Ancora sulle Ferrovie dello Stato.

Ha perfettamente ragione Davide a scandalizzarsi: persone pagate profumatamente perché competentissime (ma adesso c’è da dubitarne), non trovano di meglio, per risolvere una voragine di bilancio, che aumentare il costo del biglietto ferroviario.

Ora, che i debiti si creano da soli? Però mai nessuno si è dimesso perché non all’altezza del compito cui era preposto né mai, per incompetenza, è stato fatto dimettere………….non sarebbe allora il momento di cominciare a riflettere sul perché di questo ed anche di ricominciare ad indignarsi profondamente ogniqualvolta accade? E i mass media, nello stesso modo in cui si danno da fare per farci conoscere gli “dei del pallone”  (i vari Totti, Gattuso, Materazzi etc.etc.) non sarebbe invece importante che approfondissero ampiamente i temi di ogni malagestione, così che tutti venissimo a conoscere (una volta accertati i fatti) i responsabili, perché almeno si possa evitare che vadano a far danni (ottimamente retribuiti) in altri settori?

Ed ancora, visto il tema, mi verrebbe da dire:- come è possibile voler disincentivare l’uso del mezzo privato, quando il costo di un Milano Roma su Eurostar, non evitabile per i lunghi tragitti, viene ad essere superiore a quello della benzina necessaria ad un’auto di media cilindrata……..Ma allora, la lotta all’inquinamento, va bene solo quando fa comodo? 

Riccardo 22.12.06

Una domanda

Si delocalizza la produzione industriale nei paesi dell’est ed asiatici, si assume a progetto, a tempo determinato e brevissimo, con co.co.co, con precariato di tutti i tipi insomma, nel pubblico e nel privato, le pensioni minime non garantiscono neppure la sopravvivenza, la gente non avendo denaro riduce qualità e quantità di consumi…….ecco, perché nella finanziaria, secondo voi, non si nota una evidente e netta spinta ad una ripresa delle attività produttive e del mercato del lavoro…o forse sono io che non l’ho notata? E altra domanda, abbiamo un Ministero del Lavoro……..ma di che si occupa esattamente, visto che di lavoro se ne trova sempre meno e quel poco che c’è è sempre peggio? Sergio Donato 19.12. 06

Dedicato a un barbone ottantenne, morto in dicembre, di freddo e di stenti, alla stazione ferroviaria di Pisa…….nella ricca (!?) e civile (!?) Italia, Paese del Nord (!?) del mondo:

Padre nostro

Padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
padre nostro che sei nel cielo
e anch’io t’ho chiamato
giorni interi a voce tesa
mi ha risposto soltanto il silenzio.
ma non ti chiedo riposo
non ti chiedo ricchezze,
potere o tranquillità:
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
dammi la lotta, dammi l’inquietudine
e la disperata ansietà,
dammi il tormento, dammi la rabbia
di questa dannata realtà.
ma dammeli ora, definitivamente,
perché io non so
se avrò sempre tanto coraggio
per poterti chiedere ciò.
padre nostro che sei nel cielo
anche tra la gente
che non può più sperare niente
ogni tanto qualcuno ti chiama.
dammi mio dio, quello che ti resta,
quello che nessuno chiede mai.
ma dammi la fede, dammi il coraggio,
... la forza di essere me. (testo di 
Leo Valeriano) 17.12.06

Balzelli non odiosi

E’ stata messa un’accisa di 0,1 cent di euro sulle bottiglie di acqua minerale, finalizzata al risanamento del sistema idrico nazionale.Sembra poca cosa ma ostacolare il consumo di acqua minerale in bottiglia, oltre che positivo per l’ambiente ( bottiglie di plastica non biodegradabili, trasporti etc.etc) è anche mirato nell’interesse reale di tutti (l’acqua sprecata con le enormi perdite delle condutture)……….un balzello……non solo per fare cassa. Marco Tedesco 03.12.06

Perché lo stadio non è sempre pieno?

Bisogna prenotare prima, rischiare di andare a prendere il freddo o la pioggia, di vederci male (che in curva a Livorno si vede male) o di spendere almeno 28 euro a testa e magari di annoiarsi per un gioco non sempre brillante (in trasferta poi c’è anche il rischio o di attacchi teppistici avversari o di essere trattati come delinquenti dalla polizia)……………..tutte seccature tollerabili, finchè la squadra rappresenta in pieno una città, una tifoseria…….ma quando Lucarelli non dovesse gioire più dopo un gol …………….e poi...... sky o mediaset.che con 5 euro ti permettono di  stare comodo, al caldo e vedere bene, non danno milioni al Presidente, proprio perchè qualcuno poi le  guardi?

Insomma, o il calcio è sport ed allora si torna ai vecchi tempi (ma girerebbero meno soldi)  oppure è un business ed allora, non ci lamentiamo se tutto poi segue le regole del mercato: io ti do questo per avere quello…………e cioè, non più l’attaccamento alla maglia ma lo spettacolo, che si sia in serie A oppure Z …………..però dopo non lamentiamoci, con fare ipocrita, se lo stadio non è pieno, perchè dopotutto il denaro che si riesce tirar su “col giocattolo calcio”, non se lo mettono in tasca i tifosi..

Un tifoso che allo stadio ci andrebbe, se ................21.11

Ferrovie dello Stato: che bello fare il manager!

Che accadrebbe se qualcuno di noi andasse dal fornaio o dal fruttivendolo e “pagasse a credito”, oppure contraesse un mutuo per acquistare una casa o un’auto e poi non onorasse mai le scadenze?

E se un imprenditore, ad un certo punto e per un qualsiasi motivo, smettesse di pagare i fornitori e di far fronte agli impegni con banche e dipendenti?

Probabilmente, i primi si dovrebbero mettere forzatamente a dieta ed il secondo andrebbe in rovina.

Come è stato possibile allora, che tali principi elementari di economia e buon senso non siano valsi per le Ferrovie ?

Manager che percepiscono stipendi e liquidazioni e pensioni d’oro ci dicono che l’azienda va in fallimento, se continua ad indebitarsi, e noi tutti, per questo, dobbiamo e senza scelta pagare di più per Eurostar sistematicamente in ritardo e carrozze, non confortevoli e spesso sporche e talora piene di insetti………….Beh! Tanto, sacrificio più o meno (peccato che i sacrifici siano sempre e solo i soliti a farli)……..ma non sarebbe almeno doveroso non solo farci conoscere i motivi di un disastro economico di tale portata, che altrimenti la situazione non si risana mai, ma anche rendere pubblici i nomi di quegli incapaci (per voler vedere sempre positivo) che si sono resi responsabili di tale gestione disastrosa?

Pochi privilegiati possono fare dei danni, non subendone alcuna conseguenza, perchè tanto poi, a rimediare, ci penseranno altri (che saremmo noi)……..va bene così?

Davide, 07.11.06

da Casanova, ottima iniziativa

domenica 29-10 abbiamo visitato la fattoria casanova a selvatelle (pi). siamo stati cordialmente accolti dai proprietari ernestina, michela, ilenia e alberto. alberto ci ha mostrato le stalle, ci ha parlato dei principi dell'agricoltura biodinamica e ci ha offerto il latte della mucca che mungeva davanti ai nostri occhi. il pranzo con i prodotti della fattoria si è svolto all'aperto in simpatia e allegria. Si è ripreso il discorso della lavorazione biodinamica, attaccata dalle logiche del mercato e della crescita della produzione a tutti  i costi, tipica dell'economia industriale, che mettono in difficoltà le aziende che lavorano secondo ritmi più naturali. il pomeriggio abbiamo visitato il caseificio e abbiamo acquistato latticini, olio, succhi d'uva e di mele. Un ‘iniziativa da ripetere!

Antonio e Maria Luisa

A Livorno, come si fa a non andare in auto?

Ho dovuto portare in carrozzeria l’auto…………accidenti, mi sono detto………..però è anche un’ottima occasione per dare il mio contributo al non inquinamento dell’aria ed a sponsorizzare il servizio pubblico, ho concluso tra me e me.

Il guaio era che la carrozzeria è al Picchianti ed io abito in via Donnini…..quale il problema? Che devo cambiare due bus e tener conto delle coincidenze……….se perdo il 10, devo aspettare 30 minuti, dopo aver già atteso il passaggio del bus precedente.

Morale della favola: i quattro chilometri di distanza, si fanno prima a piedi!

Salutare, mi sono detto, dopo avere scarpinato la prima volta…...domani però girerò in città in bicicletta, non inquinerò e farò sano esercizio fisico, che poi c’è la pista ciclabile sul viale Carducci…….Altra morale: la pista c’è solo sul viale Carducci e dopo o si rischia la pelle tra auto e motorini sulla strada o si va sui marciapiedi, per evitare i sensi unici a misura d’auto .

Allora, mi domando: si vuole disincentivare l’auto ed anche rendere turistica la città….perché allora non si ridisegnano le linee urbane dei bus, rendendo più frequenti i passaggi e numerose le fermate e aggiungendone di nuove e non si spende anche qualche euro di vernice per dipingere in terra delle righe, per i transiti preferenziali delle bici?

Mancanza di soldi e di personale? Ma allora, il denaro delle multe per divieto di sosta ( e da noi sono tante ), di tutti coloro che si ostinano a non andare in bici o in bus  e non possiedono auto blu o permessi privilegiati ………..dove finisce, se la qualità della vita dei livornesi, parlando di mobilità urbana, non migliora mai?

Lucio Vescovo  21.10.2006

sulla tre giorni a Quercianella, Ecologia e diritti da liberare.

 Venerdì 8 settembre, nell’ambito delle iniziative riguardanti l’ecologia e la
solidarietà, proposte da Agire Verde, in collaborazione con il Centro
Culturale di Quercianella, abbiamo avuto il privilegio di assistere
alla proiezione di diapositive che Sergio Casini ha realizzato su una
delle più belle farfalle diurne italiane, la Zerynthia polyxena che,
già nel 1987, è stata inserita dall’Unione Internazionale per la
Conservazione della Natura, fra le specie europee in via d’estinzione.
Sergio ci ha spiegato che, questa farfalla, una volta abbastanza
comune, è oggi molto rara anche a causa della scomparsa della sola
pianta di cui la larva si nutre. Si tratta di una pianta del genere
Aristolochia e precisamente dell’Aristolochia rotunda, originaria dell’
Europa meridionale. Questa pianta si trova nella regione mediterranea,
è tossica per l’uomo, ma diventa indispensabile nutrice della Zerynthia
polyxena.
La farfalla compie una generazione all’anno e trascorre l’
inverno nello stadio di pupa. Il bruco infatti compare di solito a
maggio e dopo 4/5 settimane, si impupa.
Lungo è stato quindi il lavoro
di Sergio che, con grande pazienza, ha seguito le affascinanti tappe
della nascita di questa che è stata definita”un gioiello della natura”.
Partendo da un piccolo uovo, passando al bruco, allo stadio di pupa e
finalmente al meraviglioso esemplare adulto, fermato un attimo prima
del suo volo, abbiamo potuto percorrere le varie tappe della
metamorfosi .
Tutti hanno seguito la proiezione in silenzio, incantati
dalla bellezza delle immagini, perfette anche dal punto di vista
fotografico.
Spero tanto che Sergio ci dedichi anche in futuro un altro
po’ del suo tempo, per farci conoscere altri capolavori della Natura e
che non perda mai la curiosità e l’entusiasmo che ha saputo
trasmetterci in questa bella serata di fine estate.
Grazie anche ai
ragazzi del direttivo per l’impegno e la bravura che hanno mostrato
nella programmazione, nella conduzione dei tre giorni e soprattutto
nell’allestimento delle mostre – esposizione sia dei prodotti dell’
artigianato del “ Commercio Equo” che delle splendide foto d’autore del
circolo fotografico Delphi.    ANNA (10 settembre 2006)
 
 Una lettera ricevuta, sulla questione gas off shore

Egr. Signori,
    mercoledì, quando ho letto sulla "Staffetta Petrolifera" l'articolo che
allego alla presente mi sono chiesto: "Ma è possibile che a Livorno non ci
sia nessuno che si oppone?" Ieri, cercando su Internet per vedere a che
punto passa Galsi, ho trovato il Vs. sito. Stamane mi sono associato
versando la quota con il bollettino di c/c n. 0083 VCY 0211.
Mando questa Email per conoscenza anche all'ing. Biancotti della ditta SIM
che ha distributori di metano per auto a Viareggio-Massarosa, Pietramala,
Pietrasanta, Lucca, Avenza e che è quindi molto interessato perché il metano
arrivi in Toscana per tubo passando per Sardegna, Corsica ed Elba, dove
potranno sorgere distributori di metano per i suoi clienti, e clienti delle
isole potranno fare rifornimento nei suoi distributori quando verranno sul
continente. Egli potrà informare della questione i suoi colleghi di Toscana,
Umbria e Lazio perché si attivino presso i politici che conoscono. In
seguito, se sarà necessario un referendum, si potranno mobilitare tutti i
"metanautisti".
Resto in attesa di conoscere le novità.
Cordiali saluti.
Rino Da Rè,  febbraio 2006


Ognuno ha le strade che si merita

Chiunque abbia occasione di percorrere un raccordo o un
tratto stradale extraurbano senza fretta, a piedi o in
bicicletta, può notare il quantitativo di rifiuti che si
trovano lungo le banchine o nelle scarpate. Rifiuti
sicuramente gettati fuori dai finestrini delle automobili.
Maggiore è il traffico che percorre la strada e maggiore è
il sudiciume. Da nord a sud della penisola vi sono poche
varianti.
Non ho mai sentito un ambientalista lamentarsi di tale
biasimevole costume, ne mi risultano interventi repressivi
da parte delle forze dell'ordine. Per la verità, non so
neanche se ci sono leggi deterrenti oltre a quelle etiche
e del buon senso..penso comunque di si, in Italia abbiamo
abbondanza legislativa in ogni campo..ma forse mi sbaglio.
Le amministrazioni che gestiscono questi tratti stradali,
non raccolgono mai questi rifiuti, neanche in occasione
dello sfalcio dell'erba che anzi è occasione per triturare
il sudiciume e sparpagliarlo ovunque.
In Germania ho visto in opera delle macchine assai simili
a quelle che si usano per pulire le strade (urbane) che
attraverso un braccio mobile aspirano il sudiciume (assai
limitato per la verità) e l'erba falciata dalle banchine.
Certamente ogni popolo ha le strade che si merita.
Sandro Tigli  luglio 2006


pervenute 2005
Bella Livorno !?

Vi scrivo riguardo alla Chiesa Olandese: da molti anni è in uno stato  di sempre maggiore degrado. Fino a due anni fa era esposto un  cartello che annunciava lavori di restauro, a cura della comunità  Alemanno-Olandese, proprietaria del luogo di culto ma in questi ultimi  anni è crollata parte della facciata e di quel cantiere, se mai è partito,  non se ne hanno più tracce e neppure del cartello. In pratica le vetrate non  esistono più e questo comporta che la Chiesa è divenuta un   rifugio per volatili e roditori, particolarmente fastidioso per gli  abitanti dei palazzi contigui.
Mi interrogo da tempo se questa situazione sia ulteriormente  tollerabile, oltre che per la situazione igienico-sanitaria, che per la  perdita di una dell'emergenza monumentali che testimoniano il passato  multiculturale e multietnico della nostra città. Trattandosi di un tempio protestante, piuttosto essenziale negli interni, quello che c'è da salvaguardare è la facciata gotica che potrebbe impreziosire gli   Scali Olandesi, se riportata ad un minimo di decoro, valorizzandola   illuminata di notte.
In altre città, come ad esempio Bologna, chiese sconsacrate ospitano 
musei, biblioteche ma pure uffici e negozi, quindi.………..
Nutro inoltre più che un timore riguardo alla ripresa di un traffico 
veicolare sostenuto lungo gli anelli dei fossi, se come sembra 
inevitabile, sarà riaperta la piazza Cavour, riguardo alla statica 
della Chiesa; già gli scalandroni davanti alle Benci sono pericolanti; 
sembra quasi che sia la proprietà che il Comune attendano che il tempo 
e le intemperie facciano il loro lavoro.
Come possiamo contribuire a salvare questo 
monumento, da tempo indisponibile, della nostra comunità? 

Andrea Morini 05.01.2005

Riflessione sull’agonia di Terri Schiavo.

Vivere non è sopravvivere ma essere in salute............... vivere ha un significato se riusciamo a dare un senso alla vita e quindi ne siamo consapevoli………….e via discorrendo. Ciascuno di noi potrebbe definire il proprio modo di concepire e desiderare per sè stessi l’essere in vita ma, almeno su una cosa si dovrebbe essere tutti d’accordo: la vita esiste in noi, finchè non sopravviene un ultimo respiro e dopo………il corpo si decompone, come le piante si seccano.

Quindi il mistero dell’ignoto e del se esista un’anima e, se mai dovesse esistere, del dove finisca.

Fino ad allora però………solo l’essere vivi, che si contrappone all’essere morti.

Questo per affermare che, se Terri Schiavo andrà a morire per l’omissione del soccorso da parte di coloro che avrebbero dovuto assisterla e malgrado la presenza di chi avrebbe desiderato farlo e volentieri (i genitori, se non i diversi comitati per la vita), avrà voluto dire lasciar trionfare il materialismo di chi valore alla vita non ne dà, se non in funzione di quanto si è produttivi.

Stiamo attenti però: oggi qualcuno dirà che Terri (la quale, a detta di coloro che la assistevano, non soffre e quindi motivi per morire non ne avrebbe) avrebbe preferito morire, domani qualcuno potrebbe anche estendere l'interpretazione del pensiero e della volontà anche a coloro che sono meno gravemente disabili di Terri, perché non abbastanza consapevoli (ma i costi delle terapie non è che c'entrano, per caso?) e via via, un po’ per volta………….. dura lex sed lex………………Ma è umano e morale, stabilire per legge chi ha diritto di vivere e chi no, almeno quando non è la persona interessata a scegliere, in piena coscienza? E’ umano e morale che una legge, stabilisca per me che è la mia ora per morire, come per una pila scarica che è l'ora di essere gettata via?

Il problema ed il guaio è che forse stiamo diventando tutti troppo indifferenti e cinici, per porci il problema oppure…………vivere, non rappresenta più un valore assoluto per troppi di noi e quindi il mondo che ci circonda è esattamente quello che ci meritiamo, in ultima analisi quello che ha omesso il soccorso a Terri Schiavo, dicendole: è ora che tu muoia! 

L.S. 30.03.2005

A proposito della chiusura del cinema Odeon

L'annunciata chiusura del cinema Odeon è il segnale più visibile della
crisi del settore culturale cittadino. Purtroppo esso non è né il primo,
né sarà l'ultimo. La notizia giunge infatti a quasi un anno dalla
cessazione dell'attività di un'altra sala storica, quale il Metropolitan:
e il calo del numero degli spettatori non è solo questione di numeri, ma
è un fenomeno visibile per tutti coloro che frequentano regolarmente le
sale del centro. Inoltre, altre due insegne prospettano di rimanere
spente dopo la sosta estiva: la Gran Guardia e i Quattro Mori.
 È facile comprendere che la situazione appare di gravità inaudita. La
scomparsa delle più importanti realtà private nel panorama dello
spettacolo rischia di portare con sé il diradamento di molte iniziative
di associazioni ed enti che in questi luoghi creano cultura, con forme
variegate e spesso baciate da successo di pubblico.
 La creazione e il recupero di altri spazi, come il Teatro Goldoni, non è
sufficiente a colmare le falle sopra enunciate. E d'altra parte, l'arrivo
di grandi realtà nazionali, come il nuovo multiplex alla periferia
cittadina, non pare in grado di aprire nuove prospettive: non sembra
capace di ampliare l'offerta cinematografica e rendersi disponibile ad
iniziative culturali. Non è da dimenticare il problema dei posti di
lavoro che ogni cinema e teatro in crisi, anche con l'indotto di bar,
imprese di pulizie e altri fornitori di servizi, rischia di dover
cancellare, senza possibilità di fornire prospettive nello stesso ramo a
personale ormai qualificato. Queste sono le motivazioni che ci spingono a
costituire un «Comitato per la tutela dei cinema e dei teatri livornesi».
Non è nostra intenzione processare le scelte, o le non scelte, delle
amministrazioni che si sono avvicendate in Comune, o degli imprenditori e
dei soggetti che gestiscono le sale labroniche. Non vogliamo trovarci
coinvolti in questioni partitiche, né prestarci a strumentalizzazioni.
 Riteniamo però che sia doveroso individuare tutte le cause della
situazione presente, promuovere un confronto fra tutte le parti per
trovare una soluzione. Persino l'eventuale cambio di destinazione d'uso
delle sale rappresenta una questione che è lungi dall'essere meramente
privata, sia per le implicazioni sociali ed economiche, sia per le loro
peculiarità architettoniche che le rendono a tutti gli effetti dei
monumenti da salvaguardare. Il Comitato si propone di vigilare in tal
senso. Siamo ben consci che i problemi esposti dipendono anche da
elementi che esulano dal contesto cittadino, e dallo specifico del
settore culturale, e che possono annoverarsi accanto alle difficoltà che
lamentano negli ultimi anni categorie quali i commercianti e varie
tipologie di lavoratori dipendenti. Per questo sollecitiamo una risposta
da parte dell'Amministrazione comunale.

Il Comitato  Associazione cinematografica «Nido del cuculo»;
Associazione culturale Habanera;
Associazione I Licaoni; Associazione Livorno città del cinema;
Associazione Todo modo;
Valerio Brega;
Federica Caiazzo;
Riccardo Caiazzo;
Enrico Caroti Ghelli;
Tiziana Catalucci;
Mario Cavallai;
Centro culturale Cgs Flash - Cinema Salesiani;
Diego Collaveri;
Antonio Cristiano;
Massimo D'Amelio;
Pardo Fornaciari;
Livia Giunti;
Michele Innocenti;
Leghorn Film;
Fabio Marchiori;
Metacorto;
Francesco Mencacci;
Andrea Morini;
Giulio Peruginelli;
Piccolo cinema indipendente;
Martina Salsedo;
Francesca Santi;
Teatro Del Porto;
Sequenze cultura;
Marco Sisi

Un punto di vista sulla Porta a mare:

Rilevando il Cantiere dalle cooperative che a loro volta lo avevano rilevato nel ’97, la Azimut Benetti s.p.a  diventava proprietaria del Cantiere stesso e socio di maggioranza della STU (società di trasformazione urbana), sorta a guidare e controllare, con partecipazione pubblica, le trasformazioni nella zona, necessarie per realizzare quello che avrebbe dovuto essere una struttura industriale, idonea alla attività di costruzione di maxi-yacht, un centro servizi per la nautica, un porto turistico ed un complesso immobiliare ricettivo, più un altro porticciolo.

I dati relativi al piano regolatore del 1998, non prevedevano la costruzione di appartamenti e la zona commerciale era di soli 2.000mq (dati che ci sono noti, pubblicamente diffusi e che mai ci risulta siano stati smentiti).

Il progetto attuale, vede invece 14.538 mq di residenziale e 20.579 mq di commerciale e terziario commerciale, avendosi difficoltà a trovare e la parte cantieristica (come faccia poi a convivere la cantieristica accanto al residenziale?) e quella relativa al porto turistico + il porticciolo.

La vocazione commerciale ed immobiliare appare invece evidente, ipermercato compreso.

Ora, il punto è: La Azimut/Benetti ci guadagna sicuramente (sono terreni che si incrementano enormemente di valore), il Comune nell’immediato anche ma, a lungo andare, è un affare che porterà vantaggi alla città e quali, esattamente?

Non risultano studi di sostenibilità ambientale e quindi è lecito supporre, a maggior ragione, che neppure ricerche di mercato siano state fatte, sulle possibili ricadute economiche a favore della città e allora, quale la logica che dovrebbe portare sviluppo a Livorno:- prendere il primo autobus buono che passa e poi, dove si va lo si appura strada facendo? Si trascura una politica di investimenti volta al futuro (a meno che questa non sia il costruire un semplice nuovo quartiere commerciale e residenziale di lusso) e si sottace l’eventualità che il centro commerciale storico, strozzato e dalla recessione e dagli ampi parcheggi della Porta a Mare, possa andare incontro ad una fine analoga a quella dei cinema livornesi. Insomma, dal tentare di risolvere l’occupazione dei lavoratori del Cantiere Orlando e dell’indotto e dall’originaria intenzione, ottima del resto, di dare impulso alla cantieristica livornese e al turismo, con una nautica da diporto………..si finirà per innescare un processo che creerà ulteriore disoccupazione, senza nessun forte impulso per un nuovo sviluppo, malgrado i massicci investimenti effettuati. Con estrema sintesi: in una città che vede diminuire progressivamente i residenti ed invecchiare la popolazione, ben venga un’agitarsi produttivo che costa soldi ma ne fa anche guadagnare, solo vorremmo che questo guadagno fosse prevalentemente a favore dell’intera città di Livorno e non solo a favore di pochi privilegiati privati, soprattutto considerando che Livorno ci mette tanto del suo, ma proprio tanto, tanto. Assoc.Agire Verde

Ps: magari però, tutti quelli sopra, sono solo cattivi pensieri…………magari Livorno avrà una risorta cantieristica navale da fare invidia ed anche il porto turistico, non servirà ai diportisti unicamente per prendere una pizza e ritornarsene via ma porterà e lavoro e nuovo sviluppo e ricchezza per la città……………….speriamo, intanto il dubbio rimane: importante scommessa sulla cantieristica navale e la nautica da diporto a Livorno o brillante operazione di massiccia cementificazione speculativa?  

altre 2004

sull'associazione Agireverde

La cena sociale del 18 è andata abbastanza bene: buona l’affluenza, buona la cena, buoni gli interventi (Davide Orsi e Salvatore Picardi) e buono anche il ritorno economico…….buono per futuri stampati e francobolli.

Peccato solo che l’intervento di Davide non abbia  trovato lo spazio che avrebbe meritato e per l’ora che si era fatta tarda e perché l’acustica della stanza non era favorevole o anche, perché forse era stato impostato più “sul divulgativo colto che su quello popolare” e quindi ben presto l’attenzione è calata. Riprenderemo l’argomento?

Riprendere l’argomento………….già!Ed ecco il punto e l’opinione, secondo me.

Qualcuno, vedendo che era in programma una testimonianza su una comunità che si ispira alle tradizioni del monachesimo russo………..ha storto la bocca, dicendo:- che c’entra con l’ambientalismo? Ma allora, che c’entra   il fatto di proporre i G.A.S. (gruppi di acquisto solidale) o anche il partecipare alla marcia per la pace Perugina Assisi o l’essere andati a Genova per opporsi alla globalizzazione da parte delle multinazionali oppure il fare intervenire alle nostre cene i gruppi di Emergency o della rete Lilliput? Questa la risposta di altri.

Qualcuno ha detto che l’associazione si occupa di tempo libero, altri hanno detto che bisognerebbe essere il più mirati possibile, proprio in funzione di questo, occupandoci di escursionismo specifico, su tipo L.I.PU. o C.A.I o gruppo botanico…………..ma il porsi come associazione per il tempo libero, non è estremamente riduttivo e mortificante?  Restare nell’ambito di uno statuto va bene ma permettere a chiunque abbia da esprimersi, voglia di farlo ed infine lo faccia, mettendo in comune con tutti gli associati il proprio mondo interiore, comunque si intenda l’avere un punto  di vista o una filosofia o uno stile di vita…………è molto meglio che il semplice andare in giro e  l’escursionismo, diviene così una specie di laboratorio culturale e solidale all’aperto,  partecipato e condiviso.

Agireverde inteso come una tela sulla quale ciascuno traccia un segno, ponendosi nell’associazione come parte attiva e proponente, in un lavoro di ricerca che coinvolga tutti indistintamente e dove il dipinto finale, sempre in divenire, finisca per essere l’espressione di tutti e non solo di qualcuno.

Nulla vietando che nel frattempo, ci si possa benissimo occupare di raccolta differenziata dei rifiuti o di energie alternative o del protocollo di Kyoto o anche di come manifestare contro le guerre o di sostenere l’altromercato o di quant’altro, che comunque sia interessante per qualcuno degli associati.  L.S.    20.04.2004

su un povero ...........ex pino!

Sono indignata nell’apprendere che il Trentino donerà al papa l’albero di Natale che decorerà piazza San Pietro, durante il periodo natalizio. Un abete alto oltre 35 metri sarà consegnato dal Comune di Pinzolo e altri undici comuni della Val Rendena e della Provincia Autonoma di Trento.

Quello che mi fa rabbrividire è che hanno scelto per l’occasione una pianta di 110 anni che sorge nel Parco Naturale Adamello Brenta. Mi meraviglia il fatto che sia vanto donare al papa una pianta che per più di 100 anni è sopravissuta a tutto. Credo che non dovesse meritare di essere sacrificata per fare da addobbo natalizio in piazza S. Pietro per poi diventare legna da ardere. Poi ci dicono di comprare alberi finti da mettere in casa per salvare la natura quando l’esempio dato da chi comanda è il contrario. Ci si meraviglia quando si apprende che facevano doni agli dei con persone o animali in altari sacrificali questo non e paragonabile a ciò, ma ritengo sia comunque un sacrificio inutile. Non si tratta forse di ridurre il merito di essere riuscito a vivere per 110 anni, premiandolo con un taglio netto e un’esposizione a dir poco offensiva nei confronti della natura. Che c’è da essere grati o da vantarsi per un regalo così grande? Forse grande lo è? Io me ne vergognerei ad essere l’artefice di tutto ciò, e non gradirei che il nome del comune che ha fatto questo dono fosse citato in tutte le prime pagine dei giornali. Se me lo donassero lo rifiuterei. Ma io non faccio testo spero solo che chi ha parola in capitolo capisca che non si festeggia il Natale  distruggendo una cosa cosi grande all’insegna di palline e fili colorati. Di certo queste feste quando guarderò piazza S. Pietro quello che penserò non sarà wow che maestosa tutta addobbata, ma sentirò dal cuore gridare povero abete che fine hai fatto.

Michela Marchioro 15.12.2004  

 e mail : agireverde@tin.it